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lavoro pubblicato mercoledì 21 gennaio 2015
ultima lettura sabato 25 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Premonizioni

di Poetto. Letto 683 volte. Dallo scaffale Sogni

 Guardo la sveglia, sono le 8 e 30. Essendo domenica, resto a letto.  Accendo la televisione, una notizia attira la mia attenzione.  Un incidente ferroviario, accaduto la scorsa notte, mi fa ritornare in mente il sogno di due notti fa. &.......

Guardo la sveglia, sono le 8 e 30. Essendo domenica, resto a letto.

Accendo la televisione, una notizia attira la mia attenzione.

Un incidente ferroviario, accaduto la scorsa notte, mi fa ritornare in mente il sogno di due notti fa.

Nel sogno ero all'interno di un vagone ferroviario, mi sono alzato dal mio posto ed ho percorso il corridoio in direzione del vagone motore.

Fuori, dai finestrini, vedo una serie di edifici che non riesco a identificare.

Continuo a camminare, i vagoni sono mezzo vuoti, ora le luci degli abitati sono scomparse, fuori è buio; guardo l'ora, sono le 23 e 40.

Arrivo in testa al convoglio, mi fermo.

Non capisco il senso di tutto questo ma, si sa, i sogni spesso sono astrusi, senza nessuna costruzione logica.

Il treno rallenta, vedo il nome della stazione: Garano.

Scendo in questa piccola stazione, sento che sta per succedere qualcosa, continuo a guardare il treno il quale, con mio grande spavento, esce fuori dai binari e finisce la sua corsa contro un muretto.

Guardando le immagini del telegiornale mi rendo conto che il luogo dell'incidente ferroviario è lo stesso del mio sogno, non solo, anche la disposizione delle carrozze sono le stesse del sogno.

Squilla il telefono, dallo schermo del cellulare vedo che è mio fratello.

  • - Ciao Mario... dimmi!

  • - Ciao... hai sentito dell'incidente ferroviario? - mi fa lui con voce cupa.

  • - Si! l'ho sentita proprio ora... perché?

  • - Mi ha chiamato mamma per dirmi che in quel treno c'era zio Bruno.

  • - Zio Bruno? Cosa si è fatto? Che ci faceva lì?

  • - Ma non lo so... fatto sta che si è rotto una gamba, ora è ricoverato in un ospedale della zona.

  • - Mi spiace! Ma come è successo?

  • - Ancora è presto per dirlo. Mamma vuole che l'accompagni in ospedale per sapere bene come stanno le cose... secondo lei zia Carla non le ha detto... teme che sia molto più grave.


Sono passati due mesi dal giorno dell'incidente ferroviario, lo zio Bruno era, fortunatamente, meno grave di quanto si pensava inizialmente, ora è in fase di ripresa.

Assieme a Mario andiamo a trovarlo a casa sua.

Gli racconto del sogno, della strana coincidenza, lui mi ascolta con interesse.

Gli racconto anche alcuni particolari visti nel sogno, lui rimane molto impressionato dal mio racconto.

  • - Carlo... tu hai avuto una premonizione. Non ho altre spiegazioni. Ho seguito tutti, o quasi, i telegiornali che hanno parlato dell'incidente e nessuno ha menzionato le cose che hai detto tu e che corrispondo tutte, ma proprio tutte.

  • - Una premonizione? Dici?!

  • - Come vuoi spiegarle tutte quelle cose che mi hai detto?

Continuiamo a parlare del sogno, quella che per tutti è una premonizione.

Prima di cena salutiamo e andiamo via.

In auto mio fratello mi domanda se nel sogno sentivo che stava per succedere qualcosa, gli dico di si anche se non sapevo bene cosa.


5 maggio, sono le 21 e 30, la giornata è stata piena, almeno per me.

Dopo una cena frugale mi corico.

Mi vedo in sogno in una pista di un aeroporto, è quello della nostra città.

Pur essendo nella pista, davanti ad un aereo, nessuno mi dice nulla.

Arriva la navetta che porta i passeggeri all'aereo, come scendono riconosco mio fratello, deve essere assieme alla moglie ed al figlio, anche se non li vedo.

Ricordando il sogno premonitore del treno, intuisco che anche questo è uno di quelli.

Mi avvicino a mio fratello, lui non mi riconosce.

  • - Mario, non partire... non so dirti come ma...

  • - Lei chi è? Ci conosciamo? - mi fa lui.

  • - Dai Mario! Ti ricordi del treno?

  • - Mi scusi... si può spostare? Noi dobbiamo prendere un aereo.

  • - Mario, aspetta. - lo prendo per un braccio e cerco di bloccarlo.

Si avvicinano due agenti della sicurezza.

Ne nasce un parapiglia, cercano di allontanarmi dalla pista.

Mio fratello sale sulla scaletta dell'aereo, assieme ad altre persone.

Mi sveglio in un bagno di sudore, il sogno sembrava talmente vero che mi sono emozionato e agitato tantissimo.

Chiamo mio fratello per raccontargli il sogno, gli domando se ha intenzione di fare un viaggio in aereo, non riesco a trattenere le parole, parlo come una mitragliatrice.

  • - Calma Carlo! Non è detto che sia un sogno premonitore. Comunque, se può farti stare tranquillo, per ora non abbiamo nessun viaggio in aereo in programma.

  • - Scusa Mario ma... dopo quello del treno... insomma sembrava così vero e poi tu non mi riconoscevi. Ti ho visto salire su quelle scalette senza che potessi fare nulla.

  • - Tranquillo! Sono qui, tutto intero e non ho nessuna intenzione di prendere un aereo per quest'anno... okkei?

  • - Va bene! Scusami se ti ho...

  • - Tranquillo!


10 maggio, ora di pranzo.

Accendo la tv.

Resto di sasso quando sento la notizia che un aereo, partito dal nostro aeroporto, è precipitato dopo circa dieci minuti dal decollo, non ci sono superstiti.

La cosa che mi lascia di stucco è la notizia che uno sconosciuto avrebbe tentato di bloccare un passeggero per evitargli di prendere il volo, questi sarebbe stato allontanato poi si sarebbero perse le sue tracce.

Fanno vedere delle immagini dell'episodio, solo che nelle vicinanze non ci sono videocamere, quindi sono riprese da lontano.

Quello che vedo mi shocca. La persona che cerca di bloccare un passeggero sono io, anche se l'immagine non è molto chiara, in ogni caso riconosco la mia figura.

Cerco di informarmi, tramite internet, sull'identità dei passeggeri.

Noto che uno di questi è, letteralmente, il sosia di mio fratello.

Questa storia mi spaventa, non ho spiegazioni valide da tirare fuori.

Questa volta cerco di tenermi per me la vicenda.


10 agosto, dopo una bella mattinata al mare, mi sdraio per un pisolino.

Sogno di essere davanti ad un edificio degli anni 70, non lontano dal mare.

Sento che qualcosa di grosso sta per accadere, cerco di rifletterci poi capisco cosa sta per succedere. Un attentato terroristico; degli attentatori cercheranno di introdursi nell'edificio, che in realtà è l'ingresso camuffato ad un enorme serbatoio di carburante per aerei dell'aeronautica militare, se ci dovessero riuscire le conseguenze sarebbero devastanti.

Come mi vedono escono fuori dall'edificio due militari, intanto altri militari si avvicinano.

Sono tutti armati.

  • - Alt! Come diamine avete fatto ad entrare? Chi diavolo siete?

  • - Stanno arrivando dei terroristi. - dico tenendo le mani bene alzate per dimostrare di non essere una minaccia.

  • - Cosa?!

Intanto un militare mi perquisisce, un altro mi blocca le mani.

Il militare che mi ha intimato l'alt si rivolge ad un altro militare in modo brusco.

  • - Bugni... che cavolo stai combinando? Com'è che questo me lo trovo davanti?

  • - Signore, non so come sia arrivato qui ma... non è passato davanti a me.

  • - Si materializzato dal nulla?! Per favore!!! allora – si volta verso di me – chi diamine siete?

  • - Non importa chi sono, tra un po' arriveranno dei terroristi... vogliono far saltare il deposito.

  • - Davvero? Voi come fatte a saperlo?

  • - Per favore... dovette credermi... stanno arrivando e sono molto pericolosi. Sono armati e senza scrupoli.

  • - Portatelo via. Bisogna interrogarlo per bene. Russo vediamo di capire come si chiama il nostro amico e perché è venuto a farci visita.

Mi portano all'interno dell'edificio.

Sono, purtroppo, convinto che oramai è tardi per evitare l'attentato.

Cerco di convincere anche le due guardie del pericolo ma loro sembrano più seccate che altro della mia presenza.

Sono in attesa, probabilmente, di qualcuno di competenza che mi porti via per riprendere le loro normali attività.

Sento degli spari. Ormai è fatta!

Mi sveglio in un bagno di sudare, agitatissimo.

Mio fratello si avvicina, mi vede stravolto.

  • - Tutto bene, Carlo?!

  • - Ho sognato che dei terroristi facevano saltare il deposito di carburante dell'aeronautica... hai presente quell'edificio verde, strano vicino a casa di nonna? Quello nasconde l'ingresso di un enorme deposito... e non credo che lo sia solo nel sogno... capisci cosa vuol dire? È in mezzo a... Dio mio!!

  • - Cavoli! Se dovesse succedere veramente sarebbe una strage. Sei sicuro?

  • - Ti ricordi il sogno dell'aereo? Ebbene il passeggero che avevo fermato in sogno era un tuo sosia, non solo, hanno fatto vedere le immagini di un tale vicino all'aereo... ero io... non so come spiegarlo, ma ero proprio io.

  • - Per Giove!! dici che... cosa possiamo fare?

  • - Non lo so! Non possiamo mica andare dalla polizia. Mi prenderebbero per matto oppure, peggio, penserebbero che sia coinvolto. Non so proprio che fare.

  • - Quando dovrebbe succedere?

  • - Fammici pensare... ho visto un giornale dentro una stanza era del 10 agosto.

  • - Oggi?! Non c'è tempo per fare nulla. Dobbiamo far allontanare subito la nonna. Che ora poteva essere?

  • - Non lo so!

  • - Riflettici Carlo... forse possiamo salvare qualcuno.

  • - Mi sembra tutto così assurdo.

  • - Carlo, allora?!

  • - Forse le tre di pomeriggio, più o meno. Direi tra le tre e mezza e le quattro e mezza... almeno credo.

  • - Forse facciamo in tempo.

Diciamo a mia cognata che la nonna si è fatta male e stiamo andando da lei, non c'è tempo per le spiegazioni e quella scusa è la più realistica da tirare fuori.

Corriamo con il rischio di prendere una multa, ma vista la posta in gioco...

Arriviamo davanti al portone del palazzo di nonna, sono le 15 e 09.

Sarà un'impresa convincerla a seguirci.

Suoniamo il campanello, ci risponde la vicina della nonna.

Il portone si apre, saliamo di corsa.

  • - Ragazzi, pensavo che foste al mare.

  • - Nonna, è successa una cosa... ci devi seguire.

  • - Cosa è successo?

  • - Non c'è tempo per spiegare... ti prego seguici.

  • - Calma ragazzi! Cos'è tutta questa fretta?

Mario cerca di convincere la nonna a seguirci ma lei non sembra intenzionata a farlo, continuiamo a perdere tempo prezioso.

Anche la vicina si “infila” nella discussione, il tempo passa.

Ora ad essere in pericolo siamo anche noi.

Mi viene in mente di prendere di peso la nonna e portarla via, visto il suo peso è meglio astenersi.

Mario le racconta del sogno, lei sorride e bolla il tutto come delle “esagerazioni oniriche”, le chiama così.

Non ha nessuna intenzione di seguirci, guardo l'ora le 15 e 35.

In lontananza sento degli scoppi, poi altri.

Nel mentre Mario, la nonna e la vicina stanno animatamente discutendo.

  • - Ho sentito degli spari.- dico loro cercando di attirare l'attenzione.

  • - Cosa?! - mi dice Mario – hai visto? Sta accadendo adesso... sei convinta?

  • - Ma non significa nulla! Saranno dei mortaretti dei ragazzini. - risponde la nonna.

  • - Non sono mortaretti... siamo ad agosto... oh signore!!


Queste sono le nostre ultime parole. Un uragano di fuoco investe il nostro palazzo senza lasciarci scampo.

Il tentativo di salvare la nonna ha fatto altre due vittime non previste, io e mio fratello.





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