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lavoro pubblicato martedì 30 settembre 2014
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Saints (capitolo 4)

di MissSparrow. Letto 545 volte. Dallo scaffale Fantasia

Passarono almeno 6 o 7 mesi da quella discussione serale (Val non era brava a tenere i conti) e la vita era andata avanti, tra alti e bassi, con le  prime "missioni"che il Boss le aveva affidato ,missioni semplici ma che grazie alla sua ...

Passarono almeno 6 o 7 mesi da quella discussione serale (Val non era brava a tenere i conti) e la vita era andata avanti, tra alti e bassi, con le prime "missioni"che il Boss le aveva affidato ,missioni semplici ma che grazie alla sua caparbietà le avevano fatto conquistare la fiducia di tutti i Saints, capo compreso.

Aveva dimostrato più volte di saperci fare con armi di ogni tipo, dalla pistola automatica alla M16, dal minigun al fucile di precisione,che era anche il suo preferito, l'assassino silenzioso lo chiamava.

Non abitava più nella'appartamento che le avevano affidato , aveva convinto il Boss a passarla in uno dei loft in un grosso e moderno palazzone vicino al centro... non riusciva proprio a vivere in un posto in cui,secondo lei si consumavano troppi amplessi a pagamento....Il capo aveva accettato dopo un po' di reticenza, perchè lei lo aveva convinto che una Saint in quella zona poteva tener d'occhio i movimenti degli spacciatori della city...

Il problema maggiore in quel periodo erano diventati i Luchadores, con le loro ridicole maschere da wrestler stavano a poco a poco conquistando la periferia,ma si stavano rafforzando tanto da far temere attacchi ai centri nevralgici dei Saints.

Era una domenica mattina quando Val fu svegliata da un forte e concitato bussare alla porta del loft. Si alzò gridando :

"Arrivo arrivo!!!" si infilò velocemente una camicia due o tre misure più grande della sua e corse ad aprire.

Appena girò la maniglia della porta il Boss entrò chiudendo con un botto.Sembrava una furia non la guardò neppure correndo verso la vetrata e imprecando:

"Maledetti figli di puttana, bastardi, voglio ammazzarli uno ad uno"

Val lo seguì agitandosi a sua volta:

"Ma che cazzo succede?!"

L'duomo le fece cenno di fare silenzio mentre nascondendosi dietro alla tenda osservava quel che accadeva in strada, poi si giro verso la ragazza che ,con le gambe scoperte e la camicia mezzo sbottonata tentava di capire. Sorrise appena tentando di guardare sotto la camicia di Val che istintivamente strinse le braccia al petto per coprirsi e poi le disse:

"I Luchadores, hanno fatto fuori tre dei nostri migliori spacciatori, vogliono la formula della droga sintetica che ha realizzato Gonzalo e che sta decisamente avendo successo. E ora sono qui in zona, stanno dando la caccia a tutti i Saints che trovano.". osservò fuori dalla finestra "ce ne so no almeno 20 qui sotto, dobbiamo trovare il modo per eliminarli tutti.

Val sorrise e si avvicinò ad un armadio, lo aprì e ne tirò fuori un M16 e un fucile di precisione. Passò il mitra al Boss, che davvero non se lo aspettava, quindi aprì la finestra quanto basta per far passare la canna del fucile, col silenziatore,prese la mira con il mirino di precisione,e premette il grilletto con sicurezza. Nello stesso istante uno dei Luchadores in strada si accasciò colpito alla testa.

Ci furono scene di panico tra i passanti mentre i compagni del morto si guardavano attorno per capire da dove fosse arrivato il colpo.

Il boss la guardò con gli occhi sgranati poi le sorrise:

"Inizi a farmi paura bambina!" quindi si affacciò ed iniziò a sparare a raffica a tutti i nemici mascherati. Val orgogliosa della sua buona mira continuò a sparare, prendendone almeno altri 10 alla testa. Tutto durò quasi 40 minuti,poi tutto tacque,e sembrò che i Luchadore avessero rinunciato .

I due sospirarono quasi all'unisono e posarono a terra le armi.

Val guardò il boss che si stava avvicinando alla porta,silenzioso e gli disse:

"Forse è meglio se ti fermi ancora un po' non vorrei che ti beccassero in strada,non credo che avresti scampo solo contro tutti"

Lui la guardò annuendo e tornò sui suoi passi sedendosi sul divano... si accese una sigaretta inspirando profondamente il fumo acre, e guardò le gambe di Val, che se ne accorse e imbarazzata balbettò:

"scusa vado a rendermi presentabile"

Quando tornò,indossando i jeans e il top viola dei Saints, lui le fece cenno

di sedersi e sospirò:

"Cosa c'è che non va?"

Lei sembrò cadere dalle nuvole, si sedette,a debita distanza da lui e rispose:

"Cosa vorresti dire? Non c'è nulla che non vada"

Il boss scosse la testa...:

"Non ami il tuo corpo vero?"

Val tra salì a quella'affermazione, sapeva che in fondo era vero, non si era maipiaciuta particolarmente, e le molestie subite da ragazzina l'avevano fatta sentire sporca a ed inadeguata....ma sapeva che stava migliorando, restando con i Saints, stava Aumentando la sicurezza in se stessa. Avrebbe anche potuto prendere iniziative che prima neppure si sarebbe sognata.

"In realtà è solo che mi spaventano un po gli sguardi di un uomo potente come te, che è abituato ad avere sesso solo chiedendolo". Arrossì mentre pronunciava quelle parole, poi continuò:

"Ti incazzi se ti faccio una domanda personale?"

Lui sorrise:

"Dipende, da quanto personale è"

Val prese fiato poi chiese:

"Ti sei mai innamorato? Hai mai avuto una donna? Voglio dire ti é mai capitato di fare l'amore con qualcuno o in vita tua hai solo scopato?"

Si pentì quasi subito di quella'uscita quando si trovò gli occhi glaciali del Boss dritti nei suoi.

"C'è differenza? Il sesso è sesso"

Lei sgranò gli occhi cercando di nascondere il disgusto che provava per quelle parole: forse il suo intento di insegnare ad amare ad un uomo simile era tempo perso.

Decise che era venuto il momento di tirare fuori il coraggio.:

"Non sai cosa vuole dire la dolcezza vero?"

Lui sembrò perplesso quando lei gli si avvicinò....

Val inspirò piano e cercò di in fondersi un po di coraggio in più.

Avvicinò piano la mano destra alla guancia dell'uomo che la guardò torvo, scostandosi leggermente. Gli sfiorò la guancia in una carezza delicata, che lui accettò , anche se sempre titubante. Seguì tutto il profilo del suo viso seguendo la barba scura, fino ad arrivare sul mento. Osservò la cicatrice che attraversava il viso del Boss, stava per sfiorarla con due dita ma si fermò:

"Posso?"

gli sussurrò: lui annuì, e la ragazza appoggiò indice e medio sulla fronte dell'uomo che sembrò avere un brivido...scese lungo quel solco, sfiorando la palpebra fino ad arrivare di nuovo sulla guancia.

In quel momento Val tremava, quell uomo le faceva uno strano effetto. Era come se il sex appeal che emanava la rendesse più audace.

Appoggiò le dita sulle labbra del Capo, che chiuse gli occhi, le percorse con l'indice. Lui socchiuse appena la bocca e sfiorò il suo dito con un bacio leggero. Alzò una mano e la poggio sul fianco di lei che trasalì:

"No ti prego" gli disse afferrando la sua mano e facendogliela poggiare sul divano, sapeva che se lui l avesse toccata, avrebbe perso il controllo, e lei questo non lo voleva assolutamente.

Avvicinò la bocca a quella di lui e gli poggiò la mano sul petto. Gli sfiorò le labbra con un bacio leggerissimo e in quel momento sentì il cuore di quell' uomo accellerare i battiti.

Lo guardò con dolcezza e gli sorrise, alzandosi dal divano:

"Allora anche il Boss ha un cuore!"

"Ti stupisce?"

"Un pochino si, non pensavo che mi lasciassi usare tutta questa dolcezza senza reagire"

Il capo si alzò e si avvicinò alla porta d'uscita:

"A quanto pare un cuore ce l'ho....ma che resti tra noi! Poi un giorno mi dirai perché lo hai fatto"

Le fece l'occhiolino e uscì dalla porta dicendole:

"Vieni nel mio ufficio alle 17, ci riuniamo per decidere come comportarci con i Luchadores".

La mezzora seguente Val la passò stordita, sul divano...questa volta era davvero arrivata a un passo dalla perdita di controllo, e questo non le piaceva, non voleva essere considerata una zoccola come tutte le altre.

Alle 16, la ragazza iniziò a prepararsi per andare al quartier generale, quando sentì bussare alla porta. Forse il Boss aveva mandato qualcuno a prenderla; quando aprì la porta, non c'era un saint, ma 4 Luchadores,tre uomini e una donna. Val indietreggiò, tentandfo di avvicinarsi al tavolo dove aveva posato la pistola automatica,ma la Luchador, con uno scatto la colpì con il calcio della sua arma, facendola cadere ai piedi del tavolo, stordita:

"Che cazzo volete?"

sibilò tentando di rialzarsi , ma il più grosso di quei bastardi la sollevò tenendola per il collo, e facendola quasi svenire:

"Vogliamo la formula" ruggì. "e visto che il tuo capo non è facile da trovare, abbiamo deciso di prendere in prestito una delle sue bamboline"

Val, lo guardò schifata e gli sputò sulla maschera:

"Fanculo, hai sbagliato persona, non solo la bambolina di nessuno, lasciami andare bastardo"

Lui la scagliò sul pavimento. Val urlò di dolore quando la sua spalla picchiò in terra violentemente, aveva la vista annebbiata, riuscì solo a vedere quella bestia che la sollevava caricandosela sulle spalle dicendo:

"Non sarai la sua bambola ma di sicuro spari troppo bene perché lui se ne fotta di te"...quindi perse i sensi.



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