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lavoro pubblicato mercoledì 3 dicembre 2014
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Meraviglioso

di dreamerdrems. Letto 621 volte. Dallo scaffale Sogni

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E' vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D'un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così ih:
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà apparire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso
meraviglioso
meraviglioso
meraviglioso

Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso....

meraviglioso
meraviglioso
meraviglioso

Sono entrata al liceo con l’idea che le cose sarebbero andate meglio e che io sarei stata così più felice. All’inizio era tutto meraviglioso, ma dopo, tutto si è mostrato una delusione. La classe, i compagni, sì, mi piacevano ma i veri amici non esistevano nella mia vita ed io ero annoiata da essa. L’unica cosa che mi riusciva meglio era lamentarmi e l’unico pensiero felice che mi accompagnava era la nostalgia del campionato di pallavolo dello scorso anno. Con altrettanta ansia aspettavo l’anno seguente per rivivere la stessa esperienza. Ma sappilo, nella vita non tutto è scontato.

In gita ci portano a fare un mini stage a Malta di lingua inglese. Noi siamo in cinque: io, Nilde, Margherita, Melania e Gemma. Non potevamo stare mica tutte insieme in stanza e dovevamo trovare assolutamente la soluzione migliore per dividerci. Ma il vero problema è stato che l’amicizia che viveva fra di noi, in realtà non esisteva. Qualcuna preferiva un’altra piuttosto che te. La soluzione che abbiamo trovato è stata poi: Io, Margherita e Gemma. Nilde e Melania.

Come mi aspettavo, Nilde e Melania erano per i fatti loro, Margherita forse pure, e Gemmaa cercava di racimolare pezzi di compagnia fra di loro.
Per fortuna esistono Marta e Fabiola. Il viaggio è stato indimenticabile grazie a loro, perché in quella settimana ho trovato qualcuno con cui divertirmi spontaneamente. Lì ho conosciuto un ragazzo, non bellissimo ma simpatico, sembrava pazzo di me. Ma io non sapevo cosa fare, impegnarmi con lui mi metteva paura, ma averlo come amico e non sentirlo abbastanza vicino, mi faceva provare un sentimento non del tutto positivo.

Ma da piccola ragazzina fragile, qualcosa mi ha spinto, ingenuamente, a diventare non solo un’amica per lui, ma qualcosa di più.

Mi piaceva passare del tempo con lui e le ore volavano, ma ogni volta che lui provava a baciarmi, io mi giravo, oppure lo baciavo anch’io, sentendomi però fra delle sbarre, sbarre che io stessa ho costruito.

Il tempo è passato ed io sempre più mi avvicinavo a lui, baciarlo era diventato ormai il mio rifugio ma ancora non riuscivo a dirgli “ti amo” o a chiamarlo “amore”, farlo mi richiedeva una forza in più. Eppure con lui mi sentivo protetta, ero felice, mi sentivo “infinito”. Con gli amici naturalmente, le cose non andavano meglio e questo accresceva in me un’enorme paura: se mi lascia, che faccio?

Carlo, il miglior quasi cugino che si possa avere, è mancato dieci giorni a scuola e mamma dice che gli hanno trovato un tumore nei polmoni.
Io credevo che certi mali esistessero solo per i grandi, e noi ancora grandi non eravamo.

Il caso comunque ha voluto che, dopo un anno di avventure e pochi giorni dopo la nascita della mia paura, lui mi volesse parlare. Ma a me sembrava normale, come tutte le altre volte in cui risolvevamo i problemi insieme, invece no. Diceva che stava male e voleva provare a essere amici perché per un’amica non era mai stato male.

Continuavamo a passare comunque molto tempo insieme, a volte lui lo “dimenticava” e mi baciava. Nel frattempo c’eravamo rimessi insieme, anche se, in un certo senso, non c’eravamo mai separati . Ma in quel momento ero io quella che stava male, sempre con l’ansia che da un momento all’altro avrebbe potuto lasciarmi, perché nei periodi di prova, si sa, è così. Allora gli ho dato l’ultimatum e quello ha segnato la fine.

La verità è che quando un uomo ti desidera, quando ti vuole con sé realmente, mette da parte tutto il mondo. Non esistono le paure, non esistono le scuse, non esistono i problemi, i chilometri, le difficoltà, non esiste niente. Perché se veramente si desidera qualcosa, non si ha neanche il tempo di pensarle tutte queste scuse”.

Perché tutti quei giri di parole, se poi sarebbero conversi tutti verso lo stesso fine? Lasciarmi e metterti con Valeria.

La parte che non mi spiegavo era quella in cui tu dicevi che anche se non eravamo insieme, io sarei stata importante per te per molto altro tempo ancora. Allora perché dopo una settimana già tu ti eri dichiarato e dopo un mese lei stava già con te?

Il mondo mi è caduto addosso.

Avrei dovuto lasciarti io, molto tempo prima. Quando mi avevi detto che al compleanno di tuo cugino, lei ti aveva dato la mano, tu l’avevi lasciata lì e l’avevi tolta soltanto dopo qualche secondo.

Ma io ti avevo perdonato e mai sarebbe potuto andare diversamente, perché io, perdonandoti, mi ero sentita una persona migliore.

In passato, io avevo maturato un’idea: quando desideri qualcosa e la chiedi a Lui, se ciò che vuoi è giusto, Lui te la darà e questo è un dono di Dio. Oltre i doni che avevo già ricevuto alla nascita, Lui me ne aveva fatti di altri.

Primo fra tutti Vittorio, il mio migliore amico, la prova vivente che per volersi bene non bisogna stare sempre insieme, ventiquattro ore su ventiquattro. Anche se spesso non ci sentivamo, lui non era mai assente. Quando mi ero lasciata la prima volta con l’altro Vittorio, lui era stato l’unica persona a cui avevo affidato le mie paure. Perché anche se non fa tutto quello che voglio, sono sempre pronta a metterci una pietra di sopra. E’ questo essere Amici.

Seconda, il Fiore, mente più matura della mia, sempre pronta a sostenermi prendendomi anche in giro, quando era necessario. Anche lei, spesso non c’era fisicamente, ma mai mi ha abbandonata davvero.

Infine, Rachele. Rachele è Rachele e non si può dire di più. Nonostante tutte le sue stranezze, non posso non volerle bene.

Ognuno di loro, è caratterizzato da una cosa che li distingue dai falsi doni di Dio: quando se ne vanno, non lo fanno davvero. L’andare via è soltanto non vederli per un po’, ma poi li risenti ed è come se tutto quel tempo non fosse mai trascorso.

Era sera ed io volevo dirgli che lui era un dono di Dio, pensavo che lo fosse perché nonostante tutte le mie mancanze, lui non era ancora andato via. Gliel’ho detto, anche se quel pensiero non veniva dal mio profondo. Ma lui non fu entusiasmato dal mio pensiero. D’altronde erano le mie solite “pensate filosofiche”.
Infatti poi se n’è andato e l’ho visto, avevo ragione, non era un dono di Dio.

Nel frattempo, l’anno che attendevo da tanto, era passato e la pallavolo non mi aveva coinvolto come due anni prima perché, ricordalo di nuovo, nella vita non tutto è scontato. Stava a me scegliere: continuare a frequentare un luogo che non era per me, in tutti sensi, pur di giocare a pallavolo, oppure lasciare tutto e vivere meglio. La questione comunque non aveva fretta ed io avrei avuto tutta l’estate per pensarci.

Sai, quando la vita ti va abbastanza bene e c’è una minima cosa che ti turba, non lamentartene, perché c’è sempre qualcosa di peggio. Quando tutto andava abbastanza bene in palestra, io dovevo per forza trovare il pelo nell’uovo. Ma che mi interessava? Almeno giocavo! Mi lamentavo di pensieri e questo mi ha portato a una conseguenza peggiore: il campionato non si è svolto per includere anche me.
Un’enorme delusione per me che ero rimasta attaccata alla nostalgia di quello svolto in precedenza. Nella mia natura c’era il lamento e quello continuava ad esistere.

Infine la cosa peggiore.

Allora non mi sono lamentata più perché ho imparato che se, in qualche momento, qualcosa ti sembra la peggiore delle cose, al peggio non c’è mai fine.

Dopo l’abbandono, il tempo non scorreva più, i secondi erano lunghi e i minuti infiniti. Un’enorme paura è calata su di me: cosa avrebbe riempito la mia vita da quel giorno in poi? Il nulla.

Stavo troppo male.

Dicono che lasciarsi con il fidanzato sia come subire un lutto e allora occorre del tempo per superarlo.

Mi sembrava che quel dolore sarebbe stato infinito e che non avrebbe mai cessato di esistere, ma non sapevo che, di lì a poco, sarebbe avvenuto il percorso che mi avrebbe portato a una crescita interiore, che mi avrebbe portato a essere una persona migliore.

E’ iniziata l’estate e in programma avevo soltanto una cosa: una vacanza con la Croce Rossa.

Quando avevo fatto domanda, ero entusiasmata dalla cosa ma quando la vacanza si avvicinava, l’ansia cresceva in me.

Alla fine della vacanza, ho capito che con questa, era iniziato il mio percorso verso la mia “rinascita”, avevo passato una settimana meravigliosa con persone meravigliose. Le attività proposte mi hanno aiutato a superare la mia enorme timidezza. E nella stessa vacanza, a malincuore, ho capito che la cosa migliore da fare era quella di ritornare alla realtà: non potevo più essere sua amica, non aveva senso ed io stessa lo sapevo da tempo, anche se mi c’erano volute quelle persone meravigliose a capirlo davvero.
Che non potevamo essere più amici, l’avevo già capito quando non avvertivo più il senso di “infinito” causato dalla sua compagnia; ma ancora non l’avevo ammesso a me stessa e volevo continuare a combattere, inutilmente.

Nel frattempo si era aggiunto un nuovo programma all’estate. Dio stesso allora stava favorendo la mia crescita, non lasciandomi così il tempo per deprimermi davvero. Da Catania sono andata direttamente a Marina di Ragusa, dove ho trovato un’altra parte di me stessa e superato un’altra parte di timidezza.

Ma le sorprese non hanno mai fine. Mi attendeva un breve viaggio a Torino in occasione della laurea di mio cugino. Torino, città che riesce a trovare il modo per incantarti. La città, la laurea di mio cugino… non avevo dubbi, Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino era il mio futuro; d’altronde nei due anni passati al liceo, la matematica e la fisica erano state degne compagne di scuola.

Non credevo più possibili altre sorprese ed io continuavo comunque a soffrire, c’erano giorni in cui mi mancava poco, altri al contrario. Ma non potevo più farmi sentire, gliel’avevo detto, era meglio non essere più nemmeno amici. Alcuni giorni, però, avevo una voglia matta di mandargli messaggi innocenti, per questo ringrazio Vittorio e Rachele che me l’hanno fortemente proibito.

Quando mi aveva lasciata, credevo che lui stesso non capiva come diventava quando era con me, e che non avrebbe mai potuto amare un’altra allo stesso modo, o maggiormente. Ma mi sbagliavo, le foto su Facebook, che con me non aveva mai messo… e poi come si comportavano quando li ho visti in piscina… lì hanno passato l’intera giornata a baciarsi, tanto che ho pensato: “ma hanno mai sentito l’una la voce dell’altro?”.

Adesso i progetti per l’estate erano veramente finiti.

Da piccola leggevo tanto, ma con il passare del tempo, avevo quasi abbandonato i libri. Ma loro mi hanno perdonata, mi hanno sostenuta e hanno riempito il mio tempo quest’estate. Loro mi hanno fatto capire che NOI dobbiamo essere delle forze della natura e non dobbiamo lamentarci perché l’Universo non si impegna abbastanza a renderci felici. E’ così che ho ritrovato i miei amici, più simpatici e leali di prima; perché se vuoi un cambiamento, questo deve partire da te, altrimenti non avverrà mai al cento per cento.

Un giorno mi mancava tanto, quasi volevo risentirlo. La sera stessa ho incontrato un vecchio amico che è un po’ vicino a loro, abbiamo iniziato parlare allora, appunto, di questo e fu la sera in cui ho capito DAVVERO che noi non potevamo essere amici e da quel momento, non ho avuto più momenti di incertezza.

Credevo davvero che l’estate fosse finita, ma, per fortuna, mi sbagliavo. Era domenica e stavo passando del tempo con mio cugino, quando mi arriva un messaggio. E’ Carlo.

“Ouuuu”
“Eeeee”
“Ci vuoi ritornare a Marina di Ragusa con Sara, Davide, Greta e anche Corrado e Rachele che sono lì già da ieri???”
“Siiii”
“Ci accompagna domani mio padre e ritorniamo venerdì”

Sembrava un sogno. Per l’estate non aveva programmato nulla se non la vacanza con la Croce Rossa e avevo seriamente temuto di diventare depressa a causa della noia, invece, uno dopo l’altro, vari programmi si erano aggiunti per riempire il mio tempo.

A Marina di Ragusa è stato più bello della volta prima, ormai conoscevo bene le strade e in quella vacanza ho sentito più vicino Carlo, quasi come un vero e proprio cugino. E poi, Greta. Ero felice, Greta è la mia cuginetta di un anno e in quella vacanza mi aveva dato il mio primo soprannome. Sara e Davide sono i nostri cugini. Miei e di Carlo. Sposati e con una figlia meravigliosa: Greta!
E’ stato un immenso piacere poi, conoscere i loro amici Corrado e Rachele. Non posso dimenticare mai le questioni con Corrado che non posso proprio tralasciare in questo racconto.

Avevo appena finito ‘L’ultima riga delle favole’ di Massimo Gramellini, allora ho deciso di iniziare ‘Il mondo di Sofia’. Ho letto le recensioni del libro ad alta voce e una di queste metteva questo romanzo a paragone con ‘Il nome della rosa’.
Corrado: “Il nome della rosa, ah si, l’ho letto”. Mi giro “l’hai leeettoo!?!?!?”, tutti si mettono a ridere, “e che ti pare che ho la terza media?!” “no, ma non è per te”.
Il giorno dopo continuavano a prendermi in giro per questa vicenda. “Ma lo so che non hai la terza media, ti pare che non lo sapevo che sei diplomato!?”. E Davide “ieri terza media, oggi diploma, domani lo capisci che è vero laureato?”. Io ero davvero convinta che lui avesse soltanto il diploma, ma Davide era serio e non potevo fare a meno di credergli “ah, ma è vero laureato???”. Che dolci ricordi.

Con la fine di quest’ultima vacanza, l’estate era davvero finita e a me non dispiaceva. L’inizio della scuola non avrebbe lasciato spazio alla noia. L’unica cosa che mi turbava era il fatto che Valeria e Vittorio li avrei visti sempre a scuola; infatti quest’anno Valeria entrava al liceo.

Adesso io so di essere forte più che mai.

Quando ero fidanzata, pensavo di essere fragile, molto fragile, tanto da non essere capace a superare nessuna cosa. Ma sai, ha ragione chi afferma che non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica cosa che rimane con te.

Adesso, io ti dico che non mi pento di nulla, se non di avergli dato troppa fiducia, di essermi resa troppo dipendente da lui. Allora si, dovevo necessariamente staccarmi da lui. Adesso ho amici veri, gioia vera legata non solo a una persona e non mi lamento se l’Universo non si impegna abbastanza a rendermi felice, perché io sono felice, lo sono sempre, semplicemente grazie a qualcuno: me stessa. Tutto ciò grazie alla generazione di una forza così potente che crea una felicità così autentica, che davvero adesso non mi importa più di ciò che la gente pensa di me, e di conseguenza, la timidezza è soltanto un ricordo lontano. Adesso, se io devo parlare con qualcuno che non conosco, non mi sento più bloccata da chissà cosa, anzi, mi sento liberissima di farlo. Mi sorprendo io stessa di quante siano le persone con cui sono in grado di parlare quest’anno. Allora a questo punto, non mi interessa più di Valeria; perché lei non ha nulla in più di me, anzi, io ho molto più di lei. So per certo che, se hai un fidanzato e non hai Amici, brucia tanto, se invece hai Amici e non hai un fidanzato, sei felice ugualmente, anzi, di più.

Dio mi vuole forte. Infatti mi ha lasciato tante prove da superare: la pallavolo, l’abbandono, la sostituzione con un’altra, la stessa scuola, gli amici in comune con lui. Orgogliosa di me, adesso posso dire di averle superate tutte.

Carlo credeva di aver finito con chemio e radioterapia, ma il tumore non è ancora andato via del tutto. Aurora dice che Carlo non vuole più fare la chemio. Io prego sempre per lui, non voglio perdere un amico. So che è difficile, ma Ca, resisti, fallo per tutti.

Per quanto riguarda la pallavolo, all’inizio di settembre, avevo deciso di riprendere, sempre accecata dalla paura della noia. Poi ‘un angelo vestito da…amica’ mi ha portata in palestra con lei per fare fitness e da lì non mi sono più staccata. Lì mi diverto, ho gli amici, la gioia e tutto. Alla fine la pallavolo non mi abbandona, mi tiene compagnia a scuola.

Valeria e Vittorio li ho ritrovati anche lì, ma tanto ormai non mi importa più. A volte capita di girarmi verso Valeria e ogni qualvolta succede, lei è intenta a fissarmi. Modestamente ha da invidiare, ah ah ah.

Invece, una cosa che ho notato in Vittorio è che ogni volta che parlo con uno dei nostri amici in comune, lui deve attirare l’attenzione di questo. Credo che lo faccia apposta perché su, mettiamo caso, venti volte, è successo tutte e venti le volte. La stupidità umana non ha mai fine, attirando l’attenzione che ottiene? Io penso solo che sia un idiota.

Durante il mio percorso non sono stata comunque fortissima fin dall’inizio, ho avuto paura. Ho avuto paura che loro potessero rubarmi i miei amici, d’altronde li avevamo in comune. Ma uno di loro mi ha mostrato giusta lealtà e mi ha promesso eterna fede anche se, comunque, non poteva rinunciare all’amicizia di lui. Naturalmente non posso dire loro ciò che devono o non devono fare, ma il fatto che resteranno miei amici è già tanto.

Allora per la prossima volta so già che esistono delle priorità che devono essere rispettate. Sei piccola, non credere che lui sia tutta la tua vita e oltre ad esso non ci sia più nulla. Anche se tieni molto a lui, metti comunque sempre al primo posto gli amici, perché loro non ti abbandoneranno mai, e se lo faranno, allora non erano Amici.

Anche se spesso, vedere Vittorio e Valeria, non produce più alcun effetto in me, a volte rimango spiazzata. Ma comunque penso che è meglio se sia andata così: adesso sono forte, bella dentro, felice autenticamente. Io adesso non dipendo più da niente e da nessuno. Lui, invece, in palestra, se non c’è lei, fa ginnastica con il cellulare attaccato al naso.

Godiamoci la vita in tutte le sue piccolezze, perché questa è meravigliosa e la meraviglia proviene proprio dalle piccole cose.

Ero in macchina con Margherita e sua mamma. Dopo sei mesi, per la prima volta, siamo andate a cadere sull’argomento Valeria-Vittorio. Margherita rientra fra quegli amici in comune. Dice che lei è antipatica. Non ne avevamo mai parlato. Dice che è come se fosse invidiosa di me e ha aggiunto “ma poi, tutta questa bellezza io non gliela vedo”. Ai tempi sarei stata contenta, adesso invece, non so, non mi interessa. Sogno un ragazzo all’altezza dei miei sogni e si sa, lui non lo era. Ora come ora, non so se ero veramente innamorata di lui.
Si dice che nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona, hai già la risposta. Io l’ho interpretata così: se ami una persona, non hai dubbi e non ti poni neanche la domanda. Io invece me la sono posta tante e tante volte. Forse era semplicemente un amico un po’ speciale.

Comunque non riesco più a salutarlo e a parlargli. Questo mi dispiace perché credo che questa situazione sia troppo grande e io sono così piccola. Vorrei essere in pace con il mondo. Se affermassi di esserlo, da questo mondo, due persone sarebbero fuori, e mi dispiace davvero tanto.

Carlo ha fatto due esami. In uno spunta qualche puntino e nell’altro nulla. Ci siamo quasi. Sapevo fin dal primo momento che ce l’avresti fatta, sei grande.

Un pomeriggio dovevo andare a scuola per preparare l’inaugurazione dell’anno scolastico. Annualmente, in questo giorno, si organizza una manifestazione in cui ognuno esprime la sua arte: c’è chi balla, chi recita, chi canta e chi legge.

Io non ho mai letto negli anni precedenti, mi vergognavo troppo. Finché l’anno scorso la professoressa di italiano mi ha costretta a leggere una poesia davanti a tutta la scuola in occasione della giornata della memoria. E’ stata una bella esperienza e quando mi ha chiesto di leggere una riflessione, quando saremo andati alla sede centrale del liceo, in occasione della visita del Vescovo, ho accettato con piacere. Così quest’anno, ho agito di mia spontanea volontà e io stessa ho scelto il brano da leggere. Un brano che mi ha sostenuta nella mia crescita, tratto dal libro di Massimo Gramellini ‘L’ultima riga delle favole’. Il tema dell’inaugurazione era l’amore.

“C’era una volta, e c’è ancora, un’anima curiosa che vagava per gli spazi infiniti senza trovare un amore dentro il quale tuffarsi. Stava andando alla deriva negli abissi di un mare di noia quando sentì pulsare qualcosa. Una luce, fatta di musica. E rimase inebetita da tanta bellezza. Disse solo una parola e si tuffò dentro di te.
Allora vi siete dimenticati tutto e avete incominciato a vivere. Tu e la tua anima.
Per sempre felici e contenti, prometteva l’ultima riga delle favole. Invece siete finiti in una gabbia, e le sue sbarre le ha costruite il dolore. Non riuscite più a stare insieme e neppure a staccarvi. Vi trascinate senza meta sotto il peso dell’infelicità e nei vostri pensieri il futuro assomiglia a un deserto dove la nostalgia prevale sul sogno e il rimpianto sulla speranza.
Lettrice o lettore, non ti crucciare. Prima o poi, e più prima che poi, sentirai in sogno una voce di flauto.
“Lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.”
“Innamorarmi della mia anima! E come si fa?”
“Ti do un indizio. RICOMINCIA DALL’INIZIO…”

Dicevo, un pomeriggio stavo andando a scuola. Di solito vado a piedi, ma era in corso un diluvio, così ho chiesto a mio fratello di darmi un passaggio. Quasi giunta a destinazione, per strada li vedo, erano riparati dalla pioggia ed erano rimasti bloccati lì sotto per non bagnarsi. Dopo un quarto d’ora arrivano anche loro a scuola, avevano trovato un passaggio. Mi sono sentita terribilmente in colpa. Io stessa avrei potuto dire a mio fratello di fermarsi e farli salire. Potevo e non l’ho fatto.

Con questo racconto che è la mia storia, voglio esprimere l’idea che anche quando tutto è perduto, l’unica cosa che può salvarti sei tu. E non basta saperlo, lo devi capire davvero, altrimenti non ha senso. E se lo capisci, ti renderai conto di quante cose hai intorno, perché sei ricco, ricco di amore. E al mondo, comunque, esisterà qualcuno più sfortunato di te.

"Un giorno ti svegli e ti rendi conto che niente va come vorresti, che tutto ciò che gira intorno a te è sbagliato, che vorresti partire e non tornare, iniziare un'altra vita lontana da tutto e tutti, e chi ti dice che sarebbe migliore quella vita, e chi ti dice che non sei tu che pretendi troppo e che, in realtà, hai tutto ciò di cui hai bisogno ed è solo la tua voglia di strafare che ti atterra? Quando ti svegli al mattino ringrazia per ciò che hai, anche se non è molto, troppe persone vorrebbero avere quello che hai tu e tu neanche ti rendi conto della grande fortuna che hai avuto."

E voi grandi, se volete un cambiamento dai vostri giovani, potrete mettere tutte le vostre forze in gioco purché accada, ma sarà inutile, perché il vero segreto è quello di porre la basi. Il vero cambiamento partirà da loro, voi dovrete semplicemente fare in modo che loro capiscano ciò che è meglio per loro; perché se non capiscono, il cambiamento sarà una farsa e non avrà senso. Quante volte mi hanno detto cose inutili sulle cose passate con lui, eppure io le ho superate soltanto quando il mio cuore ne aveva compreso veramente il significato. Non costringete a fare, ma aiutate. E se volete qualcosa che vi aiuti, niente e nessuno è meglio dei libri. Ma ricordate, saranno i giovani stessi a capirlo.

Io ora so che:

- valgo tanto;
- i libri sono Amici;
- la felicità, per essere autentica, deve partire da noi stessi;
- il dolore a volte è necessario, semplicemente per trovare la parte irrisolta di noi;

- le persone che hai vicino e che ti vogliono bene sono il miglior tesoro che tu possa trovare;
- il mondo è meraviglioso;
- la famiglia è meravigliosa;

- gli amici sono meravigliosi;

- le persone a cui vuoi bene sono meravigliose;

IO SONO MERAVIGLIOSA.

Non dimenticarti mai di sorridere.



Commenti

pubblicato il 03/12/2014 17.14.11
dreamerdrems, ha scritto: Sarei felice se potessi sapere ciò che ne pensate, grazie

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