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lavoro pubblicato sabato 10 gennaio 2015
ultima lettura sabato 23 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Un principiante,esperto bevitore

di faustogaspari. Letto 642 volte. Dallo scaffale Pulp

  Qualcosa stava accadendo.Stava succedendo qualcosa di strano dentro di lui.Oltre l'immaginazione.Probabilmente avveniva da tutta la notte,ma solo adesso se ne stava accorgendo. Un uomo non può farsi travolgere dagli eventi.C'era bisogno d...

Qualcosa stava accadendo.Stava succedendo qualcosa di strano dentro di lui.Oltre l'immaginazione.Probabilmente avveniva da tutta la notte,ma solo adesso se ne stava accorgendo.

Un uomo non può farsi travolgere dagli eventi.C'era bisogno di una reazione.Forte.La prima cosa da fare era alzarsi da letto.Farlo ora,senza esitare ancora.Doveva dare un senso al suo risveglio.La sua testa non prometteva niente di buono.La sera precedente aveva buttato giù qualche bicchiere di troppo.

Lo specchio stava a guardarlo con la solita espressione di disgusto e di compatimento.Decise di sbarbarsi.Non migliorò molto.Quel maledetto vizio dell'alcool lo aveva segnato.E gli era costato il posto da commissario.

Lo vedete?Alla fine nei racconti si finisce per parlare di un commissario.Ma perchè è così affascinante la figuara del commissario?Ci cascano tutti.Provi a scrivere un racconto e finisci per parlare del solito commissario.Questo,in particolare,non aveva nulla di speciale.E dopo questa riflessione dovrei cambiare protagonista?Dai è andata così.Dovete accontentarvi del mio commissario.Sempre meglio di una principessa.

Ora torno alla storia,si.Dove sta scritto che bisogna seguire un filo?Scrivo io.Sarò anche libero di decidere cosa scrivere.No?

Ad ogni modo,tra un colpo di lametta e l'altro il commissario provò a riordinare le idee.

Allora:a casa sua moglie non c'era.L'avrebbe sentita.Era sicuramente uscita per fare i suoi giri.Sapeva anche che se la spassava con un venticinquenne.Non la biasimava.Insomma non c'era.Questo voleva dire che non era ancora tempo di pranzare,ma non era neanche troppo presto.Non sapeva perché ma lo percepiva.Se lo sentiva.Era pur sempre un cazzo di commissario.

In realtà per farsi un'idea più precisa sarebbe bastato controllare l'orologio.Ma dov'era?In bagno non c'era.Sono in pochi a mettere un orologio in bagno.Eppure sarebbe utile.Pensateci:cacate cronometrate,docce probabilmente meno lunghe se sei tu che paghi la bolletta.Lo so!ora non stavamo parlando di questo.Ammetto che può essere un pò complicato seguirmi.Ci vuole solo un pò di pazienza,come nella vita d'altronde.

Dunque la prossima mossa da fare era cercare l'orologio.Sapeva dove trovarlo:radiosveglia sul comodino.Individuata.Ore 11:35.Questo,non so dire bene per quale motivo,gli fece salire un'improvvisa sensazione di vomito.Vomitò.Molto.Si sciacquò le bocca,bagnò le labbra.Bevve un sorso d'acqua.

Scene della sera precendente iniziarono a riaffiorare nella sua mente.Ricordava l'Amaro del Capo,benissimo,ne ricordava diversi bicchieri.Ricordò anche di aver bevuto qualche birra dopo.Come aveva potuto?Era un bastardo principiante.Non si può alternare così.Erano più di trent'anni che beveva.Non poteva permettersi di commettere ancora quegli errori.

Ebbe in testa per qualche istante l'immagine del brindisi con Paolo,il festeggiato.Era chiaro,erano bollicine.Cosa gli avesse detto Paolo restava un mistero.Paolo rideva,era felice.Questo non lo aveva dimenticato.

11:47.Già?Come è possibile?Sua moglie sarebbe rientrata da un momento all'altro.

Un momento:sua moglia.Lo schiaffo di sua moglie.Lo ricordò perfettamente,non lo aveva sognato.Ma perché?Perché una sberla così forte?Cosa aveva fatto per meritarsela?

11:52.Qualcuno stava maneggiando con le chiavi vicino alls serratura della porta di casa.Doveva essere lei.Era certamente lei.

11:51.Qualcuno stava trafficando vicino alla serratura della porta di casa.Sentiva il rumore delle chiavi.Avvertì il pericolo?Chi poteva essere?Aveva le chiavi.Era evidentemente sua moglie.Cazzo!Era un pessimo commissario.,ma si era appena svegliato dopo una notte impegnativa.Dovete comprenderlo.

11:52.La portà si aprì.Tonfo.Non c'erano più dubbi:era sua moglie.Lui aveva il vizio di bere.Lei aveva il maleddetto vizio di sbattere la porta terribilmente forte.Restava comunque incredibilmente attraente.

Il commissario si schiarì la voce:"Amore..."."Amore un cazzo!!".Era la sua adorata mogliettina.Qualcosa ieri sera doveva aver fatto.Ora si trattava di sapere cosa.

Un uomo non può farsi travolgere dagli even prima cosa da fare era alzarsi dal letto,realizzare cosa stava avvenendo.La sua testa non prometteva niente di buono.La sera precedente aveva buttato giù qualche bicchiere più del solito.
Lo specchio stava a guardarlo con la solita espressione di compatimento.Decise di sbarbarsi.Non migliorò molto.Il vizio dell'alcool lo aveva segnato.E gli era costato il posto da commissario.
Lo vedete?Alla fine nei racconti si finisce per parlare di un commissario.Ma perché è così affascinante la figura del commissario?Ci cascano tutti.Provi a scrivere un racconto e finisci per parlare del solito commissario.Ma ora cosa faccio?Dovrei cambiare protagonista?Ormai è andata così.Accontentatevi del mio commissario.Sempre meglio di una principessa.
Ora torno alla storia,si.Dove sta scritto che bisogna seguire un filo?Scrivo io.Sarò anche libero di decidere cosa dire.
Ad ogni modo tra un colpo di lametta e l'altro il commissario provò a riordinare le idee.Dunque.
A casa sua moglie non c'era.L'avrebbe sentita.Era sicuramente uscita per fare i suoi giri.Questo voleva dire che non era ancora tempo di pranzare,ma non era neanche troppo presto.Non sapeva perché ma lo percepiva come evidente,se lo sentiva.
In realtà bastava controllare l'orologio per farsi un'idea più precisa.Ma dov'era?In bagno non c'era,sono in pochi a mettere un orologio in bagno.Eppure sarebbe utile,ci si potrebbe fare più facilmente un'idea del tempo che si passa sotto la doccia o sulla qtazza.Ora però non è di questo che stiamo parlando.Lo so così si non è facile seguirmi.Ci vuole solo un pòQ di pazienza.Come nella vita d'altronde.
Ora si trattava di cercare l'orologio.Sapeva dove cercare:radiosveglia sul comodino.Individuata,ore 11:35.Questo,non so dire bene per quale motivo,gli fece salire uqna sensazione di vosciacquò la faccia.Bagnò le labbra.Bevve un sorso d'acqua.
Scene della sera precedente iniziarono a riaffiorare nella sua mente.Ricordava l'Amaro del Capo,benissimo,ne ricordava diversi bicchieri.Ricordò di avere bevuto qualche birra dopo.Come aveva potuto?Era un principiante.Non si può alternare così.Erano più di quarant'anni che beveva,non poteva permettersi di commettere ancora quegli errori.
Ebbe in mente per qualche istante l'immagine del brindisi con Paolo,il festeggiato.Era chiaro,si trattava di bollicine,ma non aveva idea di cosa gli avesse detto Paolo.
Paolo rideva,era felice,Questo non poteva dimenticarlo.E poi era il festeggiato.Doveva aver coraggio a non essere felice.
11:47.Già?Come può essere?Sua moglie sarebbe rientrata da un momento all'altro.Pausa.Sua moglie.Lo schiaffo di sua moglie.Questo lo ricordò perfettamente,ma perché?Perché una sberla così forte?Cosa aveva fatto per meritarsela?
11:52.Qualcuno stava lavorando con le chiavi vicino la serratura della porta di casa.Doveva essere lei.Era certamente lei.
11:51.Qualcuno stava trafficando vicino la serratura della porta di casa.Sentiva il rumore di chiavi.Poteva essere un ladro.Ma aveva le chiavi.Cazzo!Era un pessimo commissario,ma si era appena svegliato dopo una notte impegnativa.Dovete comprenderlo.
11 porta si aprì.Tonfo,Era lei.Era proprio lei.Lui aveva il vizio di bere,ma lei aveva il vizio di sbattere quella porta maledettamente forte.
Il commissario si schiarì la voce."Amore!".
"Amore un cazzo!!".Era la sua adorata moglie.Qualcosa doveva aver fatto ieri sera.Ora si trattava solo di sapere cosa.


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