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lavoro pubblicato mercoledì 24 dicembre 2014
ultima lettura venerdì 15 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Monologo Natalizio Carrozza 6

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 729 volte. Dallo scaffale Viaggi

Monologo  Natalizio  Carrozza 6Viaggio verso casa, in treno perduto in questa felicità ove ogni forma persegue una sua luminosa logica  interiore, questo è forse la  principale  risposta insita in un instancabile ...

Monologo Natalizio Carrozza 6


Viaggio verso casa, in treno perduto in questa felicità ove ogni forma persegue una sua luminosa logica interiore, questo è forse la principale risposta insita in un instancabile ricerca poetica.

Questo mondo interiore in cui poggia tutta la storia individuale di un personaggio le sue debolezze , le sue aspirazioni, l’immagine appare sotto, sopra priva di ogni legame effettivo di ogni libertà morale.

Un valore in cui difficilmente se ne può venire a capo di quelle migliaia di domande che gli frullano in testa, rappresentazione soggettiva, folle ,feroce come una bocca di leone ove il domatore ci mette la testa dentro. Cercare di non capire cosa è la felicità cosa rappresenta questo altro natale nello scorrere delle case dietro il finestrino ,illuminate che diventano una nello scivolare nella sera.

L'albero di Natale ove si raccolgono migliaia di doni ,qualche promesse d’amore la capacità di coniugare un bacio ad uno schiaffo un alzare il gomito e bere, vivere questa vita in unico sorso , assenzio , grappa , cioccolata calda ,cosciotti di pollo fumante .

Un ricominciare tutto da capo, un ritornare dalla guerra trascinandosi per le campagne verdi ove i contadini hanno coltivato grano e vitigni ,patate novelle , bulbi miracolosi da principio come predetto come organizzato degli organi competenti e legislativo. Partecipe del male e del bene sociale.

L’etica moderna non persegue la legalità , la compartecipazione alla giusta causa ,anche se ogni individuo può essere chiamato a desumere l'incapacità collettiva o il pregiudizio insito nella sostanza partitica. Il corpus domini , la fisionomia, la filologia razionale che prescrive la salvezza, il sorriso della fanciulla in un set cinematografico . Self sfortunati , oggetto certo di ironie onnivore che ti conducono lontano, oltre le mura di un regno fantastico ove giganti buoni combattono contro i grandi draghi .

E questo disordine morale ,questa fragilità psichica che non permette di comprendere le luci che circondano l’albero , imperfette effimere , forse ignare del messaggio millenario. Come giungere là ove il Natale ,nero d’invidia persegue ideali ,idee , falsità borghese. Non vi uno scopo in tutto ciò ,tutto può essere compreso e per caso il soggetto in questione si traveste da babbo Natale ed elargisce bonus statali.

Lascia posti vacanti ed oggetti decorati , progetti originali ragionamenti insiti nell'individuo come elemento dominante di ogni cosa. Non si può ritornare ad essere poeti o bestie, ciclopi, direttori di divisione senza pagare un prezzo sostanzialmente salutare.

Certo la malasorte accompagna l’incapacità di coniugare questa gentilezza in altre sembianze , un elargizione indesiderata di quello che rimane della legalità . Tutto ha una sua conclusione , riconoscere i propri limiti poi rappresentare , giungere ad osservare, ad un Natale che si gratta le ascelle mentre le renna giocano a tirarsi palle di neve. Il gioco , l'illusione, il nostro piccolo mondo , scenografia di un desiderio di un riscatto , un piano eclettico, elementare Watson avrebbe detto Sherlock Holmes ma a noi poco interessa!

E la poca fiducia ha generare il dubbio che corre nell'animo lo conduce ad assumere un sua identità , uno scioccante tentativo letterario. O più` propriamente filosofico: "il senso comune fa appello all'oracolo interiore del sentimento , rompe ogni contatto con chi non e` del suo parere; esso e` costretto a dichiarare di non aver altro da dire a colui che non trovi e non senta in se stesso la medesima verità`; In altri termini, esso calpesta la radice dell'umanità`. Questa infatti, per natura, tende ad accordarsi con gli altri; e la sua esistenza vive soltanto nella santa comunione delle coscienze.

Perseguire sostanzialmente un concetto e dunque un inutile processo filologico in quella delucidazione interiore che conduce a credere che il senso comune come noi lo sentiamo, lo desideriamo la pietas o l'anonimo mondo circostante quel mondo sognato rincorso che vive tra la realtà e la fantasia, è una verità fittizia non è ne giudizio effettivo ne fornace ove poter cuocere due uova al tegamino . Osservare la propria anima , lontana dalla malattia noi siamo il corpo di questa civiltà noi siamo la sostanza, l'intelligenza che scruta ,definisce, programma , studia l'essere ed il non essere arteriosclerotici antecedenti alla libertà , al processo etico.

Cercare di coniugare la propria attitudine all'incapacità di amare. Tutto è il senso comune , la legge in cui il cielo è sopra di noi la morale in noi , forse l'argomento, lo scambio, la civiltà come una costruzione organica di mondi possibili di piaceri estremi ,sistemi logici collegati ad un unico principio ad una generatrice meretrice inopinatamente sovversiva , abusando di questa volontà, abolire la malattia intrinseca nel passare anni dietro alle sbarre ,aspettare poi cercare di far finta di andare avanti , forse tutto è lecito ma non conduce a nulla di buono frutto di un unico principio ove la televisore e sopra di noi il natale in noi!

La festa ha un suo inizio un mezzo per giungere a collaudare rime ed altri esperimenti linguistici , concetti, oggetto di miracoli. Il fermarsi ad assumere un rappresentare utopico ove ogni cosa è. Non tutto diventa siccome, per tacer d'altro, la filosofia e` essenzialmente nell'elemento dell'universalità`, la quale chiude in se? il particolare, può` sembrare in essa, più` che in altre scienze, che nel fine e nei risultati ultimi, si trovi espressa la cosa stessa proprio nella sua perfetta essenza.

Rispetto a questa essenza lo sviluppo estetico dovrebbe costituire l'inessenziale" Fino in fondo la falsità può essere dell'avversario, un circoscrivere un'utopia sostanzialmente egemonica tendente ad una nuova definizione filosofica ,incentrata sulla legalità o nell'ottimismo. Rimangono le relazione intellettuale ne amichevoli ne piacevoli , se si vuole coltivare l’etica statale , pericolosissima tassa. Il percorso filosofico ha una sua componente metafisica descritta sulla busta paga attento il nemico ti ascolta.

Ecco io vorrei non credere a tutto ciò ma lasciare che il natale sia un dolce messaggio d’amore un lasciarsi dietro le spalle tutto il male , senza vedere sul carro del becchino i corpi senza vita dei propri nemici , entrare vincitore in città insieme agli altri partecipi del male così simile a questo orgasmo sociale, cosi simile ad un fuoco d’artificio nella fredda notte di fine anno.



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