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lavoro pubblicato domenica 8 febbraio 2015
ultima lettura sabato 5 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il nuovo inizio.

di soulintended. Letto 362 volte. Dallo scaffale Viaggi

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E così il destino alcune volte prende delle decisioni al posto tuo. Ti ritrovi in un’ altra città a vivere nuove esperienze, un po’ la vita che hai sempre sognato fin da bambino. Non hai niente con te se non la voglia di cambiare, fare nuove amicizie, studiare e realizzarti. Stop, tutto qui. Arrivi in un posto nuovo e non sai cosa succederà non sai chi conoscerai, non sai come passerai i tuoi giorni, con chi li trascorrerai, non sai con chi condividerai le tue pause sigarette o le tue insonnie. Sai solo che sta cambiando tutto nella tua vita, che in un modo o in un altro quando tutto questo finirà sarai più grande forse più matura di sicuro però, sarai diversa. Diversa da come sei sempre stata, diversa dalle persone che ti hanno sempre circondata, avrai un bagaglio che nessuno di loro potrà avere, perché è quello tuo personale, è il tuo nuovo inizio.

#Day1

Arrivata posai le valigie. Mi accompagnarono mamma e papà durante il viaggio avevo un pensiero fisso in testa “Menomale che anche Alberta e Giulia sono qui con me”. Essì perché condividere un cambiamento così grande con qualcuno fa sempre meno paura. Il viaggio fu strano, non ero ancora consapevole di ciò che stava accadendo, i miei pensieri si erano fermati alle 4 di notte dove la dolce voce assonnata di Fabrizio mi ripeteva buona fortuna. Avevo lasciato tanto giù se non tutto, le amiche, la famiglia ma soprattutto il piacere. Il piacere in tutti i sensi.

Dopo ore di macchina finalmente arrivammo, ormai conoscevo bene quel posto, ovviamente bene in senso limitato, ci ero stata il Luglio precedente, quando andai a visitare l’università. Entrai. La prima cosa che pensai una volta aperta la porta d’ingresso fu: “Questa è la mia nuova casa”, per la prima volta in vita mia avrei abitato in mura diverse, avrei dormito su un letto diverso, da quel momento in poi la mia quotidianità avrebbe avuto un palcoscenico diverso, fu una sensazione strana. Ci diedero le chiavi della stanza, e ad accogliere ci furono due ragazzi, uno era biondo robusto e aveva un atteggiamento leggermente femminile, aveva una voce che stonava con la sua presenza. L’altro era moro, alto, barba curata e occhiali da sole, aveva un accento misto, mi ci volle un po’ a capire di dov’era: romano con origini pugliesi e napoletane. Posai tutto era un Sabato mattina e andai con la famiglia a Milano. Passammo due giorni a spendere per negozi, nessuna di noi parlava della nuova Università, della nuova esperienza, nessuna si faceva delle domande su cosa sarebbe successo, su come ci saremmo trovate, nessuna espresse neanche un minimo giudizio. Ognuna viveva il giorno, anzi ognuna girava e spendeva in negozi diversi. Il 15 arrivò senza preavviso, il benvenuto delle matricole era alle porte. Ci vestimmo e andammo verso il parco, sfacciate, spaventate, felici, spensierate, perché si sa quando uno parte così senza aspettarsi niente e senza niente da perdere e tutto più facile, d’altronde giù avevamo tutto, questa sarebbe stata la vita parallela. E’ lì che si però fa l’errore più grande, perché spesso l’inaspettato è più vicino del previsto.



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