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lavoro pubblicato giovedì 8 gennaio 2015
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Visioni Invernali

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 419 volte. Dallo scaffale Viaggi

 VISIONI INVERNALIGelido  inverno  dalle lunghe dita ,dai cupi pensieri ,che soffiatra i monti innevati ,che passa per  valli oscure per strade senza nome ,che  narra della sua agonia dopo aver ghiacciato  ogni cosa . &nbs...

VISIONI INVERNALI

Gelido inverno dalle lunghe dita ,dai cupi pensieri ,che soffia
tra i monti innevati ,che passa per valli oscure per strade senza nome ,che narra della sua agonia dopo aver ghiacciato ogni cosa . Piegando la volontà di ognuno , lasciando affiorare tra le fessure della coscienza ricordi, emozioni sottili ,coniugazioni linguistiche , canti di guerra e di pace . Difficile spiegare perché Ugo non volle mai ascoltare i suoi genitori cambiare vita , mettere la testa a posto come si suol dire , egli voleva suonare , era qualcosa più forte di lui . Cosi continuò a strimpellare la sua chitarra elettrica fino a quel maledetto giorno che si recò a delle prove strafatto e si scontrò frontalmente in modo violento con un camion proveniente dalla parte opposta. Gennaio giunse con il suo fragile silenzio, spalancando la porta del nuovo anno accogliendo in sé ogni nuovo dolore, rinnovando ogni malessere esistenziale ,gonfiando ogni bolletta da pagare. Una musica dolce coniò le varie espressione dialettali , pendule sulle labbra carnose delle donne e l’ossesso della poesia risuonò lento come un vagito per i vicoli decrepiti che s’inerpicano sui colli moribondi , ove riposano case vecchie e palazzi fatiscenti . Presero vita dal vecchio foglio di un diario , tra righi sbiaditi , novelle scritte tanto tempo indietro, poesiole ballerine ,ritornelli canterini un po’ birichini che si divertirono a rallegrare l’animo a chiunque leggesse . Recitate da strambi personaggi , con vestiti colorati , cravatte lunghe fino ai piedi ,con capelli tinti e denti finti . Brutti e sporchi, felici a tutti costi , senza pregiudizi o contradizioni . Espressioni in preda a crisi depressive che coniugano l’ignoranza alla conoscenza ,il bene al male, l’amore alla morte. E al lume d’una fiamma votiva ,illuminando uno spazio vuoto un articolo ribelle s’arrampicò sui rami d’un discorso improvvisato , incominciò a protestare contro i tanti letterati incapaci di coniugare la verità con i propri versi . Istrione nato tra questi lerci vicoli , in un misero palazzo ha vissuto la sua misera vita tra frizzi e lazzi cercando di far sorridere, di rendere savi chiunque incontrasse , indossando una ridicola maschera , non ho mai preteso nulla in cambio, ma causa il suo interloquire fu catturato , gettato in galera per il sol fatto di aver mandato a monte i loschi traffici del gatto e la volpe. Quanta futilità c’è in questo improvvisare , così incominciai a piangere, i fiumi strariparono , la terra tremò ed un urlo sì udì fino ai confini del mondo. L’unico che rimase insensibile a quel mio piagnisteo fu un operaio metalmeccanico alle prese con un marcatempo malinconico che non voleva marcare , litigando con un povero impiegato pronto a rivendicare il suo diritto ad essere un serio professionista e non uno scansafatiche . File interminabili d’ operai ,d’infermieri incavolati , spazzacamini , borseggiatori , discoli scolari. Si concentrarono tutti in mezzo alla grande piazza e iniziarono a marciare compatti verso il palazzo presidenziale senza alcuna autorizzazione e dopo duri scontri con la polizia furono costretti a indietreggiare e nascondersi .
Mattino oscuro ,accendi la luce , ascolti la radio ,navigando tra
mille notizie . Oltrepassando ogni regola, vagando in altre dimensioni . Come un angelo fuggito da un lager , terrorizzato dalla quotidiana logica ad un palmo dalla salvezza ,condannato ad essere nessuno . Tra grigi giorni , solitario, ascoltando milioni di corpi crocifissi . Nella confusione dell’essere simile e dissimile , assistere all’uscita di scuola , il bimbo correre incontro la madre . Luce che illumina il mondo , che diviene improvvisamente pura , profonda come l’aveva sempre desiderato chiunque ha inseguito con fatica l’amore e la sua fallace fede.




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