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lavoro pubblicato sabato 14 febbraio 2015
ultima lettura giovedì 4 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'investigatore dell'aldilà -2-

di Batckas. Letto 608 volte. Dallo scaffale Gialli

Mike Tomas ha un dono o una maledizione, la capacità di varcare il confine tra la vita e la morte. Adopera questa sua capacità per permettere alle anime, ancora legate a questa terra, di elevarsi, o sprofondarsi, per l'eternità.

Mike tornò alla centrale di polizia. Il corpo del comandante sarebbe arrivato a momenti, sarebbero stati fatti tutti gli esami e svolte tutte le pratiche, a Mike non importava, aveva fatto il suo dovere e conosceva la verità. Mentre si sedeva alla scrivania per un attimo pensò ai funerali di Jeff, una situazione paradossale partecipare a una cerimonia funebre quando si è già visto il defunto ascendere al cielo. Per questo motivo la morte non lo spaventava, ne era sempre a contatto. Temeva quando sarebbe giunto il suo momento o quello della moglie, ma rispetto a tutti gli altri poteva avere la certezza che ci fosse un aldilà. Aveva solo paura della direzione che avrebbe preso una volta morto. Sarebbe andato alla luce o precipitato verso il buio?
A quel pensiero rabbrividì. Decise di non pensarci, non era la prima volta che rifletteva su queste cose.

La sera tornò a casa, cenò con la famiglia come al solito. Parlò con i figli delle loro giornate a scuola, la moglie gli chiese se era vera la notizia della morte del comandante della polizia, Mike confermò tutte le voci e finì di mangiare. Discussero del più e del meno, sorrisero, si alterarono, si divertirono, erano una famiglia normale, senza pretese, erano felici.

Giunse la notte. Mike, come sempre, fu l'ultimo ad addormentarsi. Rimaneva sveglio a fissare il soffitto mentre la mente vagava attraverso le numerose esistenze che aveva potuto vivere, l'ultima era quella del comandante. Non si limitava ad essere uno spettatore della vita altrui, lui era l'attore principale, non c'era differenza di identità tra il morto e lui. Si addormentò verso le tre di mattina.

Partecipò ai funerali solenni del comandante Wisconsin.

Alla centrale fu una giornata tranquilla.

Il giorno dopo, però, alcune vite non erano degne di continuare la loro esistenza secondo la mente malata di un folle.
Tommy non era mai stato un bravo ragazzo, non era il classico buono che, subito un torto, diventava cattivo e quindi si vendicava delle angherie subite. Tommy era un sadico, provava piacere nel vedere le persone soffrire, era l'unica cosa che lo faceva sentire vivo. Poter scorgere nei loro occhi il terrore della morte lo faceva andare in visibilio. Era un dio nel momento in cui aveva nelle sue mani il futuro di altri esseri umani. Un futuro già scritto, morivano, quanto tempo dopo il rapimento, però, era lui a deciderlo.

-Mike, hanno trovato un corpo gettato per strada, davanti a un panificio, meglio che andiamo a controllare.- Matt si diresse all'uscita, Mike lo seguì.
Guidarono fino al luogo indicato dove già si era formato un perimetro. Alcuni agenti stavano interrogando i passanti e la donna che aveva trovato il cadavere. I curiosi borbottavano e i giornalisti si accalcavano, tutto normale.
-Non perdiamo tempo. Lo so che non è la procedura ma spostiamo il corpo all'interno, dove la folla non ci può vedere. Contatterò lo spirito e mi farò dire la verità. Inventati qualcosa con i presenti, prima che accusino la polizia di non saper fare il loro lavoro.- disse Mike mentre scendeva dall'automobile e si avvicinava alla scena del crimine.
-Aspettiamo il coroner, quando caricherà il cadavere sul camion, ci parlerai.-
-Non posso aspettare, non tutti i morti hanno sigilli da spezzare con i vivi, potrebbe ascendere subito o peggio. Di solito passa giusto il tempo di rendersi conto di essere morti. In questo caso sicuramente è stato…-
-Stata… è una femmina, Mike.-
-Sicuramente è stata trascinata qui dopo che è stata uccisa quindi penso sia più che consapevole della fine che abbia fatto. Devo intervenire subito.-
Arrivarono al cordone della polizia.
Matthew sapeva della "dote" di Mike e condivideva questo segreto con sole altre due persone nell'intera città. A casa Mike teneva tutti all'oscuro, poteva non essere facile digerire l'idea che il proprio marito e padre fosse in grado di parlare con i morti.
Quando afferrarono il cadavere della donna e la portarono all'interno del panificio facendo scoppiare l'ira di tutti i lavoratori e del proprietario, i presenti cominciarono a porsi domande sulla sanità mentale dei due detective.
-Ci denunceranno.- Matt chiuse la porta alle sue spalle.
Erano entrati nel bagno dei dipendenti.
-Vado.-

Si aprì l'oblio e Mike fu all'interno con la presenza multiforme sempre vicino.
-Impegnativi questi giorni, eh?- la presenza gli parlava con quella sua voce priva di tonalità. Mike aveva i brividi ogni volta che gli rivolgeva la parola.
-Sì… dovrebbe essere ancora qui.-
Scandagliò il tempo di quello spazio, l'anima della morta era ancora lì. Lo spirito aveva la testa bassa, le mani al livello del ventre ed era evidentemente sconvolta. Si accorse di Mike ma ebbe paura dell'essenza che era con lui. Tutto quel tempo che era rimasta nell'oblio, aveva visto molte presenze come quella che adesso le si parava davanti.
-Tu chi sei?- chiese la donna allo spirito.
-Parla con me.- la ammonì Mike. -Io sono ancora vivo, ma posso vederti e parlarti. Sono un detective e voglio sapere la verità.-
-Mi ha uccisa… mi ha tenuta in vita per tre giorni e poi mi ha uccisa.- lo spirito della donna cominciò a piangere. Mike si rese conto di non averle chiesto nemmeno il nome. Nonostante la morte, le anime che ancora attendevano di superare l'oblio, conservavano le emozioni e i sentimenti. Potevano aver bisogno di quel calore umano di cui erano stati privati.
-Perdonami.- si scusò Mike. -Come ti chiami?-
-Maya.- rispose la donna tra le lacrime.
-Maya… permettimi di aiutarti.- Mike si stava avvicinando e con lui la presenza ma la donna indietreggiò con gli occhi iniettati di terrore.
-Non farlo avvicinare. Ho visto cosa fanno agli altri qui.- indicò la presenza.
-Non devi avere paura di lui, fidati di me.- Mike tentava di essere dolce e di toccarle la fronte. Non voleva farle rivivere l'esperienza traumatica della sua morte, la voleva vivere direttamente lui.
Maya a poco a poco si fece avvicinare fino a quando non adagiò di sua volontà la fronte nella mano di Mike.
-Una vita difficile.- Mike le prese le mani. -Adesso è tutto finito.- Maya piangeva ancora.
-Sì… sapevo che non poteva finire bene… quando l'ho visto… non pensavo che…-
-La tua vita non è ancora finita, non finché sei qui nell'oblio, dobbiamo farti andare dall'altra parte ma dobbiamo trovare il sigillo che ti tiene legata ancora a questa terra, mi capisci? C'è qualcosa che hai lasciato in sospeso ma… non so cosa sia.-
Mike aveva vissuto l'esistenza, breve, di Maya, ventiquattro anni, uccisa da un uomo incappucciato in uno sgabuzzino dopo che era stata tenuta prigioniera per tre giorni. L'assassino l'aveva seviziata e torturata per poi finirla tagliandole la gola. Non c'era nessun sigillo evidente nella vita di Maya. Non aveva legami, essendo orfana. Non aveva amici, aveva vissuto la maggior parte della sua vita in un tugurio, guadagnando qualche spicciolo facendo divertire gli uomini. Nulla, però, che la tenesse ancora ancorata a quel mondo. Mike aveva parlato con diversi spiriti che erano stati uccisi e non c'era mai stato nessun sigillo riguardante il proprio assassino. Potevano benissimo andare oltre mentre il loro carnefice era ancora a piede libero. Mike si era spesso interrogato su questa situazione delle anime appartenenti a corpi a cui era stata sottratta la vita con la forza ed era arrivato alla conclusione che se l'anima non fosse riuscita ad andarsene fino a quando l'assassino non fosse stato trovato, quest'ultimo avrebbe avuto una doppia vittoria sulle vittime, non solo li uccideva fisicamente ma non permetteva loro nemmeno di riposare in pace, invece non era così. Le anime potevano riposare in pace anche se l'omicida non era stato ancora trovato, potevano trovare pace e giustizia divina, prima ancora che quella umana facesse il suo corso.
-Il mio assassino?- domandò Maya.
-No, non hai legami e non… forse il sigillo non si è ancora formato. Ucciderà ancora e tutte le anime di coloro che ammazzerà saranno legate…-
-Devo rimanere qui?-
-Sì…-
La presenza al fianco di Mike sussurrò delle parole incomprensibili tanto al detective quanto a Maya.
-Che cosa hai detto?- domandò, con rabbia nella voce, Maya.
-Non parlare con lui…- la rimproverò, di nuovo, Mike. -Parla con me, demone.- Mike si rivolse alla presenza.
-La cosa bella qui, Mike, è che o quello che l'ha uccisa smette di ammazzare, eliminando un legame all'oblio che ancora si deve formare, o altrimenti tutti quelli che ucciderà non potranno andare oltre. Vivranno qui l'eternità… e sai bene cosa si diventa, rimanendo nell'oblio.- la presenza rise.
Doveva trovare e fermare il killer, altrimenti tanto l'anima di Maya, quanto le altre anime delle future vittime, non avrebbero potuto ascendere l'oblio. Era la prima volta che vedeva un sigillo con il proprio carnefice, un sigillo che esisteva unicamente per il legame che avevano le future vittime. L' unico assassino era ciò che non avrebbe permesso a quelle anime di trovare il riposo eterno.
-Cosa dovrei fare, io qui?- Maya era spaventata.
-Rimanendo nell'oblio rischi di essere tramutata in un demone. Gli spiriti che vedi ancora nella loro forma originale hanno bisogno di qualcuno che spezzi loro i sigilli ed è solo questione di tempo prima che vengano aggrediti. Non possiamo misurare il tempo come facevamo da vivi, qui vige l'eternità. L'eternità viene corrotta dai demoni e quando succede, alcuni spiriti vengono deturpati e…si diventa un demone… costretto a vagare qui per l'eternità… non vivo e non morto, a metà. E i demoni non hanno la possibilità di vedere il mondo reale se non possedendo un corpo vivente. La loro esistenza è legata al male. Soffrono per l'eternità e se ci sarà una fine anche per l'eternità, quando in pratica non esisterà più l'oblio, saranno inghiottiti dal buio.-
Maya era spaventata ma Mike non poteva raccontarle bugie.
-Devi essere forte e devo chiederti di abbandonare il tuo corpo. Devi essermi vicina. Parlandoti probabilmente terremo lontani i demoni, guadagneremo del tempo.-
-Ti seguirò.-
-Maya…- Mike la guardò negli occhi fissandola intensamente. -Qualsiasi cosa ti dirà l'essenza con me, non ascoltare. Ogni volta che ti rivolge la parola, zittiscila, non avere paura di lei e abbi, invece, fiducia in me.- quelle parole fecero rabbrividire Maya e spaventare la presenza vicina.
Lo spirito di Maya annuì.
Mike tornò nel mondo dei vivi, Maya e l'essenza che seguiva Mike rimasero nel mondo degli spiriti.
C'era un serial killer in circolazione e Maya era la sua prima vittima. Mike doveva fermarlo perché ne andava non soltanto delle vite delle persone, ma anche della loro vita eterna. Per via del legame che le univa non avrebbero potuto riposare in pace se l'assassino non si fosse fermato, erano unite, tutte quelle anime, dalla malvagità del killer di cui erano state vittime.
A un tratto Mike si rese conto che per spezzare il sigillo che aveva a che fare con la malvagità di un uomo avrebbe dovuto annientare la fonte stessa del male, probabilmente uccidere lo stesso killer. Non avrebbe nemmeno potuto aspettare la pena capitale, poteva essere troppo tardi per le anime. Nelle mani aveva la vita e la morte delle persone e il loro destino nell'aldilà. Tutto nelle mani di un uomo la cui vita era stata sconvolta tanto dall'oblio quanto dalla morte stessa.


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