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lavoro pubblicato venerdì 20 febbraio 2015
ultima lettura martedì 25 giugno 2019

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SAINT SEIYA Next Generation: CAPITOLO 7 Non Voglio Essere La Più Debole

di Aldore1n. Letto 484 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 7NON VOGLIO ESSERE LA PIÙ DEBOLE Dal piccolo finestrino del jet supersonico, richiamato tramite un micro gps , Liam osservava l'enorme...

CAPITOLO 7

NON VOGLIO ESSERE LA PIÙ DEBOLE

Dal piccolo finestrino del jet supersonico, richiamato tramite un micro gps , Liam osservava l'enorme distesa d'acqua sfrecciare sotto di se. Non era la prima volta che volava, ricordava, infatti, di un piccolo viaggio fatto col padre Bob per andare a trovare alcuni parenti in quello che una volta era il Canada. Rimase meravigliato dal meraviglioso colore blu dell'Oceano Atlantico , sfumature alle quali non era abituato, essendo le coste newyorkesi molto inquinate dalle numerosissime fabbriche. Ogni tanto si voltava verso la propria scintillante Cloth, posta a pochi passi da lui, per contemplarla ed immaginare chissà quali avventure. Osservava quel meraviglioso cavallo alato eretto sulle zampe posteriori con le ali spalancate pronto a volare ,pronto a supportarlo nelle numerose battaglie che lo attendevano.

« Ehi amico, se continui a guardarla in quel modo finirai per consumarla » fece Dimitri tenendosi con un braccio alla piccola poltrona marrone su cui era seduto il compagno « A proposito, non ho avuto ancora modo di ringraziarti per il tuo intervento sull'isola di Stromboli ».

« Non preoccuparti Dim » rispose affibbiando al biondo russo un nomignolo, come era solito fare «voi siete i miei compagni, non potevo fare altrimenti che venire in vostro soccorso».

Il cavaliere del cigno si lasciò sfuggire un languido sorriso di stima poi incuriosito da un suo pensiero disse:

« Forti le tue stelle cadenti! È stato il maestro Murasama a suggerirti la tecnica?».

« Santo cielo!!» esclamò Liam quasi come colpito da un fulmine.

« Che ti prende ora?».

« Nulla di cui peoccuparti Dim, solo che il maestro mi ucciderà una volta giunti all'hangar!».

« E per quale motivo?».

« Lui non sa che sono venuto in vostro supporto, anzi, mi aveva più volte intimato di non essere avventato. Sicuramente sarà su tutte le furie e come lui pure mio padre e Beky».

« E si, amico mio, credo proprio che ti servirà l'armatura, specie contro la furia di Rebecca. Ehi Kenzo, si può sapere a cosa stai pensando? È da quando abbiamo lasciato l'isola che non apri bocca» domandò Dimitri voltandosi verso la postazione dell'altro compagno.

« Giusto Ken, non vorrai mica fare l'eremita come quell' Angel? » aggiunse il giovane newyorkese.

« Perdonatemi, non volevo isolarmi; è solo che non riesco a togliermi dalla testa le parole del sommo Shui».

« Ti riferisci a quando ci ha detto che ci sono ancora molte cose che non sappiamo?» domandò il russo.

« Esattamente. Ancora non capisco come un ragazzo come lui possa essere il maestro di Angel, ma ancor di più sono curioso di sapere come faceva a sapere della gioventù del mio sen sei. Dovrebbe avere circa 80 anni in più, invece sembra avere la nostra età » spiegò l'orientale.

« Io invece mi chiedo chi o cosa ci ha salvati dalla fabbrica. Com' è possibile che siamo usciti vivi dopo che Atteone mi aveva quasi ucciso ?» disse Liam appoggiandosi col capo sul poggiatesta del sediolino appena avanti a lui.

« Sapete che vi dico? Che ci facciamo troppe domande a cui non daremo nessuna risposta per ora. Quindi propongo di non pensarci più di tanto. Come ha detto quel cavaliere d'oro, tutto ci sarà chiaro col tempo. Per ora consoliamoci col fatto che abbiamo recuperato le nostre Cloth».

« Sagge parole Dimitri » aggiunse il cavaliere del dragone molto più rilassato in volto « a proposito, Liam non vorrei essere nei tuoi panni ora che incontreremo Rebecca!».

Una sonora risata rimbombò per tutto il jet che nel frattempo lambiva i confini americani. L'aeromezzo atterrò non molto distante dall'hangar in una zona schermata dai radar ed isolata. Rapidamente i quattro compagni raggiunsero la loro base passando per un fitta boscaglia , ma poi si bloccarono di colpo, attirati da una strana presenza che infestava quel luogo.

« Percepite anche voi quest'aura negativa?» chiese Kenzo.

« Si, forse non siamo soli. Dobbiamo sbrigarci a raggiungere l'hangar. La situazione non mi piace» rispose Dimitri.

I tre compagni avanzarono più lentamente, facendo attenzione a non emettere rumori, ma qualcosa celata nell'ombra attivò la sua trappola. Come per magia i lunghi pini che componevano il bosco cominciarono a muoversi e a contorcersi strappando via dalle schiene dei tre cavalieri i contenitori metallici contenenti le loro Cloth disperdendole nelle folte chiome.

« Dannazione, le armature! Che diamine succede? » urlò Liam avvicinandosi ai suoi compagni.

« Buongiorno piccoli Saint. Chiedo scusa per lo spavento, ma mi occorrevano gli scrigni con le vostre corazze. Non vorrei allungare più di tanto la mia missione» echeggiò una voce che sembrava provenire da ogni parte dell'anfratto.

« Chi diavolo sei! Riconsegnaci subito le Cloth o ce le riprenderemo facendoti molto male!» tuonò il cavaliere di pegaso ottenendo ,però, solo risate.

« Sciochi moscerini. Il prode Atteone mi aveva detto che avrei trovato dei fastidiosi ribelli. Dimmi ,cavaliere di Pegaso, ti fanno ancora male le ferite che il mio capo ti ha inferto?».

« Liam stai calmo e non cedere alle provocazioni del nemico. Non facciamoci prendere dallo sconforto, dall'ultima volta siamo migliorati parecchio ed ora anche tu sei un Saint completo» disse Kenzo sbarrando lo scatto d'ira del compagno con un braccio.

« Sagge parole piccolo Drago. Tuttavia senza le vostre corazze non durerete molto contro un avversario come me, Gordon, cavaliere naturale della foresta! Dark Woods! »

L'attacco fu repentino. Gli alberi cominciarono a inveire contro i tre compagni che dovettero subito dividersi per evitare i velocissimi rami scagliati dal nemico.

« Credi che qualche alberello possa fermarci? Pegasus: Shooting Stars! ».

Le stelle cadenti del cavaliere di Atena cominciarono a distruggere i primi alberi che tuttavia non arrestavano il proprio movimento e ben presto accerchiarono Liam bloccandolo alle spalle. Nonostante bruciasse una grande quantità di Cosmo, il cavaliere di pegaso si accorse che non riusciva più a liberarsi da quella cintura di legno e liane, irrobustite da una strana energia.

« Di cosa diamine sono fatte queste maledette piante? La mia energia non le scalfisce neanche ».

«Liam stai attento! La foresta è infestata dall'energia negativa di quel Gordon. Non sono normali alberi, bensì sembrano essere le estensioni delle sue braccia» spiegò Kenzo evitando numerosi attacchi.

« Ti faccio i miei complimenti piccolo Drago, a quanto pare sei tu la mente del gruppo. Sappi ,però , che ti sbagli per un certo senso. Gli alberi non sono il prolungamento delle mie braccia, in realtá io stesso sono la foresta! Prison of Trees!».

Il nuovo attacco del cavaliere naturale formò una grandissima rete di rami che intrecciandosi formarono una sorta di gabbia che ben presto catturò gli altri due Saint.

« Siamo nei guai Kenzo, nemmeno il mio ghiaccio pare indebolire il legno di questa gabbia».

« Dobbiamo riuscire a scovare Gordon. Solo attaccando lui potremmo vincere» continuò il saggio orientale .

« E come farete a scovarmi? Siete in trappola, verrete linciati a morte dalle mie amate piante e così potrò tornare dal grande Atteone a ricevere il giusto compenso. Morite! Mortal Lynching!».

Così come aveva anticipato il crudele Gordon, i tre compagni furono tempestati di legnate e stretti nella morsa della vegetazione. Sembrava quasi finita se non fosse stato per l'aiuto inaspettato di Rebecca che sopraggiunse poco dopo.

« Scanner! » urlò la Saint di Andromeda lanciando una nuova catena che ben presto si conficco nella corteccia di una grande quercia posta al centro della foresta « Trovato!».

Il Mortal Lynching si arrestò lasciando cadere al suolo i tre compagni privi di sensi. La quercia si spaccò facendo trapelare il suo contenuto. Il cavaliere naturale era finalmente uscito allo scoperto mostrandosi nella sua armatura marrone ricurva, simile a pezzi di legno levigati dal mare. Era alto e magro, un naso aquilino sporgeva dal massiccio elmo e folte sopracciglia marcavano la sua fronte.

« Abbiamo un'altra ospite. Accomodati pure ragazzina, sei la benvenuta. Presto raggiungerai i tuoi amichetti » fece avvicinandosi a Rebecca

« Non credo proprio brutto mascalzone. E non chiamarmi mai ragazzina».

« Quale vigore da un così dolce visino. Peccato. Il tempo delle chiacchiere è finito. Dark Woods».

« Ho già visto la tua tecnica , con me non funzionerà. Andromeda: Croop Circle!».

« Vedremo mia cara! Forza miei adorati alberi, catturate questa ragazzina impertinente!».

La vegetazione si avvicinava inesorabile a Rebecca, che racchiusa nel suo vorticoso guscio di catene sembrava avere un piccolo vantaggio, ma ben presto la morsa cominciò ad essere troppo forte e la giovane Saint fu fatta prigioniera.

« Non capisco, dove ho sbagliato? Eppure ho visto chiaramente la tua tecnica».

« Povera stolta, hai sbagliato i tuoi calcoli. Senza la tua Cloth non hai abbastanza energia per fermarmi. Ora basta chiacchierare, vai dai tuoi compagni. Mortal Lynching!».

I colpi partirono decisi e la Saint di Andromeda fu scaraventata a molti metri di distanza. I segni dello scontro erano già visibili sul suo volto, dove un rivolo di sangue fuoriusciva dal labbro inferiore. Adagiata sotto uno spesso tronco cercava di rialzarsi, ma il dolore non gli permetteva di rimettersi in piedi. " Non è giusto, non posso fallire solo perché costui indossa una corazza. Non voglio essere la più debole, non voglio!!" pensava sconfortata amplificando sempre più il suo Cosmo. Gordon si avvicinava sornione e sghignazzante pronto a sferrare il colpo di grazia quando vide la grande nebulosa di Andromeda, col suo splendido colore viola , crescere impetuosa alle spalle della sua avversaria. L'immenso Cosmo sprigionato da Rebecca , espandendosi per tutta la foresta, compì il miracolo, richiamando la Cloth dispersa nella chioma di un albero lontano. La corazza si divise nelle sue componenti e si agganciò al sinuoso corpo della ragazza , lasciandola senza parole. La calda energia del suo nuovo Cosmo ribolliva nel suo corpo e i suoi occhi si sgranarono alla visione di due nuove e splendide catene che fasciavano i suoi avambracci.

« Questa...questa è...» farfugliava per l'emozione.

«Maledetta ragazzina come hai fatto a richiamare l'armatura? Ora sparisci! Mortal Lynching!» esclamò il cavaliere naturale richiamando frettolosamente a se tutte le sue energie.

Lanciando uno sguardo infuocato al suo avversario , Rebecca non si lasciò sorprendere rispondendo all'attacco nemico:

« Andromeda : Sonic Chain ».

Rami e piante scagliati da Gordon furono ridotti a brandelli, così come la sua armatura naturale che andò in mille pezzi trafitta da centinaia di colpi di catena. Il crudele nemico cadde al suolo ferito a morte e l'aura negativa sulla foresta svanì. Nel frattempo i tre giovani Saint catturati da Gordon ripresero i sensi e , sorpresi da ciò che videro, andarono immediatamente a congratularsi con la loro eroina.

« Sei grande Beky! » urlò Liam facendogli segno di battere il cinque, ma come risposta ebbe una terribile occhiataccia rabbiosa.

« Brutto bamboccione che non sei altro, ci hai fatto preoccupare a morte! A tuo padre gli è quasi venuto un colpo quando non ti ha trovato in camera » disse al cavaliere di Pegaso Rebecca sferrando un forte pugno sulla sua testa.

« Sei forse impazzita? » borbottò strofinando vorticosamente la mano nella folta capigliatura « Ti ricordo che ora indossi un'armatura! A proposito, come hai fatto a recuperarla dalle manacce di quel farabutto? »

« Non ho idea, non sapevo nemmeno che la mia Cloth era qui. Ho semplicemente bruciato il mio Cosmo il più che potevo e dopo qualche istante mi sono ritrovata protetta dalle sacre vestigia di Andromeda ».

« Deve essere stata richiamata dalla tua aura » spiegò Kenzo osservando la meravigliosa corazza magenta «Il maestro Masami mi aveva accennato ad una cosa simile durante gli allenamenti».

« Comunque sia, con la nostra nuova potenza, siamo in grado di battere il nemico» aggiunse Dimitri .

« Che ne facciamo di Gordon? » domandò Rebecca .

« Forse possiamo ricavare delle informazioni da quel brutto ceffo. Forza andiamo!».

Il cavaliere naturale giaceva ancora a terra ansimante quando fu raggiunto dai quattro cavalieri di Atena. Gli fecero alcune domande sulla famiglia Temis e su Atteone, ma non ottennero altro che silenzio. Purtroppo, dopo pochi minuti, sotto gli occhi attoniti di tutti, il corpo del nemico si volatilizzò nel nulla non lasciando alcuna traccia.

« Che stregoneria è mai questa?!» disse Liam

« Deve aver usato un teletrasporto o qualcosa del genere» puntualizzò Dimitri.

« Io non credo amici miei. Il teletrasporto non può essere nascosto in una tasca» spiegò Rebecca. Il modello più piccolo prodotto raggiunge le dimensioni di un piccolo zaino.

« Rebecca ha ragione » aggiunse Kenzo « non è stata una macchina a portare via Gordon. Seppur per un solo brevissimo istante, mi è parso di percepire una terribile energia negativa. Non so chi o cosa l'abbia sia partita, ma posso dirvi che superava persino quella del sommo Shui.

« Come dici? Stai forse dando di matto amico mio? Come fai a dire un'assurdità simile? Shui è un Gold Saint e non c'è nulla di più forte di un cavaliere d'oro. Sicuramente ti sei lasciato suggestionare» disse Dimitri.

« Sentite, è inutile continuare a restare qui a parlare fra di noi. Ormai il dado è tratto. Recuperiamo gli scrigni con le Nostre Cloth e torniamo all'Hangar. Magari il maestro Murasama saprà qualcosa ».

« Liam ha ragione, dobbiamo andare subito a fare rapporto al maestro » concluse Rebecca.

La grande porta scorrevole si aprì seguita da un suono grave di un allarme. Il lampeggiante giallo posto su uno dei lati dell'apertura si attivò mentre il cancello scorreva su un binario lentamente. I quattro Saint entrarono immediatamente e furono accolti dagli scienziati che esultarono nel vedere che la missione di recupero era andata a buon fine. Anche Murasama si fece sfuggire un lieve sorriso guardando la sua allieva indossare la sacra armatura tanto ambita. Anche se sapeva che al figlio provocava imbarazzo, Bob non potette fare a meno di abbracciarlo



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