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lavoro pubblicato sabato 10 gennaio 2015
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il passato si risveglia

di EMI. Letto 653 volte. Dallo scaffale Fantascienza

«Non posso crederci,chi me l'ha fatto fare di venire qui alle tre del mattino?! E soprattutto per una stupidaggine come questa?!» sbottò Lucia – comunemente chiamata Lucy - ,una ragazza dai capelli biondo platino,occhi di ghiac...

«Non posso crederci,chi me l'ha fatto fare di venire qui alle tre del mattino?! E soprattutto per una stupidaggine come questa?!» sbottò Lucia – comunemente chiamata Lucy - ,una ragazza dai capelli biondo platino,occhi di ghiaccio e un fisico che parla da sé.

«Nessuno ti ha costretta,io e Rospo ce la saremmo cavata anche senza di te. Non è vero Rospo?» domandò una ragazzo dal fisico scolpito vestito come se dovesse andare da un momento all'altro a correre una maratona.

«Wuof!Wuof!»,esclamò il cane in risposta al padrone Emilio.

«Si certo,e poi chi si sarebbe assicurato che non facessi idiozie?».

«Rospo naturalmente».

«Lasciamo perdere...» rispose Lucy spazientita. «Comunque,rispiegami un momento tutta questa assurdità dei gargoyle».

«Come ti ho già ripetuto svariate volte...» e nel dirlo la guardò torvo per un istante «...i gargoyle sono creature viventi imprigionate nel cemento a causa di un potente virus liberato nell'aria dall'essere umano da più di quattrocento anni. Possiedono la capacità di cementare il proprio corpo per difendersi,e l'uomo ha sfruttato questa loro peculiarità creando un virus che attivava la stessa e la spingeva oltre ogni limite,facendo si che il gargoyle venisse imprigionato dentro la sua stessa armatura».

«D'accordo,fino a qui ho capito,ma perché credi che stare qui a osservali in cima al duomo di Milano possa servire a qualcosa?».

«Non lo credo affatto».

«A no?».

«Certo che no. Stare qui a osservarli non servirà proprio a niente,ma non voglio perdermi il momento in cui tutto avrà inizio».

«Tutto cosa?!» domandò Lucy furente mentre il freddo autunnale le penetrava sin nei polmoni.

«Pazienza amica mia,pazienza...».

Trascorsero più di mezz'ora a scrutare la cima del duomo in cerca di un segno che qualcosa si stesse muovendo,tutti tranne Rospo,che si diede alla caccia ai piccioni con scarsissimi risultati,tranne quello di riscaldarsi un po',pur non avendone bisogno data la folta pelliccia tipica della sua razza: il terranova. Alla fine,dopo quello che sembrò un interminabile lasso di tempo,Emilio notò qualcosa muoversi sulle terrazze del duomo...

«Finalmente!» esclamò estasiato.

«Finalmente che cosa?» domandò Lucy ormai di ghiaccio.

«Il cemento si sta sgretolando!».

«Cosa?». Lucy credette di stare sognando per un momento,ma dopo essersi pizzicata le guance svariate volte capii che era tutto reale.

«Non... riesco...». Si interruppe a metà frase,troppo scioccata per continuare. I gargoyle erano ormai del tutto liberi e si dirigevano proprio verso di loro ringhiando e urlando versi incomprensibili,ma dalle loro facce Emilio e Lucy capirono che dovevano essere parecchio arrabbiati.

«Emilio,Emilio,EMILIO!».

«Dimmi» rispose con un tono del tutto privo di preoccupazione.

«Sei pazzo?! Quelli vogliono ucciderci,scappiamo!».

«Tranquilla non lo faranno».

I tre gargoyle dalle sembianze di piccoli draghi con fauci e artigli enormi si avvicinavano sempre di più.

«C-c-che cosa vuoi dire?» domandò Lucy del tutto sconvolta da quell'affermazione.

«I lupi sono i loro peggior incubo,non oseranno avvicinarsi ancora molto dopo aver visto Rospo».

E così fu. I gargoyle si bloccarono a mezz'aria quando si accorsero della presenza del cane che cominciò ad abbaiare e ringhiare loro contro. A seguito di quella che sembrò un'eternità i gargoyle se ne andarono volando alti nel cielo scuro inseguiti dai latrati di Rospo. Lucy guardò Emilio a bocca aperta,e quando lui la osservò e notò che era del tutto paralizzata dallo shock domandò col suo solito tono di voce quieto: «Tutto bene?».

«Be'... Ma questo... Non ha senso...» mormorò Lucy.

«Cosa non ha senso?».

«Tutto! I gargoyle che prendono vita,tu che hai ragione,e Rospo,Rospo! È un cane non un lupo,per quale motivo sono scappati?!».

«Perché,come tutti sanno,i cani sono i loro diretti discendenti». Lucy lo guardò stupefatta.

«E adesso perché mi guardi così?».

«Perché? Perché?! I gargoyle sono appena risorti! E da quello che mi hai detto questi non sono i soli,ma in tutto il mondo è così! E tu? Tu te ne stai li felice come una pasqua! Ma cos'hai del cervello?! Moriremo tutti!».

«È probabile,anche perché ormai saranno immuni a quel virus che ha invaso i loro corpi per anni. Però non è tutto perduto,vedi,i gargoyle sono creature intelligenti,e se promettiamo loro di non torcergli un capello probabilmente vivremo insieme senza alcuna preoccupazione».

Per l'ennesima volta in quella nottata Lucy rimase senza parole,ma dopo qualche minuto di riflessione profonda disse: «Tu sei pazzo».

«Lo so» rispose Emilio ironico.

Emilio riaccompagnò l'amica a casa spiegandole che anche se avessero detto a qualcuno ciò che avevano visto nessuno gli avrebbe creduto,e aggiunse che l'indomani mattina la notizia sarebbe comunque stata di dominio pubblico e i notiziari non avrebbero parlato d'altro.


Per l'ennesima volta Emilio ebbe ragione,poiché il mattino seguente i gargoyle avevano già invaso le televisioni di tutto il mondo,spargendo il terrore ovunque,dall'Italia all'America,dall'Inghilterra al Brasile,ognuno con una forma diversa,ognuno a suo modo particolare. I notiziari avvertirono i cittadini di rimanere nelle proprie case,a meno che questi non possedessero un cane da portare con se ovunque andassero.


Una settimana dopo il mondo non aveva ancora trovato una soluzione,così chiunque fosse in giro per le strade del mondo non lo era mai da solo. I genitori di Emilio erano usciti per portare il cane a spasso,e lui insieme a Lucy – dopo averla invitata – rimase a casa.

«Credi che troveranno mai una soluzione?» domandò Lucy preoccupata – a dir poco – all'idea di convivere per sempre con quelle creature mostruose.

«Non ne ho idea» rispose sincero Emilio avvicinandosi alla finestra e scostando le tende.

«Finalmente non hai la risposta ad una domanda,era da anni che aspettavo questo...». Lucy si interruppe vedendo il volto dell'amico completamente terrorizzato – cosa del tutto insolita per lui - ,e dopo un attimo di esitazione chiese: «Cos'hai?».

La risposta gli fu data nell'istante in cui,dopo essersi alzata dal comodo divano di pelle nera e essersi avvicinata ad Emilio per guardare cosa stava accadendo all'esterno,vide un bambino solo giocare con una macchinina,del tutto ignaro del gargoyle in cielo che puntava nella sua direzione.

«Rimani qui» disse Emilio dirigendosi fuori.

«Aspe...» non riuscì a terminare la frase che l'amico era già in strada. Si arrestò di fronte al bambino,dandogli le spalle,e aprì le braccia a mo' di aquila per difenderlo,mentre il gargoyle atterrò di fronte frantumando il cemento sotto i suoi piedi artigliati e attirando un vasto pubblico alle finestre delle abitazioni vicine;qualcuno tra il pubblico aveva già in mano una videocamera o un telefono.

Il gargoyle aveva la forma di un pipistrello dalle dimensioni quasi umane,con corna aguzze prone ad entrare in azione – o almeno questo fu il pensiero di Emilio.

«F-fermo!» gridò Emilio tremante.

La bestia lo osservò attentamente,e con enorme sorpresa di tutti disse: «Cosa?». La sua voce era intensa,e la pronuncia impeccabile.

«Perché mi dici di fermarmi umano?».

«I-i-io... non fargli del male!».

«Perché dovrei farlo?».

«Be'... Tu... Sei un gargoyle».

La creatura ridacchiò.

«Voi umani siete convinti di sapere sempre tutto non è così?». Non attese una risposta. «Lascia che ti dica una cosa,noi non attacchiamo mai senza una valida motivazione,e soprattutto gli umani visto che ci hanno salvato la pelle con quel virus,evitando che fossimo uccisi da bestie ben peggiori di noi». Fece un passo in avanti – Emilio rimase immobile,così come Lucy e il resto del vicinato - ,poi un altro,una altro,sino a raggiungere Emilio. Allungò la mano e sorrise,un sorriso sincero e puro,come quello del bambino che ancora giocava dietro le spalle muscolose di Emilio... «Piacere umano,io sono Greb».

Emilio rimase senza fiato per un interminabile minuto,poi ritrovò la parola,riuscendo a biascicare: «Emilio».

Il gargoyle spalancò le ali e lo saluto con un cenno della mano,per poi prendere il volo nel cielo limpido.

I genitori del bambino corsero in strada e lo cinsero in un abbraccio,ringraziando poi il ragazzo a loro sconosciuto - pur vivendo nel palazzo di fronte al loro da più di dieci anni - ,mentre Emilio rifletteva tra sé,sconvolto e allo stesso tempo eccitato dall'accaduto.


Il giorno seguente il video della sua impresa eroica e della rivelazione della bontà dei gargoyle si era propagato ovunque,portando le persone a tranquillizzarsi e a vivere serene con delle creature all'apparenza feroci e malvagie,ma dentro buone e oneste,che volavano nel cielo giorno dopo giorno,qualche volta atterrando per stare in compagnia dei loro amici umani.



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