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lavoro pubblicato lunedì 6 ottobre 2014
ultima lettura domenica 10 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunset

di ratherbeyou. Letto 720 volte. Dallo scaffale Amore

“Tu sei la mia onda, Dylan. Ogni volta che ti infrangi contro di me, io sento un forte dolore al petto. Non possiamo stare insieme. Abbiamo provato a credere il contrario; ma io sono la terra e più tu ti infrangi contro di me, più io scompaio [...]"..

I saw you again, it felt like we had never met
It's like the sun set in your eyes and never wanted to rise
And what have you done with the one I love?
When I look into your eyes, I see no surprise

Dylan ed Alaska, hanno 18 anni, sono cresciuti insieme e pian piano si sono innamorati l’uno dell’altra. Ma non se lo sono mai detti.

Dylan ha sempre pensato di non essere abbastanza, perché Alaska e’ la ragazza più bella che abbia mai visto ed è corteggiata da tutti quei ragazzi che sono alla sua altezza, che lui è stato per anni nell’ombra fingendo che le volesse solo un bene immenso, quando invece l’ama.

Alaska, racconta a Dylan tutte le volte che esce con qualche bel ragazzo e poi gli da buca perché sente che non e’ quello giusto per lei. Perché lei lo sa che quello giusto per lei è Dylan, ma non ha il coraggio di dirglielo perché lui la vede solo come una buona amica.

Poi il padre di Dylan per motivi di lavoro è costretto a trasferirsi e con sé, porta anche Dylan perché non può lasciarlo solo senza madre in una città che, malgrado conosca, comunque è piena di pericoli e suo padre non può perdere anche Dylan, dopo aver perso sua moglie.

Quando Dylan parte, promette ad Alaska che ritornerà

“Non appena torno, ti vengo a trovare” le dice, e poi va via.

Quando torna, però, non è lui ad andare a trovare Alaska; ma è lei a trovare lui.

Alaska è cambiata; adesso ha gli occhi troppo truccati, i capelli troppo tinti, i vestiti troppo scollati e quando guarda nella direzione di Dylan, non si accorge che quel ragazzo con gli occhi color caramello che la fissa, è il suo migliore amico, quello che si era promessa di non dimenticare mai e che invece ha dimenticato alla prima occasione che le è capitata.

Dylan invece l’ha riconosciuta e non può credere che è come se non si fossero mai incontrati.

Mentre la guarda, con una sigaretta che stringe tra le dita, e quel sorriso falso di chi ride verso gli altri solo per fare un favore, Dylan riesce a percepire che il sole sta tramontando nei suoi occhi e non ha intenzione di sorgere.

“Cosa hai fatto all’unica che amo?” si chiede il ragazzo.

Ma lei è troppo occupata a stare sulle gambe di un altro per sentire il silenzioso richiamo del suo vero grande amore.

Quando finalmente i loro occhi si incontrano, Dylan decide di ritornarsene a casa; perché non avrebbe senso resta ad aspettare una persona che quando ti guarda negli occhi, non prova sorpresa di rivederti dopo tanto.

I always thought it was sad
The way we act like strangers
After all that we had
We act like we had never met

Più i giorni passano, più Dylan si rende conto che spiare Alaska nascondendosi tra I cespugli fuori casa sua, sia la cosa più infantile che abbia mai fatto, eppure non smette di farlo.

Ogni volta che lei si spazzola i capelli, Dylan pensa che sarebbe bello poter infilare le proprie dita tra quei fili sottili e ormai corvini a causa delle troppe tinture.

Ogni volta che lei si morde le labbra mentre trucca i suoi grandi occhi, Dylan pensa che sarebbe bello poter posare le proprie labbra su quelle carnose di lei.

Ogni volta che lei indossa la biancheria intima senza curarsi di chiudere gli scudi della finestra, Dylan pensa che non l’ha mia vista completamente nuda, ma che sarebbe bello poter posare le proprie mani sul corpo ben definito di Alaska.

Ma Alaska non si è mai fatta toccare da Dylan e adesso che lui è tornato e lei non si ricorda di lui, sarà ancora più difficile per lui avvicinarla e sfiorarla.

Dylan ragiona e pensa che sia una cosa stupida e triste il fatto che si debbano comportate come estranei dopo tutto quello che hanno passato insieme.

Ma Alaska non lo riconosce e si comportano come se non si fossero mai incontrati.

We make believe, I've never seen your face, you neither mine
And catch my eye, don't register a smile
You were more than just a friend, oh but the feeling
It never came to an end, I can't bear to see you

Poi Dylan un giorno si decide e le si avvicina.

“Vedendomi si ricorderà di me” pensa, ma non sa che lei lo ha già rivisto, solo che non lo ha riconosciuto.

Alaska oggi è la più bella della città; indossa un jeans a vita alta, degli stivali neri e il suo inseparabile parka blu notte. Ha raccolto i capelli in una crocchia disordinata e il trucco le si è un po’ sbavato intorno agli occhi, ma è la più bella della città.

Dylan si sente in imbarazzo ad avvicinarsi a lei ed ai suoi (nuovi) amici, ma fa un grosso respiro e l’affianca in modo tale che lei lo veda.

“Alaska, come stai?” le chiede.

Lei lo guarda dalla testa ai piedi e poi gli sorride facendogli sperare nel meglio. Poi dopo qualche secondo gli risponde:

“Bene, ma ci conosciamo?”

Dylan adesso la guarda meglio negli occhi e capisce che anche se gli ha sorriso con le labbra, i suoi occhi non trasmettono felicità nel vederlo, solo indifferenza.

“Sono Dylan, il bambino rasato che giocava sempre con te quando eravamo piccoli. Il ragazzino di tredici anni che ti accompagnava vicino alla tua classe per evitare che ti succedesse qualche cosa a scuola, in terza media. Sono il ragazzo che a sedici anni ti ha fatto fare il tuo primo tiro ad una sigaretta. Quello che ti considerava più di un’amica, quello che tu consideravi più di un amico. Quello lì, insomma.”

Alaska adesso ha capito chi è, e sente il suo cuore perdere un battito. Ha fatto di tutto per smettere di piangere ogni sera da quando lui è andato via con suo padre e proprio quando ci è riuscita ed è andata avanti, lui torna e rimette di nuovo tutto sottosopra, riempie di nuovo i suoi occhi di lacrime e il suo cuore di spine.

Non può lasciarlo entrare di nuovo, proprio non può; quindi l’unica cosa che riesce a dirgli è un “Mi dispiace ma non mi ricordo di te” pronunciato con il magone alla gola.

I always thought it was a shame
That we have to play these games
It felt like you really knew me
Now it feels like you see through me

Dylan sa che lei mente quando gli dice che non si ricorda di lui e dei bei momenti passati insieme.

Sa che lei non può essersi dimenticata dello scivolo al parco quando avevano cinque anni; quando lei saliva sino in cima e poi non aveva il coraggio di scivolare perché aveva paura di farsi male.

Sa che lei non può essersi dimenticata delle corse sotto la pioggia alla mattina perché perdevano tempo a fare colazione insieme e rischiavano di arrivare tardi a scuola.

Sa che lei non può essersi dimenticata delle notti passate a dormire nello stesso letto perché i suoi genitori litigavano e lei si rifugiava tra le braccia del suo migliore amico.

Sa anche che lei non può essersi dimenticata del bacio che lui le ha strappato una volta credendo che stesse dormendo. In realtà lei ha sempre fatto finta di niente riguardo quel bacio, ma lui sa che lei era sveglia e che non lo ha respinto perché anche per lei Dylan era molto più di un amico.

Sa anche che adesso che lei finge di non conoscerlo, mentre prima dichiarava al mondo di conoscerlo meglio di tutti, non riesce a guardarlo negli occhi perché quella è una bugia.

Sa che per evitare di essere scoperta, non guarda più di fronte a lei, ma guarda oltre la figura di lui.

E a Dylan questo sembra un sporco gioco al quale solo lei vuole giocare, ma nel quale ha trascinato anche lui. E Dylan pensa che sia vergognoso continuare a giocare e negare cosa realmente provino l’uno per l’altra.

When I see you again
I'll know not to expect
Stay one step away
We will have to wait

Un giorno Alaska si è alzata ed ha deciso che forse è meglio affrontare il proprio passato per non avere rimpianti nel futuro.

Nel momento in cui ha visto Dylan e ha realizzato che era effettivamente l’unico ragazzo per il quale lei abbia mai provato sentimenti, ha istintivamente fatto un passo indietro.

Quando l’ha visto non si era aspettata che fosse diventato ancora più bello, che le sue labbra fossero state ancora più invitanti, che i suoi capelli fossero cresciuti così tanto, che il suo portamento fosse maturato così come il suo modo di parlare.

E adesso non si aspetta che lui possa perdonarla per aver finto di non riconoscerlo; perché lei lo sa che lui l’ha capito.

Così esce di casa dopo aver preso la sua ardua decisione e di dice che non deve far altro che aspettare di arrivare a destinazione per conoscere il responso a tutte le sue aspettative.

When I see you again
And I'm greeted as a friend
It is understood
That we did all we could

Alaska un pò lo sa in cuor suo che non appena arriverà al parco lo vedrà, e quando le sue aspettative si realizzano dinanzi ai suoi occhi, sa che conosce Dylan più di chiunque altro e sa che non vorrebbe conoscerlo così bene, perchè conoscere bene una persona vuol dire accollarsi tutti il suo essere sulle proprie spalle; Alaska sa di possedere il peso di Dylan su di lei, e vuole scrollarselo di dosso, ma non appena lo vede seduto alla fine dello scivolo, non può far a meno di sorridere; perchè Dylan è il suo migliore amico, e lei non può a fare a meno di lui.

Quando gli si avvicina si sente piena. Dylan la completa, potrebbe negarlo fino alla fine dei suoi giorni, ma sa che è così; e lo sa anche lui. Per questo quando lei gli si avvicina, le fa segno di sedersi di fianco a lei.

“Per quanto ancora dovremmo continuare?” le chiede dopo un po’ di tempo.

“Non è così facile, Dylan.”

“Io ti amo, Alaska. Non te l’ho mai detto perché tu mi hai sempre visto come il tuo migliore amico; la spalla su cui piangere; la persona con la quale confidarsi, ma io ti amo e non so se questo sia giusto, perché tu sei la sorella che non ho mai avuto. Ma ultimamente non so quasi più niente, so solo che ti amo.”

“Lo sai cosa significa il mio nome?” gli chiede inaspettatamente la ragazza.

Dylan scuote la testa dubbioso e Alaska riprende dicendo

“Significa: terra sulla quale si infrangono le onde. “

Fa un respiro e poi continua “Tu sei la mia onda, Dylan. Ogni volta che ti infrangi contro di me, io sento un forte dolore al petto. Non possiamo stare insieme. Abbiamo provato a credere il contrario; ma io sono la terra e più tu ti infrangi contro di me, più io scompaio. Se solo fosse andata diversamente, forse…”

Alaska non continua ma Dylan ha capito comunque e trattiene una lacrima che vuole uscire a tutti i costi.

“Davvero abbiamo fatto tutto quello che potevamo e non siamo arrivati ad una soluzione?” le chiede.

“Davvero” risponde lei.

Poi nessuno dei due parla più.

I always thought it was sad
The way we act like strangers
After all that we had
We act like we had never met

Dylan non l’ha più cercata, Alask a ha cercato di evitarlo per una settimana. Sono tornati a comportarsi come estranei.

Dylan non va più a spiarla dalla sua finestra, Alaska adesso quando è nella sua stanza, chiude gli scudi della finestra.

Dylan ha capito che è stato sbagliato riavvicinarla e dichiararsi, Alaska si pente di averlo respinto.

Dylan pensa che Alaska abbia sbagliato nel dire che lui è la causa della sua scomparsa; perché è l’onda che si infrange sulla terra che tende a spezzarsi e non quest’ultima. E’ lui a spezzarsi ogni volta che si infrange su di lei, non il contrario.

Ma è anche vero che adesso Dylan è stanco di combattere, ed è deciso a trovare un’altra terra su cui infrangersi.

Adesso è Alaska a pensare che sia una cosa triste comportarsi da estranei, ma non ha il coraggio di tornare nella vecchia casa di Dylan, fare l’amore con lui e scomparire completamente.

“E’ meglio comportarsi come non ci fossimo mai conosciuti” pensa.

E poi si addormenta pensando a lui.

I always thought it was a shame
That we have to play these games
It felt like you really knew me
Now it feels like you see through me

Alaska è fuori alla porta di Dylan, perchè non ce l’ha fatta. Non può vivere sapendo che lui è solo a pochi isolati da casa sua e che la ama e starsene ferma senza far niente. E siccome nella sua vita ha fatto solo cose sbagliate, adesso ne vuole fare una giusta.

Vuole dire a Dylan che non importa che stare insieme per loro sia troppo difficile e pericoloso perché lei ha rischiato così tante volte nella sua vita, e non le accaduto mai niente di male. Vuole rischiare anche e soprattutto adesso, perché si tratta di Dylan e Dylan è il centro del suo essere.

Quando Dylan apre la porta di casa, Alaska non si accorge del borsone sulle sue spalle e parla senza attendere un momento in più.

“Quando eravamo piccolini, mi ripetevi sempre che per te ero la bambina più stupida del mondo. Ora so che avevi ragione; sono stupida perché anche io ti amo e l’ho sempre fatto e perché è stupido il mio modo di comportarmi, il mio modo di rifiutarti, il mio modo di avere paura delle conseguenze. Ma adesso lo so: so che non mi importa delle conseguenze, so che voglio stare con te, so che è una vergogna continuare a giocare a questi giochi.”

“Alaska…” cerca di fermarla Dylan, ma lei alza una mano facendogli segno di lasciarla finire.

“Voglio stare con te Dylan. Non mi importa dell’oblio che proverò stando con te, sono pronta a cadere nel vuoto se è necessario.”

“Ma io non più.”

Dylan ha il magone alla gola, Alaska ha gli occhi lucidi ma forse è solo per il freddo.

Dylan la sorpassa e si dirige verso la sua auto e solo in quel momento Alaska nota il borsone e realizza che è finita, ancor prima di iniziare. Che questa volta lui sta andando via e non tornerà più, a causa della sua stupidità.

“Dylan era l’unico che guardandomi era riuscito a capirmi davvero” pensa. “Adesso non mi riconosce più, perché guarda oltre me.”



Commenti

pubblicato il 07/10/2014 10.48.48
Edmea, ha scritto: Perdere le occasioni è pericoloso. Una volta che si chiude la porta dell'amore è davvero difficile aprirla. Il mondo è pieno di persone che hanno paura di amare e si nascondono nel falso divertimento, come è impensabile che se uno non si è dichiarato non è innamorato. A volte capita proprio il contrario. La mancanza di coraggio non ci fa esprimere i nostri sentimenti ed è sempre meglio rigugiarci nel porto sicuro, piuttosto che andare a infrangerci nella terra che poi ci respinge. Mah. E' molto bella e triste la storia. Molto triste lasciarsi andare, buttare la propria vita per non lasciar passare i sentimenti

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