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lavoro pubblicato martedì 27 gennaio 2015
ultima lettura martedì 14 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

tratto dal "Il primo caffé del mattino" pt.2

di Angel97. Letto 476 volte. Dallo scaffale Fiabe

"Eccoci melisse sembra accogliente, dai non fare la gattina timida..entriamo.." A dare il benvenuto a sua altezza fu un forte odore di sigaro mischiato a vino e voci grossolane.. La fanciulla si accomodó su uno di quei tavolini vuoti nell' angolo, per...

"Eccoci melisse...
sembra accogliente, dai non fare la gattina timida..entriamo.." dice geneviève , cercando entusiasmo dalla sua micia.
A dare il benvenuto a sua altezza fu forte odore di sigaro mischiato a vino e voci grossolane..
La fanciulla si sentì come un pesce for d'acqua, e osservata da tutti...ma con forzata disinvoltura si accomodó in uno di quei tavolini vuoti nell' angolo, per sentirsi piú al sicuro...
finalmente fu raggiunta da un giovane cameriere, di bell aspetto alto e moro..ma di ció che lui diceva geneviève capí ben poco..
La ragazza inizió a fargli richieste in francese inserendo poche paroline italiane che aveva sentito dalla mamma...
"Oh Buon uomo mi ascolti..sa mi sono persa,forse tra i miei sogni e speranze sono caduta in un sonno così profondo da non riuscirmi a svegliare..ehm tu pizza spaghetti vero?potrebbe servirmi un pó di the speciale..ah e se per caso mi saprebbe aiutare a tornare al palazzo?"
Il giovane Massimo non riusciva a capirla, si grattó la testa mostrando il suo disagio... provó a servirle una pizzetta, cogliendo al volo le parole poco inerenti della giovane...ma forse se anche avesse conosciuto il francese non avrebbe compreso il discorso confusionario e ingenuo di genevieve.. ma di certo notó che fosse straniera e molto sofisticata..oltre a essere molto bella..
Ma la clientela romana nella bottega non seppe far a meno di ridacchiare sotto i baffi della buffa e bella francesina, farle fischì e occhiatacce facendola sentire ancor più in imbarazzo di quanto già fosse.

Genevieve esausta rovescia di proposito la zuccheriera sul bancone , e la gattina, super protrettrice della sua padroncina ,graffió il povero massimo. .
"Oh no Mellisse questo no !" mossa dal dispiacere e rancore la francesina andó via..senza meta..
Le due straniere si riposarono poi nei pressi della fontana."Che stanchezza mia melisse..penso di essere prossima alle lacrime..oh dove sei papá,teresa..vi prego ditemi che questo é un sogno o un incubo.."
D'un tratto un uomo familiare apparve in lontananza e attiró la loro attenzione..aveva stretta fra le mani una tazzina fumante.."oh mercí il mio té!!" Esclamó saltellando geneviève.
Era il ragazzo della Bottega..era venuto a chiederle perdono..lei afferró con grazia la tazza e il suo chiaro viso arrossì per il gesto del giovanotto..ma di colpo avvertí un odore diverso ..non era il suo té. .nemmeno té normale..l espressione di geneviève cambió.
"Caffé ,conosci?" Le disse massimo cercando di rispondere alle smorfie di stupore della giovane..

La francesina ricordó le parole di teresa.. "non fidarsi mai degli sconosciuti"..eppure la fanciulla avvertiva che quel giovane non fosse un normale sconosciuto e non sarebbe riuscita ad arrabbiarsi di nuovo o essere sgarbata con lui,era stato così gentile.. e nonostante il graffio continuava ad essere molto affascinante.. presa dall' imbarazzo geneviève finse di far sciolare la tazzina dalle mani.. lasciandola cadere lungo l'asfalto..rovesciando tutto il caffè
"Oh scusami.."
Ma massimo aveva gli occhi cosí persi nei suoi che non ebbe tempo per rimanerci male.. sorrise..e le prese la mano presentandosi..ma appena i due si toccarono..dall'acqua quella luce tornó a farsi viva..e un' altra tazzina comparve tra le mani della fanciulla.
era splendida con raffigurata Roma e Parigi sotto lo stesso cielo in un unico cuore..I due giovani rimasero sconvolti ed entusiasti...sorseggiarono insieme da quella stessa tazza quel magico bollente caffé..capirono che si trattava di una promessa, si stavano giurando amore eterno..
Massimo portó Geneviève a visitare tutta Roma. .e riuscì a risultare simpatico anche a Melisse..nonostante la diversa lingua i due innamorati parlavano tanto pur capendosi poco.. ci pensavano gli occhi a diesi tutto...I sorrisi non saziavano mai le labbra della giovane..ma soprattutto gli occhi di massimo avevano sempre piú fame del vederla ridere..
La portò nei musei più belli, al Colosseo , e nelle piazze più maestose e a mangiare un gustoso piatto di carbonara di cui non solo melisse si leccò i baffi.
Arrivata la sera il romano accompagnó la bella francesina in quella casetta che sembrava esser sua..che quasi lei stessa aveva dimenticato dove fosse..Ormai si erano lasciati andare in quella visione così bella del mondo da innamorarsi perdutamente..quei due giovani che di innamorarsi non ne volevano proprio sapere..perché a volte non conta il tempo che passi con qualcuno,ma quanto in poco tempo riesce a trasmetterti.
Sull'uscio di casa ..occhi dentro occhi..con i respiri vicini vicini..erano quasi arrivati a baciarsi..
Melisse col muso all'insú aveva gli occhioni spalancati in attesa di essere spettatrice al bacio del vero amore della sua padroncina..
Ma improvvisamente quella lucetta tornó a farsi viva..
d' un tratto geneviève si ritrovó con le braccia giunte sul davanzale del balcone al palazzo,era a casa,con i capelli spettinati e occhi stanchi..forse aveva visto troppe cose per una notte sola...
di fronte sorgeva il sole e non c' era fontana, né bottega lí ..ma c' era la torre di sempre a farle da panorama..
"Melisse. .compagna mia,come ho potuto crederci davvero?!..da oggi smetteró di sognare,promesso" Urló in lacrime la fanciulla..ma di colpo la tazza ancora li poggiata traballó. .Genevieve concentró lo sguardo per capire se si muovesse davvero..e guardando bene notó le immagini diRoma e Parigi in un cuore. .sotto quello stesso cielo blu stellato.. proprio come nel sogno.."Oh melisse vieni a vedere" urló gioiosa e incredula la principessa. .
Mi senti? Ma dove sei..
La cuccia Rosa era vuota, la gatta era sparita..il panico invase geneviève. .ma qualcuno bussó alla porta.
Teresa le comunica che il padre ha deciso di darla in moglie a un certo principe Tiberi..del quale la fanciulla non aveva mai sentito parlare.. e che quel mattino l'avrebbe conosciuto.
geneviève corse in lacrime dal padre ma appena provó a raccontare della notte appena trascorsa e la scomparsa della micia,il padre le voltó le spalle dandole della fantasiosa bambina garantendole di comprarle un altro gatto.
" ma tu non capisci padre..." insistette inutilmente geneviève ..
La principessa si lasció andare lungo il pavimento vicino al Suo camino finché le lacrime non si stancarono di scorrere...
teresa amava genevieve come una figlia....e provò a consolarla ma la ragazza era testarda e sicura che non avrebbe mai sposato chi non amava.
" opla!" Si sentì esclamare dal giardino
Interrompendo la loro conversazione
Susseguito da un continuo miagolare .
Gli occhi di geneviève si accesero di speranza!
Corse di sotto alla ricerca della sua gatta sull'uscio del palazzo...trovó un cavallo bianco dal quale scese un meraviglioso principe con in mano una rosa blu e la gattina della principessa...
Ah..e aveva anche un piccolo graffio sulla guancia destra..
"oh massimo allora sei qui, sei vero ma sai mio padre, io , il matrimonio.."
inizió geneviève, parlando in modo confusionario..ma massimo sicuro di sè, la zittí con un dolce bacio dicendole..
"Amore sono io il principe tiberi"
Si ,era proprio massimo il suo futuro sposo..
non contava in che cittá fossero e chi avessero contro, ció che si muove per amore é sempre dalla parte della ragione.
Un enorme sollievo invase l'animo della fanciulla .
..."che bello averti ritrovata..ho ben poco da dirti..ho solo una domanda..vuoi tu prendere per il resto dei nostri giorni insieme Il primo caffé del mattino?" Il viso di geneviève era colmo di gioia..dopo la dichiarazione del principe con occhi di chi da voce al cuore..
" si massimo, lo voglio, ogni giorno, per sempre"
I due innamorati si sposarono e vissero per sempre felici e contenti a Roma.








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