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lavoro pubblicato giovedì 16 ottobre 2014
ultima lettura lunedì 25 marzo 2019

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Lo Strano Mistero degli Ombrelli Spariti e Raddoppiati

di Tolkien. Letto 799 volte. Dallo scaffale Fiabe

Il Mistero degli Ombrelli Spariti e Raddoppiati. C’era una volta, ma molti lettori giurerebbero molto più di una sola, un paese lon...

Il Mistero degli Ombrelli Spariti e Raddoppiati.

C’era una volta, ma molti lettori giurerebbero molto più di una sola, un paese lontano lontano dallo strano nome di Ombrellilandia. Qui si era soliti uscire preventivamente con un bellissimo ombrello attaccato al braccio per timore della pioggia.

Questa tradizione, che io sappia, non è mai venuta meno, nel paese di Ombrellilandia, e persiste tutt’oggi.

Coloro che avessero voglia di fargli visita, possono vedere bene che la bizzarra località non dista troppo dai Castelli Romani, e che, come tipico di queste zone, è piena di vinerie e cantine sempre molto frequentate.

Sarebbe troppo facile, però, amici lettori, dare tutta la colpa al vino in merito allo strano mistero che un giorno si affacciò nella ridente cittadina e che, nell’arco di molti giorni, diede un bel po’ da pensare a tutti gli ombrellilandesi…

Ed ecco che accadde: da un giorno all’altro, senza alcun preavviso, successe che molti cittadini, e sempre di più, uscivano con un ombrello e rientravano a casa senza.

Un bel dilemma davvero…

Mai un fatto del genere era successo prima nella ridente località di Ombrellilandia. Mai.

Sempre, chi usciva con un ombrello al braccio rientrava a casa con lo stesso ombrello infilato al braccio, e mai, qualora ai lettori venisse il dubbio, gli ombrelli di Ombrellilandia hanno avuto la bella pensata di squagliarsela dai propri padroni.

‘Ma… caro, non eri uscito con un ombrello, te…?’.

‘Oh… sorbole! Hai ragione, cara, me ne ero dimenticato! Com’è possibile un fatto del genere?! Che si sia forse volatilizzato!’.

Le povere comari sbiancavano alla notizia, e per giorni e giorni non ebbero che da ciarlare su quell’unico argomento: il mistero degli ombrelli scomparsi…

La cosa divenne ben presto una vera e propria epidemia: tutti uscivano con un ombrello attaccato al braccio e tutti si chiedevano sconcertati se mai l’ombrello avesse avuto in animo di fare con loro anche la via del ritorno.

Ma dovette succedere che, quasi del tutto in contemporanea, la cittadina dovesse essere vittima di un secondo mistero: quello degli ombrelli raddoppiati!

Vada per gli ombrelli volatilizzati, buscarsi un po’ di pioggia non è poi un così grave danno… ma che dire di coloro che, poveretti, uscivano con un solo ombrello e tornavano misteriosamente con quel peso raddoppiato…?!

E quale non era il loro stupore e il loro sconcerto, nel vedersi tutto a un tratto così gravosi di ombrelli e perplessità: come diamine erano arrivati lì, nelle loro case…?!

La sera questi poveri uomini piangevano grosse lacrime insieme alle mogli, e a vicenda si rassicuravano che presto la cittadina sarebbe venuta a capo anche di quel secondo e più oneroso dilemma.

I due misteri perpetravano silenziosamente a svolgersi, senza importunarsi, senza infastidirsi… ‘sì che entrambe le parti - e si parla di coloro che si vedono l’ombrello sparito e di coloro che se lo vedono raddoppiato - rimanevano per tutto il giorno con un muso lungo come una quaresima, parimenti vittime della stessa illogicità.

Ma un giorno accadde un fatto ancor più straordinario, ancor più straordinario cioè del fatto che a molti l’ombrello sparisse e a molti altri raddoppiasse: successe cioè che qualcuno (uno a caso) si ritrovò casualmente a scoprire com’era che alcuni ombrelli sparissero e com’era che altri raddoppiassero…

Un bel mistero davvero, quello di venire a capo di due fitti misteri in una volta sola!

Ma tale è la fortuna di questo tizio di cui non faremo il nome per discrezione.

Costui, in un giorno di pioggia come un altro, come tanti ce ne sono nella tranquilla cittadina di Ombrellilandia, sorprese alla fine della messa, proprio dopo che il prete aveva dato a tutti la benedizione, un suo concittadino distrarsi a tal punto da allungare la mano su di un ombrello non suo - giacché il suo era ben in vista sulla sua giacca.

‘Hey, fratello!’ gridò allora il cittadino di cui non faremo menzione; ‘Che fai? Non vedi che ti stai inconsapevolmente appropriando di un ombrello non tuo?’.

Il compare trasalì, arrossì, si guardò la mano e scoperse per il suo più grave spavento che stava avvenendo proprio come quel cittadino di Ombrellilandia gli stava dicendo.

‘Che mistero! La mia mano che si muove per appropriarsi di un altro ombrello!

Dev’essere così, allora, mio buon amico, che alcuni ombrelli spariscono e altri raddoppiano! Perché a molti succede quello che stava per succedere anche a me, solo che non se ne avvedono!’.

‘Dev’essere proprio come dici, mio buon amico…’ confermò il cittadino che s’era accorto di quello strano fenomeno.

‘Facciamo così, compare: quando tu vedrai che la mia mano sarà lì pronta a posarsi su un ombrello non mio, redarguiscila proprio come hai fatto oggi, e i due strani misteri se ne andranno per sempre dalla nostra allegra cittadina! Io avviserò agl’altri che quello che mi stava accadendo è il vero problema, e presto tutti coloro che ne sono vittima si renderanno conto di ciò che misteriosamente accade alle loro mani!’.

‘Ben detto, concittadino… Fai così, e vedrai che presto in tutte le nostre case regnerà nuovamente ordine e armonia. Ma lascia che ti dia un consiglio, gioviale amico: prova da solo, anche quando io non ci sono, ad accorgerti dello strano fenomeno, oppure potremmo essere nuovamente punto e d’accapo, fra non molto!’.

‘Quello che dici è vero… tenterò’.

I due buoni amici si salutarono. E non ci è dato di sapere se, in questa consapevolezza generalizzata, ottenuta dopo un generoso passaparola circa lo strano fenomeno della mano condizionata a posarsi su qualcosa d’altri, presto o tardi la cittadina di Ombrellilandia poté tornare a godere del sereno.

Ma tutti noi lettori speriamo che sia così.



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