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lavoro pubblicato mercoledì 31 dicembre 2014
ultima lettura domenica 4 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Corpo Gemello! - Il tentacolo da cattura

di AdventurousTaster. Letto 574 volte. Dallo scaffale Fantasia

La seconda parte del racconto "Il Corpo Gemello" con un Buon Anno a tutti voi... AT ..

Corpo Gemello! - Il tentacolo da cattura

Dal "Canto da caccia della polilicantropa felice"

Stai accorta mia bimba e mai abbi paura

se dentro di te sei davvero sicura

perchè sei tu l'arma che tutto perfora

non attendere allora nè un giorno e nè un'ora

perchè al cuore di un uom la via più corta e sicura

sei tu e il tentacolo tuo da cattura"



Il tentacolo da cattura era l'arma finale che la natura aveva dato alle polilicantrope donne per catturare il maschio della loro specie. Era un tentacolo fornito di ganci ossei con una parte che si piantava e rimaneva permanentemente nel corpo del maschio e che si ingrandiva e che penetrava nel suo corpo nel tempo come le radici di un' albero nel terreno. Era fatta in modo tale da permettere solo a quella precisa fe... donna di agganciarsi e sganciarsi e poteva seguire il maschio anche nell'iperspazio. Veniva lanciato a bruciapelo e si ancorava immediatamente al maschio con degli artigli per i quali non esisteva praticamente difesa, a meno che il maschio non fosse un Viaggiatore o un Assassino.

Sostanzialmente se le cose andavano bene il maschio gemello era la terra da cui la donna fioriva e che lei, come ogni buon giardiniere sa fare, teneva curata e concimava. Questo perchè, come è ovvio, le cose funzionano se anche il maschio ha i suoi vantaggi: il collegamento con i tentacoli permetteva a lui di percepire la gioia della donna durante il sesso e quanto più la donna cresceva verso lo stato adulto tanto più quella gioia era grande ed era un motivo per restare con lei molto forte.. in più la femmina si prendeva cura di lui.

Una volta che il suo DNA si sbloccava oltre che a curare sè stessa poteva curare più velocemente le ferite del maschio.

E a caccia in due è meglio.

Si, in fondo in fondo non era una brutta vita se le cose andavano bene... Buon sesso e buon cibo con una che nel tempo diventa sempre più gnocca e sempre più sveglia.. Per carità di tanto in tanto ti spariva una spalla ma cosa vuoi farci... Non sono cattive sono fatte così...

Se era tutto così paradisiaco allora perchè il polilicantropo si stava guardando intorno guardingo, preoccupato di capire da dove "quella" lei avrebbe potuto giungere....

Lui era già stato catturato altre volte e le ferite dell'ultima cattura gli facevano ancora molto male.

Il problema era che le polilicantrope scoprivano il corpo gemello per tentativi ed errori. Il tutto nasceva dal fatto che lo sviluppo delle femmine era agli inizi molto più delicato di quello dei maschi per cui potevano rimediare, imparando la caccia, tutta una serie di ferite alcune leggere e guaribili, altre molto meno che rendevano loro più difficile individuare il corpo gemello... Poteva succedere che all'inizio loro, prese dalla necessità del momento, dessero la caccia ad un maschio che avesse sviluppato la parte del DNA e gli anticorpi per quella specifica ferita lì che avevano anche loro e solo per quella.

Poteva essere che dopo essere guarite dalla ferita scoprissero che in realtà quello che avevano catturato e che agli inizi era così buono diventava per loro nel tempo sempre più immangiabile: Allora poteva essere che si sganciavano da sole e andavano alla ricerca di un altro maschio. Poteva anche essere che invece rimanessero attaccati e che la cosa proseguisse fino allo sfinimento e alla distruzione e distacco naturale del tentacolo da cattura. Ma poteva anche essere che nel frattempo uno dei due maschio o femmina fosse in congiunzione astrale maraka con l'altro. In questo caso o l'una mangiava l'altro se era maraka la femmina, o l'uno avvelenava l'altra se era maraka il maschio. Spesso succedevano entrambe le cose.

In ogni caso poteva essere che uno dei due o tutti e due rischiavano di lasciarci le penne.

Lui era stato catturato altre volte.

Tutte predette dalla configurazione astrale.

Solo che la congiunzione astrale non ti diceva mai se chi arrivava avrebbe bussato dolcemente alla tua porta o se la avrebbe buttata giù con un lanciarazzi anticarro.

La prima volta era stato piacevole e si erano sganciati per tempo.

La seconda volta era stato agganciato da una polilicantropa maraka che alla fine di tutto aveva tentato di ucciderlo dicendo che lui le aveva avvelenato la vita.

Per carità magari era anche vero... Lui non era un santo...

Lei era quasi riuscita nello scopo, ma per sua fortuna poco prima per salvarsi in un momento di disperazione era diventato un Viaggiatore perchè aveva scoperto il modo di entrare nell'iperspazio.

Fuggì lì. Pieno di dolore per il distacco forzato del tentacolo da cattura, aveva vagato da solo finchè aveva trovato la Grande Porta, che però per lui era rimasta perfettamente chiusa.

Accanto alla Porta vide due incisioni che erano descritte da alcuni disegni in linguaggio Ikea.

La prima era l'Incantesimo dell'Acqua e dell'Olio con cui una polilicantropa imparava il segreto per trovare il Corpo Gemello e con cui il maschio poteva togliersela di torno se non era quella giusta e l'altra invece insegnava al polilicantropo maschio il trucco per sapere chi era quella giusta, quella di cui non avrebbe dovuto avere nessuna paura a farsi mangiare. Erano scritte in una strana lingua con strani caratteri che lui proprio non capì.

"Niente di utile per me" pensò lui al momento, sbagliando di grosso.




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