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lavoro pubblicato mercoledì 3 dicembre 2014
ultima lettura mercoledì 10 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La Cravatta Rossa

di Mithra. Letto 686 volte. Dallo scaffale Pulp

AMBULANTE PESTATO SULLA SPIAGGIA DI NOTTE. POSSIBILE AGGRESSIONE TRA CONNAZIONALI.R. avanzava verso di noi, con una deambulazione simile a quella di un omosessuale rassegnato alla sua quotidiana dose di Popper londinese. Con una bottiglia di grappa in...

AMBULANTE PESTATO SULLA SPIAGGIA DI NOTTE. POSSIBILE AGGRESSIONE TRA CONNAZIONALI.
R. avanzava verso di noi, con una deambulazione simile a quella di un omosessuale rassegnato alla sua quotidiana dose di Popper londinese. Con una bottiglia di grappa in mano da veterano. Era il sabato dei divertimenti per il Popolo degli Aperitivi: mandati sulla terra per infondere gioia e voglia di vivere a tutti noi mortali soffocati in un ringhio muto.
Io e Erle ridevamo immobili, congelati, riparati dal truciolato di un portico stile Nevada o Arizona - giù di li. Intorno buio, buio pesto. Solamente un'invisibile gerarchia di gemiti che si arrampicava dalle ferraglie delle macchine semi-eccitate nel parcheggio che dovevamo custodire.
Solo la sua cravatta rossa come monito di avvertimento. Esistono dei segnali che vanno colti. Dei lampi nel buio inviati da qualche ambasciata sperduta nella giungla dell'universo.
Un arrembaggio di alieni che ci salverà dal pianeta, così gelatinoso ed infestato da ortiche primordiali.
"Prima avevo duri problemi con Biancaneve, con gli Spritz.. ho iniziato presto, mi affascinava il Popolo degli Aperitivi, volevo farne assolutamente parte. Una volta immesso nel Sistema, mi sono trovato molto a mio agio, non restavo mai muto. Come leader momentaneo della combriccola sono arrivato a 68 Spritz in un giorno, salivo a carponi le scale fino a casa. Abitavo al terzo piano con mia madre."
R. raccontava fissandoti negli occhi. A turno prima a me, poi a E., poi nuovamente a me.
"A 24 anni è morto mio padre. Mi sono arruolato come militare. Il nonnismo esiste."
Cominciò a sviscerare concetti come una slot-machine carica di monetine con sopra stampata la testa del Papa. Religione e gioco d'azzardo.. non senti freddo?
"Tu da domani mattina mi rifarai il letto tutti i giorni" disse il più vecchio li dentro, con tono autoritario che non ammette repliche
"Ok" dissi io, replicando..
"Ma tu da domani mi porterai ogni giorno il caffè a letto"
Un mese in cella di isolamento. Un mese sfacciato, un mese senza mattini. Apprezzi la vita, cerchi un bastone da passeggio e incidi i muri pensando a quanti froci puoi togliere di mezzo dalla tua degenerata vita complessa.
Uscito fuori, Biancaneve again. Di nuovo problemi. "Sarà come ai vecchi tempi" un ronzio vibrante da mezzasega mi percuoteva il cervello atrofizzato in acqua sorgiva purissima. "Spesso le connessioni nervose arrivano a supposizioni che si assodano per realtà", un macello, sbagliai di grosso. Incontrai gli uomini più crudeli.
Patteggiai con la polizia. Mi infiltrai fiaccamente tra gli ambulanti sulle spiagge. Contrappunti di lamento nell'osservare il Popolo dell'Aperitivo trasformarsi nel Popolo dell'Estate. La stupidità all'ennesima potenza. Le immagini che spuntano come spine nella Stazione Centrale di Controllo, le fotografie immagazzinate dai Centri di Recupero, i terminali intasati da alterate espressioni alle 5 del mattino. In città il tempo si ferma durante l'estate, esiste la notte dove tumuli di corpi maciullati tra lamiere e giganteschi alberi secolari vengono immortalati su Supporti Tecnologici ed inviati alle Ambasciate come testimonianza del "proprio più niente da fare" e come richiesta d'aiuto.
Un negro mi sputò addosso una mattina, mentre cercavo di sequestrargli del materiale di spaccio Super-Connessione in pastiglie. Dosi letali chimiche. 20 gr di quel composto chimico spazzerebbero via un dormitorio intero di sfollati da terremoto. "Portavo questa cravatta rossa" fece gesto di indicarla senza toccarla, poi si sistemò il colletto della camicia "Un regalo di mio padre al compimento dei miei 18 anni" Quello sfortunato me la centrò in pieno. Vedevo colare quella molle e verdognola gelatina gialla da cancrena lungo il rosso pulito e odorante di ammoniaca della mia cravatta.
"Ora non posso toccarti... vediamoci qui stasera.. io dalle 20 in poi sarò qui, se hai le palle" quel negro di merda mi guardava con l'occhio torbido tipico da dose di MegaConnessione. - Cazzo, fatti di Biancaneve se devi ridurti così - gli penzolava dall'orecchio un filamento indigeno simile ad un preservativo usato; era un mostro con il cranio soffocato da capelli che avevano dimenticato l'odore del sapone. Peggio di qualsiasi MangiaSpaghetti, grasso, con lo stomaco divorato da grigi sughi al pomodoro prodotti in laboratorio. Portava un soprabito lungo bianco sporco per nascondere chissà quale porcheria. Avrei voluto stanarlo subito e lasciarlo grondante in terra. Ma c'era troppa gente intorno, il Popolo dell'Estate impazzava tra giochi aperitivo, scherzi in mare, topless sbagliati, tatuaggi ipercutanei, e ancora foto, immagini e riprese, condivisioni di ogni specie, simpatia.
Mi accostai dietro una cabina con un bastone di ferro in mano. Se lo lisciavo gli davo un calcio in culo sperando di buttarlo a terra ed assalirlo quando era disteso. Due metri di cristiano nero. Altrimenti ero morto.
Dopo qualche ora arrivarono gli Agenti di Controllo e trovarono una poltiglia di sabbia mista a sangue e mi chiesero: "Cos'è successo qui? Che cazzo è successo qui!"
Li guardai con la consapevolezza e la goduria di chi riesce a trasformare un massacro in un'orgia.
"Rispondi brutto Frocio di Merda! Sei fatto di Iperconnessione vero?"
Con voce in erezione portando il dito indice della mano destra verso le tempie risposi:
"Nossignore, solamente una leggera dose di Biancaneve"
"E questo negro qui a terra? Chi cazzo è.. è morto? Comunque vieni dentro con noi, dobbiamo perquisirti"
"Nossignore, penso sia solamente stato pistato da qualche connazionale.. penso possieda materiale da Iperconnessione. Sono l'Agente Infiltrato n. 4533, Signore!"
Gli Agenti di Controllo prelevarono un campione di Sinapsi dal corpo semimorto del negro e comunicarono ai Partiti Uniti che si trattava di guerriglia urbana destinata al controllo per lo spaccio di Sostanza Iperconnessa.
Finito il racconto E. versò a R. della grappa invecchiata e prodotta localmente con spazzole ed alambicchi degli anni 50. Fece molta attenzione e si tenne a debita distanza dalla cravatta rossa.


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