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lavoro pubblicato sabato 13 dicembre 2014
ultima lettura martedì 25 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il rito

di ChiaraNelli. Letto 635 volte. Dallo scaffale Fantasia

In un mondo fuori da ogni spazio e ogni tempo, chiamato Sempre Buio, dove i cavalieri combattono con le loro spade e grossi draghi solcano in cielo con le loro ali smisurate, nasce una bambina che i genitori decidono di chiamare Sophie. E' una creatura...

In un mondo fuori da ogni spazio e ogni tempo, chiamato Sempre Buio, dove i cavalieri combattono con le loro spade e grossi draghi solcano in cielo con le loro ali smisurate, nasce una bambina che i genitori decidono di chiamare Sophie. E' una creatura bellissima dai capelli neri e gli occhi azzurri come un cielo limpido e senza nuvole. I primi sette anni di vita della fanciulla corrono lieti fra giochi e insegnamenti da parte dell'anziano del villaggio.

Sempre Buio è un mondo dove il cielo è completamente notturno, illuminato soltanto dalle stelle. Si narra che a compiere questo maleficio sia stata una bambina apparentemente innocente divenuta, dopo otto anni, una potente strega che oscurò il mondo, donando ad esso un cielo perennemente nero. Da quel giorno, a Sempre Buio, è usanza che ogni bambino, al compimento del suo ottavo anno, compia un rito che giudicherà se lo si potrà considerare in possesso di poteri magici, e se si arriverà a questa conclusione, la creatura finirà sul rogo.

Sophie ha appena compiuto otto anni. Suo padre entra nella umile casetta campagnola e trova la piccola difronte alla porta. -Buona sera- le dice con un sorriso.
-Buona sera a te.- risponde lei -Oggi è il mio compleanno, papà.- esclama felice e con la sua solita aria innocente e le braccia dietro la schiena chiede -Quale sarà il mio regalo?-
L' uomo si fa improvvisamente scuro in volto, Sophie non lo sa, i suoi genitori hanno deciso di tacere, ma quella è la sera del rito.
E' tradizione all'ottavo compleanno di ogni bambino regalare un' arma a sua misura per potersi difendere in quell'occasione. Il padre si stampa sul volto un finto sorriso -Guarda che ti ho portato.- dice, abbassandosi alla sua altezza e mostrandole un piccolo oggetto nero. -Fai attenzione.-
Sophie lo prende tra le manine e capisce: si tratta di un pugnale dall'elsa nera. Lo estrae dal fodero e saltella felice. -Che bello, che bello! Un pugnale tutto per me. Grazie, papà!- Esclama, saltandogli al collo.

Sophie va in cucina per ringraziare anche la mamma, indaffarata a preparare la cena.
Ha sempre desiderato un' arma. Uno dei suoi passatempi preferiti è sempre stato quello di osservare i giovani guerrieri allenarsi alla nobile arte della spada. Un giorno volle provare a prendere una di quelle armi tra le mani, ma era troppo pesante, il pugnale invece è piccolo e perfetto per lei.
La bambina lo punta verso l' alto dinanzi a se, lo vede brillare alla luce di un piccolo braciere e sorride. -E' bello!-

Dopo la cena, a base di zuppa e pane fresco, il papà porta Sophie nel bosco. Ad un tratto, giunti vicino al luogo del rito, a malincuore le dice. -Devo allontanarmi qualche attimo, ricorda che hai il tuo pugnale con te. Tornerò presto, vedrai.- Le dà un bacio sulla fronte e si allontana.
Sophie si ritrova sola ed ha paura. Un gufo bubbola su un albero e ad un tratto la bambina sente qualcosa muoversi in un cespuglio. Fugge impaurita, corre e corre e quando si ferma vede in lontananza due bambini ed una figura più grande. Decide di avvicinarsi a loro e si accorge presto che la terza figura è un grande drago. Il suo corpo è verde come uno smeraldo e i suoi occhi sono rossi come il fuoco. "E' bellissimo!" pensa la bambina felice; non aveva mai visto un drago da vicino.

Nonostante le sue dimensioni, sembra impaurito, scalcia e muove le grandi ali cercando di volare senza riuscirci. E' incatenato, e i bambini cercano di combatterlo con i loro pugnali.
-No, non fategli del male.- interviene Sophie.
-Non ti impicciare- dice uno di loro. -Dobbiamo farlo per il rito. Per dimostrare che non abbiamo poteri magici. Vogliono vedere come ce la caviamo con un vero drago, come riusciamo a sconfiggerlo. Se la magia dentro di noi si accende, anche involontariamente, se ne accorgeranno e finiremo sul rogo. Inoltre, è infuriato e noi non vogliamo una creatura cattiva nel nostro mondo. Voleva ucciderci-

Sophie, guardando il drago, percepisce tutta la sua sofferenza, la sua paura come se fosse sua. Allora si accorge di avere qualcosa di magico. -Io finirò anche al rogo, ma morirò per aver salvato una vita e per dimostrare che la magia può essere anche buona, che i pregiudizi sono inutili e cattivi.
-Vi faccio vedere io come si tratta un vero drago.- la bambina gli si avvicina e gli fa cenno di star buono. La creatura si volta verso di lei e la guarda, sentendosi compreso per la prima volta. L' animale allunga il collo e si lascia accarezzare da Sophie. E' piacevole per entrambi, la mano piccolina che sfiora il corpo ruvido e squamoso del drago.

-Non devi fare del male a questi bambini.- La piccola gli si avvicina ancora di più, sotto gli occhi impauriti e perplessi dei ragazzini, e il drago emette un grugnito di consenso.
-Lui la capisce, è magica.- Sussurra uno nell'orecchio dell'altro.

Sophie scruta il corpo del drago fino a notare una ferita sanguinolenta sotto un' ala.
-Tu non sei affatto cattivo. Sei soltanto ferito.- La bambina nota un bagliore sul palmo di una mano e allora capisce cosa deve fare. Posa il palmo sulla ferita della creatura. Il drago inizialmente si dimena e non vuole, poi però Sophie gli sussurra dolcemente -Buono, buono.- allora, l' animale si calma e si lascia curare. Infine, la bambina, sempre con la sua magia, scioglie le catene che tengono fermo il drago.

Uno dei due bambini la guarda disgustato. -Lo sapevo: è una strega.-
Sophie si sente afferrare le spalle, dietro di lei c'è un uomo grande e forte. La piccola urla, morde e si dimena, ma l' uomo cattivo non la lascia andare.
-Al rogo streghetta.-
E' il drago ad intervenire. Del fumo gli esce dalle narici e digrigna i denti affilati come lame. -Se non lasci andare la bambina, ti ridurrò in un mucchio di cenere.-
I bambini fuggono e l' uomo lascia andare la piccola Sophie e anche lui corre via.

La bambina si avvicina all'animale con gratitudine -Tu mi hai salvato la vita.-
-L' ho fatto per ringraziarti, bambina mia.-
-Come puoi parlare?- Chiede incuriosita Sophie.
-E' la tua magia buona che mi dona la parola, mia cara. La magia non è soltanto cattiva, come pensano gli altri- risponde il drago. -Monta sulla mia groppa e guarda che succede.-
La bambina non ci pensa due volte, si issa sul suo dorso e insieme spiccano il volo.
Sophie lancia un grido di eccitazione, è felice, il vento fresco le sfiora il volto e le corre tra i lunghissimi capelli. Ride contenta guardandosi intorno, mentre tutto scorre veloce sotto di lei. Dalle fauci del drago esce una polvere luminosa. In un attimo arriva il mattino e dopo tantissimi anni nel mondo di Sempre Buio regna, come per miracolo, di nuovo la luce.



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