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lavoro pubblicato giovedì 6 novembre 2014
ultima lettura giovedì 21 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

HALLOWEEN - parte 4

di IreneSar. Letto 724 volte. Dallo scaffale Fantasia

Mi sto dilungando abbastanza ... mi sa proprio che, ora che arriverò al punto, vi sarete tutti stancati ... :) Grazie a chi spenderà min...

Mi sto dilungando abbastanza ... mi sa proprio che, ora che arriverò al punto, vi sarete tutti stancati ... :) Grazie a chi spenderà minuti della sua vita per questo racconto ...

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Rory guardò l'orologio, che portava al polso, per la millesima volta. Le cinque di sera. Tardi, troppo tardi. Era già buio da un po'. Ma dove si era cacciato? Prese il giubbotto, se lo mise in spalla e uscì di casa. La strada dei mattoni spezzati era una via povera; e si vedeva. Le case erano ammassate le une sulle altre, piccole e strette, con i tetti spioventi e mezzi divelti dal tempo e dalla poca manutenzione; solo alcune case avevano le imposte alle finestre e in molte mancavano persino delle porte sicure. Se c'era una cosa che Rory aveva capito di quel "mondo", da quando era lì, era che la corrente non esisteva, l'acqua si prendeva dai pozzi e i medici facevano schifo. La qualità di vita per gli umani non era proprio delle migliori e Rory continuava ad odiare quel posto, specialmente quella via. Percorrendola non si sentiva molto tranquillo, anche se l'aveva già fatto tante volte. Ai margini del vicolo, accanto a dei cassonetti ribaltati, un gruppo di ragazzini dall'aspetto malconcio sedeva attorno ad un fuocherello. Probabilmente quelli, la casa non l'avevano nemmeno. Vedendoli, Rory si sentì quasi fortunato. Per quanto la sua casa fosse un disastro, almeno lui un rifugio ce l'aveva. Prese a camminare più in fretta. Cominciava a cadere una pioggerella fine, di quelle che li ai "mattoni spezzati" non mancavano mai. "Non è la pioggia a portare la malinconia, ma la malinconia a portare la pioggia",ripeté a se stesso Rory. Sorrise. Quella frase gliela diceva sempre suo padre quand'era piccolo, mentre passeggiavano nel viale vicino alla loro casa. Non ricordava la faccia di suo padre e nemmeno la sua voce, ma quella frase non se l'era dimenticata. Rory non l'aveva detto a nessuno, che ricordava qualcosa. Sarebbe sicuramente finito nei guai … magari l'avrebbero portare in una di quelle celle dove rinchiudevano i bambini che non facevano i bravi. Come si chiamavano? "An, si … le celle spettro".

Guardò di nuovo l'orologio. Era proprio come pensava. Quel 17 .. come cavolo si chiamava, non sapeva nulla. "Non ha la minima idea di dove si trovi la via dei mattoni spezzati …". Rory sospirò. In fondo, però, era ciò che voleva. Decise di andare alla fabbrica. Passando accanto alla locanda quattro dita, come sempre si sentì a disagio. Camminò in fretta. Li ci lavorava Betty, la dolce e bella biondina che a volte l'aveva pure salutato. Quanto avrebbe voluto entrare nella locanda e prendere da bere solo per vederla … "No, no, Rory, sai che non è possibile". Tirò fuori una sigaretta da una tasca dei pantaloni. La tenne semplicemente in bocca, tra le labbra, tanto per fare. Aveva dimenticato i fiammiferi.

La pioggia era divenuta ormai un ticchettio confuso tra i rumori della piazza del corvo senza becco. Qualche ragazzino faceva l'elemosina, zoppicando agli imbocchi dei vicoli, una strega con tanto di cappello a punta nero, un po' sbiadito, vendeva scope accanto alla fontanella vino venefico. «Una scopa, bel giovanotto?» la sua voce gracchiante lo fece rabbrividire. «No, si … signora, grazie», balbettò Rory. La oltrepassò in fretta, finendo dritto addosso a un enorme uomo alto il doppio di lui. «Mi .. mi scusi». L'altro ringhiò. Si volse e Rory vide che era un uma-leone, mezzo uomo, mezzo leone. Corse via, perdendo nella confusione la sigaretta, che gli scivolò dalle labbra. "Maledizione!" L'ennesima sigaretta sprecata. Ne prese un'altra, mentre continuava a correre. Alla fine lo erano tutte … sprecate e inutili quanto i mattoni delle case della sua via.

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Ovviamente ... CONTINUA ...



Commenti

pubblicato il 07/11/2014 16.46.50
willy, ha scritto: Bello, ma ancora non riesco a capire il nesso fra Rory e il numero 1795... In una parola: ti stai dilugando:)...
pubblicato il 07/11/2014 17.19.46
IreneSar, ha scritto: :)sei carino a leggere le mie schifezze ... ti ringrazio ... comunque, si, lo ammetto, mi sto dilungando tanto ...a volte ho questo problema, so già cosa scrivere ma, quando mi ci metto, ne viene fuori dell'altro ( e scivola via come l'olio per le zucche,per l'appunto) e non riesco a fermarmi.. così ho deciso di pubblicarlo, tanto per ricordare ai lettori che non sono sparita ... (anche se, ultimamente, lo ammetto, pubblico su 20lines). Per quanto riguarda Rory e 1795 ...il nesso c'è, è solo che non l'ho ancora scritto e a dir la verità ho ancora delle ipotesi da eliminare ...più che altro questo mio dilungarmi serve a dare una visuale del mondo immaginario dove vivono Rory e 1795..
pubblicato il 07/11/2014 17.20.49
IreneSar, ha scritto: Tanto per scherzarci su ...mi sa proprio che, ora che arrivo al punto .., ne viene fuori un libro...:)
pubblicato il 08/11/2014 15.01.42
willy, ha scritto: Non è vero che sono schifezze le cose che scrivi, anzi, sei brava(e l'idea del libro non è poi tanto male). Ho visto il tuo profilo su 20lines. Sei Irene Sartori, vero? SE è così sei davvero brava, ho letto "Piccola luna), e mi è piaciuto, e poi sei anche carina in foto:)!...
pubblicato il 08/11/2014 21.23.45
IreneSar, ha scritto: Piccola luna? no ... non è mio ... magari aver scritto quel racconto ...;) comunque si, sono Irene Sartori, è questo il mio nome per intero ... carina? mi hai fatto arrossire ... grazie!
pubblicato il 10/11/2014 16.02.03
willy, ha scritto: Di niente:) Ti ripeto, per scrivere bene, devi farlo, allenarti ogni giorno. Invece sai, che King è uno dei miei autori preferiti(ho letto "Shining", Misery", e uno degli ultimi Joylan), ed è veramente bravo? E anch'io ho due attestati professionali, uno come operatore Office Automation, e un altro come addetto alle comunità infantili, ma anch'io, vorrei scrivere da grande, raccontare storie. E anch'io vado pazzo per il cinemaz, anzi, tirni d'occhio il sito perchè sto preparando una sorpresa a proposito...

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