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lavoro pubblicato martedì 4 novembre 2014
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

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ALLEGORIA AUTUNNALE

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 386 volte. Dallo scaffale Viaggi

ALLEGORIA AUTUNNALEDormono le foglie morte   sui rami secchi , tesi verso il grigio cielo . Ogni cosa si sente  dentro all’aria  oscura di quest’altro  autunno.  Prigionieri  nello  tiempo , le  ...

ALLEGORIA AUTUNNALE


Dormono le foglie morte sui rami secchi , tesi verso il grigio cielo .
Ogni cosa si sente dentro all’aria oscura di quest’altro autunno.
Prigionieri nello tiempo , le volgari forme logiche nei loro sillogismi siedono fuori la porta di mille espressioni in attesa d’essere compresi. Viaggi e giorni d’un tempo trascorso
il rancore invecchia con il passare degli anni
insieme alle sconfitte , sonnecchia la speranza ,
mentre l’agonia dai deboli denti
morde in silenzio il dolore delle ore che scorrono.
Lungo le infernali statali passano le auto di corsa ,verso casa
s’odono i passi dello sconosciuto ,s’avvicina con la sua sorte chiacchierando t’invita con lui al bar a prendere un caffè.
Ingannevole senso ,pronto a godere della tua sventura
nel vederti gettato in un fosso filologico , spicciole filosofie.
Così tu dicevi lasso : vi prego ,acerbi miei concetti
unitevi insieme nella comune gentile memoria
se cortesi mai siete in dar tormento
poiché son tanti i pianti ,che il mio cuore duro
di mille offese e vari raggiri
ch’io non ben conosco e pur vi sento
talché di rimembrar meco pavento le mie sciagure.
Inseguito da dubbi e incubi ,s’agita fuori la porta
Il popolo minuto bussa ed urla per entrare
cosi ahimè s’aspetta tutti insieme la fine.
Ora con il cambiare della stagione
si sente per le vie le urla dei scugnizzi
a zonzo andare per sporche strade ,consumare
rubando quella loro sciagurata giovinezza.
Vaghi ragionamenti inclini al volgare verbo
l’ atroce urbano dubbio rode gli incapaci
all’ombra d’un cipresso si consuma
miseramente esistenze e intendimenti .
Amori mai nati e pur inseguiti con congetture e confutazioni
con giacche , pantaloni fatti di pagine di libri
di quella strana scienza senza alcuna esperienza.
Mi duole l’animo non trovo compassione di me
ne dell’altrui medesimo, ultimo , illetterato
frutto d’una morale laica d’una alchimia prosaica.
La parola nasce come canto ,sintesi di un universo
interiore , ella a volte rende lieta l’ingrata vita,
così nella libertà comprendiamo chi siamo
dove finisce e incomincia questo dolente intimo
dialogo tra noi e nostra sorella morte.



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