ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 1 ottobre 2014
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Where is my mind?

di tatina300. Letto 499 volte. Dallo scaffale Sogni

CAPITOLO 24: La moto sfrecciava tra i boschi dopo aver lasciato la baita dello zio di Gunther, era stato molto gentile nei nostri confronti quella sera motivando molto i miei piani, volevo conoscerla, non so ancora quanto tempo mi restasse e quando avr...

CAPITOLO 24: La moto sfrecciava tra i boschi dopo aver lasciato la baita dello zio di Gunther, era stato molto gentile nei nostri confronti quella sera motivando molto i miei piani, volevo conoscerla, non so ancora quanto tempo mi restasse e quando avrei avuto il tempo di sperimentare la pistola su di me. Mentre correvamo via pensavo a come dirgli a Gunther di questa mia idea ma forse sarebbe stato meglio tenerlo al corrente di tutto oppure addirittura portarlo via con me, anche se forse tenergli allo scuro 35 minuti non avrebbe fatto male a nessuno dei due. Avrei dovuto agire di notte mentre lui era nelle dolci braccia di Morfeo.

-Marcelline tutto bene li dietro?

-eh si si !

-dimmelo quando sei stanca che ci fermiamo..

- dovrei fare pipì in realtà..

- ok a 8 km da qui faremo la prima tappa resisti?

- prima tappa?

-beh si forse non te l'ho detto ma faremo 3 tappe..

- perchè?

- beh perchè arriveremo tra tre giorni all'entrata dello skyline, faremo una strada sterrata parallela a quella diretta, cosi avremo tempo di fermarci e riposarci e fare rifornimento, forse..

- perchè forse?

- beh trovare benzina di questi tempi non è facile ma forse la comunità ci aiuterà..

- la comunità?

- va beh poi vedrai piccola..

Non sapevo dove saremmo arrivati tra pochi minuti ma mi sentivo protetta, stare dietro la sua schiena su quella moto mi faceva sentire bene, anche in una situazione cosi drammatica io insieme a lui sapevo di poter affrontare il mondo, lui era la mia forza, lui mi dava la vita, a volte mi chiedevo cosa fosse successo se sarebbe andato tutto come previsto nei piani, io che fine avrei fatto?, intendo cosa succederà quando tutto questo sarà finito e noi torneremo a casa..lui starà ancora con me? chi si prenderà cura di Hannabelle se sarà ancora viva? oppure tutto questo cesserà dopo la nostra missione?, qualunque cosa sarebbe accaduta mi auguravo che lui non avesse cessato di guardami negli occhi , stringermi forte a se ma sopratutto baciarmi..volevo le sue labbra ora e per sempre sulla mia pelle, in ogni angolo del mio corpo, volevo i suoi baci come i suoi morsi, anche se qualcosa sarebbe andato storto..anche se bisognava richiare la vita..io l'avrei donata a lui, al mio diavolo salvatore, al mio protettore ma allo stesso tempo angelo della morte, e se parlo cosi è solo perchè è grazie a lui che ho trovato il coraggio di esser qui adesso, il coraggio di uccidere quei mostri che hanno ucciso la mia famiglia, il mio futuro e i miei sogni.

- Dai resisti siamo quasi arrivati...cosa stai bombottando piccola diavoletta?

Mi aveva chiamata "piccola diavoletta" come se sapesse che stessi pensando a lui come il mio diavolo..il mio angelo della morte colui che mi dava la vita ma allo stesso tempo mi portava a morire cibandosi della mia anima e del mio cuore. Sto iniziando a credere che siamo telepatici, lui spesso riesce a rispondermi a tono, forse avverte le mie emozioni.

- Hey ti sei addormentata piccola? dai siamo arrivati.

Avevo poggiato la mia testa sulla sua spalla mentre eravamo in viaggio cullata dalla brezza del vento nei capelli, persa dai mille pensieri chiusi gli occhi per circa 7 minuti. Saltai a terra dal lettino posto sotto la finestra, mi guardai nello specchio e vidi me stessa, ma la mia pelle non era viola, tanto meno azzurra, nulla era azzurro..tranne i miei occhi e i suoi occhi che attraverso lo specchio apparivano di un marrone intenso e la pelle chiara, come quella degli umani, lei era umana, quindi io ero umana, potevo sentirne il profumo, era diverso non come il nostro ma somigliava all'odore di una domenica d'estate sul bagnoasciuga al tramonto. Mi girai vidi due porte, una era bianca l'altra nera, aprii per prima la nera e subito mi ritrovai in una camera buia e vuota, poi una luce si accese, era una lampadina attaccata a un filo pensolante, guardai sotto di essa e infondo alla camera c'era una sedia con sopra seduta e imbavagliata una bambina dai capelli biondi raccolti in due treccine che gli scendevano ai lati della testa, piangeva e mi chiedeva aiuto, cosi mi avvicinai e gli tolsi il bavaglio, la rassicurai ma nei suoi occhi vidi la collera di una bambina che sapeva..sapeva che quella era la sua ora, l'angelo della morte era li alle mie spalle pronto a prendersela. La bambina diede un urlo cosi forte che dovetti tapparmi le orecchie per resistere a quel frastuono assordante, i suoi occhi diventarono tutti neri insieme alla sua bocca e i suoi capelli, era diventata un mostro, si liberò da quella sedia che la teneva ancora stretta alla terra e iniziò a fluttuare nella stanza, io presa dallo spavento feci 3 passi indietro e poi scappai via, ma arrivata alla porta una mano mozzata e insanguinata mi passò davanti impedendomi di uscire, cosi mi riguardai alle spalle e vidi che la bambina mi aveva quasi raggiunta cosi presi coraggio e aprii la porta chiudendola alle mie spalle. Finalmente ero salva, ero ritornata a quel bivio che mi divideva dalla realtà cosi aprii la porta bianca e mi ritrovai in un campo di grano, avanzai fin ad arrivare al raccolto più alto poi vidi Gunther correre il suo sguardo si incrociò col mio ma come un fantasma lui non si accorse di me, inseguiva una ragazza, ma non ero io, lei aveva i capelli dorati e sfuggiva alle sue mani, finchè lui non l'afferrò per la caviglia facendola cadere in quel letto di spighe, pungente ma allo stesso tempo un letto d'amore, lui gli si avvicinò, i loro nasi si sfiorarono e un sorriso insieme a una carezza diede vita alla loro felicità e alla mia gelosia. Magari lei era la sua vera ragazza mi chiesi, magari lui ora era con me ma cercava lei, quei mostri c'e l'avevano strappata via dal suo cuore, me lo sentivo mentre il mio cuore veniva punto da quegli aghi riempiendo i miei occhi di gocce d'arcobaleno.

Pub.one 01ottobre2014

Firmato TATINA300



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: