ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 29 dicembre 2014
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'impermeabile giallo

di luisavanniga. Letto 573 volte. Dallo scaffale Pulp

Sarah guardò la sveglia. Erano le 9.00. Fissò ancora per qualche istante il soffitto prima di alzarsi dal suo comodo letto . Era già pronta della 8.30 , ma come un atleta che si carica prima dello sprint così anche lei ,sdr...


Sarah guardò la sveglia. Erano le 9.00. Fissò ancora per qualche istante il soffitto prima di alzarsi dal suo comodo letto . Era già pronta della 8.30 , ma come un atleta che si carica prima dello sprint così anche lei ,sdraiata sul letto con gli occhi nel vuoto, raccoglieva le energie per affrontare la giornata. Si alzò.Prese il suo impermeabile giallo e lo indossò con la grazia con la quale era solita farlo ogni mattina.
Guardò la colt risplendere sul comodino per qualche secondo, poi prese anche quella. La sentì pesante e fredda in mano. La strinse e pieghe bianche decorarono il suo palmo semichiuso .
La infilò sotto l'impermeabile tra la cintura bordò che amava tanto e l'attillato pantalone nero.
Le chiavi della macchina erano già nella tasca e senza pensarci troppo la bionda ragazza si ritrovò a guidare per la strada che ogni giorno ,da 3 anni, percorreva per andare a lavoro. Lavoro. Così lo chiamava, sebbene fosse spesso altro. Aveva da sempre sognato di aprire un piccolo negozio di fiori e piante, ma il padre aveva deciso che la sua vita doveva consistere nel fare i conti per l'azienda.
L'azienda del padre però aveva chiuso e lei, dopo la morte di questo, si era ritrovata per la strada senza una prospettiva.
Poi aveva incontrayo Jhon Fretuio che le aveva ridato la speranza...e rubato l'anima.
Era ormai convinta di essere senza anima da quando per la prima volta aveva sentito il membro caldo di James penetrare nella sua bocca senza permesso. L'avrebbe voluto staccare se la sua anima avesse fatto un sussulto, ma non lo faceva mai. In fondo cosa avrebbe dovuto fare? Poteva pagarsi da vivere "accontentando" il suo capo. E la segreteria di quel demone sembrava invece contenta di farsi sbattere ogni settimana sulla scrivania da quel mostro libidinoso. Perchè per lei doveva essere diverso? "Infondo che c'è di male" aveva pensato le prime volte.... "sono grande e vaccinata, posso fare quello che mi pare." Ma il tarlo che scavava nel suo cervello sapeva bene che quello non era ciò che voleva fare
Ma ,dopo 3 anni, quando il martedì sera aveva dovuto accontentare Jhon con lo sfintere proibito che tanto amava deturpare, la sua anima aveva avuto un sussulto. Il rivolo di sangue che era colato sul corpo sofferente aveva destato la sua coscienza ormai sepolta. La donna che dentro il suo "io" sfruttato si contorceva per la stretta di quelle catene ,che ella stessa aveva sigillato, aveva urlato, infrangendo così il muro incrollabile di scuse, che le permetteva di alzarsi ogni mattina come se niente fosse, eretto sontuosamente in quei 3 anni di "lavoro"
Procurarsi una pistola nel sua città, a quel punto, era stato un gioco da ragazzi.
Scese dalla macchina e chiuse il portello con delicatezza ,accarezzando un' ultima volta la carrozzeria della sua auto come fosse l'ultimo commiato.
Quando superò le porte del suo personale inferno giornaliero potè constatare con piacere come poche persone fossero già sedute ai loro tavoli di lavoro , probabilmente ignare del mostro che firmava loro le buste paga alla fine di ogni mese.
Poi vide l'ufficio di Jhon infondo al corridorio. Il buio androne era illuminato solo da qualche flebile e tentennate neon . Le porte dell'inferno nascondevano forse quelle del paradiso ? Respirando qualche secondo sull'ultima porta che avrebbe mai aperto, Sarah lo desiderò profondamente.
Spalancò con forza la porta e si ritrovò davanti la schifosa segretaria ,che era solita trastullare il capo ,seduta nella sua postazione locata nell'anticamera che introduceva al vero e proprio ufficio del direttore.
Prima che questa potesse parlare ,un boato risuonò nella sala con le pareti bianche e i quadri di nature morte.
Un fiotto di sangue fuoriuscì dal cuore della segretaria che aveva assistito tante,anzi, troppe volte alle torture della giovane ragazza senza mai battere ciglio. Era una scrofa e come tale doveva morire, almeno secondo il pensiero di Sarah.
Si affacciò spaventato, dalla porta di vetro opaco decorata con le lettere adesive in rosso del suo nome, l'elegante Jhon. Il classico sorriso sardonico si era tramutato finalmente in un espressione di paura che ben poco impiegò a divenir terrore puro mirando la canna scintillante puntare alla sua testa.
Anche lui non ebbe il tempo di parlare. Qualsiasi parola sarebbe stata inutile, come inutili erano stati i lamenti di Sarah durante gli stupri perpetuati nel tempo. Cervello e sangue coprirono le pareti ormai non più bianche.
Sarah sentì urla provenire dalle sale limitrofe,ma la sua attenzione era rivolta al interno del suo inconscio. Non si sentiva affatto libera. Forse per un attimo aveva provato qualcosa, ma poi ancora una volta la sua anima aveva assunto la forma di un cadavere in putrefazione.
Solo una cosa poteva farla sentire di nuovo viva. Infilo la canna nella sua bocca e premette il grilletto.
I suoi occhi misero a fuoco il soffitto della sua stanza che aveva fatto da sfondo al suo guardare fissa nel vuoto. Sarah riguardò la sveglia. Erano le 9 e 10. Si alzò. Prese il suo impermeabile giallo e lo indossò.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: