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lavoro pubblicato martedì 24 febbraio 2015
ultima lettura sabato 21 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'amore é un cane con un ninnolo tra i denti

di Vic. Letto 510 volte. Dallo scaffale Poesia

“Ti amo”, disse Jasmine, negli occhi di Harry. “Anch’io”, le rispose. Ma non le credette . Ci avevano almeno provato. Rimasero nudi, abbracciati ma senza trasporto. Rimasero zitti. Poi Harry le disse: &ldqu...

“Ti amo”, disse Jasmine, negli occhi di Harry.

“Anch’io”, le rispose. Ma non le credette .

Ci avevano almeno

provato.

Rimasero nudi, abbracciati

ma senza trasporto.

Rimasero zitti.

Poi Harry le disse:

“Aspetta” e si alzò dal divano

andò scalzo fino alla tavola

prese il pacchetto

ne mise una in bocca e l’accese, ma senza

guardare.

Alle sue spalle fucili puntati

ultimo desiderio

per un condannato

“Che hai?”, chiese Jasmine.

Harry si fece un bel tiro

ma senza volerlo

davvero.

“Niente di nuovo”, rispose.

“Io non ti piaccio. Non ti piaccio più”

Il naso di Harry sbuffò una nuvola grigia

che ben nascondeva un sospiro.

“Lo sai, di piacermi”

“Allora… che cosa succede?”

Harry badava al pacchetto,

che il bordo seguisse il disegno a quadretti

di quella tovaglia, rimasta tra i buchi,

tra il mazzo di chiavi e il suo portafogli

vuoto e sgualcito

come se adesso

davvero

contasse qualcosa.

“La solita storia, non voglio menartela ancora”

“Va male al lavoro?”

“Anche”

“E poi…cosa?”

“Passerà ”,mentì.

“Se hai dei problemi, proviamo a risolverli”

Ma Harry si accorse di starsene lì

nel vuoto spaziale marziano

nudo

e capì ch’era tempo

d’infilarsi la tuta alla svelta.

Prese il groviglio appoggiato alla sedia

di maniche e gambe girate al contrario.

S’infilò le mutande.

“E come dovremmo risolverli? C’ho messo una vita, per renderla breve.

Mi sono impegnato. Non voglio tradire i miei sforzi

tra camici bianchi che giocano a fare i dottori

e sonde infilate nel culo.

Per quanto riguarda il lavoro… accetto consigli”.

Adesso era il turno di un altro calzino.

“Perché sei lontano da me?”.

Harry sentì quel rumore.

Rumore di spari.

“Una volta mi hai detto che sono preziosa”

“E’ vero”

“Allora perché non mi tieni ben stretta?”.

Lui la guardò

e poi s’infilò la maglietta.

“Ti meriti altro”, le disse.

Jasmine si alzò dal divano

ma il cotto era freddo

e stette sul bordo dei piedi.

“Tu lascia decidere me”,

ma Harry rispose:

“Non voglio badanti”.

Poi svicolò, sparendo nel bagno

nessuno lo vide

mentre

piangeva.

Era scampato ai mortai.

Ma dove trovare il coraggio

il pretesto

per sparare per primo?

Harry smorzò la sua Winston

restando a guardare la brace

mentre anneriva nel cesso

e decise che

no

non l’avrebbe trovato.

Non avrebbe sparato per nulla,

sparato a un bel niente.



Commenti

pubblicato il 24/02/2015 21.59.51
chinasky11, ha scritto: "L' amore è un cane che viene dall'inferno" direbbe HANK.....Mi spieghi perchè hai cercato di trasformare un racconto in poesia?
pubblicato il 24/02/2015 22.23.02
Vic, ha scritto: Bravo che hai colto il rimando, Chinasky. Per quanto riguarda gli "a capo"...non so, mi è uscita/o così.
pubblicato il 24/02/2015 22.34.12
chinasky11, ha scritto: Basta leggere il mio Nick per capire che non mi può sfuggire un riferimento simile....W HANK

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