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lavoro pubblicato lunedì 12 gennaio 2015
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

UnHappy Ending - 4 - The Genius.

di Philipbrochant. Letto 664 volte. Dallo scaffale Fiabe

E se le fiabe non fossero felici come sembrano? E se tutti i cattivi e gli eroi avessero davvero qualcosa in comune fra loro? UnHappy Ending è un romanzo a puntate che racconta la vera storia dei personaggi delle favole e i lor non-lieto fine. UNHE.....

Nella capitale di un regno della Cina, ricchissimo e vastissimo, il cui nome in questo momento mi sfugge, viveva un sarto di nome Mustafà, che altra distinzione non aveva tranne quella datagli dal suo mestiere. Mustafà il sarto era poverissimo, e il suo lavoro gli procurava a malapena lo stretto necessario per far vivere lui, sua moglie e un figlio che Dio gli aveva mandato. Il figlio, che si chiamava Aladino, era stato educato in maniera molto trascurata, e questo lo aveva spinto a prendere cattive abitudini. Era ribelle, testardo, disubbidiente con il padre e con la madre. Appena ebbe raggiunto l'età della ragione, i suoi genitori non riuscirono più a trattenerlo in casa; usciva la mattina e passava le giornate a giocare nelle strade e nelle pubbliche piazze, in compagnia di piccoli vagabondi anche più giovani di lui. Appena fu in età di imparare un mestiere, suo padre, che non era in condizione di insegnargliene un altro diverso dal suo, lo prese nella sua bottega e cominciò a mostrargli come doveva maneggiare l'ago,ma né con la dolcezza né con la minaccia di alcun castigo gli fu possibile rendere attenta la volubile mente del figlio: non riuscì a costringerlo a frenarsi e a diventare assiduo e attaccatoal lavoro, come sperava. Appena Mustafà gli girava le spalle, Aladino se ne scappava senza tornare più per tutto il giorno. Il padre lo puniva; ma Aladino era incorreggibile, e, con grande rammarico, Mustafà fu costretto adabbandonarlo al suo vagabondaggio. Questo lo fece soffrire molto; e il dolore di non poter far tornare il figlio al proprio dovere gli causò una malattia così ostinata, che dopo qualche mese ne morì.

UnHappy Ending

4 - The Genius.

Peter Kensigton.

Peter Kensington rimase fermo a guardare il vuoto. Rimase fermo a guardare il vuoto in silenzio senza commentare la vita che continuava andare a avanti senza fermarsi a guardarlo. Era sempre stato solo, non si ricordava molto della sua infanzia, ma si ricordava che era stata un periodo bellissimo e che sarebbe tornato indietro molto volentieri. Era nato da due genitori molto poveri e molto giovani che lo abbandonarono appena raggiunta un'età sufficiente perché il piccolo Peter riuscisse a vivere per conto proprio. Fin da piccolo si era abituato a rubare e a sopravvivere con poco, ma la cosa che bramava di più della sua vita era l'infanzia. Non aveva mai occupato una certa classe sociale e neppure aveva mai fatto una professione. Lui era un perdigiorno, mendicante e ladro. Per quanto non amasse fare troppo caso al pensiero che la gente aveva di lui, odiava essere chiamato ladro. Ma lo era. In tutto e per tutto Peter Kensington era un ladro. Ormai però aveva raggiunto un età veneranda e sugli occhi neri pendevano grandi rughe e solchi che raccontavano la sua vita passata all'insegna del sorriso e della bella vita. La cittadella al di la della foresta, come la chiamavano i suoi abitanti, aveva vissuto anni difficili per il popolo per accontentare le richieste assurde della regina reggente avevano traumatizzato il popolo che ora si stava riprendendo lentamente, mentre la regina se ne stava rinchiusa dentro a quel castello situato a nord della cittadella al di la della foresta. La foresta era una grande massa di alberi che si stendeva a nord e girava tutta attorno alla brughiera, oltre ad essa un nuovo strato di alberi, poi Arendelle, la città congelata. Ghiacciata dal freddo della vecchia regina. Sorella della regina reggente, signora degli Andalj e delle Rusie, della brughiera, di Arendelle e della cittadella al di la della foresta. Regina Mizrabel. Come peter aveva letto su tutti gli stendardi reali. La sua vita lunga gli aveva permesso di conoscere il Re e la Regina, madre e padre di Mizrabel e da ciò che ricordava erano persone meravigliose, capaci di regnare ed erano degni del titolo che avevano, anche la regina Elsa, sorella di Mizrabel, era amata da tutti. La maledizione arrivò quando Elsa scomparve, il paese di Arendelle si gelò e tutti gli abitanti si dovettero spostare al di la della foresta, dove regnava Mizrabel, la regina cattiva. Quante dicerie parlavano della regina. Storie di magia, inganno, specchi parlanti, ma in tutto il regno era certo che nessuno la superasse in bellezza. Secondo Peter tutto ciò che era successo qualche anno prima e che aveva fatto tanto scalpore centrava con la bellezza della regina. Infatti la città al di la della foresta era invasa dalle truppe reali, cercavano una ragazzina, bellissima. La regina, si diceva, che la volesse morta. Certo erano solo storie, ma per Peter Kensington erano tutte vere. Certo anche lui bramava la bellezza della gioventù e sarebbe voluto tornare giovane, ma non avrebbe mai ucciso per bellezza. Il grande Mercato che ogni domenica invadeva la piazza della città era ricco di ogni bene, il sole forte batteva sugli oggetti degli orafi facendoli brillare di una luce che proiettava ombre su chiunque si avvicinava. Ogni ben di Dio era possibile trovare in quel mercato. Una donna a lato di una bancarella era vestita di stracci é spennava una gallina, una bancarella più in la vendeva oggetti bellissimi, anche un flauto di pan. Le voci e gli schiamazzi del mercato si facevano già sentire di mattina presto e la gente iniziava a fluire da ogni parte della grande piazza. Peter Kensington rimase fermo ancora per qualche minuto, poi decise di infilarsi in mezzo alla gente per riuscire a trovare qualcosa da rubare o mangiare. Passò davanti alla signora che lo guardo malissimo solo per il modo in cui era vestito: stracci, sporchi e consumati. Passo davanti a qualche bancherella per rubare qualcosa qua e la, cercava oggetti lucenti, qualcosa da rivendere o da mangiare. Passò oltre alla bancherella di Mahomad un suo vecchio amico e mentre lo salutava rubò un pane alla bancherella accanto, ancora oltre rubò ancora finché non si ritenne sazio e si avviò verso la periferia del paese dove poteva ammirare il suo bottino da ladro ormai esperto. Si ritrovò poco dopo a passeggiare oltre la periferia vicino alla foresta, dove trovò un luogo ben lontano da occhi indiscreti. Era deserto quel posto, decise di svuotare la sacca del bottino. C'erano oggetti di ogni tipo, pane, un bel salame, un flauto di pan e una strana lampada d'oro. Peter Kensington era anziano e in tutta la sua vecchiaia non aveva mai visto una lampada così strana. Pensò che era sporca e un po più pulita forse sarebbe stata più bella da vendere. Prese il pane e iniziò a mangiarlo mentre passava la mano sui suoi guadagni. Il flauto di pan era davvero bellissimo, verde rilegato con cordicelle arancioni. Poi tentò di pulire la lampada. Ma appena la tocco cadde indietro battendo la testa, mentre una luce si emanava da quella lampada che sembrava essere magica.



Commenti

pubblicato il 12/01/2015 16.22.55
Philipbrochant, ha scritto: Scusate tanto il ritardo... a Venerdì con UnHappy ending 5 The tale of two sister

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