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lavoro pubblicato lunedì 29 settembre 2014
ultima lettura martedì 20 ottobre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

la gita al fiume continua

di rugiada. Letto 2647 volte. Dallo scaffale Eros

Rimasi stesa per un po’ in preda del mio primo orgasmo mentre mio cugino Ivan continuava a guardarmi nuda, con le gambe aperte in mezzo ad un prato. Sorrideva compiaciuto, come se avermi fatto sentire per la prima volta sensazioni da me sconosciu...

Rimasi stesa per un po’ in preda del mio primo orgasmo mentre mio cugino Ivan continuava a guardarmi nuda, con le gambe aperte in mezzo ad un prato. Sorrideva compiaciuto, come se avermi fatto sentire per la prima volta sensazioni da me sconosciute lo appagasse, come lo appagava lo sguardo languido che gli lanciavo.

"Ti è piaciuto vero sporcacciona?" mi disse prendendomi in giro.

"Non mi dire che è la prima volta che qualcuno esplora il tuo bellissimo corpo" continuò canzonatorio. Diventai rossa dandogli la conferma che quelle erano le prime esperienze sessuali che facevo.

"Sai che sei proprio bella? Io ho voglia di baciarti ancora ma credo che sia giusto che tu assaggi il gelato che ho portato qui per te."

Stavo quasi per lamentarmi, dirgli che il gelato era una leccornia molto meno piacevole delle sensazioni che mi aveva fatto sperimentare, quando cominciò a spogliarsi togliendosi la maglietta e col gelato che si stava sciogliendo si sporcò il petto. "Adesso tocca a te farmi stare bene, se seguirai le mie istruzioni sarai anche tu capace di farmi essere contento, come lo sei stata tu."

Decisi che era giusto assecondarlo, mi aveva condotto verso un paradiso dei sensi ed era giusto che anche io facessi qualcosa per lui. "Tu insegnami e io sarò contenta di soddisfarti!" "La mia bella cuginetta servizievole, la mia servetta del piacere, si questo sarà il tuo nomignolo sfacciatella" disse ridendo.

"Adesso leccami, lecca il gelato e segui con la lingua il tracciato che mi sono disegnato addosso."

Partendo dal collo lo leccai fino al petto, sentii i suoi capezzoli intirizziti, i mugolii che lui faceva assomigliavano a quelli emessi da me precedentemente. Ad un tratto prese la mia mano e la portò nel suo membro ancora coperto dai pantaloni. Non riuscivo a capire cosa fosse quella protuberanza nei jeans e quando gli chiesi cosa fosse cominciò a ridere: "Sei davvero inesperta vero piccola cuginetta? Adesso che mi hai fatto eccitare il mio cazzo si è gonfiato e mi devi aiutare a sgonfiarlo se no come faccio a tornare a casa? Guarda, guarda come è ridotto" e con queste parole si tolse le mutande lasciandomi vedere il suo membro eretto, rosso. "Toccalo!" Con le dita lo sfiorai ma lui prese la mia mano con la sua e mi fece circondare il cazzo con essa." Adesso devi andare lentamente su e giù con la tua manina, lentamente lentamente, voglio assaporare piano il tuo tocco".

Ubbidii alle sue parole, accarezzando quel membro rosso e pulsante ma ad un tratto mi disse che la mia mano non gli bastava, non sarebbe stato contento abbastanza e rimasi male. “Forse non sono brava?” gli chiesi. “No tesoro è che ci sono modi migliori per farmi stare bene e se ci riusciamo potresti stare meglio anche tu. Dai stenditi che vediamo se possiamo fare di più.”

Mi stesi, a gambe larghe e scese di nuovo con una mano infilandomi nuovamente un dito dentro, con movimento circolare esplorò di nuovo le grandi labbra ed il clitoride. Poi si alzò un po’ e prese le mie tette unendole, mentre con i pollici torturava i capezzoli sempre più duri. “Adesso io infilerò il mio cazzo fra le tue tette e quando vedi la fine del cazzo vicino alla tua bocca tu la devi leccare, vedi si chiama cappella, leccami la cappella troietta.” Feci come lui mi chiedeva ed ero eccitatissima, soprattutto mi piaceva vederlo soddisfatto ma ad un tratto del liquido giallastro uscì dalla sua cappella e lui emise un urlo. Si sdraiò sopra di me, accarezzando i miei capelli mi disse all’orecchio: “piccola sporcacciona, vedrai quante altre gite al fiume faremo, solo se ti è piaciuto”. Sorrisi soddisfatta.



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