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lavoro pubblicato mercoledì 11 febbraio 2015
ultima lettura giovedì 20 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SAINT SEIYA Next Generation: CAPITOLO 6 Il Vecchio Compagno Di Bevute Del Jamir

di Aldore1n. Letto 637 volte. Dallo scaffale Fantasia

ragazzi seguitemi anche su facebook alla pagina ufficiale Radamanthis quest. tenetevi aggiornati sull'uscita dei capitoli. siete la mia forza, grazie per le tante letture

CAPITOLO VI
IL VECCHIO COMPAGNO DI BEVUTE DEL JAMIR


Liam raggiunse velocemente i due compagni, ancora chini al suolo, straziati dal devastante colpo del misterioso uomo della montagna. Il gorgoglio del magma dominava ogni suono e l'odore acre di zolfo infastidiva il naso del giovane newyorkese che se non fosse stato ricoperto dal suo Cosmo azzurro, sarebbe sicuramente morto per l'esposizione ai gas velenosi ed al forte calore. Mentre soccorreva i suoi amici, non poteva non pensare al suo attacco di pochi istanti prima. Finalmente non sarebbe più stato di peso nelle battaglie ora che aveva risvegliato completamente la sua costellazione guida e poteva proteggere chi amava. «Coraggio ragazzi, dovete reagire» faceva scuotendo i loro busti ricurvi, ma non riusciva ad ottenere alcuna risposta. Non sapendo che fare, decise di provare l'unica cosa che gli era venuta in mente e cioè parlare con loro attraverso il Cosmo e sperare che gli insegnamenti del maestro Murasama dessero i loro frutti. "Il vecchietto ha detto che per dialogare con la mente bisogna percepire le auree amiche ed estendere il proprio Cosmo verso queste" farfugliava nella sua mente "Vediamo un po' cosa riesco a fare". Socchiuse gli occhi per attimo, cercando la concentrazione che gli serviva per rilevare le energie amiche. Tutto gli pareva più amplificato, persino il battito del suo cuore e ben presto si rese conto che quelle pulsazioni non erano solo le sue, ma anche quelle di Kenzo e Dimitri. Seguendo quel flebile suono, finalmente le vide; due splendide auree ,una di un intenso verde smeraldo, l'altra di un freddo e accecante bianco. Le due energie, tuttavia , erano turbate da una strana presenza, ma questo non fermò il giovane cavaliere che continuò ad espandere il proprio Cosmo fino ad invadere quello dei compagni. Dopo non molto, non sapendo quale fosse il prossimo passo, fece quello che più spontaneamente gli suggerì l'istinto e cioè parlare:
"Kenzo, Dimitri, mi sentite? Sono io Liam".
Attese qualche secondo, ma anche questa volta non ebbe risposta. "Forse sbaglio qualcosa" si disse, ma non perdendosi d'animo ripeté l'operazione :
"Amici, sono io. Forza, rispondetemi, non so come aiutarvi".
Questa volta un debolissimo bisbiglio fu intercettato dalla sua mente, una frase detta così debolmente che ci mise un po' per decodificarla e che diceva "Stai attento, lui è vivo!".
Riaperti gli occhi di scatto, cercò di capire il senso di quelle parole voltandosi verso il punto in cui si era schiantato l'uomo della montagna investito dal suo Shooting Stars. Il terribile urto con la roccia aveva sollevato molta polvere e fuliggine e quasi non si era accorto di quell'enorme e minacciosa aura che lo stava per schiacciare mentre il nemico avanzava verso lui.
«Miseriaccia, sei ancora in piedi! Eppure ti ho colpito in pieno» fece il cavaliere di Atena con tono spavaldo mentre si rimetteva in posizione di combattimento.
«Povero illuso, credevi che qualche pugno scagliato a velocità supersonica potesse abbattermi? Mi hai solo colto di sorpresa, tutto qui. Non pensavo che oltre a quei due mocciosi laggiù ce ne fosse un altro nascosto fra le rocce. D'altro canto il tuo Cosmo era troppo debole per essere percepito dal sottoscritto » rispose l'uomo sghignazzando e portandosi i lunghi capelli grigi dietro la muscolosa schiena.
« Non mi farò prendere in giro da un eremita mezzo nudo che ama troppo le terme da starsene in un vulcano a farsi il bagno. Quindi ti consiglio di liberare subito i miei amici o ti farò molto male» continuò battendo alla sua maniera il pugno destro sul palmo della mano sinistra.
«Voi venite nella mia casa, disturbate la mia meditazione, pronunciate con negligenza il nome della dea Atena e pretendete che vi consegni le sacre armature. Siete solo dei vili che meritano di perire!».
Pressata da un enorme Cosmo, la terra cominciò a creparsi e a tremare fortissimamente, quasi ad annunciare un'eruzione imminente. Liam a stento si teneva in piedi, ma non perdeva di vista il suo avversario, che ora muoveva le braccia in una sorta di danza. Alle sue spalle, enorme ed infuocato, apparve uno strano uccello dalle lunghe piume pronto a librarsi in volo con le ali spalancate.
«Assaggerai la mia collera moccioso. Phoenix: Burning Wings!».
Il furioso attacco colpì in pieno l'incredulo Liam che inizialmente cercò di contrastare quell'assurda potenza, ma poi dovette cedere venendo catapultato nel lago di magma.
«Ora mi libererò anche di voi altri, in modo tale da chiudere questa assurda faccenda e tornare ai miei allenamenti» fece l'uomo dirigendosi verso Kenzo e Dimitri.
Era lì, col suo corpo scultoreo, il braccio levato ritto come una spada, pronto a colpire i due malcapitati cavalieri. Il palmo della mano aveva quasi raggiunto il collo di Kenzo quando il suolo , quasi come bombardato da un raid aereo, riprese a tremare molto più di prima. Il misterioso uomo alzò lo sguardo verso la conca colma di lava e vide che essa si stava gonfiando al centro. Da sotto il vermiglio mantello infuocato, avvolto dal suo intenso Cosmo, risalì Liam con lo sguardo colmo di rabbia. Subito alle sue spalle si formò l'alato cavallo Pegaso che ben presto riempì tutta la camera magmatica.
«Non posso permettere che tu faccia del male ai miei compagni! Anche se dovessi dare la mia vita, giuro di salvarli. Sappi che ogni volta che mi colpirai io mi rialzerò fino a che non riuscirò a sconfiggerti. Coraggio, prova a fermare questo. Pegasus:Shooting Stars!».
«Non so come tu sia riuscito a sopravvivere, ma sappi che su di me la stessa tecnica non funziona due volte!» esclamò l'uomo della montagna parando ogni pugno di Liam e muovendosi alla stessa velocità dei suoi colpi.
La battaglia stava entrando nel suo culmine. Il cavaliere di Pegaso aumentava sempre di più la velocità del suo attacco e ben presto superò di molto il Mach 1. Il misterioso uomo cominciò ad incassare qualche pugno , ma la sua grande forza gli permetteva di non cedere e man mano si avvicinava a Liam che dopo un po' dovette desistere e fermare le sue stelle cadenti.
«Ti faccio i miei complimenti ragazzo. Ho sbagliato a sottovalutare il tuo Cosmo. Tuttavia hai fatto male i conti. Vedi, io sono abituato al calore ed ai fumi di questo vulcano ed uso una piccolissima parte di energia per difendere il mio corpo, al contrario di te che hai usato una spropositata quantità di aura per attaccare e creare lo scudo».
«Non preoccuparti per me » disse ansimando Liam «Io ho energia da vendere e te lo dimostrerò! Continuo a dirti di lasciare stare i miei compagni o sarà peggio per te!».
« Come vuoi ragazzo, assaporerai le paure del tuo subconscio, le stesse che tormentano i tuoi preziosi compagni. La tua mente si frantumerà!».
«Ma quanto blateri! Fatti sotto».
«Eccomi: Nirvana!».
Era buio ora. Liam non sentiva più il caldo asfissiante della montagna. Era precipitato in un sonno dolce e sublime. Poteva vedere suo padre Bob correre spensierato in un verde bosco in lontananza. A scappare dalle sue amorevoli braccia, una figura femminile, dai lunghi capelli castani a lui molto familiare. Si trattava di Charlotte , la sua bellissima madre. Era viva, chissà come, chissà perché. La malattia letale che l'aveva strappata giovanissima dal mondo non segnava più il suo candido volto lentigginoso. Bob la riuscì ad afferrare e si tuffarono sul soffice tappeto di erba e margherite avvinghiati in un tenero abbraccio. Liam correva verso di loro piangendo a dirotto. Voleva abbracciare sua madre ancora una volta. Non gli interessava più di nulla, né dei cavalieri né di Atena. Ancora per una volta voleva assaporare il calore del corpo materno e respirare il buon profumo dei liscissimi capelli della premurosa Charlotte. Li raggiunse facilmente e li vedeva lì, rotolandosi e scambiandosi teneri baci. "Mamma" cercava di dire, ma la voce non veniva fuori. Così si lanciò su di loro, ma la bella visione mutò repentinamente tramutandosi in uno spaventoso scenario. Charlotte divenne simile ad una zombie e la sua mano destra scavava nel petto del morente Bob. Liam rimase paralizzato e cercava di gridare qualcosa, ma ,ancora una volta, non riuscì a dire nulla. In quel momento, con gli occhi sgranati, Liam cadde ai piedi del perfido uomo della montagna cedendo al terribile Nirvana.
«Non so chi tu sia ragazzo, ma nonostante la mia tecnica ti avesse raggiunto, un tuo colpo è riuscito a fare breccia nella mia difesa rompendomi una costola. Per il tuo coraggio ti finirò in modo indolore e rapido. Addio cavaliere» fece l'uomo dai grigi capelli rialzando il braccio destro, mentre con l'altro leniva il pulsare della ferita infertagli dall'avversario.
Proprio come era accaduto qualche attimo prima, quando il suo palmo stava per mettere fine alla vita di Liam, il misterioso uomo si bloccò. Sentiva una fitta gelida alle gambe, e il suo corpo si stava lentamente congelando. Abbassò lo sguardo e vide Dimitri che stringeva le sue caviglie mentre sprigionava il suo freddissimo Cosmo.
«Non posso credere ai miei occhi! Come hai fatto a liberarti dal Nirvana?» chiese cercando un modo per sottrarsi alla morsa del ghiaccio.
«E' stata la voce del nostro compagno a salvarci! Lui ci ha parlato tramite la mente, facendoci capire che ciò che vedevamo erano solo illusioni. Pagherai per tutto quello che ci hai fatto. Usare i nostri ricordi più cari per ferirci è da vile!» rispose il biondo cavaliere del cigno.
«Ammirevole » continuò l'uomo «ma ancora una volta dovrò spazzare via le vostre ambizioni. Già una volta ho dissolto il tuo ghiaccio con le mie fiamme. Cosa ti fa pensare che non ti ucciderò subito?» aggiunse cominciando a spaccare la coltre gelida amplificando il suo potere.
Con non poca fatica, uno dei suoi piedi fu nuovamente libero e cominciò ad inveire sulla schiena del povero Dimitri più volte. Anche se il dolore era lancinante, il russo non cedeva bruciando sempre di più il suo Cosmo. Finalmente, dopo alcuni istanti, anche Kenzo intervenne in suo soccorso, bloccando con una stretta potentissima le braccia del nemico afferrato alle spalle.
«Siate maledetti mocciosi, cosa credete di fare? Anche in due siete poca cosa».
«Chi dice che siamo solo in due? Noi siamo i cavalieri di Atena e insieme raggiungeremo la vittoria. Vai Liam, colpiscilo!» urlò alla fine il cavaliere del dragone incrementando la sua energia combattiva per tenere saldo l'avversario.
«Con molto piacere amico mio. Pegasus: Shooting Stars!».
«Come hai fatto a...» riuscì a dire l'uomo prima che una luce intensissima avvolgesse tutti.
«Basta così cavalieri, non è fra di voi che dovete combattere. Il nemico è fuori che aspetta» fece una nuova voce esordendo poco distante.
I pugni di Liam si infransero su una sorta di muro cristallino e attratti da quella voce così calda e seria tutti smisero di combattere. Voltandosi verso l'uscita della caverna videro un altro uomo sprigionare una calma aura racchiuso in una splendente armatura d'oro.
«Non posso credere a ciò che vedo!» disse stupefatto Kenzo «Costui emana un'aura così forte. Eppure non mi sento minacciato, anzi potrei addirittura calare il mio Cosmo davanti a lui».
«Ragazzi, non mi dite che quella è una Gold Cloth?» fece Dimitri lasciando andare l'uomo dai capelli grigi.
«Esattamente cavaliere di Cygnus, il mio nome è Shui, Gold Saint dell'Ariete. Potete stare tranquilli ora, il mio allievo Angel non vi attaccherà più».

«Che cosa? Vuoi dire che questo tipo è un tuo adepto?» chiese Liam lanciando una lunga occhiataccia all'uomo della montagna.

«Bada a come parli moccioso! Siete salvi solo per volere del sommo Shui, altrimenti vi avrei sterminati tutti!».

«Cosa vai farneticando? Se non era per quella specie di barriera saresti finito a terra stecchito!» esclamò il Saint di Pegaso avvicinandosi minaccioso ad Angel.

Le risa molto composte del cavaliere d'oro raffreddarono gli spiriti, tant'è che finalmente l'ascia di guerra fu sotterrata.

«Tu devi essere l'allievo di Masami-san» affermò avvicinandosi al cavaliere del dragone « Le tue tecniche Rozan sono inconfondibili» disse il Gold Saint sfilandosi l'elmo e mostrando, oltre ad un giovanissimo e bellissimo volto dai caratteri orientali, lunghi capelli bianchi e due pittogrammi rosa a forma sferica posti fra le sopracciglia.

«Egregio Cavaliere, come conoscete il mio maestro? Chi siete veramente?» rispose Kenzo con una domanda.

«Come dici? Possibile che il mio buon amico Masami-san non ti abbia mai raccontato del suo vecchio compagno di bevute del Jamir?».

«Perdonatemi, ma se mi avesse accennato almeno una volta il vostro nome me ne sarei ricordato. Per giunta, rammenterei se mi avesse detto di conoscere un cavaliere d'oro».

«Io non capisco, come fa a conoscere il tuo maestro Kenzo? E' troppo giovane per essere suo amico, non credi?» suggerì Liam inserendosi nel discorso.

«Ti ho già detto di moderare il linguaggio o ti ammazzo!» tuonò Angel indispettito ,dando le spalle al gruppo.

Un nuovo sorriso apparve sul volto del cavaliere d'oro.

«Piccoli Saint, sono ancora molte le cose che non sapete e che imparerete lungo il vostro percorso, ma non è questo il momento per storielle inutili. Voi siete giunti in questo remoto posto per un motivo, giusto?».

«Esatto sommo Shui » rispose Kenzo «Siamo qui per recuperare le nostre Cloth e usarle per il recupero della dea Atena, ancora nelle mani del nemico».

«Benissimo, se è così, venite. Vi consegnerò le vostre armature».

«Maestro, siete sicuro che costoro meritino le sacre vestigia di bronzo ?» disse Angel ancora furente.

«Mio caro allievo, hai visto coi tuoi occhi la loro forza e i loro sentimenti. Insieme sono in grado di grandi cose. La nuova generazione di Saint deve prendere il volo e liberare la nostra Atena».

«Fate ciò che ritenete opportuno. Io me ne vado, addio mocciosi; salutatemi la dea Atena quando la incontrerete» concluse sparendo velocissimamente con uno scatto.

«Dovete perdonare Angel, lui non voleva farvi del male. Gli ho chiesto io di proteggere questo luogo dai nemici» spiegò Shui.

«Quindi, se ho ben capito, lui è un cavaliere proprio come noi. Ha una forza davvero spaventosa, degna di un maestro del vostro calibro. Non per niente siete un Gold Saint» disse Kenzo rimettendosi il Kimono malconcio.

«Esattamente figliolo, lui è il Bronze Saint della Fenice e si allena da anni con me. Ben presto anche voi crescerete e sprigionerete una potenza pari alla sua. Ora richiamerò le vostre Cloth. Esse giacciono al centro della camera magmatica dello Stromboli. Ammirate!»

Con un cenno della mano, il sommo cavaliere di Aries fece riemergere dalla roccia fusa tre meravigliose armature, una a forma di piccolo drago verde, l'altra a forma di Cigno argenteo e la terza a forma di cavallo alato, anch'essa argentata, ma con rifiniture rosso fuoco. Le Cloth, straripanti di energia, percependo il Cosmo dei tre guerrieri si scomposero in tanti pezzi che si agganciarono sui loro corpi. Stupiti da ciò che percepivano nei loro corpi, i tre compagni se ne stavano immobili stupiti da ciò che percepivano dentro di loro.

«Così questa è la mia sacra armatura! La Cloth di Pegaso. Sento che potrei abbattere qualsiasi nemico».

«Ora che le vostre armature vi hanno riconosciuto, siete pronti ad affrontare i vostri avversari. Andate giovani cavalieri della speranza, riportate la dea Atena al suo posto. Noi ci rivedremo, un giorno».

«Grazie di tutto sommo Shui, appena vedrò il maestro Masami gli porterò i vostri saluti» concluse Kenzo.

I tre compagni, dopo i saluti, sparirono rapidamente. Con loro portarono anche una quarta armatura, quella di Andromeda, che Liam aveva chiesto al cavaliere dell'Ariete insistentemente. Quando fu solo, Shui si avviò presso l'uscita e prima di abbandonare la camera magmatica disse:

«Sicuro che non vuoi andare con loro Angel? Potresti essere felice con quei ragazzi».

«Sapete benissimo che non vi abbandonerò mai. Verrà il tempo in cui combatterò al loro fianco, ma non sarà questo il giorno».

«Fa come vuoi ragazzo mio, sappi che non mi devi nulla e sei libero di andare quando vorrai. Sono anni ormai che guardi le tue sacre vestigia aspettando il giorno in cui le indosserai, pensavo avessi voglia di...»

«No grazie, continuerò a sviluppare il mio Cosmo a Stromboli. Quel ragazzino, Liam, mi ha insegnato che forse non sono così forte come pensavo».

«Sagge parole figliolo, il nuovo cavaliere di Pegaso è proprio un tipo interessante!».



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