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lavoro pubblicato mercoledì 7 gennaio 2015
ultima lettura martedì 7 aprile 2020

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Project Hydra-8 Capitolo 5: Acquanite

di FrancescoGiordano. Letto 781 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La teoria di Aaron si rivela esatta ed il Triangolo delle Bermuda regala alla squadra una bella scoperta

Aaron Valentine e David Lunning si ritrovavano nell'ufficio del primo a parlare della recente scoperta che la Squadra Shark aveva compiuto. Nei recenti mesi il team non aveva solo esplorato nuove zone sottomarine, ma anche il Triangolo delle Bermuda come richiesto dal capo del progetto.

Per completare questa missione Lunning, il suo team e altre persone dovettero unire le forze per creare un nuovo tipo di sottomarino. Il lavoro durò circa tre mesi, un risultato davvero ottimo per le capacità che questo nuovo modello offriva, ma l'entusiasmo generale tenne accesi gli animi e rese i lavori veloci e precisi.

Dopo un mese di prove per testare la creazione ed assicurarsi che tutto fosse stato progettato e costruito nel migliore dei modi, la Squadra Shark diede il via all'esplorazione del Triangolo delle Bermuda. Per l'occasione era presente anche Aaron, che era curioso di scoprire se la sua teoria si sarebbe rivelata esatta.

Sperava di trovare qualcosa di importante sotto quelle acque, un qualcosa che avrebbe spiegato razionalmente e senza tirare UFO o chissà quali fenomi paranormali in gioco il mistero che avvolgeva quella zona.

Nonostante i presenti all'operazione non credevano in ipotesi aliene, erano comunque preparati per i pericoli che li attendevano. Per questo motivo il sottomarino della squadra poteva essere comandato a distanza, in modo tale da non rischiare la vita. Erano state anche montate diverse telecamere per riprendere tutto, insieme ad altri accessori per prelevare tutto quello che avrebbero trovato.

Durante il mese di prova la Squadra Shark si era anche allenata nell'utilizzo dei controlli a distanza del sottomarino, ma ovviamente l'onore di pilotarlo fu di Lunning, visto che era il capitano.

L'inizio dell'operazione non fu delle migliori, quasi subito arrivarono i primi problemi che misero fuori gioco una buona parte dell'attrezzatura del sottomarino. Ma grazie alla testardaggine di Lunning e al fatto che nessuno avrebbe rischiato la vita, quello che rischiò di diventare letteralmente un buco nell'acqua si trasformò in un'esplorazione senza precedenti nella storia.

Aaron diede carta bianca al capitano, non aveva problemi di soldi, se la prima spedizione fosse andata male, avrebbero costruito un secondo sottomarino migliore e più resistente del precedente. Anche per questo motivo Lunning andò fino in fondo, cosa che venne ripagata con la scoperta dell'Acquanite.

- Quindi mi stai dicendo che potrebbe avere altri utilizzi? - domandò Aaron a Lunning.

- Si, stando agli studi che hanno condotto le altre divisioni sembra che questa Acquanite abbia delle caratteristiche davvero molto particolari. Quella di utilizzarla come fonte di energia pulita è solo uno degli utilizzi, a quanto pare potrebbe essere utilizzata anche per altro. - replicò.

- Ottimo! - esclamò Valentine strofinandosi le mani. Anche se in passato aveva teorizzato di trovare qualcosa nel Triangolo delle Bermuda, non avrebbe mai pensato che ci fosse una miniera d'oro come l'Acquanite.

Si trattava di un minerale di colore azzurro chiaro di forma rettangolare che, una volta immerso in acqua per qualche ora, era in grado di "replicarsi". In poco tempo spuntava un nuovo lingotto. Fu per questo motivo che la prima cosa che videro entrando nella zona centrale del Triangolo fu un numero impressionante di pezzi di Acquanite.

Ce n'erano così tanti che era difficile contarli tutti e, scoprirono in seguito, che erano anche la causa degli strani fenomeni che avvenivano nella zona. I lingotti erano richiusci in una sorta di membrana, per questo motivo erano confinati lì nonostante fossero in grado di riprodursi.

Ed era proprio a causa di questo "sovraccarico" che gli strani avvenimenti avevano luogo, tutta l'energia contenuta in quelle Acquanite creava non solo strani effetti, sia sonori che ottici, ma anche malfunzionamenti negli aerei e le navi. Anche il sottomarino della Squadra Shark divenne quasi ingovernabile una volta entrato in quel campo, ma per fortuna Lunning riuscì ad eliminare la membrana. Una volta fatto ciò e preso tutti i lingotti, nella zona non ci furono più strani avvenimenti.

Quel giorno la Squadra Shark aveva compiuto una missione che era vitale per la riuscita del Progetto Hydra-8. Da allora era passata una settimana.

Mentre Aaron e Lunning erano impegnati a parlare, un suono avvertì che c'era qualcuno fuori dall'ufficio che voleva entrare. Nei mesi che erano trascorsi c'era stato un cambiamento nell'ufficio di Valentine, la presenza all'esterno di una telecamera. In questo modo l'uomo poteva sempre sapere chi voleva entrare, bastava osservare lo schermo olografico del computer.

- Oh, è arrivata! - esclamò Aaron aprendo la porta e facendo accomodare la donna che aveva bussato.

Si trattava di Lena Sharma, una donna di origine indiane famosa per la sua abilità con qualsiasi tipo di macchinario. Nonostante la sua figura minuta, non aveva paura di sporcarsi le mani.

- Salve, come mai volevi parlarmi? - domandò la donna non appena si sedette, era una tipa diretta e non lo nascondeva.

- Volevo chiederti di mettere in pausa tutti i progetti a cui stai lavornado, tu e la tua squadra mi servite per creare il primo motore con alimentazione ad Acquanite. - spiegò Aaron.

- Immaginavo qualcosa del genere, ho sentito dire che quella roba è davvero fantastica, non vedo l'ora di metterci le mani sopra! - esclamò allegramente Lena.

Anche se erano passati sette giorni dal ritrovamento dei primi lingotti di Acquanite, la donna non ne aveva ancora ricevuto uno perché il suo team si trovava all'estero. Ma ora che era rientrata anche lei avrebbe avuto l'opportunità di studiare questo nuovo minerale.

- Quindi... Chi di voi due me ne darà un pezzettino? Mi hai chiamato per darmene una credo! - aggiunse senza perdere altro tempo.

- Si, eccola qui - fece Aaron indicando un'acquario con all'interno un lingotto di Acquanite presente sulla sua scrivania.

- Questa sarebbe l'Acquanite? Come mai l'hai messa dentro ad un'acquario? L'hai confusa con un pesce? - anche se aveva notato l'acquario quando era entrata, non avendo ancora mai visto la forma dell'Acquanite non avrebbe immaginato che si trattasse proprio del tanto discusso minerale.

- No, affatto, semplicemente tenendolo otto ore in acqua è in grado di duplicarsi... O meglio, diciamo che il "cuore" del minerale si stacca dal primo lingotto e ne crea un'altro grazie all'acqua. Un seme che è capace di camminare e di trovare nutrimento autonomamente. - .

- Cavolo, è grandioso! Non abbiamo nemmeno bisogno di sforzi per averne in grosse quantità quindi! Questa Acquanite ci tornerà sicuramente utile! - Lena rimase ad osservare l'acquario con un'espressione sorpresa.

Dopo essersi ricomposta, prese l'acquario e disse - Bene, ora torno subito al lavoro, mi sa che mi divertirò parecchio con questo coso! Ci vediamo boss! Ciao anche a te! - con l'ultima parte salutò anche Lunning, che rimase in silenzio per tutto il tempo.

Solo dopo che la donna fece la sua uscita dall'ufficio l'uomo aprì bocca - Non mi sembra una tipa molto affidabile e professionale... Sei sicuro della tua scelta? - .

- Certamente. Anche se il suo carattere non è serio, ti posso assicurare che è la migliore nel suo campo. Questa era la cosa che mi interessava di più quando ho dovuto scegliere, avevo bisogno dei migliori per dare vita al Progetto Hydra-8. - replicò Aaron.

- E lei come mai vuole darti una mano? Non mi sembra il tipo che ha in mente di salvare il mondo della tecnologia o cose del genere. - .

Dopo una breve risatina, Aaron ribadì - Hai ragione, ha accettato solo perché non vedeva l'ora di sporcarsi le mani con strumenti di alto livello. Era da tempo che lavorava come meccanica e si era stancata di riparare le auto. Questo è quanto. - .

- Tutto qui? E tu ti fidi di una persona del genere? - replicò sbalordito Lunning.

- Certo. Quando ci siamo parlati ho notato la passione con la quale voleva lavorare su qualcosa di diverso e che fosse allo stesso livello delle sue capacità. Non mi servono solo eroi in squadra, solo persone che nutrono una forte passione per quello che fanno. E lei aveva questo requisito fondamentale. - .

- Capisco... Beh, spero che non combini guai allora. Comunque scusami ma adesso devo andare, anche io ho da fare con l'Acquanite, ci sentiamo. Ciao Capo! - .

- Certo, buon lavoro David. - dopo aver salutato l'uomo, Aaron rimase da solo nel suo ufficio.

"E' andata meglio di quanto pensassi..." pensò, mentre compilava alcuni moduli sul computer. La settimana passata aveva portato una grande svolta per il suo progetto, aveva paura che non avrebbe mai trovato quello che cercava, ma si sbagliava.

Adesso era ancora più carico nel portare a termine il Progetto Hydra-8.



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