ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 18 novembre 2014
ultima lettura lunedì 2 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il ricordo di una giornata

di Menic. Letto 452 volte. Dallo scaffale Pulp

“A quest’ora, un ragazzo della mia età, nato all'incirca pochi anni dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, starà...


“A quest’ora, un ragazzo della mia età, nato all'incirca pochi anni dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, starà girando per le vie della sua città con una bicicletta sgangherata, della marca Graziella, senza pensare a dove andrà e senza fare altro che guardare, osservare tutto quello che c’è attorno a lui e alla sua bicicletta comprata con qualche migliaio di lire da un amico ricettatore e meccanico a tempo pieno.

Il classico studente di Lettere Moderne, distaccatosi dalla lezione per motivi personali (tra il disinteresse e il disturbo dell’opposta ideologia del docente): talmente classico da essere vestito come tutti quelli simili a lui, con eskimo e pantaloni stropicciati e pieni di macchie di caffè e di sugo; per non prendere malanni avrà di sicuro i capelli lunghi, aggiunti alla barba intagliata e lurida, dall'odore di “incenso” e birra Moretti.

La sua città è quella che da qualche anno non faceva che rimanere della stessa facciata: piena di manifesti di Lotta Continua e dell’MSI, di circoli extraparlamentari di sinistra e destra chi con le vetrine rotte dai mattoni e chi dalle fessure delle porte abbattute o carbonizzate dalle molotov notturne.
Nel frattempo le radio trasmettevano le notizie riguardanti gli ultimi eventi politici, come la caduta dell’ennesimo governo democristiano, accompagnate dalle immagini di un reportage della Fallaci sugli eventipiù recenti della guerra in Vietnam.

Il groviglio di macchine era impressionante, e non si rendeva conto di quanto la città sembrasse una vera discarica di lamiera e di smog. Nella strada ogni tre isolati c’era una pattuglia dei carabinieri, armati con il mitra, di solito di vedetta a qualche ufficio amministrativo caro a qualche sabotatore armato di spranghe o di liquidi infiammabili.
Oggi sono appostati per il controllo di alcune manifestazioni studentesche, a cui lui non voleva partecipare dopo aver scovato, nell’ospedale locale, un suo amico grondante di sangue in tutta la testa, mentre un dottore gli stava cucendo i punti nella ferita alla fronte, procuratasi da una manganellata degli agenti anti-sommossa. Poteva anche rischiare peggio, come l’essere arrestato e incarcerato per qualche giorno, oppure mandato direttamente alla leva militare.

Ebbe ragione ad evitare di addentrarsi nella manifestazione: un deus ex machina appare dall’estremo della strada, un cellulare del reparto anti-sommossa a fare la medesima ferita a tutti quanti, facendo schizzare in aria denti e sangue, mischiato anche a quello degli agenti, colpiti a loro volta dai manifestanti più violenti e irascibili, senza distinzione tra amanti del Che o di Benito. Era una battaglia in stile film western.

Ebbe torto a fermarsi a pochi metri dalla striscia del parcheggio interna alla zona di battaglia, perché in quell’istante una macchina, una vecchia Alfa Romeo del ‘57, vuota di passeggeri ma carica di plastico, esplose, disintegrandosi del tutto e provocando un urlo di fuoco che fece cadere tutti a terra (agenti, carabinieri, missini e marxisti) e distrusse le autovetture vicine, creando anche una reazione a catena, una muraglia di domino che saltava in aria, fino al ragazzo, scivolato nel marciapiede a causa dell’urto dirompente dell’esplosione.
Al fuoco si passò ai fumi, e nulla più, solo le grida dei civili e poi nulla; tutto questo venne smorzato dalle musiche di Dylan e Guccini che uscivano dalle stanze dei palazzi limitrofi, anch'esse squarciate dalla deflagrazione. Non era svenuto per fortuna, e riportò solo alcuni graffi alle mani e alla testa.
Ma avrebbe voluto, laggiù solo i più fortunati erano svenuti.”


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: