ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 10 marzo 2015
ultima lettura martedì 17 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SAINT SEIYA Next Generation: CAPITOLO 10 : Il Cavaliere D'Acciaio

di Aldore1n. Letto 505 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 10IL CAVALIERE D'ACCIAIOUno sbuffo di vento gelido entrò prepotente dalla vetrata infranta del grattacielo Polaris. I fumi della batta...

CAPITOLO 10
IL CAVALIERE D'ACCIAIO


Uno sbuffo di vento gelido entrò prepotente dalla vetrata infranta del grattacielo Polaris. I fumi della battaglia, ora, fuoriuscivano verso l'esterno anche da lì. Liam si scrollò di dosso le ultime schegge di vetro mentre Rebecca si lanciò immediatamente a protezione dei compagni feriti posti qualche metro più avanti. «Croop Circle » le portentose legate ai suoi avambracci crearono diversi cerchi intorno a loro, racchiudendoli in un guscio protettivo invisibile ad occhio nudo. Il Saint di Pegaso avanzava lentamente con passo felpato e testa alta verso la grande vetrata, alle spalle della quale il signor Atteon e i suoi ospiti di alto rango si stavano godendo lo spettacolo dei super droni. La moquette porpora assorbiva i rumori della brillante armatura argentea del cavaliere di Atena, mentre un'aura azzurra e calda cominciò a circondare il resto del suo corpo. Liam si fermò a pochi passi dalla spessa barriera che lo separava dal suo nemico. Lo sguardo che gli lanciò fu carico d'ira e l'aria si riempì di elettricità. Gli uomini d'affari ebbero come un sussulto percependo, forse, la pressione che si stava esercitando fra quello strano ragazzo in armatura e l'amministratore delegato. Questi, dopo un attimo fugace di meditazione, cominciò a battere le mani fortemente, voltandosi, ad intervalli regolari, anche verso i propri ospiti che impauriti applaudirono di loro volta.
«Entrata ad effetto fantastica signor Liam, degna di un film d'azione» disse attraverso la diffusione sonora.
« Atteone ti consiglio di richiamare immediatamente i tuoi droni e di arrenderti se non vuoi che venga lì a prenderti a calci. Forse pensi che un po' di vetro possa tenere lontano un Saint? »
« Avventato come sempre, ragazzino. I tuoi amichetti non ti hanno insegnato le buone maniere? Dimmi una cosa, qui con voi c'è pure quel Gold Saint? ».
«Non so di cosa stai parlando, ma non osare mai più nominare i miei compagni. Pagherai per il male che hai fatto ».
«Male dici? Vi ricordo che siete stati voi a fare irruzione nel mio grattacielo. Poco male, avevo calcolato anche la tua presenza e quello della tua amichetta in catene. Prenderete parte anche voi all'esperimento dei super droni ».
«Maledetto farabutto, ti ho già detto di non nominare i miei compagni!».
Il pugno partì deciso, carico d'energia. Fendeva l'aria a velocità inaudita verso il vetro che già tremava. Un lampo abbagliante accecò per un attimo tutti i membri della riunione. Quando riaprirono gli occhi videro un super drone che bloccava con la sua fredda mano meccanica l'ancor ardente montante del Cavaliere di Pegaso. Il tintinnio dei metalli che strofinavano fra loro era acutissimo. Il braccio del ragazzo tremava per lo sforzo mentre , coi muscoli ancora tesi e i denti stretti in una morsa , tentava di vincere il robot che non si muoveva di un millimetro. L'unico occhio, rosso come un grande rubino , posto al centro della liscia testa nera, emetteva un finissimo ronzio, mentre il diaframma posto al suo interno si allargava e si restringeva. Poco dopo la sentinella cominciò a vincere quell'enorme pressione e a spostare il Saint. Se non fosse stato per l'armatura, la presa del drone gli avrebbe sicuramente strappato una mano. Liam decise di fare un balzo all'indietro per allontanarsi dal nemico e studiare al meglio la situazione. Pur non percependo alcun Cosmo in quei freddi corpi umanoidi, aveva testato la loro straordinaria forza.
« Non abbiate paura miei cari ospiti. Come vedete i miei super droni non permetteranno a nessuno di toccare la barriera di vetro. Dico bene Cavaliere di Pegaso? » si beffeggiò di lui Atteone « Coraggio, eliminate tutti gli intrusi! ».
Sincronizzati alla perfezione, tutte le sentinelle obbedirono all'ordine dell'amministratore delegato portando in avanti il braccio destro e caricando i loro cannoni di energia. Il sibilo del flusso di Polaris che si andava concentrando nel calibro dell'arma era udibile persino a distanza. Dopo un boato, l'intero campo di battaglia fu invaso da una luce bianchissima e poco dopo una coltre spessissima di fumo riempì ogni spazio vuoto. I quattro cavalieri erano stati colpiti in pieno dalla spaventosa potenza dei droni, ma Atteone e i suoi increduli ospiti non potevano ammirare ancora l'epilogo della battaglia.
« Azionate il sistema di areazione immediatamente » disse Atteon portando la mano destra all'orecchio corrispondente per attivare l'impianto radio.
Si udì chiaramente un rumore meccanico alcuni istanti dopo e i fumi biancastri cominciarono a venire assorbiti da rumorose e grosse ventole fuoriuscite dal soffitto. Quando la visuale fu nuovamente sgombra il perfido Atteone, dando le spalle alla barriera, sorridendo come mai in vita sua si rivolse ai membri della riunione con soddisfazione :
«Ammirate! Ammirate amici miei la potenza della famiglia Temis. Grazie a questi splendidi robot la nostra azienda sarà proiettata verso un nuovo e glorioso futuro. Nessuno ci potrà fermare, nessuno!» esclamò prima di essere deriso da Leondor Paranossis.
Lo sguardo dell'amministratore delegato si incendiò dalla rabbia. In un attimo afferrò per la cravatta di seta blu l'elegante uomo d'affari fino a sollevarlo diversi centimetri dal pavimento. L'aura vermiglia riapparse e prima che potesse colpire a morte chiese:
«Prima di raggiungere Mc Connor, dimmi, tutto ciò le provoca divertimento signor Paranossis?».
«Lei ha frainteso Mr Atteon » rispose soffocando l'uomo mentre cercava con le mani di liberarsi dalla possente stretta «vi consiglio di voltarvi!».
Atteone ruotò lo sguardo verso il campo di battaglia e comprese solo ad allora le parole di colui che stava per eliminare.
«Cosa diamine è successo qui?!» constatò lasciando cadere Paranossis sulla sua poltrona.
La scena sembrava congelata nel tempo. Tutti i droni erano stati ridotti a brandelli. Le loro corazze perforate e dilaniate e i quattro Saint in piedi davanti la vetrata. Liam giocherellava con la testa di un super drone lanciandola di qualche centimetro come una pallina da tennis ,atterrando ogni volta precisa nella sua mano sinistra. «Sorpreso Atteone? » chiese spavaldo « ora veniamo a prenderti».
Lo spesso vetro antiproiettile venne ridotto ad una manciata di minuscoli frammenti quadrati. Per lo spavento, gli otto uomini d'affari si nascosero sotto il tavolo da lavoro pregando di aver salva la vita. Ora Liam era faccia a faccia contro il nemico, diviso solo da qualche centimetro d'aria.
«Come avete fatto a distruggere i miei droni?».
«Tu ci sottovaluti Atteone » rispose Kenzo « Forse da soli non avremmo mai potuto sconfiggere quei robot, ma il vero potere dei Saint nasce dall'amicizia. Ora arrenditi e vieni con noi ».
« Stupidi mocciosi!» riprese a ridere « non mi avrete mai. Powerfoul Gored! ».
La potente ed improvvisa tecnica del cavaliere Naturale si scagliò contro i quattro compagni che furono scaraventati all'indietro come colpiti da centinaia di incornate di cervi furiosi. Solo grazie alle Cloth ne uscirono indenni, ma quando si rimisero sulle proprie gambe notarono immediatamente che Atteone era scomparso.
«Dannato codardo! Ha approfittato dell'attacco a sorpresa per scappare! » sbottò in collera Dimitri frantumando con un pugno una delle pareti vicino a, lui.
« E' andato ai piani superiori! » urlò qualcuno da sotto il tavolo.
Era Leondor Paranossis che si rialzò scuotendo la sua bella giacca color caffè e stringendo il nodo windsor della cravatta. I quattro cavalieri accorsero da lui per ricevere informazioni più dettagliate.
«Sta bene ? » gli chiese Rebecca accertandosi che non fosse ferito.
«Io sto benone. Piuttosto siete voi che avete subito quel mega attacco. Siete stati davvero in gamba, Atteon era su tutte le furie!».
«Mi dispiace interromperla signor...»
«Paranossis cavaliere di Pegaso, Leondor Paranossis, molto piacere».
«Come fa a sapere che sono il Saint di Pegaso?».
«Vi spiegherò tutto dopo. Dovete raggiungere Quel brutto ceffo e fermarlo. Ha già combinato troppi guai. Ha usato un teletrasporto per raggiungere i piani superiori ».
«Sicuro che sia andato lì? Non possiamo rischiare di farlo scappare» .
« Non preoccuparti cavaliere del Dragone. Oggi pomeriggio gli ho attaccato sulla giacca un trasmettitore gps. Credo che il Professor Smith abbia dato a te il sistema oculare di rilevamento, giusto?»
«Come fai a...» voleva dire Kenzo, ma si rese conto che avrebbe sprecato solo secondi preziosi.
«Coraggio, usate le scale che troverete verso nord, vi condurranno al duecentesimo piano. Proteggerò io i membri della riunione e mi occuperò degli ospiti che stanno per arrivare».
«Quali ospiti? » domandò automaticamente Liam.
A rispondergli fu ,però, Kenzo il quale fu allertato dal suo sistema oculare dell'arrivo di centinaia di super droni.
«Come farai a resistere? Non sei nemmeno un Saint. Non possiamo lasciarti da solo».
«Sei gentile Cigno bianco, ma non sono così debole come pensate ».
L'uomo dal preciso pizzetto scoprì il polso destro lasciando fuoriuscire uno stupendo orologio vintage. Sul bianco quadrante si poteva leggere la scritta Rolex con una sorta di corona che doveva rappresentare la casa costruttrice .Schiacciò uno dei pulsanti di cui era composto il quadrante e dopo un bip qualcosa infranse la vetrata che dava su Time Square. I minuscoli frammenti vitrei cascarono verso il basso creando una sorta di danza luccicante nella notte. Dall'apertura passò una sorta di valigia metallica non molto grande che atterrò delicatamente nelle mani di Paranossis. «Godetevi lo spettacolo » disse ai quattro amici sorridendo e toccando il freddo involucro color platino. Dopo un istante, la valigetta si aprì lasciando uscire quella che sembrava a tutti gli effetti un'armatura dal profondo colore blu. I vari pezzi si assemblarono racchiudendo interamente l'uomo d'affari. Persino gli occhi furono coperti da una piastra azzurra che si chiuse di scatto quando l'elmo fu ben saldo al suo corpo. I quattro Saint Rimasero a bocca aperta udendo quel che Paranossis, attraverso un diffusore vocale elettronico, gli disse:
«Vi presento il Cavaliere D'Acciaio ».

Le scale di emergenza dell'edificio furono trovate molto rapidamente. Paranossis aveva trasmesso a Kenzo tutti i dati e la posizione gps riguardanti Atteone che aveva ottenuto ed ora, il target luminoso nella sua plano-visuale era ad una distanza approssimativa di 10 metri.
« Ci siamo, è dietro a questa porta » asserì l'orientale indicando la larga porta grigia con all'apice una piccola insegna luminosa col numero 200.
« Dobbiamo fare attenzione. Quell'uomo è pericoloso. Propongo di studiare un piano d'attacco » suggerì Dimitri.
« Al diavolo i piani. Lasciate che prenda a calci quel farabutto» aggiunse col suo fare impulsivo Liam, mostrando il pugno destro.
«Quante volte te lo devo ripetere bamboccione, non siamo in un film. Atteone è troppo importante per le nostre ricerche ».
« Credi che non lo sappia Beky!!» ruggì il newyorkese «Ti ricordo che lui ha tentato di portarmi via mio padre e a cercato più volte di farci fuori. Non permetterò mai più che qualcuno ci faccia del male, mai!».
Rebecca guardò con sorpresa il volto del compagno. Gli occhi sembrano eruttare fiamme e il suo corpo sembrava racchiudesse un intero universo in esplosione.
« Faremo come dice Liam questa volta » disse Kenzo appoggiando la mano sinistra sulla spalla del brioso compagno «Io e lui andremo in avanscoperta, mentre tu e Dimitri ci sarete di supporto. Così facendo resteremo comunque uniti. Coraggio, muoviamoci».
Le parole del Dragone trasmisero una certa calma negli animi degli altri tre Saint. Sapevano che l'orientale era l'unico in grado di gestire l'estro del Saint di Pegaso e comandare una squadra data la sua spiccata ed innata intelligenza. Liam sfondò la porta con un calcio ben assestato. Il duecentesimo piano si presentò scuro e silenzioso; c'era un enorme spazio vuoto e un odore di erba bagnata, come se una leggera pioggia primaverile avesse irrorato un campo, lasciando ,al suo passaggio, quei piacevoli odori di muschio e fiori. Sul pavimento c'era qualcosa di strano e se ne erano accorti entrambi muovendo i primi passi in quello strano luogo. Calpestavano qualcosa di morbido, molto più soffice della moquette bordeaux che rivestiva i corridoi piani inferiori. «Erba!» sussurrò Liam che si era inginocchiato a tastare la superficie. Strappando un piccolo filamento e portandolo sotto al naso, si accorse subito di cosa si trattava. La visuale notturna del sistema di navigazione oculare di Kenzo si attivò quasi immediatamente. Lo sfondo si fece completamente verde, mentre le pareti e qualche strano oggetto davanti a loro veniva elaborato con un colore scuro, quasi come fossero ombre. Di Atteone ,però , non vi era alcuna traccia.
« Dannazione, con tutta questa oscurità non riusciremo mai a trovarlo. Se solo Beky fosse stata con noi avremmo potuto usare la sua catena» osservò spazientito il Saint di Pegaso.
« Non preoccuparti. Dobbiamo avere pazienza. Lui è qui, ne sono certo. Non senti anche tu una strana energia da qualche parte? » fece rassicurandolo il cavaliere del Dragone.
Fecero un'altra dozzina di passi in avanti restando in posizione di allerta per non farsi sorprendere. Udirono in lontananza un gocciolio, simile all'acqua che filtra dalle caverne calcaree su delle stalagmiti. Poi un qualcosa li allertò. Un suono, simile ad un rametto spezzato dalla pressione di un passo, li distrasse e proprio in quel momento qualcosa li assalì, ferendoli ad una spalla.
« Tutto bene Liam» chiese il cavaliere in armatura verde smeraldo rialzandosi con un atletico movimento delle sole gambe.
« Benone, non preoccuparti. Cosa diamine è stato? ».
«Non ne ho idea, il rilevatore non mi ha segnalato nulla e di Atteone non vi è traccia».
«Devono essere i super droni, per loro è facile rendersi invisibili alla tecnologia ».
«Ti sbagli, nel sistema oculare vengono rilevate le scie elettromagnetiche dell'energia Polaris che alimenta quei robot. Se fossero stati loro me ne sarei accorto».
« Se non sono nemmeno quei rottami, allora cosa ci ha attaccato?».
«Non lo so amico mio, ma credo che qualunque cosa sia non abbia finito. Sento nuovamente quell'energia negativa crescere nell'ombra » concluse il cavaliere del Dragone mentre si metteva spalla a spalla col compagno.
Numerosi attacchi si abbatterono sui due guerrieri che cominciavano a risentire dei primi segni della fatica. Anche se restavano in difesa, consumavano molto Cosmo per cercare di limitare i danni e le ferite. Stanco di incassare solamente, Liam si scostò dal compagno cominciando a concentrarsi profondamente.
«Cos'hai in mente Liam?» chiese Kenzo.
«Nulla amico mio, ma sono stufo di fare la bella statuina. Se c'è qualcosa in questo posto lo colpirò con le mie stelle cadenti. Tu fatti da parte e sta pronto».
Il Cosmo di Pegaso si levò alto illuminando con le sue sfumature azzurre parte di quello strano luogo. Grazie a quell'aura Kenzo ebbe modo di osservare la morfologia del duecentesimo piano. Si trattava di una vera e propria radura di montagna, con tanto di prato, rocce e persino una sorgente d'acqua.
«Pegaso: Shooting Stars!» esclamò Liam ruotando vorticosamente su se stesso e facendo esplodere i suoi colpi.
Le scie luminose dei pugni del cavaliere ricoprirono ogni spazio a tal punto che perfino lo stesso cavaliere del Dragone dovette prestare attenzione per non essere colpito. Quando Liam si fermò ansimante nulla pareva essere accaduto.
«Maledizione! O qui ci sono i fantasmi o non ci capisco più nulla» asserì il giovane newyorkese.
Un altro rumore, questa volta più marcato e grave li attirò alle spalle. Questa volta nessun attacco li sorprese, ma il fastidioso suono di una familiare risata li indispettì alquanto.
«Stupidi cavalieri. Come siete ridicoli. Non sapete che noi cervi possiamo vedere anche di notte? Fate troppo affidamento sui vostri cinque sensi ed è bastato privarvi di uno solo di questi per cadere nella mia trappola».
«Sei solo un vigliacco Atteone! Fatti vedere immediatamente» ringhiò Liam.
«Vigliacco dici? Non direi. Piuttosto cavaliere di Pegaso, come farai a fermare questo? Powerfoul Gored!».
Le incornate del cervo si abbatterono precise e rapide sul cavaliere di Atena che finì su una roccia fracassandola. Tentò di rialzarsi, ma un rigo di sangue caldo proveniente da sotto l'elmo gli bagnò il viso facendolo perdere conoscenza.
«Liam ,No! Che tu sia maledetto cavaliere. Assaggerai la furia del Dragone. Rozan: Raising Dragon!».
Il drago nascente si levò dal suo pugno contorcendosi nello spazio. Con sorpresa dell'avversario, la tecnica fu scagliata con precisione e ci volle tutta l'abilità del cavaliere naturale per sfuggire alla potenza devastante di Kenzo.
«Come sempre ti faccio i miei complimenti. Hai visto dov'ero grazie alle stelle cadenti del tuo compagno che hanno illuminato questo posto. Purtroppo hai consumato molte energie e il tuo attacco non ha raggiunto una velocità tale da sorprendermi. Ora che sei esausto perirai! Powerfoul Gored!».
Nonostante la ferma convinzione di Atteone, il colpo non fu mai scagliato, poiché il nemico fu bloccato dall'arrivo alle spalle di Dimitri che congelò le sue gambe paralizzandolo. Senza perder tempo, il cavaliere del Cigno espanse la sua fredda aura illuminando il perfido avversario. Atteone indossava la sua Natural Armour e nei suoi occhi spiccavano due congegni dalle azzurre lenti che gli davano la possibilità di muoversi nel buio vedendo come un animale della notte.
«Rebecca tocca a te!» urlò Dimitri subendo alcuni terribili colpi alla schiena.
«Con immenso piacere Dim. Andromeda:Sonic Chain!».
Le catene danzanti colpirono l'amministratore delegato fracassando in più punti la robusta armatura bronzea. Nella sua bocca, il pericoloso nemico, sentiva il sapore acido del sangue e fitte dolorossissime lo attanagliavano mentre cercava di sollevarsi. In quel momento le luci del duecentesimo piano si accesero e finalmente la vasta radura artificiale si mostrò in tutta la sua maestosità.
«Che razza di posto è? Una vallata di montagna in un grattacielo in pieno centro di New York? Solo i Temis potevano essere così megalomani» disse Rebecca richiamando le sue catene.
Kenzo si era precipitato dallo sfortunato Liam , ancora incosciente, mentre Dimitri si era accostato al nemico per tenerlo a bada.
«Sciocchi mocciosi » proferì tossendo sangue Atteone «Credete che catturandomi saprete qualcosa da me? Non avete idea di che cosa avete scatenato».
«Risparmia le forze per l'interrogatorio brutto musone. Vedremo una volta giunti al nostro campo base se parlerai o no» gli rispose Dimitri.
Purtroppo i problemi dei quattro Saint non erano ancora finiti. Dal pavimento spuntarono delle aperture metalliche da dove apparvero dei super droni pronti a far fuoco, ma grazie all'intervento improvviso del signor Paranossis, sopraggiunto dal fondo dell'enorme stanza, il pericolo fu scampato.
«Fate largo cavalieri, loro sono miei. Iron Shock!» esclamò il cavaliere d'acciaio polverizzando facilmente con una sorta di energia rossa i robot.
«Signor Paranossis , ce l'ha fatta! E' salvo!» gioì Rebecca.
« E' stato un gioco da ragazzi!» aggiunse l'uomo aprendo il suo elmo meccanico « Allora Atteon, come ti senti a stare per una volta zampe all'aria?».
«Tu? Come hai fatto a distruggere le mie così facilmente. Nemmeno questi mocciosi ci sono riusciti da soli. Chi sei veramente?».
«Povero Mr Atteon, è dura essere battuto. Sono anni che io e la fondazione Sado ti stiamo alle calcagna. Credevi che con la tua nuova tecnologia avresti governato il mondo intero, ma ti sbagliavi. I droni restano sempre delle macchine, anche se molto evolute. Questi ragazzi sono semplicemente stati sorpresi. Sappi che nessun androide può sconfiggere un Saint di Atena».
«Signor Paranossis, così lei appartiene alla fondazione?» chiese Dimitri.
«Vi prego amici, chiamatemi Leo, mi farete sentire vecchio altrimenti » spiegò divertito « Esatto, sono un infiltrato. Spacciandomi per un uomo d'affari interessato alla tecnologia Polaris ho potuto studiare i progetti di questi pazzi dei Temis. Grazie alle informazioni raccolta abbiamo potuto sviluppare delle leghe e delle armature molto più potenti ed evolute. Il Dottor Caius Smith mi aveva informato della vostra missione e così , eccomi qui».
«Maledetto imbroglione pagherai per tutto ciò!» esclamò dopo l'ennesimo colpo di tosse «Tutti pagherete. Il signorino Delo vi farà pregare di non essere mai nati».
«Ti riferisci a Delo Temis? Quel damerino in frac ? Non essere sciocco Atteon.
La frese di Leondor Paranossis fu appena conclusa, quando al centro della radura, dopo un bagliore luminosissimo, fece la sua comparsa un altro strano individuo, racchiuso da una magnifica armatura di onice. Il mantello bianco accuratamente posto alle sue spalle lambiva appena lo strato d'erba del suolo. Il magnifico elmo, simile ad un diadema , veniva tenuto fra il fianco e l'ascella. Era alto e nonostante gli addominali scolpiti nella sua corazza, sembrava possedere un fisico di tutto rispetto. I capelli biondi, lisci come fili di seta non troppo lunghi e ben pettinati, adornavano un volto fine e candido da dove spiccavano due grandi occhi azzurro cielo. L'uomo si avvicinava lentamente senza emettere alcun fiato. I Saint si misero subito in guardia anche se non percepivano alcuna minaccia imminente. Leondor Paranossis lo osservò bene e quando capì di chi si trattava fece appena in tempo a sussurrare il suo nome «Delo Temis!» prima che un devastante fragore luminoso lo investì disintegrato l'armatura d'acciaio sotto gli occhi esterrefatti dei cavalieri di Atena.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: