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lavoro pubblicato giovedì 18 dicembre 2014
ultima lettura mercoledì 26 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Recording: Prologo

di ChrisB. Letto 420 volte. Dallo scaffale Fantasia

PROLOGO Da quanto tempo continuo a rileggere queste poche righe? Non me lo ricordo. Da quanto tempo questa dimora mi sembra così fredda e sol...

PROLOGO


Da quanto tempo continuo a rileggere queste poche righe?

Non me lo ricordo.

Da quanto tempo questa dimora mi sembra così fredda e solitaria, come se tutti l'avessero abbandonata al suo destino, un po' come mi sentivo io, prima dell'incidente?

Ma poi quel senso di oppressione se n'è andato, come se qualcuno avesse soffiato sulla nebbia che mi copriva e l'avesse dissipata. Eppure mi manca qualcosa.

Questo posto muta con me. È così strano ed affascinante allo stesso tempo; ogni giorno diventa diversa, più pulita e con un profumo che avevo quasi dimenticato. Le manca solo qualcosa: il fuoco, il fuoco del grande camino acceso, che profuma l'aria con la sua voglia d'inverno, ecco cosa. E anche io, come lei, sto vivendo come in un eterno inverno senza fuoco acceso, una fredda solitudine che ogni giorno continua, grigia e grave. Ma ogni tanto sento delle voci, e vedo anche qualcuno entrare: quanti ne sono passati! Qualcuno ha usato il mio letto come giaciglio, finché un dolce eterno sonno non lo ha raggiunto. Quando accade loro mi vedono, mi parlano, sorridono, piangono; e io gli sto vicino, come una madre che assiste il figlio malato. Non conoscevo i loro nomi, ma ho conosciuto molto scrutando i loro occhi stanchi della vita, consumati dai giorni come una candela accesa che emette gli ultimi bagliori alla notte. Altri sono venuti ed hanno rovinato quello che mi era rimasto dentro questa dimora, che odio ed amo allo stesso tempo, e vederla così trattata mi ha fatto del male: ma sono fuggiti col cuore in gola, sotto la mia furia. La cicatrice della loro inettitudine purtroppo è rimasta. Però oggi sembra rimpicciolita, come se qualcuno la stesse lavando poco a poco, mentre dormo.

Ed eccomi qui. Solo con te, dolce ed odiata casa. Anche stasera l'uomo in nero è passato; lui c'è sempre. Non mi parla mai e non l'ho mai visto in faccia, però mi piace: quando trova qualcosa fuori posto lo mette in ordine, e quando trova i miei amici che dormono nella mia stanza, li fa portare via con grande rispetto. Non parla, ma le sue azioni lo fanno al suo posto. Ha un grande rispetto verso questa casa, forse un rispetto più grande del mio, nonostante ci viva...

Ma qualcosa sta cambiando qui dentro. Tra le tante persone che passano qui, ce ne sono alcune che continuano a tornare, che mi cercano e mi ascoltano. Molte più di prima, molto più socievoli e garbate. Mi ricordano un po' i bambini che venivano qui nelle giornate di estate per stare con me, timidi, ma vogliosi di fare la mia conoscenza e di giocare all'aperto. Quanto rimpiango la mia infanzia! Qualcuno mi ha visto, mi ha parlato, qualcuno mi ha urlato contro; ma ogni volta erano felici di sapere che c'ero.

E poi adesso c'è lei: lei, che con la sua voce così limpida e pacata, quasi timorosa, mi chiama, ed il suo viso che si contrae ad ogni piccolo sussurro che le rivolgo. La prima volta che l'ho vista era con altre persone, ma dopo che sono riuscito a parlarle è tornata da sola, tante volte. Mi cerca, mi racconta cose strane ed affascinanti, mi guarda con timore ed ammirazione allo stesso tempo... ma se ne va sempre troppo presto, con il viso deluso. Non riesco a raggiungerla. L'ultima volta sono quasi riuscito a prenderle la mano, ma lei si è spaventata e se ne è andata. Non l'ho più vista da allora, ma spero ogni giorno di rivederla.

Ogni ora.

Intanto rileggo questi libri consumati che ho già sfogliato tante volte.

E non ricordo quanto tempo sia passato.



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