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lavoro pubblicato martedì 4 novembre 2014
ultima lettura giovedì 25 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

l'uomo un paradosso su due gambe.

di Dolcegelo. Letto 526 volte. Dallo scaffale Filosofia

"Nell'uomo c'é una strana dualitá che va fino al paradosso morale. Noi possediamo precise qualitá sia buone che cattive e non mutevoli e varie ma bensì tali da essere considerate come buone e cattive universalmente in t...

"Nell'uomo c'é una strana dualitá che va fino al paradosso morale. Noi possediamo precise qualitá sia buone che cattive e non mutevoli e varie ma bensì tali da essere considerate come buone e cattive universalmente in tutti i tempi e in tutto il genere umano. Tra le buone noi pensiamo che siano la saggezza, la tolleranza, l'amicizia e la cortesia, la generositá, la modestia, mentre sono considerate ostili la smania di arraffare, rubare ecc.. E tuttavia nella struttura della nostra societá le qualità considerate buone e come tali anche ritenute, sono ogni volta compagne dell'insuccesso mentre le cattive sono le pietre angolari del successo. Un uomo con dei "principi" pur amando le qualità astrattamente buone e deprecando quelle astrattamente cattive invidierà colui che ha avuto successo economico e sociale mediante le sue qualitá cattive e al contrario disprezzerá quello le cui buone qualità gli hanno procurato insuccesso. Se un uomo simile pensa con i suoi "principi" a Gesù o ad Agostino o a Socrate li considererà con amore perche sono dei simboli del bene che ammira e odierà i simboli del male. E tuttavia in pratica vorrebbe essere piuttosto fortunato che buono. A riguardi di altri esseri viventi noi diremo che il termine "buono" ha un "debole quoziente di sopravvivenza" e che invece il termine "cattivo" ha un "forte quoziente di sopravvivenza". Così l'uomo che pensa o che sogna ammira l'evoluzione che conduce alla morte e invece nell'istinto che non pensa e che in realtà lo incalza l'uomo tende alla sopravvivenza. Forse non c'è un altro essere vivente a tal punto lacerato fra alternative. Si può bene azzeccando definire l'uomo un paradosso su due gambe"

- J. Steinbek



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