ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 25 febbraio 2015
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SAINT SEIYA Next Generation: CAPITOLO 8 La Next Generation Deve Prendere Il Volo

di Aldore1n. Letto 380 volte. Dallo scaffale Fantasia

angolo dell'autore Come vi avevo promesso su facebook e twitter eccomi qui con il nuovissimo aggiornamento. Trattasi di un capitolo di transizione, necessario affinchè capiate alcuni elementi. Grazie a tutti coloro che mi seguono

CAPITOLO 8

LA NEXT GENERATION DEVE PRENDERE IL VOLO

Seduta davanti il suo grande ed elegante scrittoio, la malinconica Anna sfogliava con la punta del dito le pagine arricciate del suo diario di scuola. Amava annotare con penne colorate varie frasi dettate dal suo istinto e da quell'implacabile voglia di far emergere il suo io interiore, cosa che i suoi severi tutori le avevano spesso proibito coi loro strani modi di fare, nonostante fossero molto disponibili verso lei e sua sorella. Con la loro straordinaria premura avevano fatto in modo che nulla gli mancasse dal giorno in cui l'amato padre le aveva lasciate. Ora una strana vocina nella mente della maggiore sembrava voler sconvolgere quel naturale equilibrio che si era costruito nel corso degli anni.

" Perché ti hanno portata qui, lontano dalla scuola che tanto ami?" mormorava la sua mente.

" Gli zii sono uomini terribilmente affaccendati per via del loro lavoro, non posso recare loro fastidio coi miei capricci" rispondeva a se stessa.

" Sicura di essere felice? Lo sai che ora hai 18 anni e sei libera dai vincoli legislativi che ti legavano ai voleri dei tuo tutori" continuava la vocina insinuandosi sempre più in profondità.

" Questo lo so, ma io devo pensare anche a mia sorella. non posso abbandonarla, lei ha soltanto me".

"Lei ha soltanto te, questo è vero, ma hai mai pensato a te stessa? Nessun amico, nemmeno un lontano parente che possa ascoltare i tuoi sfoghi, nessuno che soddisfi la tua voglia di libertà".

" Taci ti prego, tu sei solo una stupida voce nella mia testa, la mia vita è perfetta così. Presto dovrò aiutare gli zii nella gestione delle aziende, non posso sottrarmi al mio destino, io sono una Temis".

" Giusto una Temis, lo stesso appellativo che ha fatto scappare quel ragazzo. Come si chiamava? Giusto si chiamava...".

« Liam!! » esclamò riemergendo dai suo pensieri, tenendo stretta fra le dita una pagina di diario con una frase scritta in azzurro:

" Caro diario,

oggi sono felice, forse è la prima volta che qualcuno non ha paura di me, del mio pesante cognome. Ho chiacchierato con uno strano ragazzo che frequenta la mia classe. Quando lo vidi per la prima volta tre anni fa pensai che fosse il solito scapestrato, ma questa sera , sfidando i miei zii e i suoi gorilla, è venuto da me per darmi gli auguri per il mio diciottesimo compleanno. Forse è il regalo più bello che mi potessero fare. Per la prima volta , dopo la morte di mio padre, ho sorriso. Lo dico solo a te, che sei il mio più caro amico, lui si chiama Liam".

Le sue gote erano bagnate da calde lacrime che gli rigavano il sottile viso ed arrossavano i bellissimi occhi azzurri.

« Che ti prende sorellona? Perché piangi? »

« Delia sei qui! Mi hai spaventato ».

« Ancora a scarabbocchiare su quel tuo diario? Sai sono anni che non fai altro che scrivere su quei vecchi ed obsoleti taccuini. Non sarebbe meglio evolversi e comprarsi uno di quei bellissimi e-diary che fanno vedere in tv? Se vuoi posso dire ad Ippolito di fartene avere uno subito».

« Ti ringrazio, ma non disturbiamo Ippolito per queste cose. preferisco continuare ad usare la carta ».

« Fa come vuoi » fece inarcando le spalle rassegnata « però sono curiosa di sapere che cosa scrivi. Fammi vedere » concluse strappando dalle mani della sorella con un improvviso scatto l'agenda.

« Delia ferma, ridammi subito il diario. Non sono affari tuoi!! » urlò Anna cercando invano di riprendere il prezioso libricino.

« Solo una sbirciatina, dai! Non fare la prepotente con la tua sorellina » disse sfogliando rapidamente le pagine con l'indice mentre col corpo si schermava dalle braccia di Anna.

Quello che sembrava un normale momento fra ragazze mutò quasi subito in una tesa situazione. Delia lesse fra quei colorati appunti una frase che la raggelò facendo cadere il taccuini sul pavimento. Voltandosi verso la sorella come una furia la guardò con i suoi enormi occhi neri che sembravano lanciarle dardi d'odio.

« È così? Voi andare via? Vuoi lasciarmi sola? ».

« Cosa dici? Che te lo fa pensare? Hai letto quello che ho scritto oggi?» rispose Anna raccogliendo il diario.

« Non mentirmi!!! » tuonò in preda all'ira Delia.

« Ascolta sorella, quello che scrivo è solo uno sfogo. Non voglio andare via veramente, non potrei mai lasciarti sola. Non potrei mai...»

« Taci!! » esplose violentemente emanando una strana aura nera con sfumature vermiglie e facendo sussultare l'incredula Anna.

« Delia che cos'hai? Cos'è questa strana energia che ricopre la tua pelle ».

« Ti ho detto di stare zitta! Sappi che non mi lascerai mai, che ti piaccia o no! Tu rimarrai sempre al mio fianco, per sempre! » esclamò autoritaria sorridendo tetramente.

« Cosa ti sta succedendo ? » chiese Anna disperata incominciando a piangere copiosamente per la preoccupazione « Lascia che ti aiuti » continuò allungando cautamente una mano verso la sorella.

« Non toccarmi!! » sbottò Delia lasciando fuoriuscire dal suo corpo una grande quantità di aura e colpendo la sorella che per l'impatto cadde violentemente per terra.

In preda ad uno strano terrore, Anna chiuse gli occhi sperando che sua sorella si calmasse, poi, fortunatamente, l'ingresso di Ippolito fiondatosi nella camera, interruppe quello strano fenomeno. Delia svenne immediatamente , ma venne presa al volo dal suo servitore che la sollevò fra le sue forti braccia.

« Sta bene signorina Anna? » domandò l'uomo in nero.

« Io sto bene Ippolito, ma Delia... Non capisco... Cosa le è capitato? Cos'era quella strana aura nera che la ricopriva? ».

« Ora si calmi signorina. Si deve riposare. Mi occuperò io di sua sorella».

« No aspetta, dobbiamo chiamare un elio-soccorso, ha bisogno di cure!».

« Le chiedo scusa signorina, ma insito. Mi occuperò io di tutto. Lei deve restare qui. Porterò sua sorella dai signorini immediatamente ».

« Va bene ,ma fa presto. Informami subito sulla situazione ».

« Come desidera ».

Il gorilla uscì rapidamente dalla bella stanza al secondo piano della maestosa villa situata al centro di un atollo poco distante dalle coste dell'isola di Cuba. Mordendo l'angolo del cuscino e bagnando la sottile fodera di seta rosa, la povera Anna rimase sola con un crescente senso di colpa che attanagliava il suo cuore. Fra un singhiozzo e l'altro, stringendo i denti, diede sfogo al suo animo sensibile con una frase :

« Se solo tu fossi qui con me...»

A miglia di distanza dalla calda isola nell'Atlantico, i quattro Saint erano a colloquio con il maestro Murasama e gli scienziati. Nonostante i loro sforzi, non erano riusciti ancora ad ottenere informazioni sulla persona che racchiudeva in se l'anima della dea Atena né, tantomeno, il suo potente cosmo si era rivelato. Cercavano un segno, qualunque cosa potesse dare loro una strada da seguire. Liam si era per un attimo isolato da quel enorme groviglio di domande che tutti si facevano. La sua attenzione era stata catturata dal notiziario della sera che stava trasmettendo la CNN sul grande schermo al centro dell'hangar:

«... la polizia è ancora alla ricerca dei quattro giovani che hanno fatto irruzione nella fabbrica a nord della città di New York e che hanno devastato un intero plotone di droni sentinella appartenenti all'Energam INC. L'amministratore delegato del potente colosso produttore della preziosa energia Polaris vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini della Grande Mela, affinché tutti possano dare una mano nelle ricerche. Dal suo ufficio nel grattacielo posto in Time Square, siamo collegati con la nostra inviata Sandra Martinez. Ci sei Sandra? ...»

L'immagine televisiva cambiò e un volto di una giovane giornalista apparve nella parte destra dell'ultramoderno studio dell'emittente.

« ... Buona sera dall'ufficio del signor Preston Atteon, amministratore delegato delle fabbriche Polaris della nostra città. Signor Atteon, lei voleva dire qualcosa a tutte le famiglie newyorkesi in ascolto, dico bene? ...».

Accanto all'inviata fu inquadrato un uomo di bell'aspetto, il quale viso raggelò il sangue nelle vene del Saint di Pegaso. Non potendo trattenersi, Liam disse ad alta voce:

« Quello è Atteone!!».

« Che ti prende bamboccione, quante volte ti abbiamo detto di ascoltare in silenzio ciò che ti diciamo. Non è il momento di guardare la televisione questo!».

« Calma Rebecca, Liam ha ragione. Quello in televisione è il nostro nemico, colui che ci ha attaccato nella fabbrica di Polaris » fece Kenzo erigendosi a difesa del compagno.

« Doc, la prego, alzi al massimo il volume » disse Dimitri chiamando lo scienziato col nomignolo che gli aveva dato il compagno.

«... Egregi cittadini, vi prego di prestare ascolto a ciò che vi dico. Chiunque abbia informazioni su questi quattro giovani ...» esordì Atteone facendo comparire in sovrimpressione le foto dei quattro Saint ricavate dalle immagini di sicurezza delle telecamere della fabbrica «... ripeto, chiunque veda o sappia qualcosa su questi ribelli, è pregato di riferirlo alla polizia chiamando il numero che vede apparire sotto di me. Se aiuterete me e la famiglia Temis a combattere la fiamma della ribellione, sarete rocompensati profumatamente. Ricordiamo che chiunque si ribelli al nostro volere verrà punito severamente dalle leggi in vigore...».

« Che crede di fare quel maledetto? Così ci fa passare per delinquenti. Possibile che nessuno si rende conto che i Temis sono dei tiranni spietati? ».

« Calmati figlio mio, purtroppo la famiglia detiene il controllo dell'intera nazione. Anzi, della maggior parte della Terra. Nessuno può infrangere le loro regole, se non vuole essere marcato come ribelle e siccome la maggior parte dei cittadini americani lavora per le fabbriche di Polaris che li sfama, nessuno oserà disobbedire ».

« Tuo padre ha ragione Liam » aggiunse Kenzo « persino nel mio paese hanno paura dei Temis. Tuttavia credo che da questo notiziario abbiamo ricavato una notizia».

« Cosa intendi con quello che hai appena affermato?» domandò Murasama.

« Io credo che la famiglia nasconda molto più di quello che vuol lasciar vedere. Solo il fatto che quel cavaliere naturale lavori con loro, mi lascia pensare che probabilmente sia immischiata con la vicenda della nostra Atena ».

« Credo che Kenzo abbia ragione » aggiunse Dimitri « Pensiamoci un attimo. Quando sono apparsi per la prima volta questi cavalieri? ».

« Da quando abbiamo fatto irruzione nella fabbrica di Polaris, insomma da quando abbiamo usato il nostro Cosmo » rispose Rebecca sedendosi su uno sgabello « anzi, a pensarci bene abbiamo problemi con l'Energam da quando Liam ha mostrato per la prima volta il suo potere a quei gorilla vestiti di nero».

« Ora che mi ci fai pensare è vero, ma loro si sono arrabbiati con me da quando ho fatto irruzione nella loro villa per dare gli auguri ad Anna» spiegò loro il Saint di Pegaso sedendosi a sua volta sul pavimento gommato ,incrociando le gambe e le braccia.

« Tu cosa? » domandò incredulo Bob spalancando a più non posso gli occhi che sembravano voler schizzare dalle orbite per la rabbia.

« Aspetti signore, ci penso io a picchiare il bamboccione! » fece Rebecca alzandosi di scatto dalla sedia e strofinando le nocche del suo pugno.

« Aspettate un secondo, io non ho fatto nulla di male. Quel brutto bodyguard che ha sempre incollato a dosso non mi ha nemmeno permesso di salutarla a scuola, la tiene distante da tutto e tutti, quasi fosse un tesoro preziosissimo! ».

« Figlio mio, quante volte te lo devo dire, lei è una Temis, non puoi avvicinarti ad un membro della famiglia come se nulla fosse. Già mi sorprende come gli zii di quelle due povere ragazze abbiano dato loro il consenso di frequentare una scuola pubblica» gli rimproverò il padre.

« Bèh papà, io credo che ti sbagli. Sarà anche una Temis, ma è pur sempre una persona che merita di avere dei compagni. Sbaglio o mi hai sempre rimproverato di farmi degli amici perché non ne avevo».

Tutti osservavano il fervore emanato dal giovane newyorkese nel pronunciare quelle parole, persino Rebecca dovette ammettere a se stessa che quella volta il suo compagno non si stava sbagliando. Restarono per qualche secondo in silenzio,ma poi Murasama ruppe gli indugi.

« Ascoltate bene quello che vi sto per dire. Forse ho capito cosa nascondono i Temis ».

« E da cosa lo avete dedotto maestro?» chiese Kenzo.

« Semplice, perche sono circa 15 anni che osservo quella famiglia e cioè da quando il Cosmo della nuova generazione di cavalieri ha cominciato a manifestarsi. In tutto questo tempo ho raccolto informazioni di ogni genere, ma fino ad oggi non ero venuto a capo di nulla. Dopo il racconto di Liam qualcosa ha acceso la mia curiosità » spiegava tenendo incollati gli sguardi di tutti quasi fosse una calamita « Le giovani figlie di Ceo Temis, il grande magnate dal cuore gentile e puro, sono state tenute sempre sotto una strettissima sorveglianza. Un giorno, quando voi eravate ancora dei bambini, incontrai le piccole sorelline che giovano al Briant Park. Con loro c'era sempre una figura vestita di nero che non le perdeva mai di vista. Ad un certo punto una delle due bimbe fece rotolare vicino ai miei piedi una pallina colorata. Io la raccolsi e la stavo consegnando alla dolce piccoletta che piangendo disperata mi veniva incontro. Non appena sfiorai la sua candida manina quell'uomo fece la sua comparsa senza che nemmeno me ne accorgessi. Ricordo bene che mi urtò un braccio e da li percepii qualcosa di insolito. Nonostante apparisse calmo e gentile ,dentro di se nascondeva una terribile energia negativa, che ringhiava famelica sotto quella cera da bravo ragazzone. Da quel preciso istante , nascosto nell'ombra, ho osservato tutti i loro spostamenti. E bene, credo che la nostra amata Atena si sia reincarnata in una delle due bambine».

Lo stupore crebbe in maniera smisurata dopo il racconto del vecchio maestro. Tuttavia Liam non pareva d'accordo:

« Andiamo maestro, state parlando delle mie compagne di scuola. Me ne sarei accorto se una delle due fosse stata, come dire, particolare».

« Io credo che invece il maestro sia nel giusto » disse inserendosi Kenzo « pensaci bene amico mio. Tu non eri ancora in grado di percepire il Cosmo e anche se Atena si fosse mostrata non l'avresti capito. Poi come spieghi quest'improvviso interessamento della famiglia verso di te? Di sicuro hanno capito che dentro di te stava per Sbocciare la forza di un Saint e si sono preoccupati di eliminarti».

« Bene allora. Se pure fosse vero ciò che dite, che facciamo ora? Non so nemmeno dove sia Anna. A scuola non potevo parlare con lei e nelle ultime settimane nemmeno l'ho vista in aula. Pensavo fosse malata o impegnata con la sua famiglia ».

« Io non amo fare teorie, ma se cerchiamo delle conferme, credo sia meglio andare là!» esclamò Dimitri indicando con la mano destra l'alto edificio in televisione con la grossa insegna luminosa "Polaris".

« Maestro cosa ne dite?» fece Kenzo voltandosi verso il saggio anziano.

« Ormai l'intera città vi cerca, non è sicuro uscire fra la cittadinanza. Rischieremmo di mettere in pericolo degli innocenti».

« Dimenticate una cosa maestro, ora abbiamo le nostre Cloth che potranno celare le nostre identità. Se agiamo di notte, con l'aiuto di una buona strategia, potremmo raggiungere Atteone e fargli sputare il rospo» spiegò Rebecca.

« E vai!!!» esplose gioioso Liam « Andiamo a fare la festa ai cattivi».

« Tu vedi di star calmo bamboccione o te la rompo quella zucca vuota»

« Agli ordini Beky, questa volta non farò nulla di avventato».

« Giovani Saint, permettete di aiutarvi con la tecnologia della fondazione. Ne sarei felicissimo».

« A quanto pare le mie parole non serviranno a fermarvi. Meglio così, la Next Generation deve prendere il sopravvento. Atena ne sarebbe fiera» concluse Murasama lasciandosi sfuggire un lungo sospiro.

« Bene Cavalieri, prossimo obbiettivo la torre Polaris!» esclamò Liam carico come non mai.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: