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lavoro pubblicato venerdì 9 gennaio 2004
ultima lettura sabato 11 novembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ogni volta

di Nigel Mansell. Letto 1188 volte. Dallo scaffale Pensieri

Ogni volta che arrivo in fondo alla pagina, ed esausto lascio cadere la penna dopo che ho riversato sulla carta tutto il mio stato di grazia che mi...

Ogni volta che arrivo in fondo alla pagina, ed esausto lascio cadere la penna dopo che ho riversato sulla carta tutto il mio stato di grazia che mi arroventava l’anima, ho sempre paura di essere finito. Ho la sensazione di essermi svuotato, temo di essere diventato il letto di un fiume secco in cui non scorrerà mai più l’acqua. Ho il terrore che non si accenderà mai più la lampadina, che non mi sgorgheranno più idee da scrivere, che non sentirò più nuove emozioni per poterle trasmettere. Ogni volta che mi riesce una battuta, quando inaspettata si posa sulle mie labbra per essere declamata, per poi far ridere tutti ed io con loro, sono soddisfatto del lampo satirico che mi ha folgorato. Subito però si insinua in me il dubbio che non avrò più quell’ispirazione, inizio a credere che non riuscirò più di far ridere qualcuno. Ogni volta che in piedi sui pedali scatto sino alla soglia dei cinquanta all’ora, quando riesco a far girare le gambe più forte di tutti senza che nessuno riesca a starmi in scia, in quei momenti nei quali mi giro e li vedo sparire lontano, dubito che sarò ancora così forte, che nuovamente la mia bicicletta sarà la più veloce di tutte. Ogni volta che faccio sesso, quando dopo, rilassato, mi guardo fra le gambe e lo vedo esanime, immagino che non tornerà mai più arzillo come era solo un attimo prima, ho la sensazione che non mi sentirò mai più così maschio. Ogni volta che torna l’estate con quel sole grande e giallo che cancella tutte le ombre, quando la gente è per strada contenta, in quelle giornate che le donne diventano euforiche, si svestono con allegria, sono felice anch’io. Ma quando inizia l’autunno, quando cadono le foglie e con loro le mie voglie, in quei mesi che le giornate sono tormentate dalla pioggia e rabbuiate da cieli grigi e tristi, allora vorrei nascondermi in casa, vorrei anch’io andare in letargo come gli animali, perché so che non tornerà mai più un’altra estate. Però sempre trovo la forza di voltare la pagina, di aprire un’altra scatola, di avere il coraggio di bussare ad un’altra porta, di approfittare della mia sfrontatezza per parlare con gli sconosciuti, di aspettare un altro treno, di avere la pazienza che gorgogliante salga un nuovo caffè nella mia moka.


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