ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 19 febbraio 2015
ultima lettura martedì 19 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La chiave

di Lachiaveeilcancello. Letto 319 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Primo capitolo di un racconto fantascientifco sureale, un misto di Lovecraft Asimov ed un pizzico di WH40k

Capitolo 1 L'inizio


Quando il dottor Stone si avvicinò saltando ad Arming notò che questo presentava ancora i sintomi del mal di Warp, sulla pelle del viso delle goccioline di sudore luccicavano alla luce del monitor. Arming aveva anche gli occhi rossi e la voce secca, come dimostrò parlando:-Arrivo Albert, arrivo-

-Come sta Arming?-

-Non bene Stone, non bene.- Gli rispose -Ma non è grave, mi è successo anche le altre volte-

-Questa è la sua terza volta fuori?-

-Si, ho preferito evitare ulteriori missioni superflue proprio per il mal di Warp, ma tra un paio di giorni starò meglio. Lei non si preoccupi. Andiamo dal capitano?-

-Esatto- Gli rispose il dottor Albert Stone, non riusciva a capire perché Arming continuasse a dargli del lei -Venga, il capitano aspetta-

Il capitano stava sulla sua griglia di comando, come sempre in piedi, neanche la mancanza di gravità poteva permettersi di distrarlo. La sua figura svettava nel mezzo della stanza anche grazie ai suoi due metri e otto di altezza.

Il capitano era un uomo impegnato, non lo avevano mai visto seduto un momento.

L'equipaggio era all'opera per riavviare la nave dopo lo spegnimento dovuto al salto nel warp, unico modo per saltare le enormi distanze tra una stella e l'altra.


-Rapporto-


-Generatore primario 1: avviato, potenza al 75%, pochi secondi alla piena potenza-


-Generatore primario 2: avviato, potenza al 60%, pieno regime in meno di un minuto-


-Generatore secondario: standby, collegamento energia on-


-Reattore principale in riscaldamento, 3 minuti all'operatività-


-Quanto alla gravità artificiale?-


-Generatore primario 1 a pieno regime, in rotazione tra trenta secondi, asse interno?-


-Asse interno-


La porta circolare della sala di comando si aprì con un sibilo, rientrando nella parete, ed i due dottori entrarono fluttuando nella sala sferica. Il capitano Von Merter si trovava al centro della sfera, venticinque metri sopra di lui, a testa in giù, due ufficiali controllavano i quadri sulla parete, sotto di lui ve ne erano tre, due a sinistra ed uno a destra, tutti fluttuanti, aggrappati ad una maniglia e digitando sugli loro schermi. Le navi della Lunar Republic sono difficili da descrivere, perché nello spazio non esistono se un sopra né un sotto, né una destra o una sinistra, perché nello spazio non ci sono le dimensioni, e le navi della LR sono progettate per non averne. Le navi della LR sono il più sferiche possibile, in modo da poter tenere sotto controllo la maggior parte di spazio esterno possibile. Quella nave, la LLRS-12 modello Galileo, era composta da un cilindro, che costituiva il “corpo della nave”, alle due estremità opposte stavano due sfere, ovvero la sala macchine e la sala di comando. In questo modo la nave ha solo la dimensione della lunghezza, ovvero davanti-dietro.

La nave dispone di tre sistemi di spinta, quella tradizionale, fornita dal reattore principale situato in coda e che viene usata per gli spostamenti interplanetari, quella RSRP (Rapid Short range Movement) che consisteva in piccoli ugelli situati su tutto il corpo della nave, usata per le manovre e in battaglia e ultima ma non meno importante, la propulsione Warp.

Davanti al comandante si trovava uno schermo che proiettava la frazione di spazio davanti alla nave, volendo tutte le pareti di quella sala potevano diventare un solo enorme schermo, molto utile per la navigazione a vista e durante le battaglie spaziali, perché forniva una visuale di 360x360 gradi.

Il capitano Von Merter sentendo le porte aprirsi si voltò a salutare i due ospiti:-Buonasera. Tenetevi forte, tra poco ripristineremo la gravità artificiale-

La LLRS-12, non disponendo di una griglia di Boselli, apparecchio troppo ingombrante per una nave piccola e leggera come quella, doveva affidarsi alla buona vecchia forza centrifuga.


-Sistema di movimento primario attivo e pronto, possiamo iniziare la rotazione, signore-


Il capitano si voltò e premette un tasto sulla sua plancia di comando, situata su di una piattaforma al centro della sfera, dove si trovavano anche la sua poltrona (mai vista utilizzare) e la pedana dove lui era solito tenere i piedi attaccati tenendosi ad una piccola ringhiera sul bordo della piattaforma.


-Equipaggio, qui è il comandante che parla. Inizieremo la rotazione gravitazionale tra pochi istanti, siete pregati di assumere la posizione di sicurezza-


Alle sue parole tutti si attaccarono alle pareti, raggomitolandosi in posizione fetale, Arming ebbe alcune difficoltà dovute al mal di Warp, ma riuscì comunque ad accucciarsi.


-Gravità tra 5, 4, 3, 2, 1...-


La nave cominciò a ruotare lentamente, Albert percepì la forza centrifuga spingerlo contro la parete della sfera, la forza era uguale alla forza di gravità sulla luna, quando provò a mettersi in piedi vi riuscì subito, dove poco prima fluttuava adesso posava i piedi, ma essendo abituato alla gravità marziana gli pareva di essere ancora troppo leggero. Arming si dovette far aiutare ad alzare, nonostante fosse originario della Luna e quindi abituato a quella gravità così leggera.

-Buonasera signori- Il capitano, uomo molto diretto ma educato, li salutò nuovamente -Abbiamo effettuato il salto nel Warp con successo, direi che è il momento di aprire questa busta- Detto questo eseguì dei comandi sul suo pannello e sullo schermo dove prima c'era lo spazio, costellato di stelle, apparve un volto umano. Quel volto, sconosciuto a tutti, apparteneva ad una donna, una lunare, si capiva perfettamente dai tratti longilinei del viso nonostante il corpo esile e flessuoso non fosse inquadrato dalla videocamera. Aveva i capelli biondi e li portava legati dietro la testa, indossava l'uniforme grigia della marina militare.

-Capitano Von Merter buonasera- Disse, perché sapeva che ore erano. -Buonasera a lei e a tutto il suo equipaggio, ed al suo ospite, dottor Albert Disse rivolgendosi a lui -È un piacere fare la sua conoscenza-

-È un'intelligenza artificiale?- Chiese quegli rivolto al capitano

-Esatto, è così che proteggiamo i nostri dati, tutti i pacchetti di missione funzionano in questo modo-

-Il Comando Interforze si augura che abbiate fatto un buon viaggio- Continuò la AI -Tra circa tre settimane raggiungerete l'orbita di Betelgeuse, vostro primo checkpoint, e tra due settimane circa incontrerete i nostri colleghi terrestri. Ora, prima di procedere con ulteriori spiegazioni vi mostrerò un video, le immagini che state per vedere non sono frutto di finzione o fantasia e sono state riprese dalla Nostromo, astronave pesante da esplorazione a lungo raggio classe Copernico, appartenente alla nostra marina.-

La donna bionda svanì, lasciando il posto ad un cielo stellato, l'inquadratura comprendeva la Nostromo ed un piccolo frammento di asteroide, la nave si trovava nelle sue immediate vicinanze, probabilmente stavano per sondarlo, quando alle sue spalle successe qualcosa.

Il luminoso cielo stellato si rabbuiò, alcune stele scomparirono “un buco nero” pensò la quasi totalità dei presenti in sala, ma poi lungo i bordi dell'oscurità apparvero dei lampi, ed un turbinio di polvere gialla si mise in moto. Quelli erano chiari segni, la sottile barriera che separa il Warp dalla nostra dimensione si stava rompendo, qualcosa veniva da questa parte, probabilmente un'altra astronave. Ma non era un'astronave.

Non era neanche un relitto.

Non era un missile.

Non era un UFO.

Era qualcosa che occhi umani non avevano mai visto, se non quelli di chi era a bordo della Nostromo.

Forse il modo migliore per descriverlo era quello di fare un paragone, mettendolo a confronto con i mostri marini delle leggende che una volta si raccontavano sulla Terra, peccato che nessuno di loro fosse un esperto storico, perché altrimenti lo avrebbero riconosciuto immediatamente.

Quindi, in poche parole, possiamo dire che sugli schermi della nave apparve un mostro, un lungo ma allo stesso tempo massiccio serpente, dotato di fauci enormi, zanne affilate e pinne ricche di spine. Il mostro si avvicinò alla nave e nel giro di pochi secondi fu a portata di fauci.

La nostromo sparì nella sua gola, una gola nera e profonda. Adesso il mostro era più vicino, si potevano distinguere chiaramente due occhi rossi iniettati di sangue, poi il video finì, probabilmente poiché non c'era più nessuno a filmare.

Arming aveva il mal di Warp... sudava freddo.

Albert non lo aveva... sudava freddo.




Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: