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lavoro pubblicato martedì 30 settembre 2014
ultima lettura domenica 10 novembre 2019

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IL LEPROTTO GIOACCHINO

di CROMES. Letto 501 volte. Dallo scaffale Fiabe

    C'era un boschetto popolato da tanti animali piccoli, medi e grandi. Tra gli abitanti c'era un leprotto di nome Gioacchino. Gioacchino era diverso dai suoi simili. Non giocava, non saltava. Era solito passeggiare leggendo libricini di fia.....

C'era un boschetto popolato da tanti animali piccoli, medi e grandi.

Tra gli abitanti c'era un leprotto di nome Gioacchino.

Gioacchino era diverso dai suoi simili. Non giocava, non saltava. Era solito passeggiare leggendo libricini di fiabe indossando i suoi rossi occhialini tondi.

La mamma lo invitava a giocare con gli altri leprotti, a correre, a saltare, a socializzare. Gioacchino declinava l'invito rispondendo pacatamente che il suo piacere era leggere e che stava bene da solo pur non detestando i suoi coetanei.

Un giorno il boschetto fu turbato dalla presenza di un animale grande e feroce; un predatore che non appena vide uno dei leprotti intento a giocare non esitò ad inseguirlo per cercare di catturarlo. Riuscì a catturare il leprotto e si avviò per recarsi nel luogo adatto a consumare il suo " pranzetto ".

Gioacchino vide tutta la scena.

Non si fece prendere dal panico. Posò il libro che stava leggendo insieme agli occhiali. Chiamò tutti gli altri leprotti e chiese loro di aiutarlo a liberare il coetaneo catturato. Tutti aderirono all'invito. Concordato in pochissimo tempo il piano di azione, si diressero immediatamente verso il predatore.

Gioacchino fece un balzo eccezionale saltando sulla testa dell'animale cattivo mentre gli altri si posarono sulle altre parti del corpo . Il predatore non si rese cosa di quel che stava succedendo e, cercando di liberarsi dall'assalto dei leprotti, aprì la bocca consentendo al leprotto catturato di scappare.

In un attimo tutti riuscirono a scappare ed a tornare nelle loro tane. Il predatore, stanco, desistette dal rincorrere i leprotti e, mogio, mogio, se ne andò .

Arrivati nelle loro tane l leprotti comandati da Gioacchino furono festeggiati insieme al leprotto liberato. Ma il più festeggiato di tutti fu Gioacchino stesso il quale aveva fatto mostra di qualità a tutti sconosciute quali il coraggio e l'agilità. Quell'evento rappresentò per tutti una lezione perché da quel fatto molti compresero che ognuno non è solo quello che appare ma può essere anche qualcun' altro; un qualcun' altro con qualità sconosciute, inespresse e meravigliose.



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