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lavoro pubblicato sabato 7 febbraio 2015
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

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Era la sera della vigilia di Natale ... capitolo 1

di LunaLuna. Letto 498 volte. Dallo scaffale Fantasia

Era la sera della vigilia di Natale. Il sole era già tramontato da un po', nascosto dalle nuvole che adesso, imponenti, occupavano il cielo togliendo la scena alle stelle ed alla luna. Jennie, nonostante avesse ormai sedici anni, amava quel gior.....

Era la sera della vigilia di Natale. Il sole era già tramontato da un po', nascosto dalle nuvole che adesso, imponenti, occupavano il cielo togliendo la scena alle stelle ed alla luna. Jennie, nonostante avesse ormai sedici anni, amava quel giorno in cui tutti parevano essere pervasi da una gioia sincera e da una bontà che sembrava appartenergli da sempre. Aveva sempre trovato che ci fosse qualcosa di magico nell'aria che si respirava durante quella giornata, ma d'altra parte lei era sempre stata una sognatrice con la testa tra le nuvole.

"Jennie, vuoi tornare tra noi?! " La voce del padre la distolse da quei pensieri ripotandola alla realtà. Non era una novità che la sua mente abitata da eroi e personaggi fantastici viaggiasse senza meta fino a che qualcuno non la chiamava, interrompendo i suoi sogni ad occhi aperti.

"Dai che è pronta la cena!" Disse la madre.

"Adesso vengo!"

Nonostante nessuno nella sua famiglia fosse particolarmente credente, quella serata era amata molto da tutti, forse anche più del Natale stesso. Durante la cena si parlò del più e del meno, mantenendo sempre un clima di serenità, ma si sentiva nell'aria quanto tutti erano elettrizzati. Infatti stavano impazientemente aspettando, sia i grandi che i più piccoli, che dalla porta di casa entrasse il nonno vestito da Babbo Natale per portare i regali a Peter, il fratellino di Jennie: da quel momento tutti avrebbero aperto insieme i regali. Verso le 22,30 si sentì bussare alla porta e Peter si mise davanti a tutti, felicissimo all'idea di veder comparire quell'ometto grassoccio e sorridente con una barba bianca e folta che tanto aspettava per buona parte dell'anno. Ma quando la porta venne aperta, si spalancò davanti a loro un uomo alto, giovane ma invecchiato dalla cattiveria che segnava in modo indelebile il suo volto. Aveva gli occhi ed i capelli di un nero accecante, proprio come il vestito che indossava, e non aveva proprio niente in comune con il signore vestito di rosso che tutti stavano aspettando. Peter, spaventato, cominciò a piangere cercando conforto tra le braccia della madre la quale, usando un tono freddo che Jennie non pensava potesse appartenerle, gli disse: "Cosa vuole? La preghiamo di andarsene velocemente. Stiamo passando una serata in famiglia e non vogliamo essere disturbati." L'uomo a quel punto, con una velocità che non aveva nulla di umano, puntò un dito contro la donna, facendola diventare di ghiaccio. Jennie non riuscì a capire cosa stava succedendo, avvenne tutto troppo velocemente. Quando riuscì a riprendersi, tutti erano stati trasformati in statue di ghiaccio. Tutti eccetto lei.

"Sapevo che non potevi essere pericolosa" la voce dell'uomo era fredda come il ghiaccio che aveva congelato la sua famiglia. "Vabbè era ovvio, dal momento che sei cresciuta con persone del genere... Non capisco proprio perché ti vogliano a tutti i costi. Cosa potranno mai ottenere da te?"

"Chi sei?" Jennie non riusciva a collegare il cervello con le parole che le uscivano come un fiume dalla bocca. L'ansia e la paura stavano avendo la meglio su di lei. "Cosa vuoi dalla mia famiglia? Cosa gli hai fatto? Cosa vuoi da me? Falli ritornare come prima! Perché sei venuto?"

"Oh quante domande.... La tua famiglia dici eh? Allora è proprio vero che quegli stupidi non ti hanno mai detto niente. Loro la tua famiglia..."

"Cosa stai dicendo?" chiese Jennie allibita da quelle parole.

"La verità... Ma avrai modo di capire tutto tra poco, sempre che tu ci possa arrivare e a me non venga voglia di ucciderti prima... Forza vieni con me!"

"Co-cosa?"

"Oltre ad essere stupida sei anche sorda? Ti ho detto di venire con me! Non farmi perdere la pazienza!

"Lei non viene da nessuna parte!" Jennie credette di aver avuto una visione. "Troppi libri" pensò. A pronunciare quelle parole era stato un ragazzo bellissimo che avrà avuto più o meno diciotto anni. Aveva gli occhi di un colore che si mescolava perfettamente tra il verde e l'azzurro, i capelli dorati, un naso delicato e la bocca che sembrava essere stata baciata da un angelo. Il corpo era perfetto come tutto il resto: alto, magro e con i muscoli scolpiti, impossibile non notarli anche con la maglietta, che gli aderiva al corpo in maniera impeccabile.

Furono le parole dell'uomo in nero a riportare Jennie alla realtà.

"Hanno mandato il peggiore che avevano?"

Il ragazzo, sicuro di sé: "Stavo per farti la stessa domanda."

"La tua insolenza ti costerà cara prima o poi, ragazzino!" la voce dell'uomo era diventata un grugnito.

"Con quanto sono bello nessuno mi fa mai pagare niente" disse il ragazzo con un ghigno beffardo.

A quel punto tirò fuori una spada e cominciò a combattere contro l'uomo. Non dava il minimo segno di paura, sembrava sereno come se quello scontro fosse una partita ad un videogioco semplice di cui dava già per scontata la vittoria.

"Tutto il ghiaccio che usi contro gli altri dovresti usarlo per te... Sai, per calmare i bollenti spiriti"

"Oh, con te non ne avrò troppo bisogno. Se continuerai a fare queste battute finirai col congelarti da solo"

Detto questo, l'uomo scagliò contro il ragazzo una serie di colpi che sembrava infinita, ma lui li scansava tutti perfettamente.

Jennie era sicura di assistere ad una scena di un film e rimase incantata a guardarli. Si scosse solo quando il ragazzo, che aveva fatto cadere a terra l'uomo lasciandolo privo di sensi, la afferrò per un braccio, conducendola fuori dalla porta di casa sua.

"E i miei parenti? Non posso certo lasciarli qui!"

"L'unica possibilità che hai di salvarli è andarcene subito da qui. Corri!"

"Perché dovrei fidarmi di te? Non so nemmeno chi sei!"

"Scusa se il momento non era dei migliori per darti il biglietto da visita, presentarmi ed invitarti fuori a cena per assicurarmi la tua fiducia, dopo tutto, ti ho solo salvato la vita!"

Così, i due ragazzi cominciarono a correre.



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