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lavoro pubblicato sabato 14 febbraio 2015
ultima lettura domenica 19 gennaio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Disperata - parte 2a

di AndrewS. Letto 2294 volte. Dallo scaffale Eros

Continua...La mattina dopo, al mio risveglio, provai un misto disensazioni, positive e meno. Ero leggera come l'aria, come dopo un'intensissimaattivit...

Continua...

La mattina dopo, al mio risveglio, provai un misto di
sensazioni, positive e meno. Ero leggera come l'aria, come dopo un'intensissima
attività fisica, e ne ero rimasta fisicamente tonificata, ma mi sentii anche in
colpa per ciò che avevo fatto, per come lo avevo fatto. Non ero la donna del
Dottore, la sua compagna: ero una sua dipendente, in tutto e per tutto, di
tutto. Sentii, forse in modo ancestrale, il bisogno di confessarmi: era una
cosa che facevo fin da bambina, in fondo, data la profonda religiosità della
mia famiglia. Anch'io sono profondamente religiosa e cattolica, anche se ormai
comprendo che alcuni riti e dogmi, sono più delle usanze ormai, che delle reali
necessità spirituali. Andai in chiesa e mi confessai al prete, lo stesso che mi
aveva aiutata con il lavoro; dissi ciò che stavo vivendo, stranamente senza
(quasi) nessuna omissione, evitando solo i particolari davvero scabrosi, ma il
senso non volli assolutamente che venisse frainteso. Il parroco si mostrò alquanto
comprensivo con me, e la cosa mi stupì parecchio, anche perché io, al
contrario, volevo essere criticata e punita. Ascoltò con attenzione, annuendo
spesso e pronunciando diversi "capisco". Accennai al fatto che mi ero persa nel
pensare a più uomini che facevano sesso con me contemporaneamente. Sentii che
dovevo parlare della cosa, ma non perché volevo essere mondata dal mio peccato:
istintivamente volevo farlo, ma non seppi spiegarmi il perché, visto che già mi
parevano, dal punto di vista dell'oscenità, più che sufficienti gli altri atti
impuri che avevo praticato.

- Lei è una donna e una madre che è stata lasciata dal
marito. Viva la sua vita sessuale senza problemi e stia tranquilla. Il Signore
sa che in cuor suo lei è buona e d è una fedele devota -Andai in pace, almeno
per lui.

Il Dottore non venne al lavoro. Mi mandò un breve sms per
annunciarmi la cosa. Da un lato mi spiacque ma dall'altro ne fui sollevata:
primo, una pausa dopo tutti quegli orgasmi mi ci voleva, o rischiavo di
impazzire; secondo, pensai, forse sbagliando, con una punta d'orgoglio, che
anche per lui erano stati due giorni intensi, e aveva bisogno di una pausa
ristoratrice. Inoltre, già pensavo al domani, quando la voglia di noi speravo,
sarebbe tornata violentemente. Ne approfittai per sistemare un po' l'ufficio e
rilassarmi. Verso sera mi arrivò un altro messaggio: "Domani sera gradirei
molto venisse con me. Mangeremo fuori e incontreremo mia sorella Anna.
Probabile che dormiremo da lei. Può organizzarsi?". Il cuore mi schizzò fuori
dal petto e poco mancò che svenissi: forse, dopo la nascita dei miei bambini,
questo è stato il momento più felice della mia vita. Inutile dire che iniziai a
fantasticare su una nuova vita, insieme a lui. D'altronde, il messaggio parlava
di presentarmi a sua sorella, addirittura! Una presentazione ufficiale! A un
familiare per giunta. Poi fui presa dal panico: come facevo con i miei figli?
La ragazza che li curava se ne doveva andare alle 18,30 massimo le 19,00 e non
avevo alcun rimpiazzo. Lo scrissi al Dottore. "Le offra una cifra adeguata. Se
non accetta, la licenzi e ne assuma un'altra con le giuste caratteristiche,
anche rivolgendosi ad una agenzia. Il conto lo dia a me". E poi: "Domani si
prenda il tempo che le serve per fare le sue cose. La passerò a prendere in
ufficio per le 19,00". Così sia e così fu. Non potevo che rimanere affascinata
dalla fermezza e decisone che dimostrava in ogni circostanza. Certo, poteva
permetterselo, ma al confronto, il mio ex marito sembrava un ragazzino indeciso
e timido delle medie. Per menefreghismo o per incapacità o carattere, molti
uomini (soprattutto il mio ex) non si prendono le responsabilità che competono
loro. Gli stessi che poi non ci mettono un minuto secondo a mollarti coi figli,
se solo trovano una "furbetta" che "lei sì che mi capisce..." alla prima
occasione.

Risolsi offrendo alla mia babysitter una cifra "adeguata",
che lei accettò con entusiasmo, e arrivai così alla sera della "prima". Dopo un
tragitto di una certa lunghezza, arrivammo nel parcheggio di un grande hotel
fuori città che, definire lussuoso era alquanto riduttivo. Certo che però, io,
mi aspettassi la casa della sorella del Dottore e non un ristorante di un
albergo, per quanto bellissimo. Non ero mai stata in un posto di così alto
livello. Il Dottore si avviò sicuro verso la reception e chiese di sua sorella,
che di lì a poco ci raggiunse nella hall. Mi trovai di fronte a quella che, se
non lo avessi saputo, avrei potuto definire anche mia sorella. Eravamo
fisicamente più che simili: alte, formose, solari... stessa età. Anche
l'abbigliamento notai era lo stesso. Simpaticissima, mi piacque subito, e così
credo io a lei. Si stabilì una intima complicità, che crebbe ancor di più
quando ci raggiunse il suo "ragazzo", che ragazzo, rispetto a noi poi era
davvero: un bellissimo giovane uomo, alto, atletico, moro. Non potei fare a
meno di complimentarmi per il suo ottimo gusto. "E' un bel giocattolone, non
c'è dubbio" mi disse, lasciandomi intendere che "il giocattolone" era anche tra
le sue gambe.

- Comunque tu, mia cara, non dovresti lamentarti..." Come
faceva lei a saperlo? Forse che aveva visto o saputo quanto il fratello fosse
dotato? Non sapevo cosa pensare, e quindi accantonai il pensiero.

- Non lo faccio assolutamente infatti. Ho semplicemente
fatto una constatazione, ammetto un po' ovvia -

- Che ne dite se andiamo a cena? Ho una fame... - Si rivolse a
tutti, e tutti acconsentimmo. Con mia viva sorpresa, non andammo al ristorante
dell'albergo, ma bensì salimmo nella sua camera. Quando entrammo però, capii
che non era "una camera", bensì una bellissima suite, un piccolo appartamento
con anche una enorme vasca idromassaggio. Avevano disposto la tavola da pranzo
in mezzo alla stanza e di lato un enorme letto circolare. Di certo, chi ci
alloggiava, voleva godere di alcuni piaceri della vita, pensai. Ebbi subito la
chiara percezione che avrei provato nell'ordine prima la vasca e poi il letto:
la domanda che istintivamente mi posi fu: "con chi?" visto l'atteggiamento
molto, forse troppo aperto, di Anna e del suo partner. Il Dottore sembrava uno
spettatore compiaciuto e interessato della faccenda: parlava molto poco e si
limitava a sorridere. Ordinammo e dopo un po' arrivò il carrello del cibo e del
vino. Fu una cena deliziosa. Verso la fine l'atmosfera si era fatta decisamente
allegra, direi quasi orgiastica, visto il solo argomento trattato: il sesso.
Era abbastanza sbalordita dall'assoluta mancanza di pudore di Anna nei
confronti del fratello. Più di una volta lei si avvicinò a lui baciandolo sulle
guance, ma con un trasporto e una passione davvero imbarazzanti. Lo abbracciava
e lo toccava di continuo. Stranamente però, non ne ero gelosa: la loro complicità
mi intrigava moltissimo e la classe nel modo di fare di Anna era comunque fuori
questione. Per questo, quando iniziò a spogliarsi, prendendomi per mano e
invitandomi a fare altrettanto, tolto un lieve imbarazzo non feci alcuna
obiezione o resistenza. Nude, entrammo nella vasca, e semplicemente continuammo
a conversare come stavamo facendo a tavola, con due bicchieri di ottimo vino in
mano. I nostri uomini parlavano tra loro e ci guardavano. Non potei fare a meno
di chiedere ad Anna, ad un certo punto, come si era sviluppata la stupenda
relazione che aveva con il suo fratello maggiore.

- Andrea è un uomo straordinario, lo è sempre stato. Mi ha
protetta, educata, fin da quando ero una bambina. Non è mai stato il classico
fratellone protettivo e geloso, però mi suggeriva di fare attenzione, e poi,
che non avrebbe tollerato alcun mio comportamento stupido o irresponsabile, capisci
sicuramente cosa intendo... Così lui di me ha sempre saputo tutto, perché glielo
dicevo io. Di lui io invece non ho mai saputo molto: so che ha avuto una vita
abbastanza avventurosa, direi anzi, misteriosa per molti anni. Ha avuto molte
donne, questo lo so, è evidente, un paio credo anche importanti, ma io non ne
so poi molto -

- Niente figli, che tu sappia? - Non so perché lo chiesi.

- No, non credo. Chissà: magari manco lo sa..." Era una
considerazione intelligente. Sapevo di donne che avevano relazioni, anche di
breve durata, al solo scopo di essere ingravidate da "gli uomini giusti",
semplicemente perché sentivano intimamente che i loro mariti non andavano bene
per perpetuare la discendenza. Se sistematicamente, ritenevo, fosse stata
eseguito il test del DNA su ogni nuova nascita, le "sorprese" sarebbe state
parecchie. Nonostante io non facessi parte della categoria, potevo capirlo
ora., che conoscevo Andrea.

- Comunque, sì - disse guardandomi. - Scusa Anna, non
capisco: sì cosa? - la guardai perplessa. Eppure, subito, capii dove voleva
arrivare. - Sì. Abbiamo fatto sesso, io e lui - Anna mi aveva letto dentro, e
mi aveva, i qualche modo, tolto un tremendo dubbio.

- E' stato il mio primo, vero uomo. Sessualmente intendo.
Dopo un paio di esperienze disastrose, mi rivolsi a lui per chiedere consiglio.
Mentre ne parlavamo, mi ritrovai con il suo membro in mano, e poi in bocca, e
poi dentro di me. Insomma scopammo alla grande! Fu stupendo. Oggi dico che fu
anche giusto. Un uomo è un uomo: e il sesso è sesso. Se non è finalizzato alla
procreazione, non vedo il motivo di limitarlo alla sfera matrimoniale, o
comunque farlo gestire in esclusiva a qualcuno, fosse anche un tuo congiunto
stretto. Ovviamente, purché ne valga la pena! Con Andrea, come credo tu ben
sappia, ne vale e ne valeva assolutamente la pena - Ancora, aveva affermato una
cosa intelligente e vera. Ancora, ritenevo che i casi di incesto consenziente,
fossero moltissimi, anche se ovviamente non se ne sapeva nulla. Un ragazzo e
una ragazza attraenti, nella stessa stanza, è palese che in un modo o
nell'altro, finiscano per attrarsi, soprattutto se poi tra loro c'è anche una
intesa particolare, come nel caso di Anna e Andrea. Per questo, quando anche i
nostri maschi si spogliarono ed entrarono con noi nella vasca, l'atmosfera era
già al di là di alcune considerazioni e parecchio ben disposta al sesso. Il
ragazzo di Anna poi, rivelò un uccello di dimensioni notevolissime, bello e
curvo, che infatti Anna sussurrandomi all'orecchio definì "Ideale e anatomico".
I due maschi si sedettero di fianco a noi sul bordo della vasca, e fu chiaro
quello che volevano noi facessimo. Cominciammo a menare i loro cazzi e a
imboccarli, mentre loro godevano e si gustavano la scena di due troie al loro
completo servizio. Dopo un po', Anna si staccò dal suo giovane cazzo e si unì a
me nel succhiarlo e leccarlo ad Andrea. Chiesi con lo sguardo al mio padrone se
la cosa andava bene e lui sorridendo mi fece capire che doveva essere così. Fu
inevitabile che le nostre lingue si toccassero, e notai che Anna faceva di tutto
perché ciò avvenisse con frequenza sempre maggiore. Ci passavamo il cazzo di
Andrea con voluttuosa generosità. Fabrizio, il ragazzo di Anna, le passò dietro
e prese a fotterla con dei colpi violentissimi, che a lei evidentemente
dovevano piacere tantissimo, perché dopo pochissimo la vidi venire. Scoprii
quasi subito, che il ragazzo se la faceva un po' in figa e un po' nel culo,
alternando, e mi ripromisi di provare con Andrea a fare altrettanto appena
possibile ma, per i miei peccati, non dovetti aspettare Andrea. Fabrizio passò
da Anna a me con un gesto fulmineo e mi infilzò, con quel suo cazzo lungo e
storto. Non so spiegare il perché, ma non pensavo che sarei stata di un altro
maschio, almeno non alla presenza di un altro uomo, un uomo di cui sentivo di
essere innamorata; ma cosa pretendevo, in fondo? Era sesso, solo dell'ottimo,
osceno forse sì, sesso, di gruppo. Non era forse quello che, solo poche ore
prima, avevo sognato di fare? Certo, ora ero qui, con un cazzo giovane e
robusto che mi chiavava la figa, mentre tenevo in bocca l'uccello del mio
amato, e con sua sorella che mi mungeva le tette (ecco da chi aveva imparato
Andrea, capii...). Guardai il Dottore come credo faccia una cagna, portata a
farsi montare in un canile, che il padrone tiene ferma e alla quale la padrona
del maschio alza la coda per agevolare la penetrazione. Ero terrorizzata,
eppure stavo godendo. Anna si insaponò le dita e mi penetrò il culo, prima con
una poi con due dita, allargandomelo. Era ovvio ciò che di lì a qualche secondo
accadde: Fabrizio, appena venni di figa, mi piantò nel culo quel suo palo
ricurvo, facendomi urlare di dolore, di vergogna, di delusione e, maledetta me,
di piacere. Un piacere da troia, da femmina, da dominata, da vittima
sacrificale, che però allarga le gambe o si mette a pecorina, per il suo
padrone e signore, che ne fa ciò che vuole, quando vuole. Il Dottore non ebbe
alcuna pietà di me e, facendomi una coda con una mano, mi riprese al mio lavoro
di bocca, mentre sua sorella adesso mi sgrillettava furiosamente. Mi infilò
medio e anulare nella figa, e prese a muovere le dita come se stesse suonando
una nacchera, stringendole. Era fortissima. Venni oscenamente, rumorosamente,
tantissimo. Mentre godevo, urlando, provavo a sottrarmi al pompino che stavo
facendo ma Andrea mi costringeva a tenerglielo in bocca, scaricando le mie
grida sul suo uccello. A lui parve piacere tantissimo. Fabrizio smise di
incularmi e passò alla sua padrona, fottendola davanti e dietro, Andrea scese,
e volle che glielo prendessi dentro, sedendomi sopra di lui. Speravo perciò che,
di lì in, poi le coppie si fossero fermate, ma mi illudevo. Andrea mi prese e
mi trascinò verso di lui in basso. A quel punto tornò Fabrizio, che mentre io
montavo il Dottore, mi tenne ferma per un attimo, giusto il tempo di sfondarmi
nuovamente il culo, mentre già in figa avevo l'uccello del mio padrone.
Inculata e chiavata da due maschi forti e potenti, mi ritrovai anche il culo e
la bernarda sgocciolante di Anna in faccia, che pretendeva di essere leccata e
fatta godere a dovere. Ero una schiava, una bambola di gomma umana, un semplice
strumento di piacere sessuale nelle mani dei miei padroni; perché erano tutti
miei padroni. Io, invece, sentivo di volerne accettare solo uno, il Dottore, e
questo mi fece molta amarezza e mi impedì di perdermi in quel vortice di cazzi
e figa che, comunque ammetto, era incredibilmente piacevole. Ritrovai me stessa
quindi, ciò che ero: una donna, una femmina, dominata e passiva. Pensai al
rotolo di banconote, alla bolletta da pagare, alla rata del mutuo, e assecondai
tutte le voglie di loro signori. Fabrizio e Andrea si scambiarono di posto e
continuarono ancora per un po' a incularmi e fottermi. Anna si gustava la scena
e, di tanto in tanto, mi estraeva dal culo e dalla figa uno degli uccelli, a
suo piacimento, e gli dava una bella succhiata, risbattendomelo dentro poi con
convinzione. Dominava la scena, come una maestra i suoi allievi. A suo comando
quindi, i maschi smisero di sfondarmi e noi femmine ci mettemmo in ginocchio
davanti a loro che in piedi sul letto, presero a farsi una sega. Noi
attendevamo, sapendo bene cosa ci sarebbe arrivato in faccia di lì a poco.
Prima venne Fabrizio, che schizzò in faccia e in bocca alla sua padrona una
buona quantità di sperma, ma non poi molta notai. Evidentemente il ragazzo li
usava parecchio i suoi coglioni, che dovevano essere abbastanza esausti. Lei
comunque non si fece impietosire e si avventò sul suo uccello spompinandolo,
come se pretendesse che restasse ancora in erezione. Il ragazzo fu scosso da
contrazioni violente e si lasciò cadere sul letto ma Anna quasi non staccò la
sua bocca da lui neanche in quel frangente. Lo voleva ancora, e così fu:
velocissima si infilzò salendoci sopra e iniziando a cavalcare il povero Fabrizio.
Questo, evidentemente, era il prezzo che il giovane uomo doveva pagare alla sua
matura donna o forse era, più semplicemente, il suo lavoro. Poi toccò a me. Il
Dottore volle che fossi io a finire l'opera e così presi a menarglielo mentre
gli facevo un profondissimo pompino. Mi sborrò in bocca una quantità di sperma
incredibile, un fiotto dopo l'altro, di seme densissimo. Le guance mi si
gonfiarono e strabuzzai gli occhi. Era troppo. Per quanto provassi a
inghiottirlo non ci riuscii, e fui perciò costretta a espellerlo, spruzzandolo
fuori dalla bocca, sul letto. Loro proruppero in una risata e in commenti
ironici e di compiacimento, per la mia relativa inesperienza e per il risultato
virile di Andrea.

- Non preoccuparti Elena - disse Anna.

- Sapessi quante volte, con Andrea, mi è capitata la stessa
cosa... - disse ridendo. Mi prese per mano e andammo insieme a farci la doccia.
Volle lei lavarmi via la sborra di suo fratello dal viso, leccandosi poi le
dita come una bimba farebbe con il gelato.

- E' speciale il seme di Andrea: nettare -

- Sì, hai ragione. A me fa un delizioso effetto calmante -

- E' vero! Anche a me! Chissà come mai... -

- Se fossi la sua compagna lo sfinirei di pompini! - Ridemmo
complici, mentre ci lavavamo insaponandoci a vicenda. - E' stato davvero
bellissimo Elena, sei stata stupenda. Sei una grandissima vacca e al contempo
una donna molto pura, pulita - Lo trovai un complimento assolutamente sincero.
Soprattutto, aveva ragione. Poi fu il turno di Fabrizio di lavarsi, ovviamente
solo. Andrea stava sul letto, nudo, appoggiato alla spalliera, con le sue due
donne intorno. Mi accarezzò il viso, e poi fece lo stesso con Anna.
Indubbiamente, gli avevamo dato parecchio piacere quella sera. Anna iniziò a
rivestirsi e così Fabrizio.

- Dove andate? -

- A casa... Vi lasciamo soli -

- Ma questa non è la vostra stanza? -

- No, è la vostra - Capii così che era Stato Andrea a
organizzare la seratina... Ci rimasi male, perché fu l'ulteriore conferma a
quanto avevo capito prima, mentre venivo sfondata da lui e dallo schiavo di sua
sorella. In un modo o in altro dovevo farmene una ragione, e così fu. Anna e
Fabrizio andarono, e io rimasi sdraiata sul letto nuda, di fianco al mio
padrone, in attesa di soddisfare qualche altro e qualsiasi suo desiderio. Lo
guardai, provando invidia e ammirazione: così forte e sicuro, così bello...
Eppure, mi girai dall'altra parte, dandogli il culo e la schiena, offesa.
Inoltre, la sua sborra iniziava a fare effetto, e sentii chiudersi i miei
occhi.

Continua...



Commenti

pubblicato il 18/02/2015 15.59.18
Pennellone, ha scritto: Molto intrigante, aspettando il prossimo

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