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lavoro pubblicato domenica 15 marzo 2015
ultima lettura mercoledì 21 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Guardare oltre

di giuseppina. Letto 386 volte. Dallo scaffale Pensieri

Mi sono  educata, durante il periodo in cui esistevano i figli di papà che comunque ce la facevano Ma esistevo tra quelli non considerati perchè provenienti da ambienti dediti alla sopravvivenza Educati per fare cose di scarso va...

Mi sono educata, durante il periodo in cui esistevano i figli di papà che comunque ce la facevano

Ma esistevo tra quelli non considerati perchè provenienti da ambienti dediti alla sopravvivenza

Educati per fare cose di scarso valore sociale e di assenza di appartenenza

Mi sono comunque costruita. Ho avuto la fortuna di crescere in una casa in cui la nonna parlava di libri, anche se praticamente inesistenti, e di saper leggere, scrivere e soprattutto parlare bene, parlare per comunicare

La scuola era un premio, se ero brava potevo aspirare alle classi superiori , ma dovevo essere brava per iscrivermi e non dare problemi , il lavoro era più importante

Studiavo continuamente e per farmi perdonare la presunzione di andare oltre i modelli dell’ambiente in cui vivevo lavoravo nelle ore di non scuola

Mio padre mi premiava pagandomi i libri e l’iscrizione alla scuola superiore

Il primo libro avuto in regalo è stata il Vangeko per bambini , il regalo della compagna di scuola , figlia di insegnanti, per la prima comunione alla quarta elementare

Il libro più importante è stato il vocabolario di italiano, grande e telato necessario per accedere alle medie con l’esame di ammissione

Che meraviglia migliaia e migliaia di nuove parole, la sera prima di dormire lo sfogliavo per trovare le parole difficili (lo erano tutte in casa si parlava il dialetto)

Ho imparato il gioco della volontà, a fare quello che era necessario per accontentare gli altri ed essere così libera di fare quello che desideravo

Leggevo le mie aspettative al contrario di quelle che mi prospettavano , sono stata fortunata ad incontrare persone che mi imponevano le regole del loro ambiente , sapevo che esiteva altro al di là , per coetanei più fortunati , fortuna ereditata dal loro ambiente

L’unica cosa da fare era trasgredire, è stato un vantaggio imparavo ogni volta ad andare oltre ad inserirmi attraverso una porta di servizio , in alcuni casi si rimarcava la mia capacità di farcela ad esempio a chi non ce la faceva

La forza mi veniva dal fatto che ero sola con la mia volontà , non aspettavo mai l’approvazione degli altri o di raggiungere gli obiettivi che mi venivano dati

I miei erano più ambiziosi.

Mi chiedevono di rispettare le regole, ma le regole le avevevano scritte loro e non io, il risultato delle regole rispettate era di restare in disparte

Sapevo di non avere niente da perdere e ce l’avrei comunque fatta avevo accumulato l’esperienza di chi giorno per giorno va oltre.

Guardavo chi stava oltre il mio ambiente e li imitavo senza farmi notare , per non irritarli, e impormi al momento giusto quando non se l’aspettavano

Io ero importante.



Commenti

pubblicato il 15/03/2015 14.22.37
Alchimistabianco, ha scritto: Ferito li sguardo nelle lettura nero su nero. Il racconto? E chi è riuscito a leggerlo!
pubblicato il 16/03/2015 7.57.15
giuseppina, ha scritto: grazie della segnalazione ...forse bisogna selezionare e viene visibile il testo

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