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lavoro pubblicato venerdì 17 ottobre 2014
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La gelosia si serve fredda

di ladyaura. Letto 685 volte. Dallo scaffale Pulp

1 “Ho quarantacinque anni e un fisico perfetto, anzi no, da urlo. Posso avere tutti gli uomini che voglio,non c’è niente che io non possa ottenere da me stessa”.

“Ho quarantacinque anni e un fisico perfetto, anzi no, da urlo.

Posso avere tutti gli uomini che voglio,non c’è niente che io non possa ottenere da me stessa”.

Sì, questo mi ripetevo, quella sera che mi guardavo allo specchio alzandomi le onde morbide dei miei capelli biondo miele, e truccandomi perfettamente le labbra. E mentre mi cambiavo per indossare il mio ultimo abito griffato mi palpavo il seno da sola, davanti allo specchio:”Dio, Abbie, quanto sei puttana! Sei davvero una puttana, una grande puttana!”

Non rinnego nulla della mia vita passata, quando facevo la ballerina nei locali più schifosi della città per pagarmi gli studi danza e per aprire la mia scuola, adesso, grazie ad essere stata il proibito pasto notturno di cinquantenni depravati, sono diventata una professionista del mio settore, la coreografa per spettacoli importanti, e ho lanciato i miei allievi. Che sono dovuti passare per il mio letto . Ma prima il talento, certo.

Andavo di fretta quella sera, avevo una serata importante, un mio caro amico,il docente d’inglese Paul Murphy, doveva presentare il suo libro, non potevo mancare.

Tacchi dodici neri e chiamo un taxi.

Appena arrivata al locale, tutti mi accolgono come una diva, sorrisi, baci, saluti, smancerie:

“Abbie, sei splendida, dicci il tuo elisir di giovinezza!”

“Scopo tanto, Sharon! Fallo anche tu!”

“Sei la solita troia, Abbie!”

Sharon è una mia grande amica, è titolare di una gioielleria e un’azionista per grandi marchi di moda.

Dopo essermi liberata di quella marmaglia arrivo da lui,bello, invitante.

“Ciao Abbie, sono contenta che sia venuta per me stasera.” lo dice mentre mi bacia la mano destra.

“Ciao Paul, ti trovo in ottima forma...”

“Anche tu lo sei Abbie...no, tu lo sei sempre!”

“Con il lavoro che faccio...”

“Aspettami qui, tesoro...vorrei fare la presentazione con te vicino.”

“Tesoro? Mi hai chiamata tesoro?”

“Dai Miss Mancuso, sappiamo tutti e due come andrà a finire...dopo.”

“Che cos’hai in mente, Paul?”

“Stai facendo la santarellina?”

Paul crede di avermi capita, ma chi conduce tutto sono io.

E quella sera decisi che avrebbe sofferto come un maledetto cane.

E’ il momento della presentazione del libro, lo ascolto attentamente, anche se mi divertiva farlo balbettare.

Mentre spiegava le sue questioni sui problemi dell’Irlanda del Nord, sua patria, accavallavo spesso le gambe per mandarlo in tilt.

Dopo la presentazione e i convenevoli, mi prende per un braccio:”Andiamo a bere qualcosa, e smettila per favore di accavallare le gambe...mi fai salire il sangue alla testa,cazzo!”

“Non stringermi il braccio Paul, mi fai male!”

“Bevi, da brava...”

“Non bevo alcoolici. E poi perché vorresti vedermi strafatta, così puoi fare quello che vuoi...”

“Abbie, lo sai perché la nostra amicizia è cambiata?”

“Sì che lo so.”

“Vorresti riprendere la nostra vecchia amicizia,vero?”

“Vuoi fottermi Paul?”

Aveva delle chiare intenzioni. Io e Paul siamo amici di vecchia data, quando lui faceva abilitazione all’insegnamento e suonava, io ballavo nei locali, lì ci siamo conosciuti e da allora siamo rimasti amici. E una volta abbiamo fatto sesso, da quella volta lui non mi ha più dimenticata.

“Abbie, mi sono separato da Elise due anni fa...forse mi devi qualcosa.”

“Io non ti devo niente Paul. Tua moglie era solo una gatta morta. Sei solo, ho capito.”

Vedevo venire verso di lui due giovani ragazzine, belle, alte, sembravano due angeli di Victoria. Erano minorenni.

“Professor Murphy, buonasera.”

“Ragazze?”

“Abbiamo apprezzato molto il suo libro, ce lo può autografare?”

“Certo, con molto piacere..” e mentre firmava quel figlio di buona madre mi guardava. Paul Murphy mi stava dichiarando guerra, dovevo agire, mettendomi in mostra.

“Ragazze, io sono una cara amica del Professor Murphy e sono Miss Mancuso l’insegnate di danza.”

“Buonasera Miss Mancuso, per noi è un onore conoscerla, abbiamo visto le sue coreografie.” Mi risponde la biondina.

“Ma che carine che siete! Quando volete passare per la mia scuola, sarei felice di avermi come mie allieve!”

“Grazie Miss!”

E così le liquidai, ma Paul continuava a mangiarsele con gli occhi.

“Paul, vuoi finire in galera? Dannazione sono minorenni!”

“Vedi Abbie?”

“Due teenagers, è assurdo. Guarda chi hai di fronte, Murphy...”

“Prendiamo una stanza in un motel, Miss Mancuso...”

“Volentieri.”

© Aura Jones





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