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lavoro pubblicato sabato 1 novembre 2014
ultima lettura giovedì 20 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

PIRATI, CAP1: "Che il viaggio abbia inizio!"

di Angelblue95. Letto 630 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 1Anno di grazia 17,Cucine.“Datti una mossa!”.Un omaccione con un vistoso tatuaggio al braccio destro lanciò uno stracci...

Capitolo 1

Anno di grazia 17,Cucine.

“Datti una mossa!”.

Un omaccione con un vistoso tatuaggio al braccio destro lanciò uno straccio al ragazzo vicino al lavello,intento a lavare i piatti:

“Voglio vederli splendere!Muoviti!”

Il giovane sospirò e cominciò a pulirli senza fiatare;Benjamin Sayer si era imbarcato con grandi speranze,ma finora l’unica cosa entusiasmante che gli era capitata era stata pulire piatti e sbucciare patate. Il biondo sospirò insaponando con forza un vassoio;avrebbe voluto fare ben altro,lui. Quando si era imbarcato sulla Red Lady aveva sperato in viaggi incredibili e avventure mozzafiato,non di starsene rintanato tutto il giorno in cucina!

Un marinaio irruppe nella stanza,sbraitando come un pazzo:

“Siete tutti sordi,corpo di mille balene?!Il capitano ci vuole parlare!Muovetevi branco di cani rognosi!E parlo anche con te,signorina!”-ridacchiò l’uomo rivolto al ragazzo.

Il giovane sospirò irritato ma non disse nulla:sapeva che caratteraccio avevano i pirati!

Una volta fuori, vide che tutti gli uomini si erano radunati a sentire cosa aveva da dire Capitano Thunder, un uomo sulla sessantina e con una gamba di legno:

“Signori!Dopo aver saccheggiato le coste spagnole,ho deciso che andremo dove nessun altro uomo è mai andato!Un posto che nasconde un tesoro di inestimabile valore,custodito su un’isola conosciuta con il nome di … “Afrosia”!”

A quel nome molti cominciarono a parlottare tra di loro;Benjamin si guardò intorno cercando di capire il perché di quella reazione.

“Quell’isola non esiste!”-urlò un pirata con una cicatrice sulla guancia.

“Esiste invece!”-tuonò il capitano.

"Non si sa con certezza!E poi gli ultimi che hanno provato a raggiungerla non sono più tornati indietro,poveri disgraziati!>>-disse un altro.

Benjamin cercava di captare i discorsi per capirne qualcosa di più.

“Silenzio!”-tuonò Capitano Thunder. Tutti ammutolirono.

“Voi credete che io sia pazzo?Perché se è così voglio che me lo diciate chiaro e tondo!Ovviamente voi pensate che sia un luogo immaginario,ma io so per certo che non è così!Ne ho sentito parlare e vi assicuro che non è una leggenda,razza di bifolchi!”

“Capitano,non vogliamo intendere questo,ma … anche ammesso che esista ho sentito voci terribili su quell’isola!”

“Davvero sono così spaventati da delle dicerie?Ma che ha quel posto di così terribile?”-mormorò tra sé e sé Benjamin aggrottando le sopracciglia.

“Si dice che l’isola di Afrosia sia maledetta.”-gli rispose un ragazzo pigramente adagiato su un’amaca.

Il biondo si girò di scatto:

“Da quanto sei qui?”

“Da un po’, mi facevo un sonnellino!”-disse il giovane mettendosi seduto e fissandolo con aria attenta.

Aveva i capelli rossi, gli occhi scuri e una piccola cicatrice a forma di X sulla guancia sinistra;all’orecchio destro portava un sottile cerchio d’oro .

“Non pensavo che qui ci fosse qualcun altro della mia età!”-rivelò il biondo un po’ sorpreso-“Credevo di essere il più giovane dell’equipaggio!”

“E infatti è così. Sei il ragazzino che si è imbarcato qui la settimana scorsa,vero?”

“Mi chiamo Benjamin e non sono un ragazzino, ho quasi diciotto anni!”-rispose offeso il ragazzo.

“Mmm. Sei poco più piccolo di me!Comunque piacere di conoscerti Ben,anche se secondo me avresti fatto meglio a non venire qui. Ti mancherà la tua bella vita da borghese,te lo assicuro.”-disse il rosso abbozzando un sorriso.

“Come fai a dire che appartengo a quel ceto se è la prima volta che mi vedi?!”

“Oh,ne vedo tanti come te!”-rise sarcasticamente il giovane-“s’imbarcano in cerca di avventure,nuovi mondi da esplorare … bottini,libertà,viaggi … detto così sembra un sogno!Peccato che le parti peggiori vengano sempre omesse!”

“Me ne sono accorto!Mi hanno sbattuto subito in cucina!”-si lamentò Benjamin amareggiato.

“Cosa ti aspettavi?Comunque ormai ci sei dentro,quindi bando alle ciance: io sono Igor!”

“Piacere di conoscerti!”-disse il biondo porgendogli educatamente la mano.

il rosso sgranò gli occhi e scoppiò a ridere divertito:

“Oddio, non sbagliavo su di te!Hai proprio le classiche maniere di uno per bene!”

“E cosa ci trovi di così divertente?!”

“Ascoltami, qui nessuno si comporta così. Tu sei nuovo e sei ancora alle prima armi, quindi lascia che t’insegni io un paio di cosette!”

Intanto la discussione tra gli altri pirati era degenerata ed era scoppiato il caos;urlavano, si lanciavano dietro sedie, tavolini e se ne davano di santa ragione:

“Quell’isola non esiste!Non esiste vi dico!”-sbraitò un vecchio.

“Quindi il capitano sarebbe pazzo?!”

“Dannazione, non urlate!”

“Botte!Giùùù botte!”-urlò Crocker, un pappagallo tutto rosso e verde con una buffa benda su un occhio.

“Ma qui dentro sono tutti matti?!”-esclamò Benjamin a bocca aperta.

“Abituati, vedrai di peggio!”-sorrise Igor soddisfatto riadagiandosi come se niente fosse sulla sua amaca.

“Basta, finitela branco di mentecatti!”-urlò il capitano cominciando a scendere velocemente le scale;nonostante avesse una gamba di legno era agile come un uomo sano.

Improvvisamente si udì uno sparo e tutti si ammutolirono.

Un pirata seduto con i piedi sul tavolino parlò tranquillamente:

“Signori, non avete sentito?Il capitano ha detto basta.”

Benjamin rivolse l’attenzione sull’uomo che aveva appena parlato;non si era mai accorto della sua presenza sulla nave.

“Ho qualcosa da dire, e visto che mi espongo molto raramente, vorrei il silenzio.”

“Ma sentitelo!Chi diamine crede di essere questo qui, il principe di Danimarca?!”-sputò un pirata sdentato.

“Ho chiesto il silenzio mastro Tom, quindi mi faccia il piacere di tacere!”-sospirò seccato l’uomo roteando gli occhi.

“Ma dove crede di essere?Io non ci sto a farmi parlare così!”-disse un pirata vecchio e sfregiato.

“Cosa non capisci della parola “silenzio”?”-si voltò bruscamente il giovane pirata; sarà stato sui venticinque anni.

“Hey, non parlarmi così!Quando tu eri in fasce io avevo già solcato i mari da un pezzo!Mi stai ascoltando,giovinastro?Io alla tua età avrei …”

BANG!

Il vecchio cadde morto a terra.

“Bene, direi che posso iniziare.”-disse il pirata soffiando sulla sua pistola ancora fumante per il colpo-“L’isola di Afrosia esiste. Io l’ho vista!”.

Tra i pirati si levò un forte brusìo:

“No, sciocchezze!”

“E dove l’avresti vista, sentiamo!”.

“Prima d’imbarcarmi sulla Red Lady ho viaggiato molto e alla fine ho trovato una cartina con le indicazioni precise per andarci. Ora secondo voi,faebbero mai una carta di un posto che non esiste?”

“No, non avrebbe molto senso.”-disse Benjamin.

“Esatto, anche se ammetto che il dubbio inizialmente mi era venuto!Ma visto che in seguito tutti cominciarono a darmi la caccia per averla, capii che forse non si trattava di un’invenzione e basta!Seguii le indicazioni e arrivai a quell’isola. Ero vicinissimo, la ricordo molto chiaramente!Alla fine però fui costretto per motivi personali a tornare indietro e altri erano già pronti a uccidermi e ad appropriarsene!Così,”-disse l’uomo accendendosi un sigaro-“decisi di distruggere la mappa e di fare in modo che solo io sapessi come raggiungerla!”

“E come avresti fatto?”-gli chiese Benjamin incuriosito.

Il pirata sorrise tirandosi su la manica fino alla spalla:

“Me la sono fatta tatuare.”.

L’equipaggio rimase senza parole.

“Quindi, se volete, io so come arrivarci!”

“Ma come facciamo a sapere che era quella l’isola che hai visto?”-chiese un uomo paffuto e tutto rosso.

“Qui a bordo c’è proprio chi c’è stato!Se non credete a me,forse crederete a lui … vero Igor?”

Benjamin si voltò di scatto verso il rosso,che non si mosse dalla sua amaca:

“Non ti ho chiesto d’interpellarmi.”

“Però si da il caso che io l’abbia fatto!Quindi ragazzo mio, perché non confermi quello che ho detto?”

Il rosso sospirò pesantemente e si alzò dall’amaca, scendendo le scale verso gli altri pirati:

“Io non ho niente da dire!Sì, Afrosia esiste e io ci sono stato, ma non ci tornerei per nulla al mondo!”

“Perché?”-chiese il tagliagole,un tipo taciturno e con una benda sull’occhio.

“Perché quell’isola è maledetta. Non resistereste un solo minuto lì, poco ma sicuro!”

“Fai tanto il duro ma secondo me hai solo paura!”-disse il tagliagole avvicinandosi;insieme a Igor e Benjamin,loro tre erano i più giovani dell’equipaggio.

“Stammi a sentire Jack, so io cos’ho visto, quindi piantala di darti tutte queste arie,a meno che tu non voglia morire!In quel caso vacci pure!”

“Signori, signori!”-li separò il pirata che prima aveva sparato al vecchio-“Non è il caso di litigare.”

“Ma chi è quello?”-chiese Benjamin sottovoce a un pirata vicino a lui.

Il giovane uomo lo sentì e si diresse verso di lui:

“Perché non lo chiedi direttamente a me?Comunque rimediamo subito!Dinamite - Joe, piacere!” .

Benjamin notò che i suoi modi erano diversi da quelli degli altri pirati e gli strinse educatamente la mano:

“Ben.”

“Molto bene Ben!Allora, chi è d’accordo a partire alzi la mano.”.

“Io sono con te!”-rispose il ragazzo.

“Coraggio e grinta sono le doti che ammiro di più in un uomo!Vai così Ben!”.

I pirati si guardarono l’un l’altro titubanti.

“Che c’è?Siete sorpresi del fatto che qui l’unico ad avere un po’ di fegato sia questo ragazzino?”-chiese Joe con un sorrisetto.

“Non fare affermazioni affrettate, Dinamite. Io ci sto!”-disse il tagliagole avanzando verso di loro con il braccio alzato;era deciso fin dall’inizio a intraprendere quest’avventura, per quanto pericolosa potesse essere.

“Anch’io!”-urlò un omaccione.

“Io anche!”.

“Facciamolo!”-gridarono dei pirati.

“Bene, direi che siamo quasi tutti d’accordo!”-rise il capitano sputando a terra.

“Un momento!Ci sono due persone che si sono astenute, e vorrei sentire la loro opinione. Cominciamo da … Tony, giusto?”-chiese Joe indicando un giovane uomo nascosto dietro a un barile di vino.

“Eh …?”-chiese quest’ultimo-“Volete d- davvero sapere cosa ne penso?”

“Andiamo, cosa glielo chiedi a fare?!”-sbottò Jack rivolto all’amico-“E’ un coniglio, non appena ha sentito che c’era da decidere si è nascosto come un donnicciola dietro ai barili di vino!Se non è in grado di dire cosa pensa, figuriamoci se si tratta di intraprendere un’impresa del genere!”

“Non essere sgarbato Jack, magari questa volta Tony ci sorprenderà!Allora, cosa ne pensi?”

L’uomo avanzò titubante verso di loro, girandosi nervosamente le mani:

“Io … di solito non sono molto entusiasta di queste proposte … però ho deciso … voglio farlo!”-disse alzando gli occhi verde chiaro verso di loro.

“Benissimo, benvenuto anche a te allora!Sei rimasto soltanto tu Igor. Che fai, accetti?”-chiese Dinamite Joe girandosi verso di lui con un sorriso.

“No!”-rispose secco il rosso andando ad adagiarsi nuovamente sulla sua amaca.

“Andiamo, siamo tutti d’accordo!Che differenza fa se uno la pensa diversamente?!Buttiamolo in mare e non parliamone più!”-sbottò Jack scocciato.

Ben a quell’affermazione lo fissò di storto;non doveva essere un tipo molto paziente!

“Qui nessuno butterà in mare nessun altro. Igor, la tua presenza sarebbe preziosa a tutti noi … se dici di sì, questa sarà la prima e l’ultima volta che ti chiederò una favore!Sei con noi?”-chiese Joe con aria seria.

Il rosso sospirò, voltandosi lentamente verso di loro:

“Davvero?”

“Sì.”.

“Voi siete tutti matti … volete davvero cercare la morte?Io mi sono salvato una volta, ma non mi piace sfidare il destino!Ci sono cose che voi non immaginate su quell’isola!Creature strane, alberi che prendono vita … è uno scenario spaventoso!”

“Davvero?”-chiese Ben con gli occhi che gli brillavano.

“Non ti piacerebbe vedere quello che ho visto io, te lo assicuro!Adesso voi siete tutti belli esaltati con questa idea del viaggio sull’isola maledetta ma vi assicuro che una volta lì pregherete ogni dio conoscibile sulla faccia della Terra per andarvene!”

“Non dire sciocchezze!”-sbuffò Jack fissandolo con il suo unico occhio celeste, visto che sull’altro portava una benda.

“Tu se continui con quest’aria sbruffona sarai il primo a fare una brutta fine in quel posto dimenticato da Dio!L’isola ti sente!E come se fosse viva!”

"Secondo te Igor sta esagerando?"-domandò sottovoce Tony a Ben.

“Ma sì, forse lo fa per impaurirci.”

Igor si voltò di scatto e avanzò verso di loro:

“Non vi sto impaurendo, vi sto preparando. Se siete tutti così convinti di andarci è bene che sappiate!”

“Quindi il tuo è un sì?”-chiese Joe.

“… Non sapete a cosa state andando incontro.”-disse il rosso sdraiandosi sull’amaca.

“Capitano, siamo tutti d’accordo!”

“Molto bene!Spiegate le vele!”-ordinò Capitano Thunder.

Ben corse a eseguire gli ordini tutto eccitato:sarebbe stata un’esperienza unica!


Fine capitolo 1




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