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lavoro pubblicato venerdì 7 novembre 2014
ultima lettura sabato 10 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Where is my mind?

di tatina300. Letto 670 volte. Dallo scaffale Sogni

CAPITOLO 41 ( FINALE): Gunther e le ragazze stavano tornando verso l'entrata dello Skyline dove la Lotus era li ferma ad aspettarli. Era tutto andato come previsto, nessuno si era fatto male, la terra era salva, il loro mondo era salvo e pure mancava q...

CAPITOLO 41 ( FINALE): Gunther e le ragazze stavano tornando verso l'entrata dello Skyline dove la Lotus era li ferma ad aspettarli. Era tutto andato come previsto, nessuno si era fatto male, la terra era salva, il loro mondo era salvo e pure mancava qualcosa nel cuore di Gunther..Marcelline non era più al suo fianco e questo lo rendeva triste, quasi odiava Melany per avergliela portata via, e pure un modo per farla ritornare in vita ci sarebbe stato, quella piccola volpe aveva detto che se ella si fosse allontanata da li sarebbe ritornato tutto come prima. Gunther intanto stringeva forte ancora tra le mani quella piccola bambolina che la rappresentava.

- Ragazzi fermi un attimo! ci stiamo dimenticando qualcuno!. Disse Emily allarmata.

- cosa sorellina?

- Alice dov'è?

- giusto! che fine avrà fatto? dobbiamo tornare indietro a prenderla.

- ferme..li dentro non ci ritorno! e se era viva sicuramente ora era qui..ora salite in macchina guido io!

I ragazzi salirono in auto, Gunther sedette al posto del guidatore, poi si accorse di non avere le chiavi, le chiese a Melany che gliele porse gentilmente, pronunciarono la destinazione e la Lotus fu pronta a partire. Decisero di tornare dallo zio Lionel nel frattempo in auto si udiva solo silenzio nonostante tutto fosse finito nessuno sembrava felice in quell'istante, forse il tirorno a casa non era come se lo immaginavano ma in ogni storia che si conosce non è detto che ci sia un lieto fine. Gunther osservò per la prima volta la chiave a farfalla, incredulo..non si sarebbe mai immaginato che una cosa del genere avesse scatuito tutto questo, e pure Marcelline gliene aveva parlato non sa quante volte ed era un peccato non poter vedere il suo sorriso mentre stingevano la chiave insieme.

- Gunther quando il portale si aprirà e noi andremo via..tu credi di poterla custodire?

- certo, era un ricordo molto prezioso per Marcelline e io me ne prenderò cura.

Il viaggio continuò in silenzio poi Melany chiese a Gunther di fermarsi, vedeva il suo volto triste, alcune lacrime scendevano sul suo viso, ma lui forte non diceva una parola, non reagiva, la sua mutazione era svanita e ora si era rivelato l'uomo più dolce del mondo. Forse quel essere rude e duro era solo un sintomo della mutazione, e pure quei suoi atteggiamenti avevano provocato amore e odio verso di lui, da parte di Marcelline. L'auto atterrò di botto su un ponte circondato dal mare, non era percorribile perchè ormai era distrutto ma potettero comunque atterrare. Melany e sua sorella scesero subito dall'auto, presero la chiave a farfalla e la poggiarono a terra, dovevano sbrigarsi, una folata di vento e la chiave poteva esser trascinata via per sempre in quelle acque. Melany senza dir nulla andò verso Gunther, lo guardò dritto negli occhi, gli accarezzò la guancia, gli tenne la mano e in un lento bacio gli disse addio. pronunciò le parole magiche e il portale si aprì in un batter d'occhio. Anche Emily salutò ma con una forte stretta di mano sia lui, che sua sorella Hannabelle, nonostante la conoscesse da poco.

- ..Gunther dimenticavo..prenditi cura di te. Disse Melany mentre varcava quel portale e subito sparì insieme a sua sorella.

Gunther raccolse la farfalla, vide le sue ali chiudersi, la strinse forte nel pugno della sua mano mentre una lacrima scendeva sul suo viso, poi improvvisamente però sentì delle braccia calde avvolgersi intorno al suo ventre dietro di lui, pensò subito che fosse Hannabelle e invece..

- ammazza non ti facevo cosi piagnucolone ahhahaha.

Quella voce era inconfondibile per le sue orecchie,era Marcelline, Gunther si girò di scatto e afferrandola col braccio dietro la schiena gli sorrise e poi cessò le sue parole con un lungo bacio.

Melany e Emily invece si risvegliarono nei propri letti come se nulla fosse accaduto, guardarono entrambi il soffitto poi si girarono una difronte l'altra e ammiccando si alzarono dal letto, all'inizio credevano che forse era stato davvero tutto un sogno, ma poi Melany scese giù in cucina, suo padre non c'era, chiese a Emily di dare un occhiata di sopra ma il padre non era neanche li. Emily prese il cellulare provò a chiamarlo ma la linea era staccata cosi dal piano di sopra chiamò Melany, che gli disse di dar un occhiata alla finestra. Non era un sogno era stato tutto vero..e loro cerano dentro fin al collo. Melany spostò le tende e notò che per le vie di casa sua una centinaia di bambini stavano ritornando tutti insieme nelle proprie case, già lo Skiline davvero era stato fermato e tutto stava ritornando alla normalità tranne che per Melany e Emily che fin ora pareva che non trovassino più il loro padre. Improvvisamente però suonarono alla porta e Emily sorpresa scese subito le scale mentre Melany si diresse subito alla porta, non aspettavano nessuno ovviamente quindi Melany senza aprire anche la porta della zanzariera guardò chi c'era su quella soglia. Un ragazzo sulla trentina era li davanti ai miei occhi, alto circa un metro ottanta, era biondo scuro e aveva gli occhi color ghiaccio, quasi mi mise i brividi a vederlo, dalla sua maglia attillata si notava la sua muscolatura prorompente, restai li a fissarlo poi gli chiesi chi fosse e lui mi disse:
-Melany sono Gunther! Pitch Black ha rapito tuo padre!.


NELLO STESSO MOMENTO NEL KANSAS:
In un laboratorio scientifico del'università del Kansas nella stanza 305 giaceva in coma vegetativo per un ispiegabile motivo senza invecchiare una bambina di nome Alice, Violet M. Era stata uso di studi scientifici per circa cento anni, rapimenti alieni e cause naturali erano alcune delle ipotesi dei migliori scienziati e medici che la tenevano in osservazione da anni. Cento anni fa la bambina era stata sottomessa alla lobotomia e ispiegalbilmente essa era riuscita a sopravvivere ma anzi sembra proprio che abbia avuto dei doni naturali come quello che ispiegalbilmente abbiamo appena accennato. In tutti questi anni essa non si era mai svegliata da quello che sembrava essere un coma, ormai anche i medici non avevano più speranze ne fonti per curarla o capire il suo vero problema. Quel giorno però qualcosa cambiò, qualche ora più tardi Alice aprì gli occhi urlando il nome di una certa Marcelline.
FINE
pub.one 07novembre2014
Firmato TATINA300


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