ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 28 settembre 2014
ultima lettura giovedì 14 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Saints (capitolo 2)

di MissSparrow. Letto 555 volte. Dallo scaffale Fantasia

Si incamminarono fuori dal casinò verso un'auto che a lei sembró incredibilmente bella, una vettura sportiva che aveva visto solo su qualche rivista rubata in edicola. Viola metallizzato con dettagli dorati...Si sedette al posto del passe...

Si incamminarono fuori dal casinò verso un'auto che a lei sembró incredibilmente bella, una vettura sportiva che aveva visto solo su qualche rivista rubata in edicola. Viola metallizzato con dettagli dorati...

Si sedette al posto del passeggero, e mentre Pierce cantava a squarciagola un brutto pezzo rap che stava trasmettendo la radio, lei si chiese cosa la aspettava, se aveva fatto il passo più lungo della gamba. E se il Boss l'avesse mandata via? Se le avesse riso in faccia?

Venti minuti e centomila considerazioni dopo, l'auto si fermó ai piedi del grattacielo più alto della città: il quartier generale dei Saints. Seguì Pierce nell'immenso atrio del palazzo, camminando verso l'ascensore in cristallo trasparente. Il ragazzo digitò un codice sulla tastiera di comando e l'ascensore partì silenzioso.

"Ehm, lascia che parli prima da solo al Boss, gli anticiperò le tue richieste"

Disse Pierce, che in quel momento le sembrò quasi impaurito. Lei accennò un si con la testa poi ribattè:

"Dì un pò ma lo ha un nome questo Boss? Il Boss di qua, il capo di lá....sembri intimorito da lui....è un uomo come gli altri no?"

Pierce sembró rabbrividire, si guardó attorno come se temesse che "lui" potesse sentire:

"NO che non è uno come gli altri!!" Sbottó,

"Lo capirai quando lo conoscerai, e comunque NESSUNO conosce il suo nome. Si dice che neppure sua madre lo sappia, quindi lui è il BOSS"

Scandì bene le parole, come a volerle sottolineare.y

Val iniziò ad avere timore.....con chi cavolo stava per avere a che fare??

L'ascensore fermò la sua corsa all'ultimo piano:l'attico.

Il lusso li sopra la investì con profumi di fiori fresci, marmo italiano ovunque , oro e viola dappertutto, e in ogni angolo il loro simbolo: il fleur de lis , il giglio.

Improvvisamente tutta la sicurezza ostentata al casinò era sparita facendo spazio all'ansia....

Pierce le sembrò anche più in ansia di lei quando fermandosi davanti a una grande porta viola le disse:

"Aspettami qui"

Si guardó attorno, pensò persino di scappare via, ma non se lo sarebbe mai perdonato:

"Ok Val ormai sei in ballo....si inizia a ballare" si disse sospirando.

Pierce uscì dalla porta sorridendo, sembrava meno teso di prima e Val si chiese se interpretarlo come un buon segno...

"Il capo ti aspetta dentro...mi troverai qui quando avrai finito"

Lei gli sorrise appena passandogli accanto, stava di nuovo mostrando sicurezza, ma in realta ora era tutta fittizia: era terrorizzata.

Varcó la porta e si trovò in una sorta di ufficio, grande almeno quanto un appartamento. Davanti all'immensa vetrata un uomo, voltato di spalle, beveva una birra da una bottiglia. Lei tentò di inquadrarlo: era alto, di sicuro piu di 190 cm e aveva spalle larghe e forti. Da quel che riusciva a vedere aveva capelli scuri...e poi sussultò quando un voce profonda e lievemente rauca le disse:

" così tu sei la svitata che vuole far parte dei Saints"

Lei rispose di getto, come era abituata a fare di solito:

" Senti bello io non sono affatto svitata, non mi importa chi cazzo sei devi parlarmi con rispetto!"

Si morse la lingua subito dopo quando ricordò che il Boss aveva tagliato la gola a sangue freddo ad un tizio solo perche gli aveva mancato di rispetto.

Ma lui non sembrò arrabbiato, anzi parve quasi divertito, posò la bottiglia su un ripiano accanto a lui, e si voltò.

Il quel momento Val perse totalmente la capacità di ragionare e si trovò a pensare:

"Hai capito il Boss quanto è figo..."

Lo osservò bene mentre l'uomo si avvicinava lentamente a lei: era piuttosto abbronzato, i capelli corvini pettinati all'indietro con abbondante gel, il pizzetto ben curato con la barba che seguiva la linea della mascella forte e squadrata. Una profonda cicatrice partiva dal centro della fronte e attraversava,fortunatamente senza danneggiarlo, l'occhio destro....e gli occhi....quelli la lasciarono decisamente stordita: non aveva mai visto occhi di un grigio così chiaro, a qualche metro di distanza le sembrarono addirittura quasi bianchi ma allo stesso tempo erano profondi e magnetici.

Scosse il capo rapidamente per risvegliare la mente offuscata dalla visione del Boss, che ora era a meno di un metro da lei e la guardava serio:

"Non mi piace che mi si parli a certi modi , bambina"

Val sentì un moto di rabbia salire verso la gola e sibiló:

"NON SONO UNA BAMBINA" ma quando il suo sguardo torvo incrociò di nuovo quegli occhi di ghiaccio si trovò senza nemmeno volerlo a guardarsi la punta delle scarpe.

Questa volta l'uomo sembrava essere davvero incazzato:

"Ascoltami bene, se vuoi essere dei nostri dovrai dimostrarmi piu rispetto, non me ne frega un cazzo di quello che pensi tu....per me sei BAMBINA ok?"

Val sentì le lacrime gonfiarsi negli occhi...proprio come una bambina.

"Come ti chiami" chiese lui apparentemente piú calmo

Lei riuscì solo a sussurrare"mi chiamo Val"

"Ottimo, Val, dovrai dimostrare quel che vali se vuoi essere una Saint." Disse avvicinandosi di nuovo alla vetrata, dando le spalle alla donna che rimase in silenzio, osservando la sua immagine riflessa in quella enorme Panoramica sulla città.

Poi lui continuò:

"Diciamo che tra noi ci sono diverse"specializzazioni"....c è chi é esperto di gioco d'azzardo, Pierce ad esempio,che cura egregiamente gli affari che derivano dai casinò. C'è chi è esperto di chimica come Josè, che si occupa di mettere sul mercato droghe che facciano uscire di testa i tossici di Summer Hill e non solo. Poi i ricettatori come Thomas e Gonzalo, tutti i ragazzi che pensano a coprirci le spalle, esperto di armi d'ogni genere..."

Si girò verso Val, facendo qualche passo verso di lei e sedendosi sull'angolo della scrivania...la osservò malizioso:

"E poi ci sono le puttane, come Shaundi, che ci fanno fare un sacco di soldi, e ci intrattengono egregiamente"

Val ebbe un sussulto sentendo quelle parole, "Puttana MAI" disse tra se e se, e stava per dirlo anche al Boss ma lui la interruppe:

" Me lo dirai domattina, fatti mostrare il tuo appartamento da Pierce e poi rimandalo qui da me....abbiamo parecchio da fare ora"

Lei annuì e gli voltò le spalle per uscire....e intanto pensò:"Appartamento?? Certo si trattano bene i Saints"

Pierce era fuori della porta che attendeva con una certa ansia:

"Cavoli, pensavo che non saresti più uscita, ho sentito anche il capo alzare la voce e per un attimo ho pensato che fossi fottuta"

Lei sorrise e gli rispose sorpassandolo:

"Si abbiamo avuto un piccolo scambio di opinioni. E comunque il boss è uno stronzo. Mi mostreresti il mio "appartamento"? Così poi potrai tornare da lui, ha detto che avete da fare"

Sembrò trasalire:

"Cavolo è vero....i Morningstar hanno bisogno di una bella strigliata!"

La accompagnò al piano di sotto in un piccolo appartamento ma molto lussuoso, quasi come quello al piano superiore.

La lasciò li e corse di sopra salutandola.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: