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lavoro pubblicato giovedì 8 gennaio 2015
ultima lettura giovedì 17 ottobre 2019

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Facilis descensus averni.

di VampireQueen. Letto 372 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ricordo bene come fu la mia prima cena, ero molto eccitata... Dettagli: 474 parole, 2.734 caratteri, genere fantasy

Ricordo bene come fu la mia prima cena, ero molto eccitata e un rigolo di bava mi volava lungo il mento per cadere in gocce sulla maglia verde che portavo, ricordo quella maglia perché il mio ragazzo quella mattina mi disse «Ti sta davvero bene, risalta i tuoi capelli», i miei capelli sono rossi come il fuoco e fanno contrasto con il pallore accecante della mia pelle e cozzano con i miei occhi verdi. Quella notte sembrava che il vento si fosse placato ma il freddo era claustrofobico ed era come se nelle vene non mi scorresse più niente, se non l'adrenalina che mi permise di sventrare il maiale che tenevo dinanzi. Cyrus mi porse quel piccolo maialino e io ci affondai i lunghi canini candidi che mi graffiavano l'interno del labbro inferiore, in qualche modo quella sensazione mi faceva sentire come sarei dovuta essere: viva. Avevo le pupille dilatate e le mie morbide unghie, smaltate d'azzurro, erano diventati taglienti artigli da aquila.
Quando il sangue caldo iniziò a solleticarmi il collo mi svegliai da quella specie di trans cosciente, sapevo, vedevo e sentivo ma era come se la fame fosse prima di tutto. Sentivo le gocce di sangue e saliva cadere rumorosamente sulla terra smossa ai miei piedi ma continuavo a bere. I canini ben arpionati nella preda e i sensi perfettamente funzionanti, non era un sogno e lo sapevo per certo. Sentivo qualsiasi cosa in un raggio di un chilometro, forse di più, mi dava fastidio ma mi ci abituai subito poi venne l'ora dell'olfatto, quando mi resi conto di quanto era affinato il mio olfatto quasi vomitai, lo smog mischiato a ferro, polvere e polline mi solleticava in modo invadente il naso e non riuscivo a respirare.
Mi staccai infine dalla carcassa dell'animale e il mio ragazzo mi sorrise, i canini bianchi lunghi ed affilati, gli zigomi alti e degli splendidi capelli biondi raccolti in un'alta cresta, aveva un tatuaggio sulla tempia destra, molto piccolo, raffigurante lo yin e lo yang. Abbandonai il mio sguardo smeraldo nel suo zaffiro mentre la mia mente vagava altrove, c'erano scorci di me nella sua camera assieme a lui, mi baciava sul collo mentre mi spingeva stesa sul letto, non opposi resistenza e presto fu su di me. Vidi poi sangue uscire dal mio collo, dove mi stava baciando e ancora scene in un grande parco poco fuori città, gli dissi che era il mio parco preferito tanto tempo fa. Vidi lui scavare freneticamente una buca con una piccola pala e buttarci il mio corpo. Il mio ultimo ricordo e che sono uscita dalla buca e mi sono avventata sul maiale.
Cyrus mi si avvicina ancora di più e mi bacia, è freddo, più di quanto ricordassi. Si avvicina al mio orecchio e sussurra: «Facilis descensus averni.»
La discesa all'inferno è facile. Sorrisi, era vero.


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