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lavoro pubblicato mercoledì 22 ottobre 2014
ultima lettura domenica 28 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

LA MORTE TI CONOSCE, 1

di IreneSar. Letto 816 volte. Dallo scaffale Gialli

Un assassino che si fa chiamare "la Morte" semina il panico nella cittadina di Estenbell. Questi contatta le sue vittime prima di ucciderle, chiedendo loro come preferiscono morire...........

L'assassino di estenbell

La morte ti conoscE

PARTE 1

_______________________________________

Contrassegnate con un * le parole provviste di spiegazione. Vedi nota a piè di pagina.

«Il tuo nome è Annie Clark, dico bene?»

«Pronto? Scusi, chi parla?»

«Colei che prima o poi tutti dovranno incontrare»

«Cosa? Mi … mi scusi, potrebbe dirmi con chi sto parlando?»

«Ti risponderò con una domanda Annie»

«Chi è lei? Come sa il mio nome? È qualcuno della banca? Ho dimenticato di pagare una bolletta per caso?»

Seguì un momento di silenzio tra i due interlocutori. Si poteva sentire in sottofondo il rumore delle auto e dei clacson, rumori di città.

«Pronto? Pronto, mi sente?»

«Dimmi, Annie Clark, in che modo vorresti morire?»

La linea s'interruppe di colpo con un fischio sibilante e il rumore di qualcosa che si accartoccia. «È tutto qui signore, non abbiamo ascoltato altro finora».

«Bene Tom» il detective si alzò dalla sedia traballante. «Fammi sapere se riuscite a far andare il resto».

«Si, signore». Il poliziotto di nome Tom era un giovane sui trent'anni, alto, smilzo, con arruffati capelli rossicci. Era l'unico che pareva dargli ascolto. E aveva pure il suo stesso nome. Tre persone morte e l'unica prova concreta era a metà. «È sicuro che c'è dell'altro?» sbottò il commissario. «Si» affermò il detective. «Deve esserci per forza dell'altro».

«Che cosa glielo dice, signor Becker?» il commissario si grattò il nasone rosso come un pomodoro. «A me sembra che si sia interrotta la linea».

«Si, sembra. Ma … » fece una piccola pausa. Respirò profondamente. Ci voleva sempre una gran pazienza con il commissario Benny. «La verità … non è sempre ciò che sembra». A quelle parole Roger Benny inarcò le sopracciglia. «Che vorresti dire Becker?» «Devo ancora scoprirlo». Detto questo, il detective Thomas Becker si affrettò a lasciare il commissariato di polizia. Non aveva tempo per simili discorsi. Le chiacchiere di Benny non concludevano mai niente. E nulla scoprivano, meno che meno la verità.

Si tuffò in strada, la valigetta con i vari strumenti sempre in mano, e fermò il primo taxi che vide. «Mi porti alla 44esima di Piccolo centro, grazie». Il tassista lo guardò con gli occhi spalancati. «La … 44esima, signore? è proprio sicuro? non è il luogo dove è avvenuto l'omicidio?» «Le sembro uno che sta scherzando? Parta per favore». Il tassista diede un'alzata di sopracciglia e scollò le spalle. Dalla smorfia sulle sue labbra, non sembrava molto contento di quella richiesta. Comunque, partì sgommando a tutta birra e non osò più fare domande.

Il posto in questione, dov'era stato trovato il corpo della ragazza, era il parco nel centro della cittadina. Esattamente nella 44esima strada di quello che veniva chiamato "Piccolo centro". Il Piccolo centro altro non era che il parco.

«Signore …» «Si, si, tieni qua e vattene». Porse sei * fogli azzurri al tassista e gli volse frettolosamente le spalle. Attraversò la strada, ben distante dalle strisce pedonali e si diresse verso il parco lì vicino.

Era tra la 44esima e la 45esima strada del Piccolo centro, una delle quattro zone del centro della città di Estenbell. Tutto il limitare del parco era contrassegnato da segnali della polizia e tutt'attorno c'era una striscia gialla che segnalava che c'era stato un omicidio. Ma non si vedeva nessun poliziotto.

Il corpo della ragazza, Annie Clark, era già stato rimosso, ma erano ancora visibili le tracce di sangue sull'erba umida del parco. Scavalcò la striscia gialla. Stranamente, le macchie di sangue si trovavano nel cuore del parco, questo gliel'aveva detto il commissario all'inizio della loro quasi inutile conversazione. Ed era strano, perché da lì non si sentiva il rumore di macchine che il detective aveva chiaramente udito nella registrazione. Eppure non sembrava che il corpo fosse stato trascinato … com'era possibile?

Studiò un po' il terreno. Umido della pioggia che era caduta la notte scorsa, non presentava alcuna impronta, se non quelle lasciate dalle scarpe dei poliziotti. Tom Becker, quelle, le distingueva senza problemi, poiché si presentavano tutte uguali e abbastanza disordinate. "Sempre gli stessi … dico sempre che si ricordino di non fare troppo casino. E invece loro, mai che mi ascoltino". Le tracce di sangue però, erano strane davvero. Tre, rotonde, disposte uno dopo l'altra, quasi ad indicare qualcosa come fossero una freccia. Becker andò da quella parte, verso sinistra, oltre la quercia ai cui piedi si trovavano le macchie.

Proseguì per alcuni minuti, senza trovare nulla di particolare. I poliziotti avevano detto di non aver trovato nulla nella zona dell'omicidio, ma a Tom sembrava impossibile. "Come può qualcuno uccidere una persona senza lasciare alcuna traccia?"

Non si diede per vinto. Doveva trovare qualcosa, sennò il caso sarebbe probabilmente stato affidato presto ad un altro detective. Questo, Becker, non poteva permetterlo. Così continuò a cercare. Arrivato dall'altra parte del parco, vide a terra, tra l'erba, altre tre macchie di sangue uguali alle precedenti. Solo che stavolta giravano verso destra. Becker andò da quella parte.

Non dovette camminare molto. Dopo pochi minuti si ritrovò davanti a un alberello le cui foglie erano giallastra e per metà a terra. Un concreto segno del pieno autunno in cui si trovavano. Si chinò ad osservarlo. Ai suoi piedi, mezzo sepolto dalla terra umida e dal fango, c'era un foglio. Il detective mise i guanti e lo prese, con cautela, tra le mani. Lo dispiegò. Il foglio recava scritta una sola parola: MORTE. La calligrafia era piccola, stretta e in corsivo. Sul foglio non c'era altro.

Becker lo mise in una busta di plastica. "Almeno si saranno delle impronte, se l'assassino non ha usato i guanti". Con questa nuova speranza, riprese la strada verso la zona dell'omicidio. E lì, esterrefatto, rimase a fissare le radici sporgenti della quercia, dove, fino a una quarantina di minuti prima, c'erano tre macchie di sangue.

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* sei fogli azzurri: corrispondono a 150 € e fanno parte delle varie tipologie di banconote immaginarie, usate nella città di Estenbell (immaginaria).



Commenti

pubblicato il 23/10/2014 22.14.41
silvi4, ha scritto: Niente male, soprattutto il dialogo al telefono tra Morte e la vittima. E' scorrevole e si legge piacevolmente, la fine poi lascia aperta più di una possibilità. Spero di leggere presto il seguito :)
pubblicato il 23/10/2014 22.21.53
IreneSar, ha scritto: Grazie per il commento ... purtroppo sto lavorando anche ad altri racconti e a un libro che sto scrivendo, perciò non so quando ne scriverò il seguito.. Con i gialli, poi, non sono tanto brava, soprattutto quando si tratta di dare qualche risposta sul caso. Comunque ci lavorerò presto e ...m prossimamente, qualcosa verrà fuori!

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