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lavoro pubblicato lunedì 8 dicembre 2014
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Project Hydra-8 Capitolo 2: La Squadra Shark

di FrancescoGiordano. Letto 556 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Secondo Aaron Valentine le profondità marine nasconderebbero la chiave per risolvere il problema dell'inquinamento....

- Quindi questo sarebbe l'edificio che ci hanno gentilmente concesso per le ricerche? - domandò Aaron al suo amico.

- Si, rispetta tutte le richieste che abbiamo fatto. Lontano da occhi indiscreti e abbastanza grande da contenere tutte le strutture necessarie. - replicò velocemente Robert.

- Quanti piani sono in tutto? - aggiunse Aaron alzando il capo verso il cielo. La struttura era così alta che non riusciva a contarli.

- Sessanta, il tuo ufficio si trova al trentesimo piano. -

- Capisco... Beh, hanno fatto un bel lavoro, non mi posso lamentare! - esclamò l'uomo a capo del Progetto Hydra-8, dando un'altra occhiata a quel maestoso palazzo che si trovava davanti - Bene, vediamo l'interno allora. - aggiunse.

E così i due misero piede nell'edificio, dove trovarono un gran numero di persone intente a completare gli ultimi preparativi. Nella sala principale erano presenti tre banconi e diversi ascensori. Visto il numero di piani, non erano presenti delle scale.

- Hmmm... Anche dentro non è affatto male... - dichiarò Aaron osservando la grandezza della stanza. Nonostante i molti scatoli pieni di apparecchiature costose, non c'erano problemi di spazio.

- E' questo è niente - aggiunse Robert - Devi ancora vedere le stanze dedicate alle varie ricerche, ci sono tutti gli strumenti di ultima generazione nel campo interessato. Tutti i i luminari che hai ingaggiato sicuramente non vedranno l'ora di iniziare a lavorare! - concludendo la frase con un certo eccitamento.

- Meglio così, lo sai che non voglio perdere altro tempo, anzi, come vanno le cose con gli ingaggi? - domandò Aaron.

- Per ora tutto prosegue per il meglio, alcuni team sono già completi e hanno iniziato a lavorare. Per gli altri invece non dovremo aspettare troppo. - replicò il suo amico.

- Ottimo! E adesso che è tutto pronto posso sbrigare alcune faccende anche io... A proposito, andiamo a dare un'occhiata al mio ufficio, visto che ci siamo - dopo aver detto queste parole, Aaron si avvicinò a uno degli ascensori disponibili. In tutto ce n'erano otto, quattro a sinistra e quattro a destra. Erano molto veloci e silenziosi, quindi non c'erano rischi di causare file per l'attesa.

Arrivati al piano desiderato, i due si ritrovarono un lungo corridoio pieno di porte contrassegnate da numeri e lettere.

- Ehmm... - preso alla sprovvista, Aaron rimase immobile per qualche istante, fissando il suo amico.

- Si, il tuo ufficio è la stanza HD - 215... - senza nemmeno aspettare una domanda, Robert disse ciò che Aaron voleva sapere.

- Grazie! - esclamò l'uomo, incamminandosi verso la porta designata.

Una volta arrivati, Aaron notò che l'entrata nella stanza era bloccata da uno scanner del bulbo oculare.

- Tutte le stanze che possiedono informazioni di rilievo - spiegò Robert - sono accessibili solo da alcune persone designate, per questo alcune porte hanno uno scanner. Questa stanza ad esempio può essere accessibile solo da te. -

- Nemmeno tu puoi entrare? - domandò Aaron alquanto stupito.

- Per questioni di sicurezza è meglio evitare, non si sa mai che qualcuno possa minacciarmi e costringermi ad aprire la porta del tuo ufficio e prelevare informazioni sensibili. - ribadì Robert.

- Si, non hai tutti i torti, anche se spero che non succeda nulla del genere... - dopo aver dichiarato ciò, l'uomo posò l'occhio destro verso lo scanner. In pochi secondi la porta di metallo si aprì e si ritrovarono nell'ufficio di Aaron.

Anche questa stanza era bella spaziosa, con al centro una scrivania piena di divesi oggetti e accessori.

- Non male! - fu la prima cosa che disse l'uomo non appena diede una prima occhiata al luogo.

Mentre era indaffarato a girovagare, il suo amico sentì un rumore. Era il suo TERGlove, uno strumento che aveva ormai sostituito i vecchi smartphone. Aveva l'aspetto di un semplice guanto, ma sulla parte centrale del dorso c'era una piccola lente da dove fuoriuscivano gli ologrammi.

Quello era l'ultima fatica tecnologica prima che l'interesse per la tecnologia diminuisse. Aveva tutte le funzioni di un vecchio cellulare, era però più potente e versatile, ma non era del tutto completo. Gli ologrammi infatti non erano a colori, bensì le schermate erano tutte verde scuro.

Robert pigiò un tasto sul suo TERGlove e apparve una schermata di chiamata da parte di un certo David Lunning.

- E' David Lunning - ribadì Robert per catturare l'attenzione del suo amico, Aaron infatti si voltò e lo osservò dimenticandosi del resto - Pronto? Si, mi dica. - . Dopo qualche cenno con il capo e alcuni - Si -, finalmente la chiacchierata terminò.

- Cosa voleva? - chiese Aaron non appena i due finirono di parlare.

- Ha detto che sta per arrivare... A quanto pare vuole parlarti di persona prima di accettare il tuo ingaggio... - l'espressione di Robert non nascondeva la sua preoccupazione. David era un punto fondamentale per la riuscita del Progetto Hydra-8, se la discussione con Aaron non sarebbe andata a buon fine probabilmente non si sarebbe unito al gruppo, mandando all'aria anni di lavoro.

- E quale sarebbe il problema? Tranquillo, gli dirò tutto quello che vuole sapere. - replicò Aaron.

- Non sono preoccupato delle sue domande... Ma se accetterà una volta che gli avrai detto tutto... -

- Perché non dovrebbe? Lascia fare a me, vedrai che accetterà e tutto proseguirà come deve! - diversamente dal suo amico Aaron non era affatto preoccupato. Si sedette alla scrivania e notò che su di essa era presente anche un computer di nuova generazione. Anche questi al posto dei monitor avevano una lente olografica, ma diversamente dai TERGlove, le immagini erano a colori. Però il lavoro era rimasto a metà, perché era ancora necessaria una tastiera per immettere i comandi. Il disinteresse verso le nuove tecnologie aveva creato questi prodotti incompleti, ma l'uomo era pronto a cambiare la situazione.

Aaron notò anche un'altra cosa presente sulla scrivania, era un pulsante di colore bianco senza scritte di nessun tipo. Lo osservo per qualche istante, era dubbioso se cedere alla tentazione e pigiarlo oppure lasciar perdere.

Robert notò il tentennamento del suo amico e subito gli chiarì ogni dubbio - serve per aprire la porta automatica quando sei in ufficio... Ovviamente il tasto funziona solo con le tue impronte digitali. -

- Ah ecco... - mormorò Aaron.

Pochi minuti dopo nella stanza si udì un suono come un bip ripetersi tre volte di seguito.

- Mi sa che è arrivato. - ribadì Robert, tesi che venne confermata non appena il suo amico aprì la porta.

Era David Lunning, il più famoso esploratore sottomarino vivente. Non solo, aveva anche dato una mano a progettare alcuni sottomarini di ultima generazione presenti sul mercato. Era ancora noto per alcune avventure che tennero alto l'interesse per la ricerca marina, tutto questo prima che la crisi colpisse l'intera umanità.

- Salve Lunning, prego si accomodi pure! - fu la prima cosa che disse Aaron non appena lo vide, indicando una sedia che si trovava davanti la sua scrivania - Scusami Robert, ci puoi lasciare soli? -.

Senza battere ciglio l'amico fece solo un cenno del capo e lasciò la stanza, mentre David occupò il vuoto appena lasciato sedendosi e mettendosi a suo agio.

- Mi dica, come mai voleva parlarmi di persona? - chiese Aaron senza nascondere una certa curiosità.

- Perché volevo sapere cosa aveva in mente prima di firmare qualsivoglia contratto. - la risposta arrivò secca e diretta.

- Cosa ho in mente? Semplice, ravvivare la ricerca in quanti più campi possibili, esplorazione sottomarina inlcusa. -

- Forse non sono stato chiaro - riprese a parlare David - Ho sentito parlare di lei e del suo Progetto in televisione. Non sono venuto fino a qui per sapere cose che già so, ma per avere informazioni specifiche. Perché ha bisogno del mio aiuto? Cosa spera di fare dando il via a nuove esplorazioni? -

Aaron non replicò immediatamente, rimase per qualche istante a tormentarsi la barba - Perché è il migliore, ovvio! - esclamò l'uomo, anche se sapeva bene che queste parole non sarebbero bastate.

Infatti Lunning non aprì nemmeno bocca, ma la sua espressione fece capire che voleva sapere qualcosa di più preciso.

- E va bene, sarò onesto con lei. - Aaron decise di sputare il rospo, sperando che sarebbe bastato per convincerlo - Come sa bene il Progetto Hydra-8 ha lo scopo di riportare l'interesse nei campi più importanti della scienza, cosa che è andata a diminuire nell'arco degli anni. -

- Si lo so. - David si intromise nuovamente - Ma non capisco come questo possa aiutare a cambiare la situazione, crede che sia il primo a pensare ad una cosa del genere? -

- Certo che no, ma io ho un piano ben preciso in mente... E' per questo motivo che ho bisogno del suo aiuto, signor Lunning, insieme a quello di altri esperti del suo settore. Anzi, l'intero Progetto non può proseguire senza di lei, se devo dirla tutta. -

- Sta cercando di convincermi con dei complimenti? Le assicuro che non basteranno. -

- No no, è la verità, ma non parlo di lei nello specifico quanto dell'intera Squadra Shark. -

- E in cosa consiste questa squadra? -

- Vede... Nonostante siano passati molti anni non conosciamo ancora nemmeno la metà del mondo sottomarino terrestre. Questo mistero ha attirato molti avventurieri, ma ancora oggi siamo lontani dal sapere tutto quello che il mondo subacqueo nasconde. - dopo una breve pausa, Aaron tornò a parlare - E io sono quasi certo che i fondali marini nascondano molto di più che nuovi esemplari da trovare e studiare... -

- Cosa vuole dire? -

- E' probabile che troverò quello che potrebbe mettere fine al problema dell'inquinamento. Una nuova fonte di energia pulita e che sia abbastanza potente da sostituire quelle conosciute. -

Dopo aver sentito quest'ultima dichiarazione, David non poté che ridere. Come poteva dire una cosa del genere senza nemmeno sapere cosa si nascondeva precisamente sott'acqua? - Cavolo, non pensavo che avrebbe usato una scusa del genere per cercare di convincermi! - replicò.

- Non sto scherzando - ed il volto di Aaron lo testimoniava, non stava nemmeno sorridendo - Inoltre è una possibilità, visto che non sappiamo ancora bene cosa possiamo trovare, non è da escludere che ci sia anche qualche fonte di energia che ci attende. Come le sirene per i marinai, io credo che ci sia molto di più nell profondità marine. -

- Bene e come la mettiamo se anche dopo aver esplorato tutto il mondo subacqueo non troveremo nulla? Chiuderà la baracca e tornerà a casa con la coda tra le gambe? -

- No, ho già un piano B in caso le mie teorie non si rivelino esatte, ma sono abbastanza sicuro che lo siano. -

- E come può dire una cosa del genere? -

- Il Triangolo delle Bermuda - ribadì semplicemente Aaron.

La leggenda di quel luogo, nonostante fossero passati anni, era ancora viva e vegeta. Ancora in quei giorni aerei e barche scomparivano misteriosamente se erano tanto sfortunate da entrare in quella zona.

- Non ho capito, cosa c'entra adesso il Triangolo? -

- Lo esploreremo, sono sicuro che lì troveremo qualcosa. -

- Ok, adesso ne ho la conferma, lei è impazzito! - esclamò David alzandosi dalla sedia e proseguendo verso l'uscita - Per favore apra questa porta e mi faccia andar via, non ho tempo da perdere con i mentecatti come lei! -

- Aspetti, non mi ha fatto spiegare tutta la situazione... - Aaron cercò inutilmente di parlare.

- Cosa c'è da spiegare? Lo sa che razza di posto è il Triangolo delle Bermuda? -

- No, non lo so, per questo voglio scoprirlo. Non è curioso anche lei? Sono sicuro che la sua passione per l'esplorazione sottomarina sia nata dall'amore per l'avventura. Sono anni che si sentono storie sulle Bermuda, dagli Alieni a vortici Spazio Temporali. Davvero non vuole diventare il primo a scoprire cosa ci sia di vero in quel luogo? -

Lunning si fermò e torò ad osservare il suo interlocutore - E lei è davvero sicuro di farcela? Crede davvero di riuscire in un'impresa del genere? -

- Si - ribadì senza mezzi termini Aaron - Ma senza il suo aiuto non arriverò da nessuna parte. Se ho riunito lei e altri abili individui è proprio perché ho un'idea in mente. -

- E quale sarebbe questa idea? -

- Creare un nuovo Sottomarino. Ma la prego, torni a sedersi che le voglio mostrare più nel dettaglio cosa voglio dire. - mentre David tornava a sedersi, Aaron prese da un cassetto della scrivania un fascicolo. Dopo averlo posato sul tavolo, lo avvicinò al suo interlocutore dicendo - Qui troverà tutti i dettagli sul modello che ho in mente di creare. -

David iniziò a dare un'occhiata al progetto e rimase di stucco. Stando alle carte lo scopo era quello di creare un sottomarino con alcune capsule da porter comandare a distanza. In questo modo il pilota poteva rimanere in superfice e non rischiare la vita, mentre la capsula avrebbe registrato tutto.

- Ma... Come ha fatto a.... - Lunning non riuscì a trovare le parole per continuare. I dettagli erano descritti in modo molto accurato e preciso, non era solo un piano di uno scienziato pazzo, ma un progetto ideato da qualcuno che sicuramente aveva passato delle notti in bianco per completarlo.

- Oh, non è tutto merito mio ovviamente. Gliel'ho già detto che lavorerà con i migliori, questo è il loro risultato. Ma l'èlite non può essere chiamata tale, senza di lei. Allora, ha cambiato idea? -

- Va bene... Mi ha convinto... - dichiarò David, mentre gli occhi erano ancora attirati dal fascicolo.

- Bene, sono felice che abbia accettato, vedrà, non se ne pentirà. - ribadì tutto sorridente Aaron, che aggiunse - Ovviamente la ringrazio per aver accettato. La sua esperienza ci sarà di immenso aiuto. -

- A questo punto mi sento di dire che sono io a doverla ringraziare... Avevo paura che dopo le mie ricerche ed esplorazioni nulla sarebbe più cambiato... E invece mi sbagliavo... Sono felice di sapere che c'è ancora qualcuno pronto a far pazzie pur di sfidare l'ignoto! - e così per la prima volta durante la conversazione, anche David si lasciò sfuggire un bel sorriso.

Dopo gli ultimi convenevoli, il famoso esploratore subacqueo lasciò la stanza, vuoto che venne subito colmato da Robert, che ancora in preda al nervosismo chiese - Allora, com'è andata? -

- Tutto bene, ha accettato. Cosa ti aspettavi? - Aaron sorrise di nuovo - Bene, a quanto pare la Squadra Shark presto prenderà vita. -



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