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lavoro pubblicato lunedì 2 marzo 2015
ultima lettura giovedì 4 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

GLORIA SHOCKING

di MicheleRieri. Letto 450 volte. Dallo scaffale Pulp

Stava guidando quasi da un’ora, la spia del gasolio era fissa sul rosso da poco meno. In quella maledetta città erano poche le alternative al girare con l’auto aspettando qualcosa che ravvivasse di un minimo il grigiore delle nottate...

Stava guidando quasi da un’ora, la spia del gasolio era fissa sul rosso da poco meno. In quella maledetta città erano poche le alternative al girare con l’auto aspettando qualcosa che ravvivasse di un minimo il grigiore delle nottate. Anche da questa non sembrava ci si potesse aspettare un finale diverso dal solito, un finale in cui le speranze non fossero finalmente andate deluse.

Si fermò a Piazza Garibaldi. Aveva fame. Parcheggiò l’auto, smontò ed entrò al McDonald’s. Almeno, c’erano sempre dei posti in cui rimediare qualcosa per tenere a bada il tuo stomaco, quando attaccava a invocare. Che poi fosse cronica, la mancanza di luoghi e di situazioni che ti facessero sentir vivo davvero, questo era un altro problema.

Il locale era semivuoto. Uno dei camerieri stava svuotando i vassoi rimasti sui tavoli nella pattumiera centrale. Ancora mezz’ora, poi sarebbe stata ora di chiudere. Si diresse al bancone, studiò la lista delle delizie. Il ragazzo dietro la cassa aspettava, stanco, frustrato. Lo fissò. Un istante. Poi passò a ordinare.

- Allora, un McBacon…

-

- …una porzione di patatine…

- Piccola, grande, come?

- …ah sì, piccola, sì

- Altro?

- Sì, una Coca, una Coca media

- Basta così?

-

- Fa 9 euro e 70, li porta via vero?

- Perché dovrei farlo?

- Stiamo per chiudere…

- La chiusura è all’una, o sbaglio?

- No, certo, mi scusi

Pagò, prese il vassoio e si sistemò in fondo alla sala. Cominciò a mangiare. Era spazzatura, la spazzatura alimentare made in Usa. Faceva ingrassare, otturava le arterie fino a portare alla morte per infarto miocardico e gonfiava le tasche di mister McDonald e dei suoi scagnozzi. Bè, l’adorava.

Finì le patate, succhiò una sorsata di Coca. Stava per addentare il McBacon quando si accorse della tipa di fronte. Era lì che continuava a fissare, il suo corpo, i suoi occhi. Non le avrebbe dato più di 30 anni. Indossava una minigonna e un body attillato, in tinta col nero corvino dei suoi capelli. Tra le dita stringeva una Merit, spenta. E continuava a fissare, i suoi occhi, il suo corpo. Poi si alzò e si avvicinò al suo tavolo. Si sedette.

- Posso?

- L’hai già fatto.

- Scusami, ma prevedo in anticipo come la gente risponde.

- Forse stavolta hai fallito.

- Non volevi che mi sedessi?

- Può darsi.

- Mi fai accendere?

- Non fumo.

- Non vuoi compagnia?

- Dipende.

- Da cosa?

- Che cosa proponi?

- Oh bè, usciamo da qui e ci infiliamo in un posto decente, tipo il Calipso o il Blue Side, ci facciamo un paio di drinks e poi passiamo da me, ho uno splendido appartamento.

- Ah sì?

- Sì e lì ci facciamo.

- Cosa?

- Ci facciamo, scopiamo, cos’è non ti piace l’idea?

- Forse piace più a tua madre, perché non lo scopri? Adesso sparisci!

La donna si alzò di scatto, stizzita. Prese la borsetta e si allontanò sculettando.

Gloria la seguì con lo sguardo fino alla porta. Quando uscì, tornò a concentrarsi sul suo panino. Non sarebbe mai andata con una lesbica.


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