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lavoro pubblicato lunedì 6 ottobre 2014
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Aprite questa porta! - racconto breve

di Mario Vecchione . Letto 690 volte. Dallo scaffale Horror

L'invito, in lettere dorate sufondo nero, campeggiava sull'architrave di una solida e massicciaporta di quercia, magnificamente lavorata con fregi e g...


L'invito, in lettere dorate su
fondo nero, campeggiava sull'architrave di una solida e massiccia
porta di quercia, magnificamente lavorata con fregi e ghirigori,
frutto della certosina pazienza di un valente ebanista, di quelli che
si possono definire veramente degli artisti.


I due bambini, un maschietto e una
femminuccia entrambi sugli otto anni, già stupiti dalle meraviglie
di quella casa dei sogni al Luna Park, dove avevano deciso di
trascorrere un pomeriggio lontano dai genitori, osservarono la
scritta e cercarono di decifrarla, senza riuscirvi, Tentarono pure di
aprirla quella porta, ma era molto pesante e opponeva quasi una
feroce resistenza. Anzi, a loro sembrò di udire, toccandola, una
specie di brontolio sordo, come fosse stato un rimprovero.


Venne in loro aiuto un
cavallerizzo con in mano un frustino, tutto bardato di rosso, con dei
grossi stivaloni neri e lucidi che, con un sorriso accattivante, che
gli allargava tutta la faccia disse:


-Su, bambini, non c'è da aver
paura. Questa porta è un po' dispettosa, quando qualcuno le si
avvicina. Vuole che io sia io ad aprirla.


-Ma che cosa c'è lì dietro? -
domandò intimidita, la bambina.


L'uomo le sorrise con tutta la sua
dentatura scintillante, le carezzò la testina e con una vocina
fessa, tutta mielata, rispose:


-Siete stati buoni in questi
giorni?


I bambini annuirono.


-Sì, perché - continuò il
cavallerizzo - solo ai bambini buoni è permesso di attraversare la
soglia di questa porta e di ammirare le bellezze che ci sono dietro.
Sapete - disse, spalancando tanto d'occhi dalla meraviglia e
calamitando l'attenzione dei due bimbi - ci sono tante cose
fantastiche. Siete pronti figli miei?


Frementi di gioia e dal desiderio
di entrare, si precipitarono, all'unisono, a dire di sì.


Allora la porta fu spalancata. Una
luce folgorante investì i tre, che quasi non ci si vedeva. Una
miscellanea di odori li travolse: qualcosa che andava dallo zucchero
filato al cioccolato più fine, passando per tutta la gamma degli
aromi di gelati e bibite, essenze odorose che i bimbi, golosissimi,
conoscevano bene.


-Prego, è tutto per voi!- disse
l'uomo.


E i due bambini, tenendosi per
mano, felicemente stupiti da quel mondo incantato, del quale non
riuscivano ad intravedere i particolari, ma che immaginavano
meraviglioso, attraversarono il confine tra il mondo di qua e quello
della fantasia.


La porta si richiuse di scatto
dietro le loro spalle, mentre l'uomo accostò l'orecchio per
origliare.


E udì un frastuono come di
terremoto, un avanzare di passi pesanti, un grugnire terribilmente
sonoro ed, infine, le urla disumane dei due bambini e, dopo un
minuto, un masticare e un frantumare di ossa.


Si allontanò tutto ghignante..



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