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lavoro pubblicato lunedì 22 settembre 2014
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Diario africano

di MadameWu. Letto 548 volte. Dallo scaffale Viaggi

C'è tutta questa polvere, accidenti, mi rovina la macchina fotografica!Nubi di polvere sospesa in aria, come una nebbia rossa che invade anche il più microscopico pertugio.Mamma Africa te la respiri tutta in questi giorni di vento. Vento ...

C'è tutta questa polvere, accidenti, mi rovina la macchina fotografica!
Nubi di polvere sospesa in aria, come una nebbia rossa che invade anche il più microscopico pertugio.
Mamma Africa te la respiri tutta in questi giorni di vento. Vento che ti riempie di terra il naso, la bocca, le orecchie. E quando ti levi le mutande sono rosse anche quelle.

Ho fatto male a venire, me lo sentivo che andava male. Son 3 giorni che ho la febbre altissima e non è malaria, merda! Doctor Gunnar lo ha detto in norvegese ma io l'ho capito lo stesso. "E' una di quelle febbri strane, bisogna solo aspettare; se passa, passa. Se non passa muore".

Belle diagnosi fanno questi qua! Però hanno l'aria condizionata. E questo , per una che ha 42 di febbre da tre giorni, conta più di tutto.
Il mio amico reporter è appena tornato a dirmi che il comandante dell'aereo non mi prende a bordo.
Dice che non può, che non si assume la responsabilità.
Fanculo! Ma è un cargo! Mi possono mettere in frigo se han paura che li infetti...

E poi, ok, ok, ha ragione anche lui, aspettiamo che passi.
Dormo molto, per fortuna. E faccio sogni strani.
Sono in mezzo a un branco di leonesse e sto correndo, corro proprio come loro ma poi mi fermo perchè a un tratto non ho più fiato mentre loro proseguono bellissime la loro corsa. Le vedo che cacciano un bufalo che poi non è più un bufalo ma un caimano che si dimena nell'acqua e gli spruzzi bagnano le leonesse e loro affondano i denti nella carne del caimano che adesso è diventato un uomo e schizza sangue e grida, grida, svegliati, grida svegliati, svegliati, svegliati!

Mi sveglio e c'è doctor Gunnar che mi guarda serio, mi tira giù dal letto e mi accompagna sorreggendomi fino al bagno. Mi siede sulla tazza e aspetta. Poi mi sposta su una sedia di plastica che ha messo sotto la doccia. La pudicizia è qualcosa che ora non mi posso permettere. Mi lava, che bellezza l'acqua fresca... pendo un po' da un lato, mi acchiappa al volo, mi tira su di nuovo e torniamo verso il mio letto.

Quarto giorno e la febbre non scende. In compenso non c'è più vento e fa ancora più caldo. Doctor Gunnar è appena rientrato dal giro dell'accampamento. Mi sento appena meglio e gli chiedo come va là fuori.
Al solito, risponde.
Il solito significa i soliti 2 o 3 morti. L'epidemia di colera non si placa.

Quinto giorno. Ho dormito tutta la notte . Nessun grido, nessun lamento, nessuna imprecazione mi hanno fatto svegliare. Mi metto una mano sulla fronte come faccio ormai istintivamente e ho quasi un sussulto; fredda! O son morta o son guarita, non si scappa.

Mi metto a sedere e mi gira la testa, ai morti non gira la testa, vero?
Provo ad alzarmi, fatica bestiale. Però sto su. Poco, ma sto su.
Quando arriva Doctor Gunnar mi trova con la faccia lavata e una maglietta pulita.
Ride. Poi scappa via e torna dopo due minuti con un po' di riso e con Paul che mi fa una foto e ride a sua volta.



Commenti

pubblicato il 22/09/2014 14.33.39
senzanumero, ha scritto: Piacevole.
pubblicato il 22/09/2014 15.41.33
MadameWu, ha scritto: direi proprio di no :)

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