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lavoro pubblicato mercoledì 17 settembre 2014
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

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L'orsa Daniza e l'uomo Leonardo

di Bukmij. Letto 338 volte. Dallo scaffale Generico

In questi ultimi giorni ho sentito tanto parlare di un orso ucciso da non sò chi. Tante proteste, tanta gente scesa in piazza, politici indignati, televisioni con un sacco di servizi su questo povero orso, wwf, animalisti, moralisti di ogni tipo...

In questi ultimi giorni ho sentito tanto parlare di un orso ucciso da non sò chi. Tante proteste, tanta gente scesa in piazza, politici indignati, televisioni con un sacco di servizi su questo povero orso, wwf, animalisti, moralisti di ogni tipo (una classe molto numerosa quì in Italia). Di cosa è capace la gente unita. Ne parlavo giusto con il mio amico Leonardo. 35enne ex operaio edile, ora disoccupato, sposato con Lucia che lavora 15 ore al giorno in un bar di una benzina, con due bimbi di 2 e 5 anni.

Ero andato a trovarli perchè avevo sentito dire che Leo stava passando un periodo un po' così. Era sempre su quel divano attaccato alla TV. Un colosso di due metri distrutto mentalmente.I suoi figli che giocavano di fronte a lui, con quei faccini sereni, sorridenti, ma lui non c'era, era assente. Appena mi vide si alzò e mi abbraccio, non sò se era veramente felice di vedere un altro essere umano o se era per la confezione da 6 di becks che avevo in mano. Ci sedemmo in salotto, lontano dai bambini. Volevo dargli una mano. Volevo farlo parlare. Ma lui non era lucido, si notava nello sguardo. Accendeva e spegneva una sigaretta dopo l'altra. Viveva ormai in quella casa con le tapparelle abbassate. Sembrava avesse paura della luce, della gente.

Iniziammo a parlare, mi spegò un po' come se la passava. La moglie ormai aveva preso il suo posto nella gerarchia familiare, era tutto il giorno fuori e portava a casa quegli 800 euro che bastavano per mangiare e far crescere quei due bei bimbi. Lo affliggeva soprattutto questo. Lui a casa a marcire internamente e la moglie schiavizzata per 800 euro che non si godeva anche i figli. Forse avrebbe preferito lui essere quell'orso, morto un po' per sbaglio un po' per caso. Fatalità. Spegni tutta questa sofferenza e se hanno ragione gli indiani rinascerai farfalla magari. Leggera e colorata. Volerai da un fiore all'altro. In un mondo ai tuoi occhi più pulito. Senza lavoro, senza tasse, senza sofferenza, senza doveri e senza diritti. Non vivrai 80 anni certo, ma anche 24 ore vissute da farfalla basterebbero a sorridere e a godersi ogni infinito secondo.

Dopo un mese uscì di casa per andare in ufficio e notai qualcosa di strano nel paese, troppo movimento, troppe parole. Arrivò Marco a informarmi. Leo aveva perso. Si era sparato nelle vene l'ammoniaca. Povera Lucia, poveri bimbi. Mi salì il sangue in testa, la gente non parlava d'altro, inventando spiegazioni di quell'orribile gesto. Ecco quale era il problema. Nessuna piazza fu riempita, nessuna televisione ne parlò, nessun politico se ne accorse, nessuna associazione.

Ah ecco, era soltanto un uomo.



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