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lavoro pubblicato venerdì 28 novembre 2014
ultima lettura martedì 28 gennaio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Ho fatto godere una donna

di Ilarina. Letto 4245 volte. Dallo scaffale Eros

Apro gli occhi. Davanti a me, in piedi, la mia collega. Avvampo. Mi ricompongo. Ma non so da quanto è lì. - Mi hai visto la fica. Non risponde.

E' venerdì sera in ufficio. Non ce la faccio più. Mi pulsa la testa. La settimana pesante, lo stress, i colleghi. Ma ora è quasi finita. Devo aspettare che finisca quella stramaledetta riunione, ma ormai sono sola. Abbasso le luci. Guardo un po' il computer. Facebook. Twitter. Cerco di rilassarmi.
Ma non è questo che voglio.
Le natiche, quasi autonomamente, scivolano in basso sulla sedia. Le cosce si allargano, impercettibilmente. L'ho già fatto altre volte. E mi piace. Abbasso i collant, fino a sopra le ginocchia. In mezzo agli slip, intravedo inequivocabile, una piccola macchia scura, che anticipa il mio piacere. La tocco. Le labbra, sotto la stoffa, si aprono. Risalgo leggermente con le mie dita, fino a massaggiare il clitoride.
Sposto le mutandine. Accarezzo la peluria che copre il monte di Venere. E poi mi scopro. Due dita dentro, il pollice ad accarezzare più in alto. Muovo il bacino, le natiche si contraggono. A volte gemo. Immagino il tuo cazzo meraviglioso che mi apre, mi piena, mi fa sentire davvero donna.
Non sento più nulla.
Mi godo.
Poi apro gli occhi. Davanti a me, in piedi, la mia collega.
Avvampo. Mi ricompongo.
Ma non so da quanto è lì.
- Mi hai visto la fica.
Non risponde.
Gira attorno alla scrivania. Mi accarezza i capelli. Mi si siede accanto.
Non c'è bisogno che parli. Ho visto che ha chiuso la porta.
Non avevo mai capito. Lo capisco ora.
Mi tranquillizza e mi atterrisce.
Sono sua, ormai.
Mi accarezza una mano. Poi, lentamente, la porta sotto il maglione. Si fa accarezzare il seno. Il mio cuore esce dal petto. Provo sensazioni mai provate prima. Sento il suo seno, duro di eccitazione, le areole, in leggero rilievo, i capezzoli diritti. Li stringo fra i polpastrelli, come faresti tu con me. Poi le alzo i vestiti. Ci passo la lingua. Li succhio.
Sento un sospiro.
Mi eccita,
La mia mano è fra le sue gambe, la sua fra le mie. Le abbasso gli slip oltre le autoreggenti. Le mie dita sono invase del suo piacere. La penetrano. La sto scopando come un uomo. Mi sta scopando come una donna. Scivolo lungo la sua vulva glabra, ben depilata, dentro e fuori, fuori e dentro, come in delirio.
E poi all'improvviso... mi bacia. Un bacio lungo. Appassionato. Caldo.
Rispondo.
La sollevo di peso sulla scrivania. La sua fica, oscenamente aperta, mi si apre davanti. Vedo le labbra. Il clitoride. La vagina che mi aspetta. Inizio a leccare, a mangiare, a succhiare. La scopo con la lingua, con le dita, con la faccia. La bacio. La lecco. Bevo tutti i suoi umori. Mi inebrio di tutti i suoi odori. I sapori, i gusti.
Sempre di più. Sempre più a fondo.
E poi succede. Ed è l'estremo piacere. La vulva si apre, la vagina inizia a contrarsi, le natiche si muovono come impazzite, un gemito, uno solo, le scappa di bocca.
Ho fatto godere una donna.


Commenti

pubblicato il 24/12/2014 9.30.48
Handrea, ha scritto: Ben raccontato, anche se un pò troppo velocemente. Sai scrivere bene Ilarina, ma devi mettere più contorno alla storia, non raccontarla in fretta come se stessi masturbandoti. Devi prolungare, nel lettore, il piacere della lettura.

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