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lavoro pubblicato domenica 5 ottobre 2014
ultima lettura mercoledì 30 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Where is my mind?

di tatina300. Letto 495 volte. Dallo scaffale Sogni

CAPITOLO 26: Vidi la mia anima fluttuare davanti al corpo di Gunther mentre io giacevo a terra senza neanche una fuoriuscita di sangue. Gunther abbracciava ancora il mio corpo poi diedi un urlo fortissimo, lui si svegliò sussurandomi che era sol...

CAPITOLO 26: Vidi la mia anima fluttuare davanti al corpo di Gunther mentre io giacevo a terra senza neanche una fuoriuscita di sangue. Gunther abbracciava ancora il mio corpo poi diedi un urlo fortissimo, lui si svegliò sussurandomi che era solo un sogno. Intorno a me le altre persone mi fissavano spaventate cosi mi alzai in piedi e con la scusa di andare a cercare un bagno mi allontanai da Gunther. Ma appena girai l'angolo mi nascosi dietro una colonna portante e decisi che quello era il momento di provare il mio esperimento, già avevo perso abbastanza tempo con quel sogno exstracorporale e non potevo perderne dell'altro. Estrassi la pistola dalla mia tasca, la impugnai tra le dita e la rivolsi verso il mio braccio sinistro poi vidi che sul display una spia rossa si era illuminata cosi lessi 39/40 quindi ne mancava una ma non ricordavo di averla usata cosi pensai che forse lo zio di Gunther me l'avesse data cosi e invece un forte dolore al collo mi colpi in quell istante,mi massaggiai il collo con la mano e sentii sotto le dita una ferita da fuoco di fianco all'orecchio, per fortuna non vidi sangue ma solo il residuo del liquido verde contenuto in quelle boccette. Quindi capii che in realtà il mio sogno non era un semplice sogno ma le allucinazioni che dava quello strano liquido, avevo già sprecato una boccetta sul mio corpo e non potevo usarne altre senno come disse Lionel resterò imprigionata per sempre nelle mie paure. Perché non me ne ero resa conto prima! Perché non sono andata da Melany se ora è in pericolo è solo colpa mia!.
- Marcelline! Che diavolo stai facendo con quella pistola?
- nulla! Ti avevo detto che dovevo andare in bagno, potevi aspettarmi con la comunità!
- scusa se mi sono preoccupato! Ora fammi vedere quella pistola, dammela!
Gunther strappò via dalle mani di Marcelline la pistola e notò che mancava una fialetta.
- lo sapevo Marcelline! Lo sapevo che Avresti fatto una cosa del genere, ma non capisci che poteva essere pericoloso?
- lasciami in pace io non ho fatto nulla!. Coprendosi la ferita sul collo.
- perché ti copri? Mostrami..
-no vattene!
- Marcelline ho detto mostrami!
Gunther si innervosi alzando la voce placcò le mani di Marcelline e notò la ferita cosi dalla rabbia gli mollò uno schiaffo, Marcelline con le lacrime agli occhi si liberò e scappò via scendendo giu per le scale, Gunther non la seguì ma non distolse lo sguardo da lei finché non uscisse fuori dalla sua visuale poi guardò le sue mani, erano completamente viola, i tendini si erano gonfiati e dentro di se sentiva una forza immane attraversagli tutto il corpo che neanche lui riusciva a controllare,sferrò un pugno di rabbia contro una grada di ferro che divideva due corridoi essa si piegò in due lasciando l'impronta del suo pugno. Chiunque avesse sferrato un pugno del genere avrebbe sicuramente sanguinato ma lui no, neanche un graffio le sfiorò la mano.
dopo un paio d'ore di solitudine Marcelline ritornò da Gunther ma non gli rivolse una sola parola, per tutta la giornata mentre Gunther gli chiese scusa svariate volte ma lei fece finta di non capire. Decisero di continuare il loro viaggio in silenzio ma prima di arrivare alla moto si fermarono in un vecchio negozietto di alimentari abbandonato in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti. La porta era aperta Gunther fece strada a Marcelline aprendogli la porta con gentilezza ma lei non lo degnò di uno sguardo. Il locale aveva varie scaffalature ma quasi tutte vuote,le uniche cose che trovarono furono merendine alla marmellata. Marcelline incuriosita entrò nel retrobottega, c'era una cucina malridotta, un tavolo e un letto senza materasso. Poi Marcelline vide il frigo cosi decise di aprirlo magari avrebbe trovato qualcosa da bere oltre alle svariate bottiglie di succo al mirtillo che aveva trovato nel negozio, ma appena apri il frigo ci trovò una cascata di sangue che sgorgava ancora fresca dall'interno del frigo. Marcelline si spaventò tantissimo e lanciò un urlo cosi Gunther la raggiunse e vide anche lui il macrabo frigorifero, oltre al sangue pezzi di carne irriconoscibili pendevano dalle mensole del frigo, lui sperò soltanto che non fosse carne umana.
-Vieni Marcelline andiamo via da questo posto!
-dove credete di andare? siete venuti in casa mia almeno il dolce ve lo offro io!
Disse un uomo bassino ma muscoloso vestito con un armatura fatta in casa e con uno scolapiatti in testa. Marcelline appena lo vide gli scappò una risata, ma l'uomo gli passo sopra alle sue risate e chiese ai due ragazzi di accomodarsi ma Gunther stringendo forte la mano di Marcelline disse all'uomo che dovevano andar via e indietreggiarono verso l'uscita.
-ma è cosi che si tratta un povero vecchio? io avrei fame e voi? .Disse leccandosi i baffi grigi.
Marcelline iniziò a tremare cosi estrasse la balestra e provò ad aprire la porta ma era bloccata, il vecchio nel frattempo prese un fucile sparò un colpo verso i due giovani ma non li colpì per fortuna. Gunther mentre cercava un piano per scappare di li proteggeva Marcelline standogli davanti. Ma lei lo scostò e prima che il vecchio sparasse un altro colpo, questa volta senza sbagliare, gli lanciò una freccia direttamente alla gola che era l'unica parte del corpo non coperta oltre al viso. Il vecchio morì sul colpo accasciandosi a terra sul proprio fucile.
-Marcelline ma sei impazzita? mi stava venendo un accidenti.
-zitto e recuperiamo la freccia.
- ma ti pareva il caso di ucciderlo?
- volevi diventare la sua cena? non hai visto il frigo!
-tu dici che era carne umana?
- tu credi che in una città abbandonata si possa trovare dell'altro?
Gunther la guardo esordiente e poi la aiutò a sfilare la freccia insanguinata dalla gola del vecchio con un colpo secco e deciso, l'uomo per un attimo riapr' gli occhi di scatto ma poi rimase immobile. I due ragazzi si spaventarono per l'ennesima volta e con una sedia ruppero la vetrina del negozio cosi riuscirono ad uscire da quell'inferno. Ritornati sulla strada principale e camminando a passo svelto arrivarono finalmente alla moto e sulla via del ritorno notarono un cartello " welcome to Stermiland ".
-Ora capisco perchè è distrutta questa città hhahahaha. DIsse Marcelline dietro le spalle di Gunther, ma lui non la sentì, le sue orecchie erano coperte dal casco integrale nero. Lei se ne accorse di non esser considerata cosi restò in silenzio per tutto il resto del viaggio navigando anche lei tra i suoi pensieri.
Pub.one 05ottobre2014
Firmato TATINA300


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