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lavoro pubblicato giovedì 9 ottobre 2014
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

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Tenebre 8

di Diegof. Letto 678 volte. Dallo scaffale Fantasia

Adesso un posto era vacante nel circondario dello sceriffo; quanto era accaduto pareva una tappa forzata, l'agente Taller era molto presuntuoso e permaloso nonchè prepotente, non si poteva più andare avanti così; dell'agente Taller...

Adesso un posto era vacante nel circondario dello sceriffo; quanto era accaduto pareva una tappa forzata, l'agente Taller era molto presuntuoso e permaloso nonchè prepotente, non si poteva più andare avanti così; dell'agente Taller in genere tutti ne avevano paura, tranne il capo Boltan, ma questo Taller non lo sapeva.
Comunque la questione sul piatto delle indagini era ancora lontana da una soluzione e ora, necessitava repentinamente un sostituto dell'agente Sax.
La riunione si era interrotta bruscamente a seguito del violento diverbio avvenuto e tutti se ne andarono via passando la domenica come meglio credevano.
Al lunedì seguente Resutte Rasenov stava catalogando nel suo ufficio aziendale i vari componenti del vascello "Narval", in fase di demolizione; per il Monolitikus invece si sarebbe dovuto attendere la fine delle indagini da parte della polizia scentifica. Il telefono squillò e alzata la cornetta Resutte si trovò a colloquiare con lo sceriffo Boltan; una emozione la pervase, forse ne era innamorata, non lo avrebbe poture dire con sicurezza nemmeno lei.

Verso le sei di sera Resutte a casa della zia Quintina era felicemente emozionata; "Capisci zia, mi ha proposto di entrare a lavorare nello staff del suo comprensorio qui a Ely, non è fantastico? Stop con i lunghi viaggi fino allo stabilimento Nyostor 11!" Zia e nipote si abbracciarono e poi bridarono alla nuova attività lavorativa che avrebbe permesso un tenore di vita più soddisfacente per entrambe. "Quello sceriffo Redmeny è un tesoro." Ripeteva zia Quintina.
In breve miss Resutte indossava l'uniforme da poliziotta come la Yunkler e Wolff, mentre riguardo la vecchia attività allo stabilimento, riceveva la buon'uscita e gli elogi del direttore in quanto si era dimostrata una buona dipendente. Resutte, in questo nuovo lavoro da poliziotta, aveva fin da subito ricevuto un incarico importante, faceva parte della polizia scientifica che operava all'interno del Monolitikus.

Nell'ufficio della Yunkler ora si trovavano l'agente Steiner e la nuova arrivata l'agente Rasenov Resutte. Dovevano programmare l'ultima esplorazione nel ventre del vascello all'Hangar 16 dello stabilimento Nyostor 11, in quanto non sussitevano più altri elementi rilevanti che avrebbero potuto imprimere una svolta alle indagini volte a spiegare la causa degli ultimi accadimenti irreali, tutto quanto era stato rilevato fino adesso pareva che dovesse essere sufficiente per sviluppare una ipotesi soddisfacente. Mentre Hannette Yunkler era al computer, Wolff illustrava alla nuova arrivata la sua recente esperienza avvenuta con la zia Mendera, presunta defunta, a Georgetown; in seguito si recarono tutti tre al poligono di tiro per abilitare la nuova arrivata all'uso delle armi.
Il giorno seguente erano in esplorazione all'interno del vascello per concludere le indagini in corso, e grazie alla brillante idea avuta da Resutte, di portare anche Sambrok, il labrador nero, ora si trovavano in quattro dentro il Monolitikus.
Mentre procedevano nel salone inferiore, costituito da strutture irreali sia longitudinalmente che di traverso, avvertivano tutti dei leggeri colpi sordi che dovevano provenire dai piani superiori, come dei battimenti regolari che variavano periodicamente di intensità: Tum..Tum..Tum..

La Yunkler e gli altri due tacevano e si guardavano tutti in faccia con occhi allarmati, poi ella osservò il cane, il quale invece di abbaiare mugolava come se avesse paura, poi disse per farsi coraggio, " Beh, Sambrok non è mai stato un cane molto coraggioso per la verità."
Resutte era in panico completo anche se non diceva nulla; quelle battute ritmiche soprastanti di intensità variabile erano orride. Steiner era oltremodo spaventato perchè aveva già vissuto esperienze irrealistiche nel caso della zia Mendere presunta defunta e poi rivissuta, era quindi sicuro che stava accadendo qualcosa di inumano. Tutti del gruppo ne erano comunque consapevoli, anche in seguito alla conclusione allucinante ma logica, a cui era giunto il capo Redmeny la domenica prima, cioè che il Monolitikus sarebbe giunto alla base con un carico di cadaveri. Wolff disse in modo duro e aspro, ingannando anche sè stesso, " Niente paura, ragazze, proseguiamo; siamo tutti tre armati.." "Allora perchè Sambrok mugula di paura!!!?" azzardava Resutte con voce stridula. La Yunkler ordinò; "andiamo al piano superiore!!" Il tono non ammetteva repliche, sicchè, con Hannette in testa, risalivano la ampia scala a chiocciola che li collegava al piano soprastante, che doveva essere un salone di intrattenimento, un soggiorno, uno show-room, dove alloggiavano anche slot-machine, tavoli per gioco, piani bar. I tre erano muniti con potenti torce assicurate alla sommità del capo alla maniera dei minatori ed in mano avevano le proprie armi di servizio. La Yunkler riceveva al cellulare la chiamata del capo Boltan, immediatamente inserì il vivavoce per rendere tutti partecipi della conversazione; "Allora ci sono novità?" "Niente capo fino adesso, tranne un curioso battimento ritmico che proviene da questo piano su cui ora noi ci troviamo." "Come, come..?" Diceva il capo, ma in quel momento si interrompeva la comunicazione. "Maledizione" urlò Hannette,"non abbiamo più campo." Il cane si nascondeva tra le gambe tei tre e questo era di per sè un segnale di pericolo. Contrariamente alle loro aspettative adesso il battimento sembrava provenisse dal piano ancora superiore.
"Cosa abbiamo di sopra?" domamdò Resutte; "sopra ci sono le suite, camere da letto per qualche centinaio di persone."

Intanto la zia Quintina aspettava in casa l'arrivo della sua nipote, ma comunque sapeva che il nuovo impiego la avrebbe esposta ad orari di lavoro insoliti e questo era il lato negativo della questione. Presa da uno strano nervosismo uscì di casa e, con la ford-mustang che adesso era a sua disposizione in quanto la nipote si spostava con l'auto di servizio, andò a far visita all'ufficio dello sceriffo Boltan. Lo sceriffo era nell'angolo cottura del suo ufficio e si cuoceva delle uova strapazzate con gli spinaci e noce moscata; all'arrivo della zia Quintina, la quale non aveva nemmeno bussato, disse; "Oh, signora Quintina, ben arrivata, che cosa la porta da me? Vole favorire?". La gentilezza dello sceriffo era adorabile per cui disse; "mio caro sceriffo, volentieri accetto." In breve erano tutti due al tavolino dell'angolo cottura che si gustavano le due porzioni di uova strapazzate, del pane integrale a fette e una birra da dividere in due. Lo sceriffo si aspettava che la visitatrice avesse da dire qualcosa, ma non voleva metterle fretta per cui temporeggiava con interloqui evasivi. In effetti lo sceriffo era preoccupato perchè quando aveva chiamato i colleghi in perlustrazione al relitto, si era interrotta la comunicazione inspiegabilmente per cui aveva in progetto di recarsi allo stabilimento personalmente.
Intanto zia Quintina veniva al punto; "Senta ispettore capo","Si!?", "Tutta questa faccenda mi sconvolge, fatico a dormire la notte",,"certo,certo, signora, lo credo," interloquiva Boltan, "adesso io ho intenzione di recarmi allo stabilimento, vuole venire con me? Lascia la sua auto qui sul piazzale di fronte al mio ufficio e andiamo con la mia?" La signora Quintina, piena di gratitudine per questo gentile rappresentante della legge, disse in modo affettato; "ma volentieri, signor Boltan molto volentieri."



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